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31.5.16

Giovedì 2 giugno: Tutti in bici per la Biciclettata Adriatica!

 
Riparte nel giorno di festa del 2 Giugno, in occasione del "Bicitalia Day", la manifestazione dei ciclisti e ambientalisti abruzzesi lungo la costa ed i lungomare, per il completamento della pista ciclabile da 131 Km, finanziata dalla Regione Abruzzo con il progetto Bike to Coast, per un percorso ciclabile unico e protetto da Martinsicuro a San Salvo, ed il futuro collegamento con la Ciclovia Adriatica, percorso della rete Bicitalia (www.bicitalia.org) che unisce Trieste a Santa Maria di Leuca, nel leccese.
Per il sesto anno consecutivo (dal 2011) due carovane attraverseranno i lungomare teramano e pescarese, da San Benedetto del Tronto e da Francavilla verso Pineto, con arrivo previsto a Pineto verso le ore 13.
Per la prima volta altri due cortei percorreranno anche la costa teatina dei Trabocchi, da Francavilla e da San Salvo verso Fossacesia, in quello che è il tratto mancante più difficile da realizzare, ma forse anche più affascinante, denominato Via Verde della Costa dei Trabocchi, che si dovrà realizzare in buona parte sulla sede dell'ex ferrovia Adriatica.
La trasmissione di Rete 8 curata da Alessandro Sonsini "Aspettando la Via Verde della Costa dei Trabocchi" (vedi evento FaceBook), seguirà in diretta televisiva i diversi cortei, con postazioni fisse e mobili.
Mentre il tratto Nord è in via avanzata di realizzazione con decine di cantieri in corso d'opera con i finanziamenti FAS del progetto Bike to Coast (mancano ancora i tre ponti sul Saline, Piomba e Vomano), a Sud pare finalmente che diventerà realtà a breve il sogno della pista sulla costa teatina. Infatti, nel "masterplan" della Regione Abruzzo recentemente presentato dal Presidente D'Alfonso, sono inseriti finanziamenti per 60 milioni di euro per il completamento dell'opera strategica per l'industria turistica abruzzese, ma anche per la qualità della vita e la valorizzazione dei terrori costieri.
Una giornata di festa della bicicletta, che vedrà anche un sotto-evento IN BICI CON MAMMA E PAPA', con genitori e bimbi che si accoderanno da Roseto e Silvi alle carovane di ciclisti dirette a Pineto, e che si unirà a Roseto agli eventi del progetto BICIECLETTICA, che rinnova l'interesse per le due ruote a pedali nella nostra Regione.

Fratino Day ad Alba Adriatica

 
Oggi, martedì 31 maggio, seconda edizione del Fratino Day ad Alba Adriatica, la manifestazione di sensibilizzazione organizzata dal WWF provinciale di Teramo, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Alba Adriatica e del Comitato nazionale per la conservazione del Fratino, nell’ambito del Progetto “Salvafratino 2016” promosso dall’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano”.
Appuntamento alle ore 9:30 sul Lungomare Marconi ad Alba Adriatica nel tratto di spiaggia libera tra gli stabilimenti Copacabana e Marechiaro che l’Amministrazione Comunale dallo scorso anno ha destinato alla “Spiaggia del Fratino e del Giglio di mare”.
“Sarà una mattinata di volontariato con i bambini dell’Istituto Comprensivo di Alba Adriatica”, dichiara Fabiola Carusi, referente del WWF Abruzzo per il Progetto “Salvafratino”. “Con i volontari del WWF e le Guide del Cerrano illustreremo ai ragazzi la vegetazione dunale e le abitudini del Fratino attraverso osservazioni naturalistiche e attività di educazione ambientale. Purtroppo da quando è stata creata lo scorso anno questa spiaggia ha subito diversi atti di vandalismo da parte di ignoti e più volte la delimitazione dell’area è stata abbattuta. In compenso però abbiamo avuto tante soddisfazioni dai ragazzi delle scuole che l’hanno visitata, oltre che da tanti cittadini di Alba Adriatica e da tanti turisti che hanno apprezzato una piccola, ma importante azione di tutela e valorizzazione di questo tratto di litorale”.
Sulla giornata di volontariato per il Fratino è intervenuto il Presidente dell’Area Marina Protetta Torre di Cerrano, Leone Cantarini: “L’Area Marina Protetta anche quest'anno supporta l’iniziativa di Alba Adriatica nell’ambito della collaborazione attivata con il WWF sulla conservazione del Fratino, convinti che nella gestione della fascia costiera la nostra esperienza possa essere di esempio e di aiuto per tutte le località limitrofe. Spesso ci si trova, infatti, ad affrontare problematiche di condivisione degli spazi tra aree dove prevale la naturalità e l’opportunità di utilizzazione turistica degli arenili: in questi casi l’esperienza maturata nel parco marino torna molto utile”.

25.5.16

Domenica 29 maggio: Festa delle Oasi WWF anche in Abruzzo!

 
Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, è stato presentato il ricco programma di iniziative delle 5 Oasi WWF presenti in Abruzzo in vista della Giornata delle Oasi WWF che domenica 29 maggio verrà celebrata nei circa 100 siti aperti gratuitamente in tutta Italia.
“Una grande festa per la Natura: è questo la Giornata delle Oasi del WWF”, ha dichiarato Luciano Di Tizio, delegato del WWF in Abruzzo. “In tutta Italia sarà possibile partecipare alle centinaia di iniziative che animeranno le aree naturali protette gestite dal WWF per festeggiare nel migliore dei modi i 50 anni dell’associazione del Panda in Italia. Visitare una nostra Oasi è un’esperienza indimenticabile, è il modo più diretto per capire cosa fa il WWF e perché è importante che continui il suo impegno. Più di ogni altra esperienza, una giornata in natura può far scoprire o riscoprire la voglia di agire concretamente per assicurare alle future generazioni un mondo più sano e più pulito”.
In Abruzzo sono presenti cinque Oasi WWF: l’Oasi dei Calanchi di Atri (TE), l’Oasi delle Cascate del Rio Verde a Borrello (CH), l’Oasi delle Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi (AQ), l’Oasi del Lago di Penne (PE) e l’Oasi del Lago di Serranella nei tre Comuni di Altino (CH), Casoli (CH) e Sant’Eusanio del Sangro (CH).
Cinque gioielli di biodiversità riconosciuti dalla Regione Abruzzo come riserve naturali regionali e dall’Unione Europea in quanto Siti di Interesse Comunitario della Rete Natura2000, il network di aree protette attraverso le quali l’UE tutela habitat e specie del nostro continente. Ma anche cinque modelli per lo sviluppo sostenibile dove la conservazione si accompagna alla valorizzazione del territorio attraverso attività e progetti nazionali ed europei.
 

I programmi della Giornata delle Oasi nelle cinque Oasi WWF abruzzesi.
Oasi dei Calanchi di Atri.
Avvio attività alle ore 10 con apertura dell’Oasi
Ore 10:30 laboratorio didattico “Crea il tuo sapone”
Ore 11:30 escursione naturalistica in Oasi con una sorpresa per i più piccoli
Ore 13 pranzo
Ore 15:30 laboratorio didattico “Che fiore è? Realizza il tuo erbario”
Ore 17 escursione naturalistica “Alla scoperta delle geologia dei calanchi”
 
Oasi delle Cascate del Rio Verde.
Avvio attività dalle ore 9 con apertura dell’Oasi e visite guidate
Ore 16 “Incontro su Alberi e arbusti dell’Oasi”
 
Oasi delle Gole del Sagittario.Avvio attività ore 10 con apertura dell’Oasi e della mostra di disegno naturalistico all’aria aperta
Ore 10:30 Inaugurazione di una “Free little libreary” destinata al baratto dei libri nell’ambito dell’iniziativa “Sorgente di libri”
Ore 11 lettura ad alta voce e laboratorio didattico artistico per bambini e ragazzi
Ore 16 Visita guidata “All’interpretazione ambientale di un tratto di fiume”
 
Oasi del Lago di Penne.L’Oasi del Lago di Penne è una delle tre Oasi in Italia da cui si svolgerà la diretta televisiva di Ambiente Italia su RAI 3 a partire dalle 8:45.
Nel corso della giornata si svolgeranno:
Laboratori di arazzeria, tessitura e guida di droni
Visita all’Osservatorio per il monitoraggio degli uccelli migratori
Visite guidate all’area floro-faunistica e alle strutture dell’Oasi
Visita ai laboratori di Terre dell’Oasi e del Centro di Educazione Ambientale
 
Oasi del Lago di Serranella.
Avvio attività ore 9:30 con apertura dell’Oasi e saluto di benvenuto
Ore 10 Minitrekking per bambini alla scoperta dell’Oasi
Ore 10 Passeggiate naturalistiche all’interno dell’Oasi
Ore 16 Passeggiata alla scoperta del microcosmo dell’Oasi
Ore 17 Laboratorio delle cose semplici per bambini e ragazzi
 
 
Dalle Oasi WWF al cuore dell’Africa.Domenica 29 maggio tutte le attività delle Oasi WWF saranno gratuite. Ma è possibile dare un aiuto concreto al WWF per la tutela della Natura. Sarà possibile diventare socio WWF in ognuna delle cinque Oasi abruzzesi, ma si potrà anche fare una piccola donazione al WWF attraverso un SMS solidale al numero 45599.
Nel 50esimo anniversario della nascita, il WWF Italia ha lanciato una nuova campagna per rafforzare il lavoro di tutela del mantello verde che abbraccia e protegge la Terra. Così come in Italia ci impegniamo nella difesa del nostro patrimonio forestale attraverso le Oasi, così nel mondo il WWF è presente su tutti i fronti dei crimini forestali: il Cuore verde dell’Africa, l’Amazzonia, il Borneo, le foreste di Sumatra, la dorsale verde del Vietnam e del Laos e ovunque siano presenti le piaghe della deforestazione e del degrado.
Dal 15 al 30 maggio è possibile sostenere la campagna del WWF in difesa del Cuore verde dell'Africa, il Parco di Dzanga Sangha: mandando un sms al numero 45599 tutti contribuiranno a tutelare le foreste e gli animali che le abitano.

187.925 firme per il Lupo!

 
Una delegazione del WWF Italia, guidata dal Presidente onorario Fulco Pratesi, ha consegnato ieri sera 187.925 firme al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti (raccolte sul sito del WWF Italia e su petizioni collegate all’appello #soslupo, lanciate anche da altre Associazioni come Lipu, Greenpeace, LAV e Verdi) in difesa del Lupo.
Nell’incontro il WWF ha ribadito al Ministro il proprio NO, e quello dei quasi duecentomila cittadini che hanno sottoscritto la petizione, alla possibilità di prevedere nel Piano per la conservazione e gestione del lupo in Italia, ipotesi di abbattimenti. Per l’Associazione, infatti, prevedere deroghe sul lupo rappresenta un ritorno al passato e viola un principio di tutela frutto di una straordinaria azione di conservazione.
La delegazione ha inoltre evidenziato come, per stessa ammissione del piano, la deroga risulti ininfluente (le percentuali di abbattimento previste sono inferiori al tasso di riproduzione dei branchi) e rispondano solo a un’esigenza sociale, alimentata da una forte disinformazione, alla quale si può rispondere con la velocizzazione degli indennizzi e soprattutto con la diffusione delle misure di prevenzione e protezione. Secondo il WWF, infatti, gli abbattimenti non solo sono inutili per la conservazione e la gestione del lupo, ma rischiano di sortire l’effetto contrario aumentando il bracconaggio e la predazione del lupo su animali domestici.
Nel confronto di ieri l’Associazione ha sollecitato il Ministro a rafforzare gli elementi previsti dal piano e a cancellare l’inutile e pericolosa possibilità di abbattere i lupi. Il WWF ha poi evidenziato al Ministro alcuni passaggi che, al di là delle intenzioni dichiarate, potrebbero essere male interpretati e mal gestiti dalla Regioni, portando a scavalcare le misure preventive: il WWF ha quindi chiesto che l’esclusione di applicabilità delle deroghe riguardi esplicitamente e in maniera inequivocabile non solo i parchi nazionali, ma anche quelli regionali e tutto il sistema di aree protette.
Il Ministro Galletti, nella convinzione che le misure preventive previste dal piano siano sufficienti e che si possa arrivare ad eventuali abbattimenti solo in casi estremi, ha purtroppo ribadito la scelta delle deroghe, ma si è reso disponibile a intervenire per rendere più chiari alcuni passaggi del provvedimento che si riteneva potessero essere fraintesi in sede di applicazione.
L’Italia con fatica ha conquistato il rispetto e l’amore per un animale fondamentale per gli equilibri degli ecosistemi e che per anni ha rischiato di precipitare nel baratro dell’estinzione: sarebbe imperdonabile a causa della disinformazione e di campagne strumentalizzate cancellare tutto il percorso fatto fino ad oggi.
“Noi del WWF vogliamo che l’Italia rimanga un paese per lupi. Che il lupo sia cattivo è favola alla quale non credono più nemmeno i bambini. Insieme dobbiamo costruirgli un futuro diverso nel quale poter trasmettere l’emozione di vederlo correre nei prati anche alle generazioni che verranno”, ha dichiarato Fulco Pratesi incontrando il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.
In questi anni il lupo è stato doppiamente vittima: della disinformazione e di uno spietato bracconaggio. Ogni anno muoiono non meno di 300 lupi, molti a causa del veleno, di trappole e fucili.
Il WWF continuerà nel suo impegno per difendere il lupo in Italia, vittima dei bracconieri e della disinformazione, fornendo ad alcuni Parchi Nazionali attrezzature digitali (collari satellitari e fototrappole) utili per la prevenzione degli atti illegali e per il monitoraggio della presenza della specie nelle nostre aree naturali protette.

Il cammino del Cerrano

 
Domenica 29 maggio 2016, in occasione della 16° edizione della giornata nazionale dei sentieri del Cai (Club Alpino Italiano) e della settimana europea dei parchi, l'Area Marina Protetta Torre del Cerrano in collaborazione con l'asd Guide del Cerrano con il patrocinio del WWF Teramo, organizza "Il Cammino del Cerrano", un'escursione panoramica alla riscoperta delle bellezze storico e naturalistiche.
Partenza alle ore 9.30 dal parcheggio antistante al sottopasso ferroviario di Torre Cerrano, si proseguirà per la pineta di Silvi ed arrivati al torrente Cerrano si svolterà verso le colline affiancando il corso del torrente. Il percorso durerà 3 ore - lunghezza 8 km - difficoltà media con tratti in salita - portare scarpe comode e acqua - possibilità di pranzo al sacco dopo la visita alla torre sulla terrazza antistante.
Per informazioni e prenotazioni chiamare l'Asd Guide del Cerrano al 3209470708.
 
 

20.5.16

Salvafratino a Martinsicuro

Domenica 22 maggio, nell’ambito del Censimento nazionale del Fratino, il WWF Teramo svolgerà il monitoraggio dei nidi e delle uova di Fratino nel territorio comunale di Martinsicuro e in particolare nell’area del biotopo costiero.
In questi giorni in tutta Italia volontari e ricercatori stanno percorrendo le coste alla ricerca dei nidi di questo piccolo trampoliere che nidifica proprio sulla spiaggia. Anche in Abruzzo, da Vasto fino a Martinsicuro i volontari del WWF Abruzzo, le Guide del Cerrano, gli operatori del Gruppo Fratino di Vasto e della Riserva regionale di Punta Aderci e tanti altri volontari e appassionati stanno individuando i nidi di fratino al fine di verificare la stato di salute della popolazione sul territorio abruzzese.
Per il censimento a Martinsicuro l’appuntamento è fissato per domenica 22 maggio alle ore 8 davanti al biotopo. I volontari saranno accompagnati da esperti che indicheranno come procedere alle verifiche e alla compilazione delle schede di censimento.

18.5.16

Per dare futuro alle aree naturali protette regionali

 
Venerdì 20 maggio dalle ore 9 presso la Sala Figlia di Iorio della Provincia in piazza Italia a Pescara, il WWF Abruzzo e l’Istituto Abruzzese per le Aree Protette organizzano il convegno dal titolo “Per dare futuro alle Aree naturali protette regionali, per dare futuro all'Abruzzo”.
Alla presenza dell’Assessore regionale ai parchi, Donato Di Matteo, del Dirigente regionale del Servizio, Bruno Celupica, del Responsabile dell’Ufficio regionale Parchi, Igino Chiuchiarelli, nonché dei rappresentanti delle aree naturali protette regionali, saranno affrontati i principali temi legati alla gestione di parchi e riserve e allo sviluppo sostenibile, partendo dall’esperienza più che trentennale delle Oasi WWF in Abruzzo che rappresentano un modello per l’intero sistema regionale e non solo.
Dichiara Luciano Di Tizio, Delegato Abruzzo WWF Italia: “Nel 2016 il WWF festeggia 50 anni. Sono stati cinque decenni caratterizzati da grandi battaglie per la tutela dell’ambiente, ma anche dalla gestione concreta di aree protette che hanno visto l’Associazione impegnata direttamente nella conservazione di habitat e specie animali e vegetali, ma anche nella promozione e valorizzazione dei territori attraverso politiche di sviluppo sostenibile. Oggi sappiamo che le aree naturali protette, i loro territori e le loro comunità necessitano di un approccio strategico che vada oltre la conservazione puntiforme e consenta di tutelare l’ambiente e di garantire un benessere vero, durevole, etico e solidale che non distrugga il nostro patrimonio naturale e che contribuisca a dare un presente dignitoso e un futuro possibile all’Abruzzo”.
L’incontro di venerdì arriva dopo due mesi di lavoro e 4 diversi workshop tematici svoltisi nelle Oasi WWF presenti in Abruzzo e porta a conclusione un percorso di elaborazione del programma triennale delle Oasi WWF, ma anche di analisi delle criticità e delle possibilità presenti all’interno del sistema delle aree protette regionali della regione.
Nel corso dei quattro workshop sono stati affrontati questi ambiti di lavoro:
- agricoltura e sviluppo rurale;
- biodiversità, monitoraggio e ricerca applicata;
- educazione ambientale, formazione e stili di vita sostenibili;
- turismo e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali.
Gli incontri hanno visto la presenza di oltre 100 partecipanti, tra professionisti, amministratori comunali, direttori e operatori delle aree protette regionali, esperti di turismo e operatori turistici, educatori ambientali, agricoltori, rappresentanti di associazioni culturali, di promozione e tutela del territorio: tutti hanno contribuito all’elaborazione di un decalogo per rimettere le aree naturali protette al centro delle politiche della Regione Abruzzo e di 25 idee e schede progettuali raccolte in un piano triennale per fare rete tra le aree protette e tra gli operatori economici presenti in esse, migliorare l’efficacia nella gestione e nella conservazione della biodiversità, reperire fondi e fare economia di scala creando un vero e proprio sistema.
Andrea Rosario Natale, Coordinatore IAAP, aggiunge: “Attraverso le nostre Oasi, vogliamo conservare la biodiversità abruzzese, promuovendo al tempo stesso uno sviluppo sostenibile per i nostri territori. In tanti anni di impegno e lavoro nelle aree naturali protette abruzzesi abbiamo messo a punto esperienze e modelli importanti che oggi vogliamo mettere in rete, migliorandoci e migliorando la macchina regionale che deve avere risorse sufficienti e che deve essere basata su un sistema che aiuti il raggiungimento di standard adeguati e premi le migliori pratiche. Vogliamo confrontarci e collaborare con tutte le altre aree protette abruzzesi, ma anche con cittadini, istituzioni e imprese interessati a questo obiettivo. In questo modo pensiamo di dare anche un contributo alla discussione che ci porterà alla Prima Conferenza regionale sulle Aree protette che la Regione Abruzzo ha in animo di organizzare prossimamente”.

PER DARE FUTURO ALLE AREE NATURALI PROTETTE REGIONALI,
PER DARE FUTURO ALL'ABRUZZO


Premessa/obiettivo
Vogliamo conservare la biodiversità abruzzese, promuovendo al tempo stesso uno sviluppo sostenibile per i nostri territori. Per farlo vogliamo creare valore da quanto è stato fatto in tanti anni di impegno e lavoro nelle aree protette abruzzesi. Vogliamo mettere in rete le esperienze, migliorare i modelli di gestione, semplificare la macchina burocratica, garantire le giuste risorse, innovare senza aver paura di metterci in discussione. Vogliamo garantire un benessere vero, durevole, etico, solidale che non distrugga il nostro patrimonio naturale e che contribuisca a dare un presente dignitoso e un futuro possibile all’Abruzzo.
Le aree protette, i loro territori e le loro comunità necessitano di un approccio strategico che faccia superare l’idea di una conservazione puntiforme e che permetta di giungere alla reale conservazione di habitat, fauna e flora.
 
 
10 idee per un sistema di Aree naturali protette capaci di futuro!
  1.  Definire indicatori/parametri che consentano una classificazione delle aree protette regionali coerente con quella IUCN e legata alla complessità ecologica e alla biodiversità presente e che permettano di verificare l’efficacia e l’efficienza di gestione delle stesse, la capacità di fare rete e progettare insieme, attraverso la valutazione di progressi, criticità, raggiungimento degli obiettivi fissati dalle direttive europee e dai piani e programmi che interessano la biodiversità e la sua conservazione, anche al fine di orientare l’assegnazione delle risorse (ordinarie e straordinarie) della Regione Abruzzo.
  2. Recuperare la programmazione triennale per quanto attiene biodiversità, risanamento ambientale ed educazione ambientale, all’interno della quale inserire le indicazioni derivanti dai piani di gestione dei siti Natura 2000; aggiornare i piani d’assetto naturalistico delle riserve regionali; fornire obiettivi quantificabili da raggiungere; individuare i fabbisogni minimi per la gestione ordinaria delle aree protette regionali al fine di garantire livelli omogenei e adeguati (coinvolgendo le aree protette regionali anche nella programmazione e nella pianificazione strategica della Regione Abruzzo e in relazione all'utilizzo dei fondi europei).
  3. Giungere ad una vera Carta della Natura regionale che valga da riferimento per le scelte operative e gestionali relative alle aree protette, alla conservazione della biodiversità e, in generale, alla pianificazione e alla programmazione, integrando le informazioni su specie e habitat presenti e censiti in Abruzzo, considerando quanto emerso dai piani di gestione dei siti Natura 2000, colmando le attuali lacune conoscitive.
  4. Rafforzare la Rete Natura 2000, strutturandola e definendo i ruoli di Regione, Enti locali e aree protette regionali al fine di garantire l’implementazione, la gestione e il rispetto degli obblighi necessari a raggiungere gli obiettivi fissati: in particolare chiudere l’iter di approvazione della legge regionale sui Piani di gestione dei siti Natura 2000, dei piani stessi, nonché definendo protocolli di monitoraggio che valorizzino le esperienze e le professionalità presenti nelle aree naturali protette, rafforzando l’efficacia e l’efficienza delle procedure di valutazione d’incidenza ambientale, anche tramite lo sviluppo di progetti di rete e coprogettazione di livello europeo e promovendo la realizzazione della rete ecologica regionale con individuazione delle infrastrutture verdi come elemento di connessione, non solo fisica, tra aree protette.
  5. Applicare le Linee guida per la gestione integrata delle zone marine costiere e implementare la Direttiva quadro 2008/56/CE sulla strategia per l’ambiente marino, coinvolgendo all’interno dei Contratti di costa tutti i soggetti istituzionali e i portatori d’interesse, con particolare attenzione alle aree protette marino costiere (rete RAMCA).
  6. Attivare l’Osservatorio regionale per la biodiversità e istituire il Coordinamento delle Aree Naturali Protette della Regione Abruzzo.
  7. Riconoscere e definire le figure professionali operanti nelle aree protette regionali (direttori, coordinatori delle attività di gestione, educatori ambientali, guide ambientali, addetti alla vigilanza), adottando criteri basati su comprovate esperienze di settore. Intensificare la formazione del personale, mettendo in rete le conoscenze e le buone pratiche. Rafforzare l’Ufficio Aree protette della Regione al fine di garantire una efficace azione di indirizzo, supporto e controllo.
  8. Prevedere agevolazioni su fiscalità, tassazione e accesso facilitato al credito per le attività economiche e per gli imprenditori che operano all’interno delle aree protette regionali e che assumono persone residenti nelle aree protette regionali.
  9. Integrare, migliorare e qualificare l’offerta turistica all’interno delle aree protette regionali sviluppando conoscenza e consapevolezza tra operatori economici, turisti e comunità locali, e favorendo la collaborazione e la condivisione, anche attraverso la elaborazione di progetti comuni di valorizzazione come disciplinari di qualità, carte degli impegni, promozione e comunicazione integrata, riconoscimento e formazione delle professionalità impiegate, creazione di un marchio unico e di una unica PMC regionale, nonché promovendo il collegamento tra aree protette attraverso infrastrutture per la mobilità dolce (sentieri, ciclovie, ippovie), che promuovano un turismo sostenibile compatibile con le esigenze di tutela e conservazione dell'ambiente e del paesaggio.
  10. Orientare gli operatori agro-silvo-pastorali nelle aree protette ad assumere un ruolo attivo nella conservazione della biodiversità e nella gestione del territorio in relazione alle indicazioni della nuova PAC, in particolare per quanto attiene al miglioramento ecologico degli agroecosistemi (sia con funzione di presidio del territorio che di mantenimento delle specie faunistiche), al mantenimento del paesaggio agrario, al minor consumo di risorse (acqua, in primo luogo), al progressivo abbandono dell’uso di pesticidi, al recupero delle varietà agronomiche autoctone, alla promozione e alla vendita dei prodotti delle riserve attraverso la rete delle riserve e un marchio comune, all’integrazione con i sistemi turistici locali, al coinvolgimento delle aziende agricole nelle attività di educazione ambientale e all’attivazione di servizi innovativi come gli agrinido.

16.5.16

Insieme per la Riserva del Borsacchio: l'impegno continua

La giornata di ieri è stata una bella giornata per la Riserva del Borsacchio.
Dopo la scellerata riperimetrazione voluta dai Comuni di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova e votata dal Consiglio regionale, dopo anni di blocco totale di qualsiasi iniziativa, ieri, ancora una volta, il volontariato ha dato una prova di amore per questo tratto del litorale.
Con l'organizzazione del nuovo Commissario straordinario della Riserva, Fabio Vallarola, tante persone si sono ritrovate per ripulire il tratto di costa all'interno della riserva. Figure storiche da sempre in difesa della riserva come Marco Borgatti, Fabio Celommi, Adriano De Ascentiis, Franco Sbrolla e tanti altri si sono impegnati per far conoscere e apprezzare l'unica riserva regionale costiera della provincia di Teramo.
Purtroppo, in quest’ultimo lustro, l’attuale Amministrazione comunale non ha fatto nulla per la riserva, perdendo così anche importanti occasioni di intercettare finanziamenti a livello regionale ed europeo.
L'impegno delle associazioni ambientaliste per la riserva del Borsacchio è un impegno che viene da lontano e che continuerà anche in futuro.
 
Il 5 gennaio 2014, insieme come sempre, con le bandiere del WWF che rappresentano tutte le Associazioni ambientaliste.

Il 15 maggio 2016, uniti più di allora, con le bandiere di Italia Nostra che rappresentano tutte le Associazioni ambientaliste.
 

15.5.16

Cicloturismo, sostenibilità e sviluppo locale: a Teramo giovedì 26 maggio

Non prendete impegni. Giovedì 26 maggio un importante appuntamento per parlare di cicloturismo, sostenibilità e sviluppo locale all'Università di Teramo.


13.5.16

Insieme per la Riserva del Borsacchio

 
Domenica 15 Maggio si rinnova l’impegno del “Comitato per la Riserva Borsacchio” per proteggere e promuovere l’area di maggior pregio della nostra città.
Alle ore 10.30, presso il Lido Bora Bora di Roseto degli Abruzzi, le associazioni ambientaliste WWF, Legambiente, Italia Nostra, Giacche Verdi e Guide del Cerrano, nonché le associazioni impegnate da sempre per la Riserva Chaikana , Amena, MareVivo, Centro Studi Cetacei, Brucare, Logos Imagines, Lega Navale, Abruzzo Beni comuni, No Triv, LIPU, Altura e FIAB, si sono date appuntamento per l’iniziativa “Insieme per la Riserva Borsacchio”.
Sarà una giornata d’impegno e conoscenza a cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Al ritrovo del Bora Bora distribuiremo del materiale (consigliamo di portare comunque guanti da giardinaggio) per la raccolta a mano dei rifiuti che deturpano quella spiaggia e insieme passeggeremo per l’arenile raccogliendo ogni genere di immondizia.
Contemporaneamente, grazie all’aiuto di guide qualificate, istruiremo i presenti al riconoscimento delle conchiglie e delle piante costiere per comprendere finalmente le particolarità della Riserva.
Sarà poi l’occasione migliore per completare l’opera di censimento ufficiale del “Fratino”, insieme agli esperti del “Comitato italiano per il fratino”, e consegneremo i dati raccolti direttamente all’ISPRA.
A tutti i partecipanti verrà spiegato come riconoscere questi rarissimi uccelli migratori, indicatori naturali del benessere delle nostre coste, e i loro siti di riproduzione, osservandoli in massima sicurezza.
Sarà una giornata chiave per il rilancio della Riserva Borsacchio. Mai tante associazioni e cittadini si sono dati un appuntamento così importante per il futuro della Riserva e sarà un nuovo inizio dopo anni di torpore. L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Abruzzo ed è organizzata con il supporto dell’Ufficio del Commissario della Riserva Naturale Borsacchio.
Domenica abbiamo tutti un’occasione per non restare a guardare ed essere attori principali del futuro della Riserva Borsacchio.

7.5.16

Salvafratino, un progetto vincente!

La spiaggia del Fratino e del Giglio di mare realizzata lo scorso anno ad Alba Adriatica
Questa mattina a Pescara, nel corso di una conferenza stampa presso la Libreria Qui Abruzzo, sono state presentate le iniziative organizzate in Abruzzo per la conservazione del Fratino, il piccolo uccello nidificante anche sulle spiagge della nostra regione, tutelato da normative comunitarie e nazionali perché in consistente diminuzione in Europa.
Da alcuni anni il WWF Abruzzo, sotto il coordinamento dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, collabora con numerosi gruppi di volontari portando avanti iniziative per la tutela del Fratino: campagne di individuazione e monitoraggio dei nidi presenti sulla spiaggia, giornate di pulizia a mano di tratti di litorale interessati dalla presenza di nidi, attività di comunicazione e programmi di educazione ambientale con le scuole.
I risultati delle attività condotte nel 2015 in Abruzzo sono stati presentati il 30 aprile scorso al Workshop nazionale svoltosi a Comacchio, al quale ha preso parte anche Fabiola Carusi, responsabile regionale per il WWF Abruzzo del Progetto “Salvafratino”.
Nel 2015 i volontari e gli operatori del progetto “Salvafratino” hanno monitorato i nidi realizzati in 11 località lungo la costa abruzzese. Sono state seguite 123 uova deposte e il 48% di queste sono arrivate alla schiusa. Durante il Workshop sono state illustrate anche le tante attività organizzate: ad Alba Adriatica, grazie alla volontà dell’Amministrazione Comunale e alla collaborazione del WWF, è stata creata una “Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare”, prima in Abruzzo, delimitando un tratto di spiaggia dedicato alla tutela del Fratino e, più in generale, alla tutela della biodiversità litorale; a Vasto sono state effettuate importanti sperimentazioni di spostamento dei nidi più a rischio; in quasi tutti i comuni costieri sono state organizzate giornate di informazione e piccole attività di tutela con scuole e gruppi scout e sono stati apposti cartelloni esplicativi sull’importanza della tutela del Fratino.
“Il confronto con le altre realtà regionali al Workshop di Comacchio”, ha dichiarato Fabiola Carusi, “è stato molto proficuo. L’Abruzzo è una delle regioni che organizza più iniziative per la tutela di questo piccolo trampoliere. Stiamo lavorando per far comprendere a tutti che la tutela del Fratino non rappresenta un ostacolo per le attività balneari, ma anzi può costituire un valore aggiunto. Finalmente alcune Amministrazioni, come quella di Pineto e di Giulianova, iniziano a prendere consapevolezza adottando nel regolamento comunale i suggerimenti inviati dal WWF. E anche alcuni balneatori iniziano a collaborare attivamente. Del resto la tutela di questo uccello, oltre a rappresentare un preciso obbligo di legge, è anche un investimento promozionale per il territorio: da quest’anno la FEE ha deciso di inserire tra i criteri di aggiudicazione della Bandiera Blu anche i parametri che riguardano la tutela del Fratino (oltre a quella della tartaruga Caretta Caretta), includendo nei criteri di aggiudicazione la presenza sul territorio comunale di queste specie”.
Anche nel 2016 le iniziative messe in campo sono molte a partire dal censimento dei nidi che si svolgerà, in contemporanea con quelli svolti in tutta Italia, dal 10 al 22 maggio e per i quali è possibile fare attività di volontariato aderendo al progetto “Salvafratino”.
E domani, domenica 8 maggio, a Pescara si svolgerà un’altra importante attività di volontariato: dalla ore 8:30 in località Madonnina (ingresso vicino al Ponte del Mare), i volontari del WWF e del Progetto “Salvafratino” saranno al lavoro per posizionare delle piccole recinzioni per salvaguardare i nidi di Fratino.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche Leone Cantarini, Presidente dell’Area Marina Protetta di Torre di Cerrano, da sempre impegnata nella tutela della specie lungo i tratti di costa del perimetro del parco, ma che svolge anche un importantissimo ruolo di coordinamento delle iniziative di tutela del fratino lungo tutta la costa abruzzese.
“Da quest’anno, grazie al WWF e ai volontari che siamo riusciti a coinvolgere” ha dichiarato il Presidente Cantarini, “il progetto SalvaFratino dell’Area Marina Protetta è divenuto il fulcro delle attività, lungo l’intera costa abruzzese, per la conservazione di una specie così rara. Ciò ci rende orgogliosi perché vediamo che la nostra opera di protezione della natura si allarga anche a zone fuori parco. Aree dove non sempre ci si rende conto di avere importanti valori ambientali da conservare per consentire la tutela di specie migratrici”.
E proprio per informare tutte le Amministrazioni Comunali anche quest’anno il WWF Abruzzo ha inviato a tutti i comuni costieri delle semplici linee guida de seguire.

Suggerimenti forniti alle Amministrazioni Comunali in merito alla gestione del Fratino.

Pulizia dell’arenile
Prima di procedere alla pulizia meccanica della spiaggia è bene verificare la presenza di eventuali aree di nidificazione con i volontari che da anni operano nell’ambito del progetto Salvafratino e che hanno svolto i monitoraggi sulla specie lungo la costa abruzzese.
La pulizia delle spiagge libere, qualora ve ne sia l’assoluta necessità, deve comunque essere effettuata al massimo entro la prima metà del mese di marzo. Successivamente a tale data il Fratino inizia a nidificare per cui è bene consultare il WWF o altri gruppi di volontari che studiano la specie per conoscere le aree interessate dalla nidificazione nel territorio di competenza. Qualora si dovesse presentare la necessità di pulire le spiagge libere in periodi diversi da quelli sopra indicati, dove è segnalata la presenza del Fratino si dovrebbe procedere manualmente, assicurando possibilmente la presenza di esperti.
Si sottolinea che nei tratti di costa in cui sono presenti dune, durante la pulizia meccanica della spiaggia, ove strettamente necessaria e consentita, occorre sempre e comunque tenersi ad almeno 10 metri dal piede della duna o dalle aree delimitate con funi e paletti.

Realizzazione di aree dedicate alla tutela
Seguendo l’esempio del Comune di Alba Adriatica dove l’Amministrazione, collaborando con il WWF e l’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano”, ha realizzato un’area dedicata al Fratino e al Giglio di Mare, possono individuarsi aree dedicate alla tutela lungo il litorale.
Proprio l’esempio di Alba Adriatica ha peraltro dimostrato come questa specie può essere tutelata usando pochi accorgimenti anche in luoghi in cui vi è una forte presenza antropica legata al turismo.
Nelle aree dove è certa e abitudinaria la presenza nel periodo primaverile-estivo, anche al fine di non incorrere in problematiche legali qualora i nidi dovessero essere incautamente distrutti, è opportuna la creazione di piccole aree interdette alla fruizione turistica e alla pulizia meccanica, mediante delimitazioni con pali e funi. Utile è anche l’eventuale predisposizione di reti leggere che delimitino l’area così da evitare anche l’ingresso ad altri animali che potrebbero predare i nidi.
Per consentire ai bagnanti di raggiungere comunque agevolmente la spiaggia, tali aree possono essere dotate di passerelle di legno.
In questi siti è bene inoltre posizionare pannelli didattici al fine di fornire un’adeguata informazione a cittadini e turisti e di aumentare la sensibilizzazione verso la tutela della specie.
Allo scopo di prevenire atti di vandalismo sarebbe anche opportuno dotare tali aree di un sistema di videosorveglianza.

Divieto di ingresso ai cani nelle aree di nidificazione
I cani in spiaggia possono rappresentare una minaccia per il Fratino sia perché danneggiano i nidi, sia perché arrecano stress alla specie nella fase della cova.
Nel 2014 la Regione Abruzzo ha approvato la legge 17 aprile 2014, n. 19 sull’ingresso degli animali d’affezione in spiaggia. Ai sensi della normativa richiamata, entro il 30 marzo di ogni anno, i Comuni possono individuare le aree in cui è vietato l’accesso dei cani e degli altri animali da affezione proprio per non arrecare danni al Fratino. In tali aree è opportuno posizionare cartelli di divieto per l’accesso ai cani che illustrino anche la motivazione di tale divieto, mentre in tutte le altre aree (in cui è consentito l’accesso), è altrettanto opportuno potenziare o, dove è del tutto assente, installare una segnaletica che inviti a controllare i cani sulle spiagge.

4.5.16

Aperitivo scientifico sull'inquinamento luminoso

 
“Svelare la notte” è il titolo del prossimo appuntamento con gli Aperitivi scientifici del WWF Teramo, previsto per venerdì 6 maggio alle ore 18:30 presso il Bar “San Matteo” in Largo San Matteo a Teramo.
Tema dell’incontro con Mauro Dolci, astronomo ricercatore INAF – Osservatorio Astronomico di Teramo è l’inquinamento luminoso, un problema spesso ignorato, nonostante gli effetti negativi che ha sull’ambiente e sulla ricerca scientifica.
Il WWF da anni segue questa tematica e produsse un dossier sull’argomento, uno dei primi in Italia, già nel 1995.
Con l’enorme diffusione delle fonti luminose, l’alterazione della luce naturalmente presente nelle ore notturne ha raggiunto livelli preoccupanti.
La luce artificiale delle nostre città e delle infrastrutture sul territorio costituisce da tempo un problema per la ricerca e per lo studio degli astri, ma incide anche sulla fauna, sulla vegetazione e perfino sui microclimi locali. Inoltre l’illuminazione anche dove non sarebbe necessaria comporta consumi energetici che hanno impatti economici e ambientali non trascurabili.
L’incontro di venerdì 6 maggio fornirà elementi per una valutazione del problema e permetterà di conoscere i rimedi che possono essere adottati.

2.5.16

Addio vigilanza ambientale delle Province?

Con la soppressione formale delle Province, così come disposto dalla legge 125/2015 di conversione del DL “Enti Locali”, si sono concretizzati problemi nella riorganizzazione degli apparati e delle funzioni che erano finora di competenza delle Province stesse.
Il WWF denuncia in particolare la paralisi della vigilanza ambientale che veniva garantita dalle Polizie Provinciali. Buona parte del personale è stato destinato ad altri settori di altri Enti locali come polizia municipale o settore manutenzione strade. Gli agenti saranno chiamati a svolgere quindi mestieri diversi da quello svolto fino ad oggi, con una inaccettabile dispersione di professionalità e competenze acquisite negli anni. Quelli non ancora ricollocati altrove sono attualmente in mobilità in attesa di conoscere il proprio destino.
Oltre all’oggettivo e grave ridursi del numero di Agenti di polizia ambientale, in Abruzzo è evidente un clamoroso ritardo nelle procedure di applicazione delle nuove competenze in tema di vigilanza a livello regionale. Con la L.R. 32/2015, approvata l’ottobre scorso, il Consiglio regionale abruzzese si era impegnato (art. 6, riportato integralmente in calce) ad avvalersi del personale appartenente ai Corpi di Polizia Provinciale, ma da allora non è stata realizzata alcuna iniziativa concreta per salvaguardare il patrimonio professionale degli agenti né tantomeno per dare concretezza all’impegno di continuare a vigilare su tematiche ambientali. La Regione in sostanza ignora la propria normativa!
Altre Regioni sono intervenute attraverso leggi e/o convenzioni, dando vita a un Servizio di Vigilanza Regionale Ambientale. Una scelta che consente di garantire continuità sulle competenze di tutela ambientale (caccia, pesca, bracconaggio, uso del suolo e del sottobosco, rifiuti, inquinamenti) sinora affidate alle Polizie Provinciali. In Abruzzo si tutelano invece interessi contrari a quelli della salvaguardia del territorio, come dimostra anche la recente legge che consente attività cinofile all’interno delle aree protette.
La situazione attuale di quel che resta delle Polizie Provinciali è caratterizzata dall'assenza di controlli su bracconaggio, caccia e pesca, cui si aggiungono incertezze operative: senza precise direttive di fatto le Polizie Provinciali hanno al momento sospeso la vigilanza in tema di fauna e caccia.
Di fronte a tutto questo, il WWF fa appello alla Regione perché affronti e risolva urgentemente una situazione inaccettabile e gravissima per l’ambiente e la fauna dell’Abruzzo, ma anche per i cittadini stessi, esposti al rischio di muoversi su un territorio senza più controllo alcuno.
È necessario rendere operative e rafforzare subito tutte le forze di vigilanza, istituzionali e volontarie, dando completa e immediata attuazione a tutti i necessari passaggi organizzativi e normativo/regolamentari, e nello stesso tempo non diminuire, ma anzi accrescere le forze dedicate alla tutela dell’ambiente. In questo senso è fondamentale che gli Agenti delle Polizie Provinciali mantengano le loro competenze su ambiente e fauna pur nell’ambito di un rinnovato contesto dovuto al trasferimento alla Regione.
 
Art. 6 L.R. Abruzzo 20/10/2015, n. 32
La Regione, per l'esercizio delle attività di vigilanza e controllo connesse alle funzioni diverse da quelle fondamentali, si avvale del personale appartenente ai corpi ed ai servizi di polizia provinciale come individuato nell'ambito degli accordi stipulati.