14 ottobre

25.2.17

Cinghiali: caccia senza regole... e senza effetti!


La Regione Abruzzo ha autorizzato la caccia di selezione al cinghiale fino al mese di giugno. Già a partire da febbraio, è previsto l’abbattimento di un certo numero di capi, a opera di cacciatori selecontrollori secondo la tecnica della postazione fissa, anche all’interno delle Zone di Protezione Esterna delle aree protette regionali e del Parco Nazionale d’Abruzzo, alcune delle quali estremamente delicate per la presenza dell’Orso bruno marsicano.
Sebbene da una parte il Piano di Azione per la tutela dell’orso bruno marsicano (PATOM) preveda che il potenziale impatto sull’orso derivante dall’attività venatoria è limitato alla sola caccia al cinghiale in braccata, dall’altra lo stesso chiede una implementazione delle buone pratiche di gestione sulla base di apposita cartografia di presenza della specie al fine di minimizzare i fattori di disturbo: ebbene è doveroso sottolineare che autorizzando la caccia in un periodo estremamente delicato per la riproduzione di molte specie tutelate e oggetto di particolare attenzione come l’Orso bruno marsicano, si sta di fatto andando NON a ridurre, ma ad aumentare i fattori di disturbo, contravvenendo a quanto richiesto dal PATOM, di cui la stessa Regione Abruzzo è cofirmataria.
La Regione Abruzzo sostiene inoltre di voler contrastare il fenomeno dei danni provocati dai cinghiali alle produzioni agricole, dimenticando però che prima di procedere agli abbattimenti si dovrebbero promuovere “misure di prevenzione” che invece, inspiegabilmente, sembrano essere di difficile attuazione per la Regione e per gli Ambiti Territoriali di Caccia. Questi ultimi, in particolare, dovrebbero mettere in atto una serie di misure ambientali e di prevenzione del danno prima di autorizzare gli abbattimenti, soprattutto in un territorio, come quello abruzzese, che fa della natura il suo spot pubblicitario per creare valore economico.
Dal punto di vista dell’efficacia degli abbattimenti per ridurre i danni, da anni numerosi studi scientifici hanno dimostrato che non vi è alcuna relazione tra l’entità dei danni e il numero di cinghiali presenti in un’area. L’estensione e la quantità delle colture distrutte, infatti, va rapportata ad altri fattori come la destrutturazione delle popolazioni di cinghiali, il grado di disturbo antropico a queste popolazioni e l’accessibilità dei coltivi. Nell’analizzare la situazione e nell’individuazione delle soluzioni, bisognerebbe considerare la quantità e qualità dei danni all’agricoltura, le caratteristiche ambientali dell’area, la consistenza della popolazione, i dati sull’attività venatoria: tutti elementi che non sembrano essere stati presi in considerazione, dato che molte delle zone nelle quali la Regione ha autorizzato la caccia di selezione non registrano affatto danni all’agricoltura da parte del cinghiale o altro ungulato.
Ancora una volta si deve tristemente constare che le Aree protette, le associazioni ambientaliste e il mondo scientifico sono stati totalmente esclusi da decisioni che dovrebbero vederli invece coinvolti, specie quando si parla di gestione e pianificazione ambientale.
«È bene essere chiari su un punto - dichiara Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo -. Al di là dell’aspetto etico degli abbattimenti, ci troviamo di fronte a una presa in giro di quanti subiscono danni. Tutta questa operazione appare l’ennesimo tentativo della politica abruzzese di “accontentare” il mondo venatorio, strumentalizzando quello agricolo, e non un metodo serio per affrontare la problematica cinghiale in modo tecnico e scientifico, trovando soluzioni vere e durevoli. Si insiste a cercare una soluzione alla gestione faunistica affidandosi ai cacciatori, quando il mondo venatorio, in particolare proprio per il caso dei cinghiali, è il principale responsabile di questa situazione visto che i cinghiali sono stati introdotti in Abruzzo e in tante altre regioni italiane proprio a scopo venatorio».
Invece che dare il via a questa ennesima, inutile mattanza, la Regione Abruzzo dovrebbe avere il coraggio di mettere a punto un piano di gestione del cinghiale basato su criteri tecnico-scientifici e che prescinda totalmente dai “desideri” dei cacciatori i quali, oltretutto, non hanno alcun interesse a risolvere realmente il problema visto il ritorno, anche economico, che hanno dalla caccia e dalla vendita in nero dei capi abbattuti.

Un'aquila minore nei cieli della Riserva del Borsacchio

Aquila minore sul Borsacchio - Foto di Davide Ferretti
Il Commissario regionale della Riserva del Borsacchio ci segnala che Davide Ferretti e Marco Cirillo, bravissimi fotografi naturalisti della nostra provincia, hanno avvistato un esemplare di Aquila minore volteggiare nei cieli della Riserva.
Si tratta di una notizia bellissima che non può che fare piacere a tutti coloro che amano la natura e il nostro territorio.
D'altra parte, però, ci fa pensare anche a quante occasioni si stanno perdendo per valorizzare l'unica area protetta costiera della nostra provincia che da anni è solo una riserva sulla carta!
Speriamo che la nuova (ma ormai neanche tanto) Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi si svegli e faccia decollare finalmente questa riserva. 
Magari questa splendida aquila potrà fare il miracolo di "svegliare" Sindaco e Giunta...

23.2.17

Domenica tutti a pulire!

 
Dopo le giornate di alluvione e maltempo dei mesi trascorsi e prima dell’arrivo della bella stagione i volontari si mobilitano nuovamente per aiutare il parco marino. La pulizia a mano delle spiagge è infatti possibile effettuarla ogni anno grazie alle Associazioni che, amando il proprio territorio si danno sempre da fare per curarlo nel migliore dei modi.
Domenica prossima, 26 febbraio 2017, tutti a Torre Cerrano per trascorrere una giornata in spiaggia rendendosi utili per l’ambiente. Alle ore 9 l’appuntamento è con le Guide del Cerrano che faranno una lezione, soprattutto per i più giovani, su come le dune rappresentano un importante paesaggio delle nostre coste, ormai quasi scomparso, indispensabile per combattere l’erosione costiera e luogo riproduttivo di molte specie vegetali ed animali. Tra queste ultime il famoso Fratino, piccolo uccello migratore che si muove dal sud del Mediterraneo al nord Europa, transitando e fermandosi in primavera sulle nostre spiagge per la riproduzione.
Per non disturbare allora la riproduzione del Fratino e per salvaguardare la ricrescita della vegetazione dunale la pulizia delle spiagge dell’Area marina Protetta sarà effettuata a mano.
Alle ore 10 saranno consegnate le buste e ci si muoverà in direzione Pineto e in direzione Silvi per effettuare la pulizia delle meravigliose spiagge all’ombra della Torre del Cerrano. La raccolta delle plastiche e dei materiali di origine antropica sarà effettuata a mano, differenziando il materiale misto dalle plastiche e dai metalli, lasciando sul terreno il materiale organico e il legname spiaggiato.
L’Area Marina Protetta ribadisce, infatti, che il materiale legnoso spiaggiato va lasciato sul posto per consentire il normale evolversi degli eventi naturali che migliorano, in condizioni indisturbate, la ricchezza delle specie animali e vegetali, la resistenza all’erosione costiera e, non ultimo, la bellezza del paesaggio.
Il legname che si spiaggia lungo la costa, in particolare dopo i periodi di maltempo, quando i fiumi in piena provocano un trasporto importante di materiali al mare, sono un importante elemento di naturalità dei luoghi. Tutto il materiale spiaggiato di origine naturale, come conchiglie, legnetti, canne e ramaglia in genere, così come interi tronchi, costituiscono un apporto importante di ripascimento dell’arenile e, oltre ad aggiungere volume inerte lungo le spiagge, svolgono anche una non secondaria funzione di sostegno per la sabbia che ha così la possibilità di resistere meglio contro l’erosione sia eolica che marina.I tronchi poi divengono, oltre che uno scorcio paesaggistico affascinante per i turisti, anche un punto da dove si origina una ricca biodiversità animale e vegetale costituendo serbatoio alimentare e di supporto per tante specie sempre più rare lungo le coste adriatiche.
La possibilità di operare a Torre Cerrano, con l’impegno dei volontari e dei Comuni di Pineto e Silvi, la pulizia delle spiagge a mano e con mezzi a basso impatto consente in quest’area, unica nel medio-Adriatico, di rivedere spazi costieri che godono del ripascimento naturale, del verde delle aree dunali e degli spettacoli paesaggistici che solo le aree naturali protette possono oggi ancora offrire.
L’iniziativa organizzata con i Comuni di Pineto e Silvi si svolge in collaborazione con: Agesci Pineto e Silvi, Associazione Guide del Cerrano, Croce Rossa Italiana Silvi, ProsOnlus Pineto, Protezione Civile Pineto e Silvi, e con il supporto delle Associazioni di protezione ambientale, culturali e sportive tra cui Centro Studi Cetacei, FIAB, Giacche Verdi, Italia Nostra, Legambiente, Leganavale, LIPU, Nautilus, Marevivo, Touring Club Italiano e WWF.

22.2.17

Il Lupo non è il flagello degli allevatori!

 
Dimostrare che il Lupo non è il flagello degli agricoltori e che attraverso adeguate misure di prevenzione è possibile convivere con una specie simbolo che rappresenta un grande valore naturale e culturale per il nostro Paese: è stato questo l’obiettivo della “Fattoria #SosLupo” allestita oggi nella sede nazionale del WWF Italia a Roma.
Le ricerche scientifiche più recenti dimostrano che una convivenza armonica tra lupo e allevatori non solo è possibile, ma in molti casi è già una realtà, come testimonia l’allevatore toscano Cristian Mussari che, grazie ad una speciale razza di cani, il pastore della Sila, da quando ha cominciato la sua attività non ha avuto nessun attacco dai lupi.
Agli abbattimenti, misura antistorica e nociva di cui si parla nel Piano di gestione del lupo presentato dal Ministero dell’Ambiente, esiste un’alternativa in grado di rispondere sia alle esigenze di conservazione che alle istanze degli allevatori.
“Il governo francese nel 2000 ha avviato un protocollo d’intervento per rispondere alle pressioni degli allevatori a seguito dell’aumento degli attacchi da lupo al bestiame. Negli ultimi 5 anni il numero di abbattimenti previsti è però andato aumentando arrivando oggi a 36 individui l’anno”, ha dichiarato il responsabile del programma Alpi del WWF Francia, Jean-Christophe Poupet . “Queste misure però si sono rivelate inefficaci e pericolose. Non vi è stato negli ultimi 3 anni alcun decremento di attacchi al bestiame, sebbene vi sia stata una riduzione della popolazione stabile di lupo. Inoltre queste misure non sono selettive, vengono applicate senza criteri scientifici e con nessuna distinzione tra le varie zone di presenza del lupo. L’abbattimento di lupi è una minaccia per la popolazione vitale del lupo francese, una specie ancora ‘fragile’ in Francia. L’Italia è ancora in tempo per non ripetere lo stesso errore dalla Francia. Sarebbe assurdo che proprio l’Italia, un Paese che ha rappresentato un modello di conservazione di una specie tanto importante, tornasse indietro con misure di abbattimento legale. Bisogna puntare sulla coabitazione, rafforzando tutte le misure non cruente di selezione”.
La scienza è oggi schierata per la prevenzione. È di questo mese uno speciale della prestigiosa rivista Journal of Mammalogy dedicato alla revisione dei metodi letali e non letali, in cui si evidenzia con chiarezza che i metodi di prevenzione sono molto più efficaci di quelli letali per ridurre i danni causati dai predatori agli allevamenti, in ogni angolo del mondo, mentre le uccisioni si rivelano inefficaci o addirittura dannose nella maggior parte dei casi.
“Che la prevenzione sia la strada migliore, noi abruzzesi lo sappiamo da sempre”, dichiara Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo. “Il cane-pastore abruzzese è un ottimo alleato dei nostri allevatori per difendere le greggi. Invece di pensare agli abbattimenti, si dovrebbero mettere a disposizione degli allevatori contributi per le misure di prevenzioni e, laddove vi siano effettivamente dei danni, andrebbero garantiti rimborsi certi e in tempi rapidi”.
La prevenzione, quindi, è la stella polare rispetto alla quale ci sono già risorse disponibili visto che in 12 Regioni e una Provincia autonoma (Trento) sono state previste, nella Misura 4 dei rispettivi PSR (Programmi di Sviluppo Rurale) del secondo pilatro della PAC, risorse per investimenti nella prevenzione dei danni da fauna selvatica (con particolare riferimento al Lupo) con una disponibilità di spesa complessiva stimabile in oltre 6 milioni di euro. Le risorse effettive saranno stabilite dalle singole Regioni con la pubblicazione dei bandi relativi all’operazione specifica. Inoltre, sono oggi già disponibili per tutti gli allevatori dettagliate informazioni sugli strumenti e sulle tecniche per la protezione del bestiame con una stima dei costi per i singoli investimenti (recinzioni elettrificate e cani da guardiania) sul sito www.protezionebestiame.it realizzato dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione Zoologica Italiana in collaborazione con le maggiori associazioni agricole.
Il WWF Italia continua quindi la sua campagna SOSLUPO per ottenere lo stralcio della misura degli abbattimenti dal Piano di gestione del Lupo attualmente in discussione.
Sul Piano, dopo il rinvio del 2 febbraio, era previsto il voto nella Conferenza Stato-Regioni nella giornata di domani, giovedì 23 febbraio, ma da fonti del Ministero dell’Ambiente sembra che il punto relativo al Piano sarà nuovamente rinviato. Un’ulteriore occasione per procedere allo stralcio della misura degli abbattimenti, evitando così di tornare indietro di 40 anni nelle modalità di conservazione del Lupo.

Documentiamoci a Torre Cerrano

 
Torna l’iniziativa “Documentiamoci alla Torre”, la serie di iniziative domenicali alla Torre di Cerrano.
Il programma è organizzato dall’Associazione Guide del Cerrano, in collaborazione con l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”, il WWF Teramo e il Centro Studi Cetacei.
Per cinque domeniche consecutive dal 26 febbraio al 26 marzo la Torre ospiterà incontri pubblici dedicati alla conservazione degli ambienti costieri e marini: dalla tutela del fratino alla biodiversità della fascia collinare, dallo studio di delfini e tartarughe al progetto Salvadune fino al turismo in bicicletta come strumento di sviluppo del territorio.
Primo appuntamento domenica 26 febbraio: incontro “La tutela del Fratino sulla costa teramana” con Fabiola Carusi, Guida del Cerrano e responsabile del WWF Abruzzo per il progetto Salvafratino.
Appuntamento alle ore 16 presso la Torre: l’incontro sarà preceduto dalla visita alla Torre di Cerrano e il suo museo del mare.
Per informazioni e prenotazioni: 335.79.30.903 - eventi@torredelcerrano.it.

19.2.17

Salvafratino 2017: si parte!

Venerdì 24 febbraio, alle ore 18, è programmato un incontro presso l'Area Marina Protetta "Torre di Cerrano" a Villa Filiani (via D'Annunzio 90 a Pineto) per organizzare il SalvaFratino 2017.
Chi è interessato alla salvaguardia di questo piccolo trampoliere non può mancare!


18.2.17

SOSLUPO: oggi a Pescara da tutto l'Abruzzo centinaia di disegni per il Lupo!


Torna il Lupo cattivo? Era dagli Anni 70 dello scorso secolo che in Italia non si parlava di caccia legale al Lupo. Fu allora che questo prezioso animale, grazie a una grande azione culturale e di conservazione condotta dal WWF e dal Parco Nazionale d’Abruzzo con l’Operazione San Francesco, da “specie nociva” divenne “specie protetta”. In questo modo si riuscì a salvare dall’estinzione quella che era ed è una specie simbolo del nostro Paese.
Oggi però è in discussione il nuovo Piano di gestione che prevede la possibilità di abbattere i lupi. Un salto indietro di quarant’anni: una scelta che sembra essere più politica che scientifica!
Legalizzare le uccisioni del Lupo è una misura palesemente inefficace e dannosa per tutte le parti coinvolte: per i lupi sicuramente, ma anche per i pastori e per gli allevatori, perché non risolve gli eventuali conflitti tra questo predatore e le attività umane. La bibliografia scientifica dimostra come gli abbattimenti non riducano né i danni né i conflitti: si risponde alle istanze delle parti più retrograde degli operatori del settore, attraverso una soluzione che peraltro è estremamente pericolosa per una specie che viene già duramente colpita da bracconaggio e uccisioni accidentali. Ogni anno, infatti, in Italia vengono ritrovati 300 lupi morti per bracconaggio, bocconi avvelenati, lacci e incidenti stradali.
Per il WWF il nuovo “Piano per la conservazione e gestione del Lupo” deve dare priorità agli interventi per la prevenzione e il giusto risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, al contrasto del randagismo canino e dell’ibridazione cane–lupo, nonché alla ricerca scientifica per determinare lo stato della specie. Gli studi dimostrano che le tecniche di prevenzione dei danni (recinzioni elettrificate e cani da guardia), unite alla corretta attività di informazione, sono la soluzione più efficace per garantire la convivenza del Lupo con la zootecnia.
Fino ad oggi grazie a una grande mobilitazione siamo riusciti a fermare l’abbattimento dei lupi: quasi 200.000 persone hanno sottoscritto una petizione del WWF al Ministero dell’Ambiente per stralciare questa misura dal Piano di gestione e nelle ultime settimane milioni di italiani si sono fatti sentire attraverso i social-network contro la caccia al Lupo.
Ma il pericolo che il Piano venga approvato con la previsione degli abbattimenti è ancora reale. È necessaria una mobilitazione ancora più forte e tante sono le iniziative che stiamo portando avanti.
E per questo che in Abruzzo il WWF ha chiesto alle ragazze e ai ragazzi della regione di realizzare un disegno del Lupo per dimostrare in maniera allegra e colorata il desiderio di lasciar vivere questo splendido animale. Un semplice disegno come testimonianza offerta da giovani che, riproponendo l’azione portata avanti dai loro padri negli anni ’70 del secolo scorso, proprio dall’Abruzzo vogliono contribuire a salvare il Lupo!
I disegni, tantissimi, sono stati presentati questa mattina in piazza a Pescara ai giornalisti e ai cittadini come testimonianza di una mobilitazione che, benché sia stata lanciata solo pochi giorni fa, ha ottenuto eccezionali risultati.
Dopo la mostra di oggi i disegni saranno utilizzati per rafforzare l’azione di comunicazione e sensibilizzazione a difesa del Lupo e saranno poi conservati presso il Centro di documentazione ambientale che il WWF gestisce a Teramo.

Hanno partecipato, tra gli altri:
Istituto Comprensivo Scuola Secondaria di I grado di Guardiagrele (CH)
Istituto Comprensivo Scuola Secondaria di I grado di Spoltore (PE)
Istituto Comprensivo Savini – San Giuseppe – San Giorgio di Teramo
Liceo Scientifico M. Curie di Giulianova (TE)
Scuola elementare di Mosciano Sant’Angelo (TE) – capoluogo e plesso di Montone
Istituto Istruzione Superiore “A. Zoli” di Atri (TE)
Istituto Comprensivo di Cellino Attanasio (TE)
Istituto 'G. De Petra' di Casoli (CH) e Altino (CH)
Asilo nido Montessori dell’Oasi WWF “Lago di Serranella”
Istituto Comprensivo di Anversa degli Abruzzi (AQ)
Liceo Artistico di Sulmona (AQ)
Liceo Marconi di Pescara
Istituto Comprensivo 2 (scuole: Vicentini – Della Porta e Porta S. Anna, e via per Francavilla) di Chieti
Istituto Comprensivo 4 Scuola Secondaria di I grado Mezzanotte di Chieti
Scuola elementare Mazzini, Avezzano (AQ)


 





17.2.17

I crimini di natura del bracconaggio: se ne discute a Teramo


Finalmente trasporto gratuito di bici sui treni regionali

 
Annunciato già ad ottobre dello scorso anno, dopo un avvio incerto, finalmente il trasporto gratuito delle biciclette sui treni regionali abruzzesi è realtà.
Sul sito di Trenitalia si possono trovare le informazioni in merito a quali treni possono essere utilizzati per il trasporto gratuito (quelli con l'apposito pittogramma a forma di bicicletta che, secondo Trenitalia, costituiscono il 75% circa dei convogli circolanti in regione), e le modalità per il biglietto gratuito, biglietto che deve essere richiesto al personale di accompagnamento del convoglio prima della salita, e che è valido per un numero di viaggi illimitati nell'arco della giornata di emissione.
Una piccola vittoria per le associazioni che da anni chiedono tale servizio e che avevano visto, in passato, sfumare la convenzione tra Trenitalia e Regione nonostante fossero stati stanziati nel bilancio regionale oltre 30.000 euro.
Ci si aspetta, adesso, che tutti i convogli regionali vengano attrezzati per il trasporto di un congruo numero di biciclette, prevedendo, nei mesi estivi, carrozze apposite, in prospettiva dell’aumento di cicloturisti derivante dal completamento della pista ciclabile costiera, denominata Ciclovia Adriatica, nell’ambito del progetto Bike to Coast.
Il regolamento per il trasporto bici al seguito è visionabile al seguente link: http://www.trenitalia.com/cms-file/allegati/trenitalia_2014/informazioni/in_regione/NEW_BICI%20IN%20TRENO.pdf

16.2.17

Ancora Polo scolastico su La Città

 
Lo scorso 12 febbraio il quotidiano “La Città” ha pubblicato la nostra replica con un ulteriore intervento a firma del Direttore Alessandro Misson, come potete vedere nell’immagine soprariportata.
Poiché le rispettive posizioni si sono ormai chiarite, evitiamo di intervenire nuovamente sul quotidiano. A questo punto sarebbe molto più utile che altri soggetti e organizzazioni intervenissero nel dibattito.
Su questo nostro blog, però, vogliamo fare qualche precisazione, a futura memoria.
Nel merito non possiamo che confermare le questioni che abbiamo sollevato fin dall’inizio:
  • l’area interessata si allaga ed è a pochi metri dal fiume, dove non si deve costruire;
  • la realizzazione di un nuovo edificio comporterà consumo di suolo;
  • l’aumento di traffico nell’area determinerà problemi di viabilità, posto che già ora questi problemi si determinano in concomitanza con l’ingresso e l’uscita dalla scuola presente;
  • spostare le scuole determinerà un ulteriore spopolamento del centro cittadino;
  • il progetto non coglie le indicazioni circa i criteri ambientali minimi sugli interventi pubblici che vengono dalla dottrina e dal recente decreto del Ministero dell’Ambiente dell’11 gennaio 2017;
  • ci piacerebbe confrontarci nel merito delle questioni e pensiamo che quando si pianificano interventi urbanistici di una certa rilevanza si dovrebbe avere una visione di città sganciata da occasioni di finanziamento, regali di progettisti e altre condizioni particolari.
Nella forma, invece, ci sembra di cogliere un eccesso di polemica e un tono sopra le righe sia nell’articolo del 10 febbraio che nella replica pubblicata il 12 febbraio. In ogni caso, poiché polemizzare con una testata giornalistica non è di nessuna utilità, ci siamo limitati a postare tutto lo scambio su questo nostro blog: i lettori potranno farsi un’idea sulle modalità di pubblicazione e sui toni usati.
Una sola cosa ci preme osservare. Il direttore Misson scrive che non vuole bollare le nostre considerazioni come “il solito ambientalismo ideologico”. Lo vogliamo rassicurare: noi siamo assolutamente orgogliosi del nostro “ambientalismo” che è “solito” solo perché siamo costretti a ripetere spesso le stesse cose, visto che si fanno spesso gli stessi errori. E anche “ideologico” non ci offende, posto che l’aggettivo vuol dire “che concerne l’ideologia o un’ideologia” (definizione del vocabolario on line della Treccani) e in quest'epoca di grande confusione l'ideologia ambientalista può essere un punto di riferimento importante.

Sabato 18 febbraio manifestazione a Pescara: un disegno per il Lupo!

Sabato 18 febbraio, in piazza Sacro Cuore, nelle ore del mattino il WWF presenterà ai giornalisti e alla cittadinanza centinaia di disegni realizzati da studenti di ogni età e di ogni angolo d’Abruzzo per chiedere al Governo e ai Presidenti delle Regioni italiane - e in questo caso in particolare alla Regione Abruzzo - di compiere un ulteriore sforzo per salvare il Lupo, la cui sopravvivenza rischia di essere nuovamente messa a rischio da un Piano, in fase di approvazione a livello nazionale, che dovrebbe invece esclusivamente tutelarlo.
Gli studenti hanno accolto con entusiasmo l'appello del WWF (SOSLUPO: UN DISEGNO PER IL LUPO!) e in pochissimi giorni tutte le sedi dell'Associazione del Panda della regione sono state letteralmente inondate da disegni di ragazzi che, come hanno fatto i loro padri negli Anni 70, proprio dall’Abruzzo vogliono contribuire a salvare il Lupo!
L’appuntamento è a Pescara, in piazza Sacro Cuore, alle 10.30.

11.2.17

Polo scolastico: alcune considerazioni sull’articolo de La Città del 10 febbraio 2017.


Abbiamo letto con interesse l’articolo “WWF critico sul polo scolastico”, privo di firma, che riferendosi al nostro comunicato stampa sull’ipotesi di un polo scolastico in zona “Acquaviva”, contesta quanto da noi sostenuto, evidenziando i presunti pregi del progetto.
Ringraziamo La Città per lo spazio concesso e perché – pur aderendo totalmente alle tesi dei promotori del progetto – apre un dibattito interessante al quale non ci sottraiamo.
In primo luogo, pur non avendo il WWF mai parlato di area esondabile, non possiamo che ribadire che la zona sia soggetta ad allagamenti e basterebbe farsi un giro sul posto in questi giorni di pioggia per verificarlo.
Il fatto poi che in passato si sia costruito lungo i fiumi di Teramo non è un buon motivo per continuare a farlo. Il principio di precauzione, sempre invocato a disastro avvenuto, ci spinge a essere cauti, considerato che i fenomeni atmosferici estremi, anche a causa dei cambiamenti climatici, sono sempre più frequenti e sempre più lo saranno in futuro.
Rimane poi il fatto che, nonostante il PRG di Teramo si sia ostinato a mantenere una destinazione scolastica dell’area, la stessa è stata tutelata ambientalmente dal Piano Territoriale Provinciale che prevede di destinare l’area allo “sviluppo del sistema del verde urbano”.
Quanto poi al fatto che l’edificio verrebbe costruito con “materiali ecosostenibili” e che sarebbe “energiticamente efficiente” (come peraltro prevede la normativa attuale), evidenziamo che anche il miglior edificio costruito con spirito ambientalista costituisce, comunque, consumo di suolo e di risorse. Non a caso avevamo ricordato nel nostro comunicato il recente Decreto del Ministero dell’Ambiente (DM 11 gennaio 2017) che stabilisce la necessità di valutare “la reale esigenza di costruire nuovi edifici, a fronte della possibilità di adeguare quelli esistenti, e della possibilità di migliorare la qualità dell’ambiente costruito, considerando anche l’estensione del ciclo di vita utile degli edifici, favorendo anche il recupero dei complessi architettonici di valore storico artistico”. Le indicazioni del Ministero, che peraltro si limita a riprendere quanto da decenni sostiene la migliore dottrina urbanistica (e quanto da sempre suggerisce il buon senso) sono più che eloquenti, e ben si adattano alla situazione teramana, bisognosa, oggi più che mai, del miglioramento della qualità dell’ambiente costruito, nel centro storico come nei quartieri periferici.
Da ultimo, una riflessione sulla viabilità di accesso dedicata e all’accessibilità della zona a piedi, attraverso il parco fluviale: effettuando un sopralluogo in orario di uscita ed entrata dell’attuale scuola si può verificare la situazione critica che si determina già oggi per chi porta i figli con le auto. E per quanto attiene alla facilità di raggiungere l’eventuale polo scolastico attraverso il parco fluviale a piedi questo può essere vero per alcune parti della città, ma certo non lo è per altre come Villa Mosca, Colleparco, Cona, Villa Pavone e altre ancora.
A parere del WWF le scelte urbanistiche su Teramo andrebbero prese con uno sguardo complessivo della città, senza limitarsi solo a cogliere eventuali “occasioni”, ma soprattutto avendo ben chiaro dall’inizio che tipo di città si vuole.
Per questo, con spirito assolutamente costruttivo, abbiamo avanzato le nostre riflessioni e restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti quanto più ampi e partecipati possibile.

9.2.17

Altro che abbattimenti legali, dobbiamo fermare il bracconaggio sul Lupo!

 
Ennesimo Lupo ucciso!
Questa volta è toccato al Lupo “Claudio” ucciso nelle Marche, dove era giunto dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
La sua morte rappresenta una doppia perdita. In primo luogo perché l’ennesimo esemplare di Lupo finisce vittima di bracconieri ormai senza freni; in secondo luogo perché è stato colpito un animale che, dopo essere stato vittima di un incidente tra Rocca Santa Maria e Torricella Sicura in provincia di Teramo, era stato curato e dotato di radiocollare nell’ambito del Progetto Life MircoLupo che vede la partecipazione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
La sua perdita, quindi, oltre al danno sulla specie, ha prodotto un danno economico e un danno scientifico essendo andata persa una fonte importante di acquisizione di informazioni sulla specie su cui sono stati fatti investimenti grazie al contributo dell’Unione Europea. Tramite il radiocollare, infatti, il Lupo è stato seguito per mesi fornendo indicazioni utili sulle sue abitudini, sui suoi spostamenti, sulle sue interazioni con il branco.
Il WWF auspica che i responsabili di questo vero e proprio crimine di natura possano essere individuati e punti. Purtroppo i precedenti non ci fanno ben sperare. Gli atti di bracconaggio restano nella stragrande maggioranza dei casi impuniti e anche quando vengono individuati i colpevoli le pene sono ridicole. Proprio per questo il WWF ha presentato una proposta di legge per l’inasprimento delle pene a tutela della fauna selvatica protetta, proposta che è diventato il disegno di legge n. 1812 che però giace ancora in qualche cassetto della Camera dei Deputati.
Ogni anno in Italia muoiono circa 300 lupi per colpa della caccia illegale, di trappole, bocconi avvelenati e incidenti stradali.
Anche per questo è necessario stralciare qualsiasi ipotesi di abbattimento legale dei lupi dal Piano di gestione del Lupo presentato dal Ministero dell’Ambiente. I tantissimi cittadini italiani che hanno aderito alla campagna SOSLUPO del WWF Italia hanno chiesto di tutelare il lupo, e non certo di consentirne gli abbattimenti.

8.2.17

Teramo, Polo scolastico: è davvero la scelta giusta?

 
Polo scolastico unico a Teramo: idea che ciclicamente riappare, frutto anche di una delibera di Giunta Comunale che avrebbe dovuto permettere di ricevere finanziamenti ministeriali, e che oggi è ancora più in voga vista la disastrosa situazione degli edifici scolastici di tutta la provincia.
Idea che, al di là dell'interesse “ballerino” da parte delle varie amministrazioni che si sono succedute alla guida della città, sembra mantenere la collocazione nell’area Acquaviva, individuata dal vigente P.R.G. come zona “G1-Istruzione”, adiacente l’edificio della scuola D’Alessandro. L’edificio dovrebbe ospitare circa 900 alunni (ma forse anche di più) e occupare un’area dell’estensione di circa 31.000 mq.
Nascono, però, non pochi problemi su una proposta del genere, ad iniziare dal sito prescelto, prossimo all’ambito fluviale, situato in un’area spesso soggetta ad allagamenti. Quanto sta accadendo in queste settimane e quanto è accaduto negli anni passati dovrebbe spingere alla massima cautela e a rispettare gli ambiti fluviali che vanno preservati e lasciati assolutamente liberi. Non è un caso che il Piano Territoriale della Provincia di Teramo individua il sito come “di interesse bio-ecologico/aree ripariali e zone umide”, nonché “da riservare prioritariamente allo sviluppo del sistema del verde urbano”.
Senza considerare che l’area appare insufficientemente servita dalla viabilità ordinaria per cui l’aumento di traffico legato al polo scolastico determinerebbe problemi a tutta la mobilità cittadina.
Ma anche volendo individuare un’area più idonea, esistono ulteriori elementi di riflessione proprio sull’idea stessa di un polo scolastico unico.
La creazione di un polo che raggruppi tutte, o quasi, le scuole primarie del territorio, priverebbe i quartieri di un presidio territoriale importante quale quello scolastico, imponendo, di fatto, gli spostamenti con il mezzo meccanico (auto privata o pulmino), in controtendenza con tutte le direttive, pedagogiche e normative, che tendono a valorizzare e incentivare gli spostamenti degli studenti a piedi o in bicicletta anche in abbinamento con il mezzo pubblico.
Si determinerebbe, inoltre, un ulteriore consumo di suolo, svuotando edifici esistenti (che certo hanno bisogno di adeguamenti e ristrutturazioni che potrebbero portare fino alla demolizione e ricostruzione) che rimarrebbero inutilizzati per anni, se non per sempre, con conseguente scomparsa di attività collaterali o legate alla presenza della scuola.
Il recente Decreto del Ministero dell'Ambiente dell’11 gennaio 2017 fissa criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici pubblici. Il Decreto stabilisce che, prima della definizione di un appalto, la stazione appaltante debba fare un’attenta analisi delle proprie esigenze, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti, verificando la coerenza tra la pianificazione territoriale vigente e i criteri riportati nel decreto stesso e valutando di conseguenza la reale esigenza di costruire nuovi edifici, a fronte della possibilità di adeguare quelli esistenti, e della possibilità di migliorare la qualità dell’ambiente costruito. La decisione se adeguare edifici esistenti o realizzarne di nuovi va presa caso per caso valutando le condizioni di utilizzo, i costi attuali e i risparmi futuri conseguibili con i diversi interventi e l’impatto ambientale delle diverse alternative lungo l’intero ciclo di vita degli edifici in oggetto. Nella fase dello Studio di fattibilità, quindi, al fine di contenere il consumo e l’impermeabilizzazione di suolo, la perdita di habitat, la distruzione di paesaggio agrario, tutelando al contempo la salute, è necessario verificare se non sia possibile recuperare edifici esistenti, riutilizzare aree dismesse o localizzare l’opera pubblica in aree già urbanizzate/degradate/impermeabilizzate, anche procedendo a varianti degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica. E l’analisi delle opzioni dovrebbe tenere conto della presenza o della facilità di realizzazione di servizi, spazi di relazione, verde pubblico e della accessibilità e presenza del trasporto pubblico e di piste ciclabili.
Siamo sicuri che realizzare un nuovo, imponente, edificio, nella collocazione ipotizzata, risponda ai criteri dettati dal Ministero e, soprattutto, alle esigenze della cittadinanza? Siamo certi che eliminare dai quartieri, e dal centro storico, edifici scolastici che potrebbero essere recuperati o ricostruiti, magari inserendoli in contesti ambientali più favorevoli, come aree pedonali e/o “zone 30” e aree verdi, non impoverirebbe ancor di più un tessuto urbano già duramente provato dall’eliminazione di servizi alla collettività?
Prima di cedere a facili entusiasmi forse occorre fare più di una riflessione e a confrontarsi sulle tematiche esposte e su altre che dovessero nascere da un’ampia condivisione della problematica.

La battaglia per il Lupo continua

Manifestazione per il Lupo
"La decisione della Conferenza Stato-Regioni di rinviare l’approvazione del Piano per la conservazione e gestione del lupo, come richiesto dal WWF Italia e da tante migliaia di cittadini italiani che si sono mobilitati sui social network nelle azioni promosse dall’Associazione, sono un primo importante segnale: così Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia, dopo la decisione presa all'unanimità dalla Conferenza.
Per il WWF il rinvio rappresenta una autentica polizza assicurativa sulla vita del Lupo, richiesta a gran voce dalla maggioranza dei cittadini italiani. Il Piano ritorna adesso in discussione in sede tecnica, ma il confronto con tutte le parti interessate dovrà partire da un punto fermo: l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo ordinario di gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche.
Il WWF da oltre due anni ha evidenziato al Ministero, anche con osservazioni tecniche, i nodi che oggi sono venuti al pettine. In particolare abbiamo sempre sostenuto che le misure di prevenzione del Piano erano correttamente individuate, ma che in assenza di finanziamenti specificatamente previsti queste sarebbero rimaste solo virtuali. Dal Piano vanno stralciati gli abbattimenti e vanno previsti tempi e risorse congrui.
Per il WWF il Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia dovrà dare priorità agli interventi per la prevenzione e un equo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, al contrasto del randagismo canino e dell’ibridazione cane-lupo e alla ricerca scientifica per determinare lo stato di conservazione della specie nel nostro Paese e la reale incidenza dei danni alla zootecnia.
Ministero dell’Ambiente e Regioni dovranno indicare le risorse necessarie per l’attuazione delle azioni previste con una ripartizione degli oneri nei rispettivi bilanci, senza ulteriori costi per i bilanci pubblici ma con la definizione di opportune priorità di spesa.
Cade poi anche uno degli argomenti portati avanti dal Ministro dell'Ambiente Galletti, il supposto appoggio al Piano da parte di 70 studiosi. Nel Piano stesso, quando si indicano i nomi degli esperti che hanno fornito contributi utili alla stesura del Piano, è chiaramente esplicitato "l’inclusione in questo elenco non implica la condivisione del Piano" e sono invece tanti gli scienziati e i ricercatori che si sono dichiarati contrari agli abbattimenti del Lupo.

1.2.17

Twitta #SOSLUPO

Care Amiche, Cari Amici,
giovedì 2 febbraio in Conferenza Stato – Regioni è prevista l’approvazione del “Piano per la conservazione e gestione del Lupo” che introduce la possibilità di deroga alle norme di tutela della specie, consentendo alle Regioni di realizzare abbattimenti legali.
Il WWF Italia considera questa previsione del Piano inutile e dannosa e ha richiesto, insieme a 190.000 italiani che hanno sottoscritto la nostra petizione on line, di cancellare l’ipotesi degli abbattimenti legali.
L’appello ai Governatori regionali che abbiamo rivolto più volte negli ultimi giorni sta dando i suoi risultati e sembra che saranno diverse le Regioni che voteranno per togliere la parte relativa agli abbattimenti dal Piano.
 
Siamo alla stretta finale e abbiamo pensato di far sentire la nostra voce e quella dei tanti cittadini italiani contrari a questo provvedimento con un Twitter Storm da concentrare
GIOVEDI’ 2 febbraio dalle ore 11.00 alle ore 12.00
e rivolto al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e al proprio Presidente di Regione.
COSA FARE:
COPIARE E TWITTARE IL TESTO che segue GIOVEDI’ 2 FEBBRAIO DALLE 11 ALLE 12
#soslupo il lupo non si uccide. @PaoloGentiloni @glgalletti @sbonaccini stop al piano che permette di abbattere i lupi @WWFitalia
 
Rilanciate poi il tweet anche con il nostro Presidente di Regione al suo indirizzo @lucianodalfonso
Per dare maggiore efficacia vi consigliamo di allegare la foto con #soslupo.
Ricordatevi di mettere sempre l’hashtag #soslupo.
Non mandate tweet prima di domani 2 febbraio dalle ore 11.00 alle ore 12.00.
 
ATTENZIONE: chi non ha la possibilità d’inviare un Tweet può comunque inviare una e-mail con una delle frasi sopra indicate ai seguenti indirizzi:
gentiloni@governo.it
 
Attiviamoci tutte/i!
Domani come WWF saremo anche sotto la sede della Conferenza Stato - Regioni per un presidio.
Altre info sulla campagna SOSLUPO: http://www.wwf.it/lupo/soslupo

SOSLUPO: si apre uno spiraglio per salvare i lupi

 
Sembra che con la risposta positiva di numerosi governatori all’appello del WWF che chiedeva l’approvazione del Piano senza abbattimenti legali si apra uno spiraglio per salvare il lupo.
Domani pomeriggio è confermato il voto in Conferenza Stato-Regioni sul Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia con diverse Regioni (Veneto, Abruzzo, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Liguria, Campania) che, dopo le obiezioni già espresse dal Lazio nella riunione tecnica del 24 gennaio, hanno assunto pubblicamente una posizione critica agli abbattimenti chiedendo un chiarimento in sede politica al Ministero dell’Ambiente. Ci auguriamo che questo fronte possa domani essere maggioranza nella riunione sul destino dei lupi.
Il WWF chiede, da un lato, che sia stralciato dal Piano il capitolo (III.7) relativo all’applicazione delle deroghe che consentono l’abbattimento legale del lupo, e, dall’altro, che siano garantite dal Ministero dell’Ambiente e dalle Regioni le risorse finanziarie necessarie per attuare le altre 21 azioni previste dal Piano per la prevenzione e il risarcimento dei danni alla zootecnia, per promuovere studi e ricerche indispensabili per una stima attendibile sul numero e distribuzione della specie nel nostro Paese e per azioni efficaci di contrasto del randagismo canino e del fenomeno dell’ibridazione cane-lupo.
Nel caso in cui venissero stralciati gli abbattimenti legali del lupo dal Piano in discussione, il WWF è pronto ad un confronto con il Ministero dell’Ambiente e le Regioni per definire le concrete ed efficaci modalità di applicazione delle altre 21 azioni.
Il nostro obiettivo è che il lupo continui ad essere una specie protetta, così come è stato fino ad ora, garantendo la necessaria convivenza con le attività economiche legate all’agricoltura e pastorizia e siamo pronti a lavorare con gli allevatori come già abbiamo fatto sull’arco alpino con il progetto Pasturs, di cui sta per partire la seconda fase.
Intanto, continua la mobilitazione avviata ieri dal WWF sui social network (dove già tantissimi cittadini hanno fatto sentire la propria voce in difesa del lupo con l’hashtag #soslupo) che culminerà domani dalle ore 11 con una azione su Twitter indirizzata al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
Domani è, inoltre, previsto un presidio dei volontari dell’associazione dalle 14,30 sotto la sede della Conferenza Stato-Regioni (a Roma in Via della Stamperia) in occasione della discussione del Piano per la conservazione e gestione del lupo in Italia.