14 ottobre

28.6.16

A Cologna Spiaggia si costruisce direttamente nel mare

Questa mattina il WWF Teramo, a seguito di un sopralluogo effettuato dietro segnalazione di alcuni cittadini, ha provveduto a trasmettere al Comune di Roseto degli Abruzzi, al Comando della Polizia Municipale del Comune di Roseto degli Abruzzi, alla Capitaneria di Porto di Giulianova e all’Ufficio Locale Marittimo di Roseto degli Abruzzi una prima comunicazione urgente in merito ad alcuni lavori che si stanno effettuando in località Cologna Spiaggia, nel tratto di spiaggia verso il confine con il Comune di Giulianova.
Il WWF, riservandosi ulteriori approfondimenti, ha evidenziato la costruzione di quello che sembra essere uno stabilimento balneare direttamente sulla battigia. L’Associazione ha chiesto agli Organi competenti di procedere ad una puntuale verifica di quanto si sta realizzando. Il WWF provvederà anche ad un accesso agli atti al fine di accertare se l’intervento è stato autorizzato e se si stanno rispettando le condizioni dell’eventuale autorizzazione.

24.6.16

Alle radici della Riserva del Borsacchio


Nuova passeggiata nella Riserva regionale del Borsacchio.
Partenza dalla cantine della Villa Mazzarosa-De Vincenzi, edificio storico di estremo interesse che si trova sul lato sud della Riserva ed arrivo sul colle più alto dell'area protetta. L'accesso alle cantine avviene direttamente dalla Strada Statale 16 Adriatica, poco oltre il torrente Borsacchio per chi arriva da Roseto, entrando in un ampio parcheggio a lato delle cantine sul lato collina della via Nazionale.
Da lì si parte alle 18,00 per una camminata lungo la dorsale collinare che dalla Foce del Borsacchio risale fino alla cima di Colle Magnone, il luogo più panoramico e spettacolare della Riserva.

20.6.16

Nuovo PDM a Pineto: WWF e Italia Nostra presentano le osservazioni

Nei giorni scorsi, le sezioni locali di WWF e Italia Nostra hanno inviato le proprie osservazioni al Piano del Demanio Marittimo presentato dal Comune di Pineto.
Le due Associazioni evidenziano, con estremo rammarico, come l’Amministrazione Comunale, nel redigere questo strumento di pianificazione, sia andata in palese contrasto con quanto professato pubblicamente in ordine all’attenzione verso l’ambiente e la sua salvaguardia.
Sembra quasi che gli estensori del piano non abbiano considerato che il demanio marittimo di Pineto interessa un’area marina protetta e un sito di interesse comunitario della Rete Natura2000: tutto ciò imporrebbe forme di tutela che, invece, non sono state prese in considerazione nella predisposizione del piano.
Tre sono i punti particolarmente problematici su cui si sono concentrate le osservazioni:
  1. Sono state previste nuove concessioni nel perimetro dell’area marina protetta, 4 delle quali nell’area di maggior pregio naturalistico. Nella zona alaggi, in prossimità della foce del torrente Calvano, è stata addirittura ridotta notevolmente la spiaggia libera, eliminando una concessione per colonia marina in posizione strategica. Contestualmente sono state individuate una nuova zona alaggi, la terza della zona, e una nuova concessione balneare.
  2. È stata prevista la costruzione di pontili in mare (4 ricadenti nell’area marina protetta) dal Torrente Calvano a Torre Cerrano. Pineto si è sempre contraddistinta per un orizzonte libero da strutture. Se dovesse passare questa previsione, non sarà più così e la battigia sarà interrotta (limitando, peraltro, il libero transito e il passaggio dei soccorsi).
  3. È stata prevista la creazione di una quarta fascia per servizi da dare in “sub-concessione” ai balneatori nella pineta litoranea. Questa decisione, oltre a provocare un evidente degrado estetico e funzionale dell’area, avrà, come hanno evidenziato numerosi studi, effetti negativi per la pineta (ad es.: asfissia radicale dovuta al calpestio e alla pressione antropica). Inoltre, per quanto attiene agli aspetti sociali e turistici, tale scelta non rispetta quella che è da sempre la vocazione della pineta: un luogo di svago, sport e relax naturale, uno spazio per passeggiare all’ombra con i bambini più piccoli nelle ore calde. Se venisse attuata la possibilità per ogni concessione di realizzare un’area picnic di 600 metri quadrati, nulla rimarrà per passeggiare o correre liberamente e la pineta storica si trasformerebbe in un ristorante da 6.000 posti! Cercare di garantire forzatamente spazi per il bivacco, concedendone ai privati la gestione per garantire un servizio cui dovrebbe assolvere l’Amministrazione comunale e per il quale i cittadini pagano le tasse, è una scelta incomprensibile. Se si vuole garantire il servizio pubblico di piccoli spazi per picnic e giochi nella pineta, è logico pensare a una individuazione di spazi idonei con l’ente gestore dell’area marina protetta che potrà indicare le localizzazioni meno impattanti, distribuite equamente sul territorio.
Su quest’ultimo punto, WWF e Italia Nostra evidenziano come la scelta di istituire una quarta fascia nella pineta, privatizzandone a tutti gli effetti l’utilizzo, non rispetta certo il pensiero di Luigi Corrado Filiani, realizzatore della pineta storica, che scriveva: “Spero che codesta On. Direzione vorrà tenere conto delle mie sincere e nobili intenzioni e dell’entusiasmo veramente sentito con cui son disposto a sacrificare somme non disprezzabili per un’opera così bella e civile, di alto valore morale ed indiscussa pubblica utilità…”.
I numeri dimostrano chiaramente che il successo di un’offerta turistica non è legata alla totale ingessatura del territorio attraverso inutili infrastrutture, ma alla tutela e salvaguardia del patrimonio ambientale.
Infine, WWF e Italia Nostra non possono non evidenziare come la stesura del piano non sia stata condivisa pubblicamente e non abbia visto la partecipazione dei cittadini: un percorso sociale di partecipazione attiva è dovuto, in particolare se si vogliono modificare spazi, quali la pineta e la spiaggia, ai quali la cittadinanza tiene in modo particolare ritenendoli giustamente un importante capitale verde per Pineto.
WWF e Italia Nostra auspicano che le osservazioni presentate consentano di rivedere alcune delle scelte contenute nel piano e che l’interesse pubblico della salvaguardia dell’ambiente venga perseguito concretamente.

13.6.16

Camminiamo nella Riserva Borsacchio

Nuovi appuntamenti per la Riserva naturale del Borsacchio nel Comune di Roseto degli Abruzzi. Unica area protetta costiera in provincia di Teramo e una delle poche di tutta la regione Abruzzo, quella del Borsacchio è una riserva che ha subito da sempre attacchi da parte degli speculatori che hanno trovato nel mondo politico, locale e regionale, utili sponde per metterne in discussione l'istituzione e i confini.
Oggi la riserva, la cui gestione è stata caratterizzata dal totale immobilismo del Comune di Roseto degli Abruzzi, rimane sulla carta, essendo mancata in tanti anni qualsiasi reale attività di conservazione e promozione. Questo però non ha impedito alle associazioni ambientaliste e ai comitati locali di organizzare decine e decine di iniziative per questo tratto di costa.
La recente nomina di un Commissario da parte della Regione fa ben sperare in una accelerazione dei processi gestionali.
Le attività del 17, 18 e 24 giugno mirano a far conoscere la complessità e il valore di quest'area che dovrebbe tutelare uno dei pochi tratti di litorale teramano che hanno conservato un certo grado di naturalità. 
 
 

12.6.16

Il WWF Teramo per i 50 anni del WWF Italia con Fulco Pratesi!

Anche gli attivisti del WWF Teramo alla bellissima giornata con il Presidente onorario e fondatore del WWF Italia, Fulco Pratesi, per festeggiare i 50 anni del WWF in Italia. 




 






9.6.16

Sabato 11 giugno, Fulco Pratesi a Pescara. 50 anni dalla parte della Natura!

 
50 anni dalla parte della Natura! È questo lo slogan scelto dal WWF Abruzzo per festeggiare con Fulco Pratesi, fondatore e Presidente onorario dell’Associazione, i primi 50 anni del WWF in Italia.
Sabato 11 giugno alle ore 11, presso la sala della Figlia di Iorio del Palazzo della Provincia in piazza Italia a Pescara, Fulco Pratesi ripercorrerà la storia del WWF Italia in questo primo mezzo secolo di storia dell’ambientalismo italiano attraverso una conversazione con Luciano Di Tizio, giornalista e delegato del WWF Italia in Abruzzo.
Insieme a Pratesi ci saranno anche Antonio Canu, Presidente del WWF Oasi, Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia, e Antonio Di Marco, Presidente della Provincia di Pescara che ospita l’iniziativa, e tanti soci e simpatizzanti dell’Associazione del Panda.
La storia del WWF in Italia iniziò nel 1966 quando proprio Fulco Pratesi e pochi altri “visionari” decisero di dare vita all’Associazione italiana del WWF, il Fondo mondiale per la tutela della Natura nato solo 5 anni prima, nel 1961, con sede in Svizzera.
“Siamo veramente felici di avere con noi Fulco Pratesi” dichiara Luciano Di Tizio. “Insieme a lui racconteremo la storia della nostra Associazione. Ed è una storia di straordinario impegno ambientalista, di volontariato, di grandi battaglie, di importanti vittorie, ma anche di sconfitte che hanno reso, nel giro di pochi decenni, il WWF la più grande associazione ambientalista italiana e in alcuni casi hanno cambiato, in meglio, il nostro Paese. Una storia fatta da milioni di italiani che, almeno una volta, nel corso di questi 50 anni hanno aiutato e sostenuto il WWF in uno delle migliaia di progetti di conservazione, educazione ambientale, opposizione a progetti distruttivi, promozione del territorio portati avanti in ogni angolo della Penisola. Ed è una storia anche abruzzese, perché le vicende del WWF e di Fulco Pratesi tante volte si sono intrecciate con l’Abruzzo e la sua natura, basti pensare alla storica Operazione San Francesco in difesa del Lupo che proprio dall’Abruzzo partì, agli anni di Fulco Pratesi al Parco Nazionale d’Abruzzo, fino alle battaglie dei giorni nostri per difendere il mare dalla deriva petrolifera”.
Una storia tutt’altro che conclusa: dall’incontro con Fulco Pratesi il WWF Abruzzo e tutti i suoi attivisti ripartiranno per continuare in una azione di difesa e di valorizzazione della natura della quale, purtroppo, c’è ancora un infinito bisogno, nella nostra regione, in Italia e nel mondo.

8.6.16

Giornata degli Oceani: mare bollente e pesca insostenibile

 
In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani che si celebra l’8 giugno, il WWF sottolinea la gravità degli effetti prodotti dal cambiamento climatico negli straordinari ecosistemi degli oceani e dei mari del mondo. Tra le conseguenze globali dell’aumento di CO2 in atmosfera c’è, infatti, un impatto diretto sugli oceani, la porzione ‘blu’ del Pianeta che a sua volta svolge un ruolo cruciale nella stessa regolazione del clima. I mari e gli oceani assorbono mille volte più calore dell’atmosfera e hanno trattenuto fino ad oggi il 90% dell’energia in più derivante dall’incremento dei gas serra dovuti all’azione umana.
Un terzo di quel calore è penetrato fino a una profondità superiore a 700 metri Questo potrebbe addirittura soffocare la vita delle creature marine entro 20 anni secondo un recente studio del National Center for Atmospheric Research. In più gli oceani e i mari assorbono circa il 30% della CO2 che le attività umane emettono in atmosfera (per esempio bruciando i combustibili fossili) e questo provoca l’acidificazione degli oceani: dall’inizio dell’era industriale, l’acidità degli oceani è aumentata del 26%. Con l’attuale livello di riscaldamento e acidificazione delle acque rischiamo di perdere le barriere coralline entro il 2050. Recenti studi dimostrano che il Pianeta ha già perso il 50% di questi preziosi ecosistemi corallini da cui dipende la vita di molte comunità e la ricchezza di biodiversità dei mari.
Il count down per il Mediterraneo potrebbe essere già iniziato: un triste indicatore è la grande diffusione delle meduse, dovuta al riscaldamento delle acque, alla distruzione degli ecosistemi marini e alla modificazione delle catene alimentari prodotto da un pesca eccessiva e insostenibile. Mentre prima si registravano picchi di presenza di meduse ogni 10-15 anni oggi abbiamo cadenze annuali.
Cambiamento climatico e acidificazione degli oceani creano sinergie e amplificano l’impatto di altre minacce come la pesca eccessiva e la distruzione degli habitat marini, tutti fenomeni sempre riconducibili all’attività umana. Ciò significherebbe la fine di almeno il 25% della biodiversità nel mare, così come la perdita delle possibilità di pesca e un impatto significativo su molti settori produttivi come il turismo.
"I cambiamenti climatici non influenzeranno solo la vita dei mari e degli oceani, ma quella di milioni di persone che abitano le loro coste - dichiara Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia - La fisionomia stessa delle coste europee cambierà, con forti impatti non solo ambientali, ma sociali ed economici. Se il mare fosse una nazione, sarebbe la settima più importante economia al mondo: per questo, accanto all’applicazione veloce e rigorosa delle misure necessarie a raggiungere l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale, fissato nell’Accordo di Parigi, vanno parallelamente prese misure efficaci per fermare la distruzione degli stock ittici e per salvare la risorsa marina di cibo e lavoro per oltre 800 milioni di persone nel mondo".

Un provvedimento da cani 2: il Governo impugna la legge regionale sulle attività cinofile nelle aree protette

Era scontato ed è puntualmente accaduto: il Governo ha impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la legge regionale n. 11 del 13 aprile 2016 (pubblicata con una inedita solerzia già il giorno dopo sul BURA, il Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo), quella che consente lo svolgimento di attività cinofile e cinotecniche all’interno dei parchi naturali regionali.
Contro questa legge si erano immediatamente espressi Federparchi, le grandi associazioni naturalistiche italiane e quelle locali con un unanime giudizio negativo culminato con una lettera ufficiale al Governo, presentata dai responsabili nazionali di ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU Birdlife e WWF, per chiedere l’impugnazione di questa inconcepibile norma, che è in verità arrivata sin dal 31 maggio scorso. Solo in questi giorni, però, sono state pubblicate sul web le motivazioni ufficiali della impugnazione stessa.
Nella delibera del Consiglio dei Ministri, tra l’altro, si afferma che la norma pone un serio pericolo per specie animali prioritarie quali, ad esempio, il lupo (che è ubiquitario), l’orso bruno marsicano (specie minacciata di estinzione e presente nelle principali aree protette regionali) ed il camoscio appenninico (di recente reintrodotto all’interno del Parco naturale regionale “Sirente-Velino”) violando in tal modo l’articolo 117, comma 2, lettera s), della Costituzione, che attribuisce alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la materia «tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali», e l’articolo 117, comma 1, della Costituzione, che impone al legislatore, anche regionale, il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Scendendo in dettaglio la assurda legge varata dal Consiglio regionale è in totale contrasto con la direttiva 92/43/C EE relativa alla conservazione degli habitat, che – ricorda il Governo - al fine di assicurare il mantenimento o il ripristino degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario, obbliga gli Stati membri ad istituire un regime di rigorosa tutela delle specie animali di cui allegato IV lett. a) della direttiva con il divieto, fra gli altri, di: perturbare deliberatamente tali specie, segnatamente durante il periodo di riproduzione, di allevamento, di ibernazione e di migrazione; nonché di deteriorare o distruggere i siti di riproduzione o le aree di riposo.
Tra l’altro, come ben sanno gli uffici regionali che i solerti consiglieri proponenti della norma hanno dimenticato di consultare, poiché le attività cinofile e cinotecniche consentite dalla norma potrebbero essere svolte all’interno delle aree classificate come SIC, le stesse, potendo incidere sullo stato di conservazione dell'equilibrio ambientale, dovrebbero essere approvate caso per caso solo a seguito di adeguata Valutazione d’Incidenza.
La legge regionale è inoltre in contrasto con la Convenzione di Berna e persino con la normativa sulla caccia. Il Consiglio dei Ministri sottolinea infatti: Posto che lo svolgimento di attività cinofile e cinotecniche comprende l’attività di allevamento e addestramento di cani per l’esercizio dell’attività venatoria, riconducibile alla materia della caccia (C. Cost., n. 350/1991), la disciplina dell’attività cinofila deve essere ricondotta in linea di principio nell’alveo di quella della attività venatoria (sentenza n. 193 del 2013). In questo ambito, spetta allo Stato stabilire standard minimi e uniformi di tutela della fauna, con regole che le regioni possono modificare, nell’esercizio della loro potestà legislativa in materia di caccia, esclusivamente nella direzione dell’innalzamento del livello di tutela. La Regione, dunque, deve attenersi ai divieti previsti dalla normativa quadro statale. Può semmai renderli più stringenti – come dovrebbe fare in ossequio ai propri slogan di “Regione verde d’Europa” e di “Regione dei Parchi” – ma non certo attenuarli né stravolgerli, come ha tentato di fare con la legge 11 che la Corte Costituzionale inevitabilmente casserà, a meno che il Consiglio abruzzese non rinsavisca e la abroghi evitando che si debba perdere tempo e sciupare denaro pubblico per la colpevole negligenza di chi ha proposto la norma e di chi l’ha votata.
Le manifestazioni cinofile – si legge ancora nelle motivazioni della impugnazione - possono arrecare un consistente disturbo, determinare catture o distruzione di nidi e creare altre situazioni di danno e disagio alla fauna selvatica (nel periodo di nidificazione e dipendenza, durante il periodo di iperfagia e letargia per l’Orso marsicano o lo spostamento nelle aree di svernamento del Camoscio appenninico). La presenza di cani liberi di vagare privi di guinzaglio nelle aree protette, spinge gli animali a spostarsi durante le fasi del corteggiamento e della cova, causando l’abbandono dei nidi e delle covate, esercitando un impatto negativo sulla sopravvivenza dei giovani limitando il successo riproduttivo.
“La legge approvata dalla Regione - commenta il presidente di Legambiente Abruzzo Giuseppe Di Marco - rappresenta una vera collezione di assurdità ed è in palese e totale contrasto oltre che con una serie di norme internazionali e nazionali anche con il buon senso”.
“Preoccupa che consiglieri regionali stipendiati da noi tutti - aggiunge il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio - possano sciupare il loro tempo per proporre leggi che non hanno fondamento alcuno, dannose per l’ambiente e per tutti i cittadini che guardano al bene comune prima che a piccoli interessi di pochi. Preoccupa soprattutto il fatto che non siano stati neppure consultati gli uffici regionali del settore, che avrebbero potuto evitare questa inutile brutta figura”.
“Le associazioni e Federparchi – conclude Giuseppe Di Marco - avevano consigliato un passo indietro. Peccato che il Consiglio regionale almeno sino a oggi non ci abbia voluto ascoltare”.
 
Il testo completo delle motivazioni della impugnazione è reperibile a questo link:
http://www.affariregionali.it/banche-dati/dettaglioleggeregionale/?id=10729

7.6.16

50 anni dalla parte della Natura!


In vacanza con la Natura!

Anche per l’estate 2016 una ricca offerta di vacanze all’insegna della natura con il WWF. Decine e decine di campi e vacanze nelle aree protette più belle d’Italia, ma anche all’estero, sempre nel rispetto della “Carta di qualità del turismo responsabile del WWF” che stabilisce criteri sulla qualità dei programmi educativi e delle attività proposte, dell’educazione e sensibilizzazione ambientale, della sostenibilità e della qualità alimentare.
I campi sono differenziati per fasce di età e di interesse, per singoli o per nuclei familiari, si svolgono in montagna o al mare, anche in barca a vela o in bici e rappresentano un’esperienza formativa divertente e di qualità, ma costituiscono anche un aiuto ai progetti per la salvaguardia di specie e ambienti in pericolo: coloro che vi partecipano, infatti, contribuiscono ai progetti di conservazione che il WWF porta avanti in Italia e nel mondo.
“Insieme al sano divertimento, le proposte dei campi estivi WWF rappresentano un’occasione di crescita personale e sensibilizzazione nei confronti della natura e dell’ambiente”, dichiara Luciano Di Tizio, Delegato WWF Abruzzo. “I ragazzi e gli adulti che partecipano alle vacanze verdi che aderiscono alla “Carta di qualità del turismo responsabile del WWF” vengono in contatto con i temi della sostenibilità, della biodiversità, dell’alimentazione naturale. L’Abruzzo è da sempre una delle mete preferite per il turismo verde che costituisce una fascia nel mercato turistico in crescita e che, se ben gestito, rappresenta uno strumento di valorizzazione e promozione di aree di pregio naturalistico”.
In Abruzzo le offerte delle Vacanze in Natura 2016 sono tante e permettono di entrare a contatto con la natura della nostra regione.
Ci sono campi per bambini e ragazzi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, una delle più belle e conosciute aree naturali protette d’Europa nel cuore dell’Appennino più selvaggio dove ancora trova rifugio l’Orso marsicano, oppure i campi nell’Oasi WWF del Lago di Penne nella struttura ricettiva del Centro di Educazione Ambientale della prima Oasi WWF in Abruzzo, tra colline, boschi e corsi d’acqua alla ricerca della regina dei fiumi, la lontra.
Sempre nell’Oasi WWF del Lago di Penne si svolge poi il Campo Famiglia “Terre di oasi e lontre”, rivolto ai nuclei familiari con attività per adulti e bambini, escursioni e passeggiate in natura, laboratori didattici, visite a borghi e aziende agricole, prove di cucina e tanto altro ancora.
Campi riservati ai maggiorenni si svolgono invece nel Parco Nazionale d’Abruzzo, dove tra cime impervie, fitte foreste di faggio e bianche rocce calcaree è possibile andare alla ricerca di specie rare come l’Orso, il Lupo, il Camoscio o l’Aquila reale.
Tutte le offerte delle Vacanze in Natura si trovano sul sito www.wwfnature.it per bambini, ragazzi e famiglie, e sul sito www.viaggiwwfnature.it per i maggiorenni in Italia o all’estero.