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30.9.16

La Riserva del Borsacchio a Roseto degli Abruzzi, Oasi per un giorno

 
La Riserva naturale del Borsacchio nel Comune di Roseto degli Abruzzi, unica riserva regionale costiera della provincia di Teramo, diventa Oasi WWF per un giorno in occasione della Giornata delle Oasi del 2 ottobre 2016.
Nel 2016 il WWF festeggia i suoi 50 anni in Italia e lo ha fatto anche attraverso una serie di aperture straordinarie delle sue Oasi, circa 100 aree protette gestite dall’Associazione a tutela degli angoli naturali più belli del nostro Paese.
Dichiara Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo: “In provincia di Teramo, essendo l’Oasi dei Calanchi di Atri impegnata in lavori di sistemazione del Centro visita, la Giornata delle Oasi del 2 ottobre si svolgerà nella Riserva regionale del Borsacchio a Roseto degli Abruzzi che è una delle aree naturali protette che il WWF ha sempre difeso e cercato di valorizzare negli anni nonostante la miope politica locale e regionale che ha portato questa riserva ad essere, a distanza da oltre 10 anni dalla sua istituzione, ancora ferma ai nastri di partenza senza un Piano di Assetto approvato e priva di attività di programmazione. Sono state solo le associazioni ambientaliste e i comitati locali ad aver portato avanti tante iniziative nell’area, organizzando escursioni, giornate di pulizia della spiaggia, momenti di studio. Ora, con la nomina del Commissario regionale, sembra che finalmente qualcosa stia cambiando e speriamo che la nuova Amministrazione Comunale voglia far diventare la Riserva una vera e propria realtà per la conservazione e la valorizzazione dei luoghi”.
Il WWF Teramo ha organizzato la Giornata insieme al Commissario regionale per la Riserva del Borsacchio e in collaborazione con la FIAB Roseto, l’Associazione turistico-culturale Città di Roseto, l’Associazione Guide del Cerrano e le Guardie Ambientali Abruzzo.
 
Il programma di domenica 2 ottobre.
Ore 9:30 - Appuntamento presso il Lido Bora Bora in via Makarska a Roseto degli Abruzzi
Ore 10 - Partenza escursione guidata "Alla scoperta della Riserva del Borsacchio"
Ore 12:30 - Rientro con aperitivo
 
Organizzazione: WWF Teramo
Telefono: 3207249815 o 3924727840
Nel corso della Giornata sarà possibile iscriversi al WWF e conoscere le iniziative che l’Associazione porta avanti in provincia di Teramo per la difesa dell’ambiente.

29.9.16

Nuova sconfitta della Regione Abruzzo sulla caccia

L'assessore regionale alla caccia Dino Pepe
Da poco emessa l’ordinanza del TAR Abruzzo che, accogliendo il ricorso del WWF Italia, sospende l’efficacia del calendario venatorio 2016/17 della Regione Abruzzo per quanto riguarda l’estensione del periodo di caccia fino a gennaio ad alcune specie avifaunistiche (Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo sassello).
Grande soddisfazione viene espressa da Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF Abruzzo: “è una sconfitta di chi ha voluto impostare la gestione venatoria senza ascoltare le nostre proposte che semplicemente chiedevano un po’ di buon senso e il rispetto delle normative italiane e comunitarie”.
Dopo che nelle scorse settimane il TAR Abruzzo aveva sospeso il calendario venatorio regionale di fatto impedendo preapertura e apertura della caccia a settembre, ieri i giudici del Tribunale abruzzese hanno ritenuto di primaria importanza il rispetto delle indicazioni dell’ISPRA, l’Istituto nazionale che fornisce pareri sulla materia venatoria, e hanno rigettato le ragioni addotte dalla Regione per giustificare il prolungamento dei periodi di caccia.
Dieci avvocati tra quelli della Regione Abruzzo e quelli delle associazioni venatorie sono intervenuti ieri in udienza a L’Aquila per difendere un indifendibile calendario venatorio. Dalla parte della fauna e della stragrande maggioranza di abruzzesi contrari alla caccia il solo avvocato del WWF, l’avv. Michele Pezone che, nonostante l’evidente disparità nei numeri è riuscito a dimostrare la fondatezza delle posizioni dell’Associazione. I giudici hanno giustamente applicato il principio di precauzione secondo il quale non è possibile allungare i periodi di caccia fino a gennaio senza studi e monitoraggi delle specie sul territorio.
“Perché la Regione Abruzzo, al pari di tante altre regioni italiane, continui a seguire i diktat delle associazioni venatorie, rimediando così sonore sconfitte davanti alla magistratura amministrativa è qualcosa di inspiegabile”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia che ha firmato il ricorso per l’Associazione. “Sono anni che puntualmente i calendari venatori abruzzesi subiscono delle pesanti censure. Viene da chiedersi se gli amministratori e i funzionari regionali agirebbero così se fossero direttamente chiamati a pagare per le loro scelte, invece di far ricadere i costi amministrativi e legali di questi comportamenti sulla testa dei contribuenti”.
Il WWF rinnova ancora una volta l’invito alla Regione a cambiare strada e ad aprire un confronto serio con il mondo ambientalista per giungere ad una gestione faunistica corretta.

Furto di natura Made in Italy



Data la sua importanza per i migratori l’Italia è un paese-trappola per 8 milioni di uccelli, ogni anno bersaglio dei bracconieri: aquile, cicogne, falchi e specie rarissime come l’ibis eremita. Chi spara a specie protette “rischia” meno di una multa per eccesso di velocità. Nuovo Dossier WWF con la Mappa delle 27 aree calde dell’illegalità, le storie e le azioni sul territorio per combattere il fenomeno.
Per la fauna selvatica, l’Italia, continua a essere “terra di nessuno” e il bracconaggio, un termine ancora non codificato da leggi e norme, colpisce 8 milioni di uccelli ogni anno: tra questi ci sono aquile, cicogne, falchi, e specie rarissime, come l’ibis eremita, alle quali l’Europa dedica progetti di conservazione. Fucili, archetti, reti, tagliole, roccoli e persino fumi di zolfo per stanare gli animali: gli attrezzi del bracconiere sono diversi, ma il furto di natura è sempre lo stesso.
L’Italia è un ponte ‘naturale’ tra Europa e Africa per importanti rotte migratorie degli uccelli, ma anche un paese ‘trappola’, con 27 aree, comprese quelle marine, ad alto ‘tasso’ di bracconaggio.
I dati provengono dal Dossier WWF “#FurtodiNatura: storie di bracconaggio Made in Italy” presentato oggi in vista della Giornata Oasi prevista per domenica 2 ottobre in cui apriranno gratuitamente alcune aree protette dal WWF, luoghi speciali difesi da bracconaggio, speculazione e degrado.
Leggendo la Mappa delle “aree calde” stilata dal WWF emerge anche una “regionalità” del fenomeno che non risparmia neppure le specie marine.
Nelle Valli bresciane si catturano i passeriformi con trappole e roccoli, nelle isole di Ischia e Procida si aspetta il periodo di migrazione per sparare a milioni di piccoli uccelli, nelle isole Pontine si spara ai delfini, lungo l’Appennino tosco-emiliano i fucili sono contro lupi e uccelli rapaci, catturati o uccisi anche da trappole o bocconi avvelenati, lo stesso accade nel Sulcis, in Sardegna, ai danni dei cervi e passeriformi; nello Stretto di Messina, attraversato ogni anno da 30/45mila uccelli migratori, non è stata ancora debellata completamente l’uccisione illegale di rapaci, cicogne, gru; lungo le coste sarde e nel Canale di Sicilia si pesca illegalmente il pesce spada. Nella sola provincia di Brescia, sorvegliata da anni da uno dei 50 nuclei di Guardie Volontarie WWF, tra il 1996 e il 2015 sono stati denunciati 1.152 bracconieri, sequestrati 800 fucili, 1.498 cartucce, 4 candelotti di dinamite, 389 richiami acustici e 3 smartphone usati per attirare gli uccelli con richiami artificiali. In circa 20 anni di sorveglianza sono stati elevati 888 verbali amministrativi per un ammontare di 233.300 euro in sanzioni.
Esiste anche un legame tra bracconaggio e criminalità organizzata, come nell’area del casertano in cui sono stati per molti anni affittati anche a malavitosi i bunker interrati utilizzati per gli appostamenti alla fauna; molti bracconieri inoltre utilizzano spesso i “servizi” della malavita, comprando armi modificate o con matricole cancellate, oppure sfruttano i canali di vendita illegali per smerciare gli animali. A Ballarò a Palermo e a Sant’Erasmo a Napoli il fatturato del mercato nero di animali si aggira intorno ai 250.000 euro l’anno.
I bracconieri insomma rapinano e saccheggiano un bene comune che appartiene ai cittadini italiani ed europei, un patrimonio cruciale anche per il nostro benessere: uccelli, istrici, lupi e tassi forniscono preziosi servizi, regolano gli equilibri ecologici, liberano le campagne da insetti e parassiti e alimentano un turismo naturalistico importante per l’economia locale.
I reati di bracconaggio sono molto difficili da quantificare e non esiste una “banca dati”: secondo le cifre fornite da alcune forze di polizia e dalle associazioni risulta che tra il 2014 e il 2015 il bracconaggio sia aumentato del 40,7% (su 706 casi analizzati), con il 67% in più a danno di uccelli e il 23% di mammiferi. In aumento anche l’uso di trappole e veleni (+ 18%).
Purtroppo non è mai diminuito l’accanimento contro le specie protette, il 31% dei casi, un dato preoccupante perché si tratta di specie importanti per gli equilibri naturali, come orsi bruni, lupi, varie specie di gufi, aquile reali, falchi, cicogne, rapaci notturni.
Il bracconaggio elimina ogni anno circa il 30% della popolazione nidificante di nibbio reale, un rapace inconfondibile, con 50-150 individui abbattuti. L’impatto di questo crimine contro la natura in tutto il bacino mediterraneo è stimato da Birdlife nell’ordine di 13/37 milioni di uccelli selvatici uccisi illegalmente ogni anno, una cifra sottostimata perché non comprende Turchia e Spagna.
Purtroppo ad una carenza di vigilanza sul territorio si accompagna la debolezza delle sanzioni, ancora troppo esigue per chi uccide una specie protetta come un orso bruno o un’aquila reale. Le multe “sulla carta” esistono: secondo la legge sulla caccia (Legge n. 157/1992), paradossalmente l’unica che tutela la fauna, il caso più grave (uccisione di un orso bruno, stambecco, camoscio appenninico e muflone sardo) comporta l’arresto da 3 mesi a 1 anno e l’ammenda da 1032 a 6197 euro; per le altre specie l’arresto va da 2 a 8 mesi e la multa fino ad un massimo di solo 2065 euro.
Ma il WWF sottolinea che chi uccide un esemplare rischia spesso una semplice contravvenzione e raramente finisce in carcere. Nel Dossier vengono raccontate anche sei storie emblematiche, come la cattura di migliaia di tordi con i lacci nella Sardegna meridionale o la recrudescenza dell’illegalità ai danni del lupo in Toscana, fino alla pesca illegale nel Delta del Po praticata principalmente da bande provenienti dai Paesi dell’Est, un fenomeno che in questi anni ha fatto crollare del 30% la fauna ittica in numerosi corsi d’acqua analizzati nella provincia di Ferrara.
Tra le richieste del WWF, dopo la recente riforma del Codice Penale che ha introdotto il Delitto contro l’ambiente, c’è infatti l’inasprimento delle sanzioni penali a tutela della fauna selvatica. Il WWF ha elaborato una proposta di legge proponendo il “Delitto di uccisione di specie protetta”, con pene sia detentive che pecuniarie più severe e adeguate alla gravità.
 
Qui trovi il nuovo Dossier WWF sul bracconaggio:  http://awsassets.wwfit.panda.org/downloads/furtodinatura_2016_28_09_def.pdf
 
L’AREA ‘GRIGIA’ TRA CACCIA E BRACCONAGGIO
In un territorio già provato da cementificazione, perdita di habitat naturali, inquinamento e cambiamenti climatici, l’attività venatoria (compresa quella legale) rappresenta l’ennesima gravissima aggressione alla fauna selvatica. Il territorio ‘aperto’ alle doppiette è molto ampio, 75/80% di quello nazionale: i cacciatori possono entrare anche nei terreni privati senza alcun permesso del proprietario. Quasi l’80% degli illeciti viene commesso durante la stagione venatoria, malgrado questa duri solo 4 mesi. La ‘malacaccia’ si esprime in una varietà infinita di pratiche: abbattimento di specie protette, caccia in aree protette o in periodi non consentiti, con trappole e richiami o con tecniche vietate. I reati a danno della fauna selvatica sono compiuti per il 78% dai cacciatori, mentre il 19% dei casi si tratta di bracconieri ‘tout court, ovvero, privi di licenze.
Nel Dossier WWF il decalogo delle pratiche più frequenti vanno dalla cattura di piccoli uccelli cantori con gli archetti al veleno all’uccisione degli istrici a colpi di bastone o come nel caso della ‘jacca’ una pratica in uso in Puglia in cui i bracconieri, appostati tra gli alberi, in una sola notte uccidono a palettate centinaia di quaglie e altri piccoli uccelli dopo averli abbagliati. Questa pratica è stata per fortuna quasi debellata in alcune aree grazie a un controllo costante delle Guardie WWF.
Una novità positiva è la recente modifica della Legge sulla caccia che obbliga i cacciatori a segnare gli animali appena abbattuti, un sistema che consente di conoscere la vera consistenza del prelievo venatorio.
 
COLPITO ANCHE IL ‘VALORE NATURA’
Il bracconaggio rappresenta un danno non solo per l’ambiente, ma anche per le nostre tasche se si valuta l’indotto di alcuni settori che l’economia ‘verde’ produce grazie alla presenza di animali carismatici. Ad esempio, negli Stati Uniti il giro di affari intorno a viaggi e attrezzature per il bird-watching è di 41 miliardi di dollari, in British Columbia la spesa pro-capite per osservare gli orsi è di 1.120 dollari. Se si stima che in Italia i soli appassionati di bird-watching sono decine di migliaia si può dedurre l’enorme danno che può produrre l’abbattimento di animali come cicogne o fenicotteri o di migliaia di rapaci.
La classe più colpita dal bracconaggio è quella degli uccelli e il danno si ripercuote anche sulla nostra salute: queste specie mangiano ad esempio il 98% di lepidotteri e fino al 40% di altre specie di insetti nelle foreste orientali americane e le stesse funzioni le svolgono gli uccelli insettivori nelle foreste europee, un ‘servizio della natura’ valutato in 5000 dollari americani all’anno per miglio quadro di foresta.
 
BRACCONAGGIO DA ESPORTAZIONE
Nel turismo venatorio gli italiani purtroppo sono assoluti protagonisti: esportiamo il malcostume venatorio grazie ad agenzie specializzate e labili ai sistemi di controllo. Un esercito di circa 50.000 cacciatori in trasferta almeno una volta l’anno abbattono migliaia di quaglie, beccacce, allodole, capinere, tordi, fringuelli, tortore soprattutto nei paesi dell’est: Serbia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Montenegro, Albania, Bosnia Herzegovina, Macedonia. In Albania addirittura il governo è dovuto ricorrere nel 2014 a una moratoria sulla caccia proprio come conseguenza dei massacri da parte dei cacciatori italiani. Anche la Romania è una delle mete preferite e i sequestri alla dogana svelano spesso veri e propri carichi di selvaggina con decine di migliaia di piccoli uccelli morti: qui la legge finalmente ha stabilito nuove quote e sono stati proibiti mezzi illegali come i richiami acustici. Lo scorso luglio una svolta alla lotta al bracconaggio è stata data con una risoluzione votata dai Paesi aderenti alla Convenzione di Bonn sulla fauna selvatica: tolleranza zero contro il bracconaggio.
 
LA CURIOSITÀ: LA VETRINA DI FACEBOOK
La più grande vetrina planetaria delle abitudini umane ha permesso di scoprire dove scompaiono gli uccelli migratori che attraversano il Mar Mediterraneo. I cacciatori malati di esibizionismo hanno iniziato a postare sulla loro pagina personale o in uno dei tanti gruppi "venatori", il frutto delle carneficine e gli ambientalisti, voyeurs a fin di bene, hanno raccolto le prove inconfutabili del bracconaggio (https://www.facebook.com/stophuntinglebanon).
La smania di protagonismo, una sorta di follia collettiva che ha contagiato i cacciatori del bacino del Mediterraneo, ha consentito alle Guardie WWF di comprendere meglio il fenomeno del bracconaggio. Le immagini che arrivano dal Libano, dalla Siria, dall’Egitto e più recentemente dall’Arabia Saudita non lasciano dubbi. Studi più recenti parlano di 26 milioni di uccelli uccisi illegalmente ogni anno nel Mediterraneo, cifra probabilmente prudenziale. Le foto parlano da sé, alcune specie in forte calo sono soggette a pressione venatoria impressionante. Non se ne sapeva nulla prima: chi poteva immaginare che un solo cacciatore libanese potesse uccidere 100 Re di Quaglie in una mattinata? O decine di aquile anatraie minori, o rigogli e ghiandaie marine a mazzi? Le prove le hanno fornite gli stessi killer.

25.9.16

In attesa della Giornata delle Oasi WWF di ottobre...



Giornata delle Oasi WWF speciale!
L'Oasi dei Calanchi di Atri è chiusa per lavori e allora ci spostiamo alla Riserva regionale del Borsacchio che domenica 2 ottobre diventa Oasi per un giorno.
A breve il programma.

22.9.16

Passiamo all'azione per consumo suolo "zero"

“Se davvero vogliamo che l’obiettivo del consumo di suolo “zero” al 2050 indicato dal VII Programma d’azione europea sull’ambiente diventi realtà è il momento di passare all’azione sia in Europa che in Italia”, lo dichiara la presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi da Torino dove partecipa al lancio della campagna SALVAILSUOLO presentata dal palco di Terra Madre e promossa dalla coalizione "People4Soil" che ha l’obiettivo di raccogliere 1 milione di firme di cittadini europei per fermare il consumo e il degrado del suolo attraverso una proposta di legge europea di iniziativa popolare (ECI, Iniziativa dei Cittadini Europei).
In Italia la raccolta firme nell’ambito della Campagna SALVAILSUOLO, partirà a breve e sarà coordinata da una task force di associazioni che per 12 mesi collaboreranno per sostenere l’iniziativa dei cittadini europei (ECI): ACLI, Coldiretti, FAI, Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, LIPU, Slow Food, WWF, insieme al più vasto coordinamento italiano di associazioni aderenti.
 
“La Commissione europea ha redatto la prima comunicazione ‘verso una strategia tematica per la protezione del suolo’ nel 2002; nel 2006 ha impostato una bozza di Direttiva, poi abbandonata nel 2014. In Italia il primo disegno di legge sul consumo del suolo e la tutela dei terreni agricoli è arrivata in Parlamento alla fine del 2012. Dopo essere stato riproposto e integrato nel 2013, il disegno di legge non solo è ancora ancora in discussione, ma stenta a delineare un quadro di regole e strumenti realmente efficaci", continua la presidente del WWF. "La proposta di legge popolare europea è un potente stimolo all’azione e a far sì che il blocco che si è creato rispetto a questo tema, fondamentale per il futuro dell’Italia e dell’Europa, venga finalmente superato. Il suolo è una risorsa non rinnovabile e un bene comune, che svolge funzioni vitali per l’ecosistema, la produzione alimentare, la conservazione delle risorse idriche, lo stoccaggio del carbonio: contenerne il consumo è fondamentale non solo per limitare il rischio idrogeologico, ma anche per garantire la resilienza dei sistemi naturali e favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici. E’ importante, quindi, che si rilanci il percorso di una normativa quadro comunitaria, di una direttiva europea che stabilisca una volta per tutte come il suolo sia una risorsa strategica per assicurare la sicurezza alimentare, la tutela della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici, così come viene enunciato nella proposta di legge popolare europea lanciata oggi a Torino”, spiega Donatella Bianchi che conclude: “E’ da dieci anni che noi Europei diciamo di esserne consapevoli: ora è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti”.
II WWF ricorda che nel 2020 l’80% dei cittadini europei risiederà nelle aree urbane (oggi è il 75%) e che quindi c’è bisogno di un’urgente inversione di tendenza, a cominciare in Italia dalla Pianura Padana, l’area più dinamica e più vicina dell’Europa del nostro Paese, dove la superficie urbanizzata pro capite è di 719 metri quadrati per abitante, il doppio della media italiana ed europea (secondo i dati elaborati dal gruppo di lavoro dell’Università dell’Aquila sul consumo del suolo che da anni collabora col WWF).

Resta il blocco dell’apertura anticipata della caccia: respinto dal TAR il ricorso dell’ARCI caccia

Sono tanto "compagni" della natura che la prendono a fucilate!
Il ricorso dell’ARCI caccia nazionale, che si è rivolto al TAR Abruzzo per chiedere l’annullamento della sospensione del calendario venatorio già decisa in via cautelare in attesa della discussione collegiale sul merito fissata al 28 prossimo, è stato respinto. L’apertura anticipata in Abruzzo resta dunque nei fatti vietata, così come richiesto dal WWF che è stato costretto a presentare l’ennesimo ricorso.
«Il WWF prende positivamente atto della decisione del TAR – commenta il responsabile regionale dell’associazione Luciano Di Tizio – nella convinzione che il rispetto delle regole e del buon senso sia un interesse anche del mondo venatorio. Cercare a ogni costo di allungare il periodo di caccia, anche quando mancano i presupposti tecnico-scientifici per farlo, significa voler considerare la fauna selvatica un trastullo per la minoranza dei cacciatori e non un patrimonio dell’intera collettività, da tutelare e salvaguardare, come impone la normativa europea e nazionale».
Il WWF ha presentato, come sempre, le proprie osservazioni, tese a garantire il rispetto delle regole e a salvaguardare uccelli in difficoltà cui la Regione Abruzzo avrebbe permesso di sparare pur nella totale assenza di studi aggiornati che dimostrino la possibilità di farne uccidere un certo numero (il cosiddetto “prelievo venatorio”) senza danneggiare irrimediabilmente l’intera specie. Ebbene quelle osservazioni la Regione le ha sostanzialmente ignorate costringendo l’associazione a scegliere, come spesso è accaduto negli ultimi anni, la via giudiziaria. «Ci attendevamo dal governo regionale oggi in carica – commenta il vice presidente del WWF Italia Dante Caserta – una maggiore attenzione nella gestione della caccia ma così non è stato: i metodi e le scelte continuano a essere quelli censurabili di sempre».
«Vorrei aggiungere – conclude Luciano Di Tizio - un particolare ringraziamento al Corpo Forestale dello Stato e a quel che resta delle Polizie Provinciali (ad esempio quella dell’Aquilano) che, nonostante le difficoltà del momento, stanno garantendo in questi giorni il massimo impegno a tutela della legalità, spesso con sacrifici anche personali. Un analogo ringraziamento va anche alle guardie venatorie volontarie che, utilizzando il proprio tempo libero, cercano di contribuire alla lotta al bracconaggio. Aggiungo una ultima considerazione rispetto al cosiddetto “problema cinghiali” semplicemente per ricordare che questo problema è stato creato dal mondo venatorio attraverso incaute immissioni e che quello stesso mondo venatorio in tanti anni non è stato capace di risolverlo. Forse è arrivato il momento di cercare altre soluzioni – ad esempio gabbie di cattura e strutture di dissuasione - che puntino alla sicurezza delle strade e alla prevenzione dei danni all’agricoltura senza preoccuparsi, come troppo spesso accade oggi, principalmente di garantire il divertimento a chi vuole solo sparare».

Nuova segnalazione al Comune di Alba Adriatica per la Spiaggia del Fratino e del Giglio di mare

Quasi totalmente rimossa la delimitazione della Spaggia del Fratino e del Giglio di mare
 
Di seguito la nuova segnalazione del WWF all'Amministrazione Comunale di Alba Adriatica sullo stato di degrado in cui versa la Spiaggia del Fratino e del Giglio di mare ad Alba Adriatica.
Gent.mo Sindaco Tonia Piccioni
Gent.mo Assessore al Demanio Roberta di Addezio
Comune di Alba Adriatica (TE)
E, p.c.
Area Marina Protetta Torre di Cerrano
Responsabili Progetto “Salvafratino 2016”
 
Ufficio Demanio Marittimo della Regione Abruzzo
 
Ufficio Corpo Circondariale Marittimo di Giulianova
 
Guardia Costiera di Tortoreto
 
Ufficio Demanio di Alba Adriatica
 
Ufficio Ambiente di Alba Adriatica
 
Ufficio Manutenzione di Alba Adriatica
 
Ufficio Vigili Urbani di Alba Adriatica
 
Ufficio Corpo Forestale di Alba Adriatica
 
Ufficio Corpo Forestale di Teramo
 
Carabinieri Stazione di Alba Adriatica
 
 
 
Teramo, 14 settembre 2016
 
OGGETTO: Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare.
 
La scrivente Associazione segnala l’ennesimo atto vandalico nel tratto di spiaggia libera situata tra lo stabilimento Copacabana e lo stabilimento Marechiaro destinata ad ospitare la “Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare”, nata dalla collaborazione tra il Comune, il WWF e l’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” nell’ambito del progetto “Salvafratino 2016”.
Più volte in passato i volontari del WWF hanno riposizionato i paletti che erano stati fatti cadere, ma questa volta risulta impossibile intervenire, in quanto oltre alla corda, il cui furto era già stato precedentemente segnalato, sono stati rubati anche i paletti.
Si chiede nuovamente all’Amministrazione Comunale in indirizzo che nell’area venga ripristinata la delimitazione e che vengano attuate adeguate soluzioni affinché tali atti vandalici non si ripetano continuamente. Si segnala, inoltre, l’opportunità di effettuare una denuncia contro ignoti.
In alternativa alla corda con i paletti, si torna a suggerire una staccionata di legno, come quella che è stata messa nel giardino botanico del vicino Comune di Tortoreto Lido. Si consiglia anche l’installazione di una o più griglie per le biciclette, affinché i turisti non si sentano autorizzati ad appoggiarle ai paletti.
Nel momento in cui verranno riposizionati i paletti caduti e la corda, o verranno attuate altre soluzioni da Voi ritenute più opportune, si richiede che la perimetrazione dell’area resti inalterata (i 2 o 3 metri di delimitazione dopo la passerella, infatti, non comportano ostacoli al posizionamento di ombrelloni).
Si ricorda che il Fratino, “Charadrius Alexandrinus”, è una specie tutelata a livello comunitario, inserita tra le specie particolarmente meritevoli di protezione nell’Allegato 1 della Direttiva 409/79/CEE “Uccelli” (codificata dalla Direttiva 2009/147/CE). La stessa Direttiva, recepita in Italia dalla Legge n. 157/1992 e regolamentata con DPR 357/1997, prevede, all’articolo 5, l’assoluto divieto “(…) di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi; d) di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo riproduttivo e di dipendenza quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva”. Inoltre, nell’Ordinanza balneare 2015 della Regione Abruzzo Det. n. DPE/15-2015 si pongono chiari limiti nella pulizia delle spiagge qualora sia segnalata la presenza della specie e si forniscono indicazioni per la protezione dei siti di riproduzione.
A parere del WWF la “Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare” ha rappresentato un ottimo esempio di collaborazione tra enti locali e volontariato per la tutela di una specie protetta. L’esempio del Comune di Alba Adriatica, primo tra i comuni abruzzesi a istituire una “Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare”, è destinato a essere seguito da altri enti locali e ci si augura che il progetto possa proseguire, considerato anche che è stato molto apprezzato alla Fiera Internazionale del Turismo Naturalistico di Comacchio e da alcuni collaboratori di Ispra Ambiente.
Nel rinnovare la volontà a collaborare, si inviano cordiali saluti.
 
Claudio Calisti
Presidente WWF Teramo

12.9.16

Una nuova Europa per le persone, il Pianeta e il benessere di tutti

Appello comune di 177 Associazioni e Sindacati in vista del prossimo vertice di Bratislava.
Bruxelles, 12 settembre 2016
 
L'Europa è a un bivio e il futuro della cooperazione europea e i vantaggi che ne derivano sono in pericolo. Questo tocca il futuro della nostra società e il modo in cui vogliamo essere visti dal resto del mondo. Riguarda il futuro del nostro Pianeta e il tipo di Europa in cui i nostri figli cresceranno. La crisi attuale mette in evidenza l'urgenza di riflettere su questioni fondamentali: come possiamo garantire che il progetto europeo recuperi la sua promessa di pace, democrazia e solidarietà? Come può l'Europa lavorare per il suo popolo?
Troppe persone in tutta Europa sono insoddisfatte e deluse dall’Unione Europea (UE) e si sentono lontane dalle sue istituzioni e dalle sue politiche. Ma esistono in tutta Europa anche gruppi di politici impegnati, sindacati, comunità e organizzazioni non governative pronte ad agire e lavorare per un’Europa rinnovata. Insieme, siamo in grado di plasmare un'Europa globale, aperta, giusta, sostenibile, e che lavori per le persone di ogni età, estrazione sociale e nazionalità.
Da dove partire per costruire l'Europa che vogliamo e di cui abbiamo bisogno?
 
Rifiutare soluzioni populiste.
Questa crisi di fiducia arriva nel momento in cui la gente affronta difficoltà enormi come la diminuzione del tenore di vita e del potere di acquisto, l'aumento del lavoro precario, il disagio creato da politiche di austerità, l'ansia creata dall’arrivo dei migranti sulle nostre coste, e l’impatto del cambiamento climatico e della distruzione dell'ambiente. Proprio nel momento in cui le persone cercano risposte, l’euroscetticismo e il nazionalismo, l'intolleranza e la disinformazione stanno vincendo sull’idea di cooperazione, umanità e solidarietà. Dobbiamo tutti – leader, media e individui – farci sentire in ogni occasione e agire contro la divisione e l’emarginazione dei gruppi ‘diversi’ della società, e contro coloro che approfittano delle paure per propri fini politici.
 
Affrontare le sfide insieme.
Molte delle sfide che attendono l'Europa - quali le disuguaglianze, il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse naturali e un’economia globale che avvantaggia un numero ristretto di persone - possono essere meglio affrontate tutti insieme piuttosto che singolarmente da ogni Paese.
L’UE, che incarna la cooperazione e la collaborazione internazionale, ha bisogno di essere leader nel garantire uno sviluppo sostenibile e globale, nel promuovere i diritti umani, e nell’assicurare movimenti migratori dignitosi, in cui i rifugiati siano i benvenuti e tutti si sentano al sicuro.
 
Combattere per un'Europa sociale sostenibile, per le persone e per il nostro Pianeta.
C’è bisogno di un cambiamento decisivo e di trasformazione nella volontà politica, nella direzione e nell’azione della politica. Questa visione è ben definita nell'Agenda delle Nazioni Unite del 2030 per lo sviluppo sostenibile, in cui al centro dello scenario ci sono la salute e il benessere delle persone, la giustizia sociale, la protezione dell'ambiente, la democrazia e la trasparenza. Guidati da questo programma, le politiche economiche dell’UE devono andare di pari passo con forti politiche sociali ed ambientali. Il mercato unico dell'UE e le politiche internazionali devono promuovere regole applicabili che tutelino i lavoratori, i consumatori, tutti i cittadini - uomini e donne, giovani ed anziani - e il pianeta. Le politiche dell'UE devono sostenere la democrazia, il dialogo, ed una maggiore uguaglianza all'interno e all'esterno dell'UE. Abbiamo bisogno di un'Europa che miri a migliorare le condizioni di vita di tutti.
 
Impegnarsi per un’Europa migliore e non per meno Europa.
La tendenza attuale a indebolire le istituzioni dell'Ue e a ridurre le tutele per le persone e il Pianeta in nome della 'deregulation' non è la risposta. Le politiche economiche attuali di riduzione del deficit e aumento della 'competitività' hanno promosso un'interpretazione troppo restrittiva della crescita e i profitti aziendali non si sono tradotti in miglioramenti salariali dei lavoratori o della vita delle persone.
E’ stato proprio questo tipo di politica, ‘Europa sì, ma non troppo', ad aver alienato le persone lasciandogli una sensazione di impotenza e di abbandono. Ora abbiamo bisogno di iniziative europee nuove ed avanzate per offrire vantaggi tangibili alle persone e per riconquistarne la fiducia. Europa ‘migliore' è laddove l'azione congiunta dei suoi membri crea benefici tangibili per le persone e il Pianeta. Questo include una nuova attenzione per l'uguaglianza e l'inclusione, un rilancio del modello sociale europeo che dia un lavoro dignitoso, posti di lavoro qualificati e migliori condizioni di vita, una forte tutela ambientale, azioni significative sul cambiamento climatico e uno sforzo comune per accogliere e integrare i migranti.
 
Ascoltare e coinvolgere.
I leader dell’UE, i primi ministri, i presidenti, le personalità e i parlamentari devono ascoltare ed essere coinvolti attivamente con i cittadini di ogni età ed estrazione sociale per capire e rispondere meglio alle preoccupazioni della gente e per proporre una nuova visione positiva dell'Europa. Tutti, e forse i giovani in particolare, debbono essere coinvolti più attivamente nelle decisioni che impattano sul nostro futuro. Insieme, siamo in grado di decidere ed agire sui temi che contano.
 
Perorare la causa per l’Europa.
Abbiamo bisogno di un dialogo autentico, democratico e inclusivo sul futuro dell'Europa e su come l'UE possa fornire benefici tangibili per i cittadini europei. Noi siamo pronti a svolgere un ruolo attivo in questo dialogo, e a lavorare ancora più duramente per sostenere la causa dei benefici che il lavoro comune ha portato finora ai cittadini europei, e dei valori sui quali questa Unione si fonda.

L'appello "Per le persone, per il Pianeta e per la prosperità globale" è promosso da WWF, Concord (Confederazione europea delle ONG per gli interventi umanitari e di sviluppo) e Etuc (European Trade Union Confederation) ed è stato sottoscritto da 177 associazioni europee.

 
European and International signatories
ACT Alliance EU
ActionAid International
ADG
Africa e Mediterraneo
AGE Platform Europe
ANME - Association for Natural Medicine in Europe
BirdLife Europe
BLOOM ASSOCIATION
CARE International
Civil Society Europe
Climate Action Network Europe
COFACE Families Europe
CONCORD
Culture Action Europe
Don Bosco International
Don Bosco Youth Network West Africa
Dynamo International - Réseau International des
Travailleurs sociaux de rue
EASPD
EFFAT
ENAR - European Network Against Racism
ENNA - European Network of National Civil
Society Associations
ENSIE - European Network of Social Integration Enterprises
ERGO Network
Eurocadres – Council of European Professional and Manageral Staff
Eurochild
Eurodiaconia
EuroHealthNet
European Anti Poverty Network (EAPN)
European Central Council of Homeopaths
European Citizen Action Service (ECAS)
European Confederation of Independent Trade Unions (CESI)
European Disability Forum
European Environmental Bureau
European Federation of Building and Woodworkers
European Federation of Public Service Unions
European Humanist Federation
European Institute Foundation
European Institute of Women’s Health
European Medical Students' Association
European Movement International
European Network for Smoking and Tobacco
Prevention (ENSP)
European Parents' Association
European Public Health Alliance
European Race and Imagery Foundation (ERIF)
European Trade Union Confederation (ETUC)
European Transport Safety Council
European Transport Workers' Federation
European Volunteer Centre (CEV)
European Women's Lobby
European Youth Forum
Fair Trade Advocacy Office
FEANTSA
Fédération Européenne des Femmes Actives en Famille
FEMS - European Federation Salaried Doctors
Friends of the Earth Europe
Fundación Jóvenes y Desarrollo
Greenpeace
HEAL - Health and Environment Alliance
Housing Europe
IBFAN Africa
IBFAN Europe
IBFAN LATIN AMÉRICA AND CARIBBEAN
ICSW - International Council on Social Welfare
IFSW-Europe - International Federation of Social Workers Europe
IGLYO
ILGA-Europe - European Region of the International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association
International Baby Food Action Network (IBFAN)
International Disability and Development
Consortium (IDDC)
International Federation of Medical Students'
Associations (IFMSA)
International Planned Parenthood Federation
European Network
International Union of Tenants (IUT)
Light for the World International
Mental Health Europe
Migrant Tales
Misiones Salesianas
Naturefriends International
Network of European LGBTIQ* Families Associations (NELFA)
Oxfam International
PICUM - Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants
Plan International
Social Platform
SOLIDAR
SOS Children's Villages International
The Club of Rome EU-Chapter
The European Federation of Older Persons - EURAG
The Oslo Times
The Salvation Army EU Affairs Office
Transport & Environment
UNI Europa
Volonteurope
World Vision
WWF
YES Forum

National and regional signatories
ACT Grupa
Active Retirement Ireland
AEPADO - European Association for the Defense of Human Rights
Alaturi de Voi Romania Foundation
Albanian Society for All Ages (ASAG)
All Ears TM
arbeit plus - Social Integration Enterprises Austria
Artenave Atelier - Associação de Solidariedade
Asociación Nacional Presencia Gitana
ASPUR
ATDAL Over40
Ateliere Fara Frontiere
Atelierul de panza SRL
Ateljee vzw
Baby Milk Action/IBFAN UK
BAGSO
BirdLife Finland
BirdWatch Ireland
Bulgarian Red Cross
CEIPES Belgium
Centar za životnu sredinu/FoE Bosnia and Herzegovina
Center for Equality Advancement
Centre for Peace Studies, Zagreb
CHEN, patient fertiltiy association, Israel
Conference of Religious of Ireland and Irish Missionary Union
Conseil de la Jeunesse
Consorzio di cooperative sociali EVT
Consorzio Sociale Abele Lavoro
Coordination SUD
CRIES
Cultúr Migrants Centre
Czech Society for Ornithology
De Omslag
EcoPolítica
ENEA apa
Estonian Green Movement
Estonian Human Rights Centre
FAEDEI - Federación de Asociaciones
Empresariales de Empresas de Inserción
FATEC (Federació d'Associacions de Gent Gran de Catalunya)
Federació d'Organitzacions Catalanes de Gent
Gran, Dones i Família - FOCAGG
Fédération des entreprises d'insertion
Filipino Women's Council
FONSS – Federatia Organizatiilor Neguvernamentale pentru Servicii Sociale din Romania
France Nature Environnement
Friends of the Earth Cyprus
Friends of the Earth Finland - Maan ystävät ry
Fundació Trinijove
Generation 2.0 Rights, Equality & Diversity
Generation Earth
Hellenic Ornithological Society
Initiative for Development and Cooperation
Inter Environnement Wallonie
JURATRI
KISA - Action for Equality, Support, Anti-Racism
Latvian Ornithological Society
Liga para a Protecção da Natureza
Lipu BirdLife Italy
Mayo Intercultural Action
NABU - Nature and Biodiversity Conservation
Union (German partner of Birdlife International)
National Youth Council of Ireland
natur&emwelt
Natuurpunt
Northern Ireland Council for Ethnic Minorities
Old'up
OVN -NL
Polish Society for the Protection of Birds
QED Foundation
RESIT - Rede de Empresas Sociais de Inserção pelo Trabalho
Roma Community Centre Vilnius
Slovenian Coalition for Public Health, Environment and Tobacco Control
Social Firms England
SOF – BirdLife Sverige
SOS/BirdLife Slovakia
Sport Against Racism Ireland
SST vzw
Stichting Laka
Tallinn Children's Hospital Foundation
The Integraiton and Support Unit
türkiye emekliler derneği
BirdLife The Netherlands
volare a s.stefano
WERVEL - Working Group for a Fair and Responsible Agriculture
Youth for Human Rights Denmark
Združenie Slatinka

11.9.16

Accolto ricorso del WWF: in Abruzzo non si spara fino al 28 settembre!

C'è poco da ridere per l'Assessore Pepe! 
Su ricorso del WWF Italia, il Presidente del TAR Abruzzo ha disposto l’annullamento della delibera n. 515 del 02/08/16 della Giunta regionale che approvava il calendario venatorio del 2016-2017.
I giudici hanno ritenuto che il calendario venatorio varato dalla Giunta D’Alfonso sia da sospendere in quanto sussistono condizioni di estrema gravita e urgenza tali da non consentire l’avvio della stagione di caccia almeno per le date previste per il mese di settembre, fino all’esame collegiale del ricorso che è stato fissato per il 28 prossimo. In attesa della trattazione in giudizio, il TAR ha ritenuto di accogliere la richiesta di misure cautelari monocratiche, avanzata dal WWF, per impedire il verificarsi di effetti irreversibili sulla fauna a seguito dell’apertura.
Dichiara Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF Abruzzo: “Abbiamo dato la possibilità alla Giunta D’Alfonso-Pepe di lavorare serenamente nei primi due anni dopo l’insediamento in Regione, con la speranza di vedere finalmente realizzati i doverosi compiti di un pubblico amministratore che deve occuparsi di tutela e gestione della fauna selvatica nell’interesse collettivo e non soltanto a favore della minoranza dei cacciatori: la fauna selvatica è un patrimonio collettivo e non un trastullo per pochi. Purtroppo questo salto di qualità non è avvenuto. I politici di oggi stanno dimostrando lo stesso spregio del nostro patrimonio ambientale già palesato da quelli di ieri. Eppure il WWF, prima che il calendario venatorio fosse approvato, aveva sottoposto all’attenzione della Regione Abruzzo alcuni punti di modifica che avrebbero potuto ridurre l’impatto ambientale della caccia semplicemente riconducendo il calendario nei limiti imposti dalla normativa e dal parere ISPRA! Ma nessuno di essi è stato davvero preso in considerazione e l’Associazione ambientalista è stata costretta, ancora una volta, a ricorrere ai giudici amministrativi per far valere le ragioni della fauna e dell’ambiente”.
Aggiunge l’avvocato Michele Pezone, che ha curato il ricorso per il WWF Italia: "Non posso che esprimere grande soddisfazione per questo provvedimento che ancora una volta pone il TAR de L'Aquila in una posizione di avanguardia rispetto ad altri Tribunali amministrativi nell'esigere, per la stesura del calendario venatorio, il rispetto delle indicazioni dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Auspico la conferma definitiva di questo provvedimento e il pieno allineamento dei futuri calendari con le prescrizioni dell'ISPRA, in modo da evitare il continuo ricorso alla magistratura per salvaguardare le esigenze di tutela della fauna selvatica".
A questo punto il WWF pretende che la Regione Abruzzo e gli ATC mettano in atto tutte le azioni necessarie al fine di informare i cacciatori della situazione determinatasi a seguito della decisione del TAR Abruzzo. Spetta infatti proprio a Regione e ATC impedire, così come stabilito dal giudice amministrativo, l'esercizio della caccia in Abruzzo.
“È ora importante– conclude Claudio Allegrino, coordinatore regionale delle guardie ambientali del WWF - far rispettare quanto disposto dai giudici del TAR. Almeno a settembre non si potrà andare a caccia. L’azzeramento delle Polizie Provinciali, che si occupavano in maniera specializzata della vigilanza venatoria, rende più difficili i controlli, ma occorrerà accentuare gli sforzi delle altre forze di polizia, a cominciare dal Corpo Forestale dello Stato, e delle guardie volontarie perché venga imposto ovunque in Abruzzo il rispetto della legalità”.

10.9.16

Il Panda e il Fratino

Oggi, grazie all'ospitalità dello stabilimento Copacabana, abbiamo presentato ad Alba Adriatica il libro di Franco Sacchetti "Fratini d'Italia". Erano con noi, oltre a Franco, Fabiola Carusi, Stefano Chelli e Alessia Ferretti: tutti insieme ci hanno fatto scoprire il meraviglioso mondo del Fratino e la complessità della biodiversità costiera.
Tanto per cambiare, l'Amministrazione Comunale ha brillato per la sua assenza!
 





 

9.9.16

“Fratini d’Italia” ad Alba Adriatica

 
Domani, sabato 10 settembre, alle ore 17, presso lo stabilimento Copacabana sul Lungomare Marconi ad Alba Adriatica, il WWF Teramo organizza la presentazione del libro di Franco Sacchetti “Fratini d’Italia. Cronache di resistenza dalle nostre spiagge”, edito da “Terra Nuova Edizioni”.
“Fratini d’Italia” è un reportage a fumetti sulla stagione di nidificazione del Fratino: racconta la storia di resistenza di questo minuscolo, ma determinato cittadino delle nostre spiagge che reclama il suo diritto di residenza insieme a tante altre specie viventi. Il Fratino è un uccello limicolo, con lunghe zampe da trampoliere, che nidifica tra marzo e luglio, scavando una semplice buchetta nella sabbia dove depone le sue uova. In Italia, la sua popolazione si è dimezzata negli ultimi 10 anni tanto da essere classificata “in pericolo” nella Lista Rossa Nazionale. I suoi nidi sono esposti a qualunque genere di rischio mentre la spiaggia viene arata e invasa dagli ombrelloni. Ogni anno, centinaia di volontari fanno l’impossibile per proteggere nidi, uova e pulcini.
“Il WWF non si arrende e continua con le sue attività di sensibilizzazione sul Fratino, nel territorio comunale albense”, dichiara Fabiola Carusi, responsabile del WWF Abruzzo per il progetto Salvafratino. “Domani presenteremo le cronache di resistenza di una piccola specie a rischio-estinzione che ogni anno nidifica sulle nostre coste. Sicuramente nel territorio albense i nostri piccoli amici limicoli, insieme ai volontari che se ne prendono cura, di resistenza ne devono fare molta, visti i ripetuti atti di vandalismo, più volte segnalati, che ha registrato la Spiaggia del Fratino e del Giglio di mare, tratto di litorale che l’Amministrazione Comunale, su invito del WWF Teramo, ha destinato alla tutela di queste due specie. Purtroppo l’Amministrazione Comunale non riesce a porre rimedio a questa situazione ed è rimasta sorda alle richieste dell’Associazione per una reale tutela dell’area. Fortunatamente, però, sta crescendo la sensibilità tra cittadini, turisti e operatori: quest’anno lo stabilimento Copacabana ha ospitato attività di educazione ambientale sulla specie, confermando così che la tutela della natura si può coniugare con le attività turistiche e mostrando le potenzialità di azioni di questo tipo in un contesto turistico come quello di Alba Adriatica”.
 
“Fratini d’Italia”.
“Fratini d’Italia” è il primo libro nel suo genere in Italia: il fumetto è completato da un’appendice dedicata alle attività di conservazione e da una mappa dei siti di nidificazione in Italia. La pubblicazione del libro è stata facilitata da una campagna di crowdfunding lanciata nell’estate 2015 sulla piattaforma Produzioni dal Basso, che ha avuto grande successo, registrando il supporto di persone e associazioni.
 
L’Autore.
Franco Sacchetti, scrittore e autore di fumetti, ama raccontare storie su ecologia e sostenibilità, portandole anche nelle scuole. Tra le altre, vanta una collaborazione con la casa editrice “City Lights Italia” e nel 2009 ha pubblicato il romanzo illustrato “La marcia dei frigoriferi verso il Polo Nord” sul tema del riscaldamento globale.

6.9.16

Calendario venatorio pronta caccia? Il WWF ricorre al TAR

“Il WWF Italia ha presentato un ricorso davanti al Tribunale Amministrativo Regionale di L’Aquila contro il calendario venatorio della Regione Abruzzo 2016/17”, annuncia Luciano Di Tizio, delegato regionale dell’Associazione. “Nonostante gli annunci, la gestione Pepe non si discosta molto da quella Febbo: mancanza del piano faunistico-venatorio (obbligatorio per legge), preapertura priva di qualsiasi giustificazione e prolungamento dei periodi di caccia. In pratica, anche quest’anno la Regione Abruzzo ha approvato un calendario venatorio che ripete errori già commessi che negli anni passati sono stati censurati ben 14 volte dal TAR, dal Governo nazionale e perfino dalla Corte Costituzionale”.
I principali motivi del ricorso, predisposto dall’Avv. Michele Pezone per il WWF Italia.
 
Mancanza di pianificazione per assenza del piano faunistico-venatorio.
In Italia la caccia è consentita solo in forma programmata al fine di consentire un prelievo “sostenibile” senza che questo determini scompensi alle specie cacciate. Per programmare è necessario avere censimenti e dati aggiornati sul numero degli individui presenti: tutto questo è assente in Abruzzo. Addirittura dal 2007 la Regione è persino priva del piano faunistico-venatorio, obbligatorio per legge e fondamentale per la gestione faunistica. Mancano quindi gli strumenti che forniscono indicazioni su specie da cacciare e sulla durata dei periodi di caccia. In una situazione del genere ci si sarebbe dovuto attestare su posizioni di massima cautela, come del resto aveva prescritto l’ISPRA – Istituto nazionale che fornisce pareri obbligatori alle Regioni sulla gestione faunistico-venatoria – che aveva indicato come opportuna un’unica apertura alla caccia il 1° ottobre. La Regione Abruzzo ha continuato invece a procedere sulla base delle richieste del mondo venatorio e ha previsto l’apertura ad alcune specie fin dal 18 settembre e in alcuni casi la preapertura fin dal 1° settembre.
 
Preapertura.
Per legge la caccia in Italia non deve partire prima della terza domenica di settembre. Sono consentite eccezionalmente delle preaperture per casi specifici documentabili e a valle di adeguati piani regionali, che in Abruzzo ad oggi non ci sono. La Regione Abruzzo, invece, ogni anno concede questo “regalo ai cacciatori”, consentendo la preapertura al 1° settembre: ciò determina, in un periodo estremamente delicato, una forte pressione sia sulle specie cacciabili che su quelle non cacciabili che vengono comunque disturbate dall’attività venatoria. Inoltre, la continua azione di riduzione dei controlli, quest’anno amplificata dall’avvio dello smantellamento del Corpo Forestale dello Stato e delle Polizie Ambientali provinciali, rende di fatto difficilmente controllabile l’azione dei cacciatori che dovrebbe limitarsi solo ad alcune specie, ma che nei fatti finisce per interessarne molte di più. Il WWF, pur consapevole che il ritardo nell’approvazione del calendario da parte della Regione ha reso nei fatti virtualmente impossibile fermare la preapertura, chiede al TAR di valutarne la legittimità per sancire principi che saranno condizionanti nei prossimi anni.
 
Prolungamento dei periodi di caccia.
Per alcune specie acquatiche (Beccaccino, Pavoncella, Moriglione, Marzaiola, Frullino, Codone, Mestolone, Canapiglia, Combattente) che vengono classificate “vulnerabili” o “in declino”, e che quindi andrebbero maggiormente protette, il calendario 2016/17 prevede addirittura il prolungamento della stagione di caccia fino al 19 gennaio 2017, invece che la chiusura al 31 dicembre 2016 come invece dovrebbe essere.
Per alcune specie terresti (Torbo bottaccio, Tordo sassello, Cesena) la caccia viene prolungata fino al 19 gennaio 2017 anziché al 10 gennaio come indicato dall’ISPRA, mentre per il Colombaccio la chiusura è spostata al 5 febbraio 2017, prolungabile fino al 9 febbraio.
Allo stesso modo la Regione ha deciso di prolungare la stagione di caccia per la Beccaccia al 19 gennaio 2017, nonostante il parere negativo dell’ISPRA.
 
Ulteriori elementi sollevati nel ricorso.
Modalità di prelievo sulla Lepre comune in contrasto con quanto stabilito dagli strumenti di pianificazione e con possibilità di incidere negativamente sulla popolazione di Lepre italica che è invece una specie protetta e quindi non cacciabile.
Prolungamento del periodo di addestramento cani che, invece dei 30 giorni stabiliti per legge, durerà oltre 4 mesi!
Ritardo nell’approvazione del calendario faunistico-venatorio: mossa questa assolutamente strumentale, attuata dalla Regione Abruzzo al fine di rendere più complessi eventuali ricorsi al TAR.
 
“Quello della Regione Abruzzo è uno dei calendari venatori 2016/17 che il WWF Italia ha deciso di impugnare quest’anno”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia e firmatario del ricorso al TAR Abruzzo. “Siamo stati costretti a farlo di fronte ad una politica filovenatoria della Regione Abruzzo che continua a gestire la fauna senza tenere conto che essa è un patrimonio di tutta la collettività e non l’oggetto di svago della piccola minoranza di cittadini, rappresentata dai cacciatori. Fino a quando la gestione della fauna avverrà sulla base delle richieste dei cacciatori e non su basi tecnico-scientifiche, oltre a consentire l’uccisione di tanti animali e la messa in pericolo di intere specie, si determineranno grandi problemi sociali come è avvenuto con i cinghiali, reintrodotti a scopo venatorio e gestiti solo attraverso i cacciatori, con gli effetti negativi sotto gli occhi di tutti”.