14 ottobre

29.4.16

Un provvedimento da cani!

La Regione Abruzzo cancella d’incanto ogni sua precedente scelta “verde”, votando all’unanimità un provvedimento legislativo in palese contrasto con almeno due leggi nazionali (legge quadro 394/91 sulle aree protette; legge 157/92 sull’attività venatoria), con la stessa legge regionale 38, modificata in modo assurdo e incoerente, e con la delibera 451/2009 della Giunta.
Si tratta della legge regionale n. 11 di modifica della l.r. 38/1996 (approvata in Consiglio Regionale il 5 aprile scorso e pubblicata sul Bollettino Ufficiale il 14 aprile) con la quale si consentono attività cinofile e cinotecniche all’interno delle aree protette regionali. In pratica diventerà possibile – se questo allucinante provvedimento non verrà immediatamente cassato - attività di addestramento e allenamento di cani, nonché lo svolgimento di gare cinofile, su tutto il territorio del Parco Regionale Velino Sirente e su quello delle Riserve regionali durante tutto l’anno.
È un provvedimento di assoluta gravità che, come segnala con giusta indignazione anche Federparchi, non ha precedenti in alcuna regione italiana. Un provvedimento che mette a gravissimo rischio la conservazione di specie faunistiche importanti, tutelate da norme europee e nazionali, a cominciare dall’orso e dal camoscio. Si tratta inoltre di una norma illogica, illegale e ancora più assurda perché votata all’unanimità dai consiglieri regionali di quella che dovrebbe essere la regione verde d’Europa.
La vergognosa legge è passata quasi alla chetichella in Consiglio, senza alcun coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e degli stessi dirigenti delle aree protette regionali. Fa specie in particolare il voto favorevole di forze politiche che si dicono favorevoli alla tutela ambientale. Evidentemente il sì alla norma che apre la prospettiva di uccisioni a danno di cervi e caprioli non è stato un errore di percorso ma una precisa scelta a favore della caccia e delle attività collaterali ad essa connesse. È impressionante anche la rapidità con la quale questa leggina è passata a confronto con i tempi biblici che il Consiglio applica quando si tratta di provvedimenti di segno opposto come ad esempio l’approvazione dei Piani di gestione dei SIC (Siti di Importanza Comunitaria), che giacciono nei cassetti a dispetto di una procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea sulla mancata trasformazione dei SIC stessi in Zone Speciali di Conservazione.
WWF, Legambiente, Ambiente e/è vita, LIPU, Pro Natura, Mountain Wilderness e Salviamo l’Orso, nel mentre si ripromettono di segnalare all’opinione pubblica i responsabili di questa vera e propria nefandezza e si riservano di contrastare in ogni sede una legge che minaccia le specie e le aree protette, si associano all’appello di Federparchi perché la norma venga immediatamente abrogata augurandosi che in seno al Governo e al Consiglio regionali torni a prevalere il buon senso.

Il "Salvafratino" cerca volontari!


L'Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” e il WWF Abruzzo da anni portano avanti il progetto “Salvafratino” per la tutela del Fratino, il piccolo trampoliere che nidifica anche sulle nostre spiagge.
Questa attività viene condotta grazie ai volontari che dedicano un po’ del loro tempo libero alla tutela di questo simbolo della biodiversità costiera. In particolare da aprile fino a giugno vengono controllati i nidi e le uova deposte sul litorale per evitare che siano distrutti durante la pulizia meccanica delle spiagge, disturbati da curiosi o predati da cani e altri animali.
I volontari sono chiamati a garantire almeno una uscita settimanale nel tratto di spiaggia loro assegnato in uno dei comuni costieri d’Abruzzo.
Sono previsti momenti di formazione e uscite sul campo con esperti. I volontari prenderanno parte anche al censimento nazionale condotto in contemporanea lungo tutta la costa italiana dove è segnalata la presenza del Fratino.
Chi è interessato a ricevere ulteriori informazioni può chiamare l’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano al numero 085.9492322. 

28.4.16

Luci e ombre nella tutela del Fratino

L’Amministrazione Comunale di Giulianova ha deciso di seguire l’esempio di quella di Pineto adottando le “linee guida” che il WWF ha predisposto e inviato a tutti i Comuni della costa abruzzese per la gestione del Fratino, il piccolo trampoliere che nidifica anche sulle nostre spiagge.
“Il Comune ha inserito nel regolamento comunale le linee guida che abbiamo fornito per la tutela del Fratino”, dichiara Fabiola Carusi, responsabile per il WWF Abruzzo del progetto “Salvafratino”, “dando indicazioni circa la pulizia della spiaggia, il controllo dei cani vaganti e la tutela della vegetazione spontanea. Abbiamo anche apprezzato la decisione dell’Amministrazione di intervenire con la delimitazione dei nidi. Sono segnali importanti che testimoniano come il lavoro portato avanti dai volontari in questi ultimi anni sta cominciando a dare frutti. È importante che ora il Comune diffonda e faccia rispettare le “linee guida”.
La tutela del Fratino sulle nostre spiagge coinvolge ormai decine e decine di volontari che da aprile a giugno monitorano quasi giornalmente i nidi e la cova.
Purtroppo situazioni positive continuano ad intervallarsi con altre negative.
Non più tardi di un mese fa si era verificato un grave episodio a Roseto degli Abruzzi: due aree, dove da tempo sono presenti coppie di Fratino, sono state pulite con mezzi meccanici proprio nel periodo in cui erano stati avvistati i primi esemplari intenti a costruire il proprio nido. Fortunatamente dopo circa un mese tre coppie hanno ugualmente realizzato tre nidi, prontamente protetti con una rete dagli operatori del progetto “Salvafratino”, coordinato dall’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” e al quale partecipa anche il WWF Abruzzo: e questa volta anche l’Amministrazione Comunale ha collaborato, contribuendo a realizzare un’apposita delimitazione. Il fatto che questo secondo tentativo finora sia andato a buon fine non giustifica certo il precedente intervento con le ruspe nelle aree dove è presente il Fratino, ma anzi dimostra che questi siti sono particolarmente vocati e meritano di essere tutelati.
Ed un altro episodio grave va registrato nelle ultime ore a Pineto: dei cinque nidi individuati in zona Torre Cerrano in queste settimane, due sono falliti per cause non ancora chiare.
“Come WWF ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con le Amministrazioni Comunali per salvaguardare il Fratino e più in generale la biodiversità costiera”, continua Fabiola Carusi. “Per un Comune si tratta di adottare semplici accorgimenti che consentono di garantire una presenza che, al di là dell’aspetto naturalistico, valorizza un territorio ed è garanzia di qualità. Non è un caso che da quest’anno le azioni per la tutela del Fratino sono ricomprese tra le attività delle Amministrazioni Comunali valutate per l’assegnazione della Bandiera Blu. Anche se sono ancora molte le Amministrazioni che commettono errori nella fase di pulizia della spiaggia che coincide con quella della nidificazione, riproduzione e cova di questa specie, riscontriamo una crescente sensibilità sul tema”.
Il WWF ricorda però che anche gli operatori balneari e i singoli cittadini possono fare molto: prestare attenzione ai nidi, non disturbare le madri con i piccoli, non lasciare liberi i cani nelle spiagge dove sono i fratini, sono semplici accorgimenti che contribuiscono alla tutela di una specie simbolo del nostro litorale.

20.4.16

Che festa!

Sabato 16 aprile il WWF Teramo ha celebrato i primi 50 anni dell’Associazione del Panda in Italia.
Oltre cento persone hanno preso parte ad una cena presso il locale “Multiplo” a Teramo durante la quale sono state ricordate le attività svolte dal WWF in Italia nel mezzo secolo trascorso dal lontano 1966, quando un piccolo gruppo di appassionati naturalisti, capeggiati da Fulco Pratesi, diedero vita al WWF Italia.
Nel corso della serata sono stati anche distribuiti gli attestati “Amici del Panda 2016” che il WWF Teramo ha voluto assegnare a quanti, persone o istituzioni, ha collaborato con il WWF nella difesa dell’ambiente e della natura teramana.
Gli attestati “Amici del Panda” 2016 sono andati:
  • al Paese di Cortino (TE) che ospita da anni il Centro di Educazione Ambientale WWF “Monti della Laga”, uno dei primi CEA italiani, nato prima dell’istituzione del Parco Nazionale Gran Sasso-Laga;
  • alla Città di Atri (TE) che ospita l’Oasi WWF dei Calanchi, una delle 100 aree naturali protette gestite dall’Associazione in Italia, modello di sviluppo sostenibile e valorizzazione e conservazione del territorio;
  • a Tommaso Navarra, appassionato avvocato da sempre a fianco dell’Associazione nella difesa dell’ambiente nelle aule dei tribunali;
  • ad Adriano De Ascentiis, instancabile e generoso Direttore dell’Oasi WWF dei Calanchi di Atri, profondo conoscitore della natura e del territorio abruzzese.
Gli attivisti del WWF Teramo hanno poi consegnato due attestati di ringraziamento a:
  • Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo, quale miglior socio, attivista e presidente di tutti i tempi, vero esemplare di volontario in serio pericolo di estinzione;
  • Dante Caserta, attivista da tanti anni del WWF Teramo e attualmente vicepresidente del WWF Italia.
Un attestato speciale è stato poi consegnato alla moglie e al figlio di Michele Scuderi, in ricordo dell’attivista e responsabile della Sezione LIPU Teramo, prematuramente scomparso, artefice di tanti progetti di salvaguardia e compagno del WWF in importanti battaglie in difesa della natura.
 




 
 
 
 
 
 

19.4.16

I 50 anni del WWF celebrati anche da Poste Italiane

 
Un panda con il suo cucciolo tra le piante di bambù, nel suo caratteristico habitat tra le foreste cinesi, disegnato con la tecnica dell’acquerello da Fulco Pratesi; in alto a sinistra il logo del WWF e la scritta “WWF Italia 50 anni per la natura”. Questa l’effige del francobollo celebrativo che Poste Italiane ha dedicato ai 50 anni del WWF Italia (1966-2016) e che sarà emesso il 22 aprile, in occasione di Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra. Il francobollo avrà il valore di 0,95 centesimi e sarà emesso in 800.000 esemplari.
“Vedere, su un francobollo della Repubblica italiana, un mio bozzetto ispirato all'animale che ha simbolizzato per 50 anni il nostro impegno in favore della natura, mi ha veramente inorgoglito e commosso – ha commentato il fondatore e Presidente Onorario WWF Italia, Fulco Pratesi - . Aver potuto per mezzo secolo tenere alta la bandiera del Panda in manifestazioni, Oasi, crociere e feste è una prova di quanto la buona volontà e la generosità dei nostri soci, che continuano a sostenerci, abbiano contribuito a fare più bella l'Italia”.
Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia: “C’è una storia che, grazie al WWF tutti i bambini imparano da piccoli , in ogni angolo del mondo. E’ quella del panda e delle tante specie di animali minacciate dall’uomo. Succede anche in Italia, da oltre 50 anni con il lupo, l’orso, le balene. Ci prendiamo cura di loro e dell’ambiente dove vivono. Il nostro sogno? Un pianeta dove l’uomo possa vivere in armonia con la natura”.
Il WWF ha letteralmente “inventato” le campagne per la protezione della natura nel nostro Paese: nel 1978 la campagna fatta con la nave scuola Vespucci “Il mare deve vivere” fu la prima ad essere celebrata da una serie di francobolli a emissione limitata. In questi 50 anni ha lasciato il segno, dall’approvazione della prima legge per la protezione della fauna selvatica alla legge quadro sui parchi (1991), dalla creazione del sistema Oasi, che tutelano 35.000 ettari di territorio - la prima fu Burano in Maremma per salvare il cavaliere d’Italia, 1967 – alla diffusione di una sensibilità ambientale attraverso le scuole, il grande lavoro svolto sulle specie in via di estinzione come il lupo, l'orso bruno, la lontra, il cervo sardo, la foca monaca. A livello internazionale il WWF nasce nel 1961: con i suoi 5 milioni di sostenitori nel mondo, la presenza in circa 100 Paesi e oltre 2.000 progetti attivi, il WWF è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della Natura.

Quorum mancato, ma la battaglia non si può fermare

 
Il Comitato abruzzese “Vota SÌ per fermare le trivelle”, all’indomani della consultazione referendaria, sente il dovere di ringraziare le decine e decine di attivisti e di cittadini che hanno portato avanti in queste settimane l’impari battaglia contro una massiccia campagna di disinformazione e di incentivo al non voto portata avanti persino dal presidente del consiglio.
Il risultato elettorale, alla luce delle oggettive difficoltà, del tempo ristretto a disposizione e della scellerata scelta di evitare l’election day, costata milioni al solo scopo di scongiurare il raggiungimento del quorum, va letto positivamente. 13.334,764 italiani (e tra questi 325.025 abruzzesi) hanno chiesto col loro sì al Governo di rivedere la politica energetica e le scelte strategiche per il futuro. Un esecutivo che abbia a cuore le sorti e i desideri dei cittadini non potrà non tenerne conto.
Entrando nel merito il mancato raggiungimento del quorum non ha consentito di completare il successo che il movimento referendario – formato da Regioni, associazioni e tantissimi cittadini – aveva già ottenuto costringendo Governo e Parlamento a reintrodurre il divieto alle trivelle entro le 12 miglia e ad accogliere altre delle richieste contenute nei cinque referendum sui quali non siamo stati più chiamati a votare. Resta in sospeso la questione della durata “eterna” delle concessioni, che consente ai petrolieri di evitare gli ingenti costi di smantellamento. Una normativa in palese contrasto con la direttiva 94/22/CE che regola la concorrenza nel settore degli idrocarburi. Sarà forse necessario un ricorso alla Corte europea ma sarà inevitabile che l’Italia si adegui in tempi non troppo lunghi, a meno che non voglia incorrere in una procedura di infrazione facendo pagare ai cittadini, dopo i milioni bruciati per il mancato election day, anche una multa per il mancato rispetto degli accordi internazionali.
Ci preme infine sottolineare che il risultato abruzzese è stato superiore a quello nazionale, con il 35,4% degli elettori che ha partecipato alla consultazione referendaria. Brillante in particolare il risultato, in provincia di Chieti, dei Comuni direttamente o indirettamente coinvolti nell’istituendo Parco Nazionale della Costa Teatina: diversi hanno superato il 50% dei votanti e molti altri hanno sfiorato questa quota. Un segnale evidente per chi continua a ritardare la perimetrazione con assurdi pretesti. I cittadini, o almeno la stragrande maggioranza tra loro, vogliono il Parco dei Trabocchi e non quello delle Trivelle. L’auspicio è che anche la politica tutta, dal livello locale a quello regionale e nazionale, sappia prenderne finalmente atto.

14.4.16

Festa per il sì a Teramo

 
Venerdì 15 aprile il Coordinamento Provinciale “Teramo vota sì contro le trivelle!” chiuderà la campagna referendaria per “Sì” al referendum di domenica 17 aprile.
A Piazza Martiri della Libertà a Teramo dalle ore 18 alle ore 20 le Associazioni e i Comitati del Coordinamento incontreranno i cittadini per un ultimo appello in vista del voto.
Alle 22 ci sarà poi un concerto di chiusura della band IMURI presso il circolo “Officine Indipendenti” in via Vezzola 7/9.
Si chiuderà così una intensa campagna di soli 30 giorni nel corso della quale sono stati organizzati centinaia di iniziative e banchetti informativi nei vari comuni della nostra provincia.
È stata una corsa contro il tempo per cercare di informare quante più persone possibile della grande opportunità che le italiane e gli italiani hanno con il referendum di domenica 17 aprile: votando “sì” possiamo ristabilire un giusto termine alle concessioni petrolifere entro le 12 miglia dalla costa perché il nostro mare non può essere per sempre ostaggio dei petrolieri e possiamo compiere un primo passo verso la sostenibilità, iniziando a dare concretezza agli impegni per combattere i cambiamenti climatici che l’Italia, insieme a oltre 180 Stati, ha preso all’ultima Conferenza sul clima di Parigi del dicembre 2015.
Dobbiamo respingere gli appelli all’astensione e al disimpegno: i recenti fatti di cronaca ci hanno dimostrato come l’invito a disertare le urne sia dettato dalla voglia di poter continuare a decidere del nostro futuro accontentando questa o quella lobby.
Il referendum è un momento di grande partecipazione popolare: come hanno ricordato in questi giorni le più alte cariche dello Stato, l’esercizio del voto è un elemento fondamentale della nostra democrazia e tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte.

Fanno parte del Coordinamento: WWF Teramo, No Triv Roseto, Legambiente Teramo, ARCI - Comitato Provinciale Teramo, Teramo 3.0, UDU Teramo, Azione Civile – Teramo, Abruzzo Beni Comuni – Teramo, Zero Waste Teramo, Circolo Culturale Chaikhana, ProNatura Teramo, FAI Teramo, FIOM CGIL Teramo, Centro politico comunista “Sandro Santacroce”, Mountain Wilderness, Italia Nostra Teramo, Associazione Demos, No Triv Mosciano, GAS Oltrefrontiera Teramo, Git Abruzzo Banca Etica, FILLEA Teramo, Comitato No Autodromo, FAITA Federcamping, FEDERALBERGHI.
Appoggiano il Coordinamento: SEL Federazione Teramo, Rifondazione Comunista Federazione Teramo, Possibile Teramo, Pentastellati Montorio al Vomano 2.0, Giovani democratici Teramo, Insieme per Montorio, Mosciano Democratica.

Referendum 17 aprile: appello di sindacalisti abruzzesi per il sì!

Il 17 aprile si vota il referendum sulle trivelle. Si voterà su un solo quesito che riguarda la durata dei titoli abilitativi già rilasciati per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare entro le dodici miglia. Mentre infatti, con le modifiche introdotte dalla legge di stabilità, non possono essere concessi nuovi titoli abilitativi nelle zone di mare entro le dodici miglia dalla costa, i titoli già rilasciati restano efficaci per tutta la durata di vita utile del giacimento. Un regalo alle compagnie petrolifere, le quali rimangono titolari di un diritto esclusivo che non trova riscontro in nessun altro paese al mondo ad eccezione degli USA, dove comunque Obama ha deciso il divieto di ricerca e coltivazione dei pozzi entro le 80 miglia dalla costa. Mentre va ricordato che dall’altra parte dell’Adriatico, la Croazia ha sospeso le trivellazioni, come ha fatto la Francia.
In Abruzzo le ragioni di votare SI al Referendum del 17 aprile, sono più profonde, perché qui è cresciuto da tempo, con il contributo determinante di grandi organizzazioni dei lavoratori, un vasto movimento di cittadini, associazioni, forze politiche e sociali che ha imposto un modello di sviluppo fondato sulla valorizzazione dell’immenso patrimonio ambientale della regione. E’ nata cosi la Regione dei Parchi, la Regione Verde d’Europa. Su questa identità gli abruzzesi chiedono di costruire il futuro dell’Abruzzo. Un sistema produttivo sostenibile, in pace con l’ambiente e che da esso trae spinta verso l’innovazione e la ricerca e promuove la sua competitività. Su queste ragioni quel movimento si è battuto per bloccare il Centro Oli ad Ortona e le nuove trivellazioni in mare, a cominciare da Ombrina. Perché oltre alle nostre montagne anche il mare è una grande, incommensurabile risorsa a nostra disposizione per costruire una idea diversa di sviluppo che parta dalla sua tutela.
Come sindacalisti siamo convinti della necessità e dell'urgenza della transizione a un nuovo modello energetico, democratico e decentrato, 100% efficienza energetica e rinnovabili, grande opportunità di crescita economica e di nuova e qualificata occupazione per il nostro paese ed in particolare per la Regione dei Parchi.
Le trivellazioni, il petrolio, le fonti fossili rappresentano un passato fatto di inquinamento, dipendenza energetica, interessi e pressioni decisionali delle lobby, conflitti, devastazione ambientale e della salute, cambiamenti climatici. Noi vogliamo un futuro basato sull'efficienza energetica e le fonti rinnovabili distribuite, un'economia sostenibile e equa, la piena occupazione e la democrazia partecipativa. Vogliamo che il nostro Paese acceleri la transizione energetica, si doti di un piano industriale strategico per lo sviluppo sostenibile e di un piano per la decarbonizzazione che contribuisca a realizzare l'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura globale entro 1.5° sancito nell'accordo della conferenza sul clima di Parigi.
Per nostra sensibilità personale riteniamo che la campagna referendaria sia un'occasione per mettere al centro del dibattito pubblico le scelte energetiche e industriali strategiche del nostro Paese e di dare la possibilità ai cittadini di partecipare a queste scelte. Per questo invitiamo i lavoratori ed i cittadini a votare SI’ il 17 aprile prossimo. Non ci fermeremo a questo referendum ma porteremo avanti questa battaglia anche in future campagne referendarie e più in generale nel nostro quotidiano impegno sindacale.

Primi firmatari:
Mimi D’Aurora
Carmine Ranieri
Giuliano Colazilli
Paolo Castellucci
Mario Boyer
Rita Candeloro
Ada Sinimberghi
Francesco Trivelli
Sergio Di Marcantonio
Emanuele Verrocchi
Antonio Iovito
Alberto Di Dario
Renato Procacci
Francesca Valente
Sandro Giovarruscio
Nicola Di Matteo
Enzo Facondi
Dovi Aloumon
Tersigni Alessandra
Alessandra Di Simone
Emila Di Nicola
Lucio Cipollini
Luca Ondifero
Angela Valente
Alessandra Genco
Antonio D’Orazio
Antonella Di Teodoro
Patrik Guobadia
Rosanna Mattoscio
Rosamaria dell’Elce
Luigi Scaccialepre
Stefano Di Domizio
Antonio Iacovoni
Rita Innocenzi
Norina Mercuri
Ettore Bianchi
Vittorio Morelli
Nino Di Tillio
Giovanni Ameli
Franca Canale
Loredana Piselli
Luigina Maiano
Cesarina Bavecchi
Roberto Biagi
Giovanna Zippilli
Enrico Sodano
Ezio Coletti
Antony Pasqualone
Ferdinando Lattanzi
Maria Piccone
Nicola Trotta
Sergio Zinni
Marcello Pagliaroli

8.4.16

Clima e combustibili fossili, se ne parla a Pineto


Si pedala per il sì!

 
Questa mattina, durante una conferenza stampa presso la Biblioteca di Teramo, il Coordinamento provinciale “Teramo vota sì contro le trivelle” ha presentato “Si pedala per il sì”, una grande biciclettata che si terrà domenica 10 aprile ad una settimana dal referendum del 17 aprile.
Da Martinsicuro e da Silvi due colorate carovane di biciclette arriveranno a Villa Filiani a Pineto, toccando tutti i comuni costieri per informare sull’importante appuntamento referendario e sulla necessità di avere politiche energetiche che puntino all’uscita dalla dipendenza dalle fonti fossili. Nei singoli comuni che saranno attraversati chiunque potrà unirsi per un tratto, breve o lungo, e partecipare così a questa grande mobilitazione sostenibile. All’arrivo a Pineto ci saranno musica e banchetti informativi, insieme ad un laboratorio scientifico a cura della “Scienza in Valigia” di Marco Santarelli, divulgatore e collaboratore di Margherita Hack.
Nel corso della conferenza stampa gli organizzatori hanno invitato i sindaci dei comuni costieri a partecipare alla biciclettata e dimostrare così concretamente la loro adesione alla battaglia contro la petrolizzazione delle coste e dei mari italiani.
Il 17 aprile abbiamo l’occasione di far fare al nostro Paese un primo passo verso la sostenibilità iniziando a dare concretezza agli impegni che l’Italia, insieme a oltre 180 Stati, ha preso all’ultima Conferenza sul clima di Parigi del dicembre 2015 per combattere i cambiamenti climatici.
Andare a votare non è solo una scelta in difesa dell’ambiente e della nostra salute, è anche una scelta di un modello economico nuovo che superi la dipendenza dalle fonti fossili, responsabili di guerre e corruzione, oltre che di evidenti danni ambientali.
La biciclettata si concluderà a Pineto che insieme a Silvi Marina ospita l’unica area marina protetta della nostra regione: una scelta non casuale che vuole testimoniare la volontà di affermare un nuovo modello di sviluppo e valorizzazione del territorio, rispettoso delle risorse naturali che rappresentano una delle grandi ricchezze di questo Paese. 

Tappe della biciclettata
DA NORD:
9:30 Martinsicuro – Molo Foce Tronto
10:00 Alba Adriatica – Bambinopoli/Rotonda Nilo
10:40 Tortoreto Lido – fine Lungomare sud
11:00 Giulianova – Piazza Dalmazia
11:20 Cologna Spiaggia – Ponte ciclopedonale Tordino
12:00 Roseto degli Abruzzi – Lungomare Roma/Lido Celommi
12:30 Scerne di Pineto – inizio pista ciclopedonale
13:00 Pineto – Villa Filiani

DA SUD:
12:30 Silvi Marina – Piazza Fermi
13:00 Pineto – Villa Filiani

Luca Zingaretti: Un mare da difendere dal petrolio

 
“Il Mediterraneo è un mare prezioso che nutre e abbraccia paesi e popoli diversi tra loro. Il Mediterraneo è anche un mare chiuso, uno sversamento comporterebbe danni irreparabili in tutte le sue coste. Il mare è un bene comune, spetta a noi proteggerlo”.
E’ il messaggio dello spot “Per un Mediterraneo senza trivelle” lanciato oggi dal WWF con cui l’attore Luca Zingaretti sostiene le ragioni del SI al prossimo referendum sulle trivelle del 17 aprile.
Con il sottofondo di musiche suggestive, nello spot scorrono immagini di un mare incontaminato, popolato da delfini e tartarughe: tutto evoca il paesaggio caratteristico del bacino mediterraneo. E’ questo il mare davanti al quale l’attore lancia il suo appello, un incoraggiamento a pronunciarsi in difesa del nostro patrimonio fatto di mare pulito e coste incontaminate dove turismo e pesca sono risorse economiche da difendere.
Il video, realizzato da Gianpaolo Rampini e Alessandra Raichi, fa parte della Campagna del WWF #unmaredisi e viene diffuso da oggi su tutti gli strumenti Social e notiziari web.

3.4.16

Oggi flash mob a Alba Adriatica per il referendum


Caccia alla volpe, WWF e GADIT ribadiscono: la delibera della Provincia va ritirata!

Foto tratta da Internet

WWF e Guardie Ambientali d’Italia (Gadit) tornano a a chiedere alla Provincia il ritiro immediato della Delibera Presidenziale, non escludendo la possibilità di un eventuale ricorso al TAR. 
“Rinnoviamo l’invito urgente a un confronto con il presidente Di Sabatino – insistono Gaetano Ercole Delegato Regionale G.A.DIT. Abruzzo e Dante Caserta vice-presidente WWF Italia – per chiarire molti aspetti della gestione faunistica che a Teramo, anche sulla base di quello che è emerso nelle ultime vicende, sembra far acqua da tutte le parti: danni da fauna, cinghiale, beccaccia, volpi.”
Il presidente Di Sabatino ha affermato nel corso di un intervento su una emittente televisiva che le braccate con i cani da seguita utilizzati per la caccia alle volpi in programma fino al 10 aprile 2016 non nuocerebbero alla fauna selvatica in quanto questa, asserisce sempre il presidente, non sarebbe ancora in fase riproduttiva. Per sua maggiore informazione gli forniamo l’elenco delle specie di uccelli, limitandoci a quelli i cui nomi iniziano con la sola lettera A, che hanno iniziato la fase riproduttiva in questi giorni in Abruzzo: Airone bianco, Airone cenerino, Airone guardabuoi, Airone rosso, Albanella minore, Albanella reale, Allocco, Allodola, Alzavola, Anatra, Aquila, Assiolo, Astore, Avocetta.
Invitiamo il presidente, prima di azzardarsi ad altre simili analoghe infondate dichiarazioni, a fare una ricerca sulle altre specie in riproduzione i cui nomi iniziano con tutte le altre lettere dell’alfabeto.
Gli ricordiamo anche che tra i mammiferi “non target” che verrebbero inseguiti e danneggiati dai cani dei cacciatori, alcuni dei quali particolarmente protetti, troviamo: lepre, ghiro, moscardino, quercino, scoiattolo, istrice, nutria, donnola, faina, martora, puzzola, tasso, lupo, riccio, istrice, gatto selvatico, cinghiale, capriolo, cervo, daino.
Relativamente alle dichiarazione di Di Sabatino circa il fatto che le volpi provocherebbero ingenti danni al patrimonio agricolo-zootecnico, citando la cifra “astronomica” di 400.000 euro nell’anno 2014, WWF e G.A.DIT. invitano caldamente il presidente Di Sabatino a mostrare pubblicamente le cifre “sborsate dall’ente Provincia” circa i danni prodotti esclusivamente dalle volpi, che sì, mangeranno pure qualche gallina ogni tanto, ma la cifra citata dal Presidente ha del paradossale… semmai quella somma così ingente sarà relativa ai danni causati da altra fauna selvatica.
Anziché ignorarci il Presidente dovrebbe ascoltare le nostre richieste (che sono diventate anche quelle del popolo della rete, come emerso da molteplici quotidiani interventi sul web e attraverso le migliaia di mail che da ieri stanno invadendo l’Ente di via Milli) per prendere atto dell’errore commesso unicamente per accontentare le richieste provenienti dai due ATC teramani che hanno proposto il piano, e ritirare immediatamente la sua Delibera.
Ora lo chiede anche il popolo della rete, e lo chiedono di nuovo G.A.DIT. e WWF che stanno valutando ulteriori passi per fermare l’assurda mattanza delle volpi, non esclusa la possibilità di ricorrere anche al TAR se questa delibera non verrà immediatamente ritirata”.