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23.9.15

Vertici Ruzzo Reti SpA a processo per inquinamento del mare ad Alba Adriatica

Tutti a processo per l'inquinamento del mare ad Alba Adriatica, episodio che nel 2010, tra  divieti di balneazione e bambini colpiti da gastroenteriti, colpì duramente l'economia turistica locale. Al termine dell'udienza preliminare, nella quale sono state ammesse 59 parti civili tra cittadini, associazioni di albergatori e ambientaliste, il gup Domenico Canosa ha rinviato a giudizio l'ex presidente della Ruzzo Reti Giacomo Di Pietro e altre cinque persone che all'epoca rivestivano ruoli dirigenziali, soprattutto nell'area tecnica, all'interno del Ruzzo e della controllata Spt: Gian Mario Fabbi, Domenico Giambuzzi, Enrico Maria Giuseppe Bisanzio, Alfonso Cuccodrillo, Domenico De Flavis. Nel corso del processo, che si aprirà il 5 aprile 2016, i sei dovranno rispondere, a vario titolo e in base alle diverse posizioni, di reati che vanno dall'epidemia colposa al disastro ambientale fino alle lesioni.
L'inchiesta è quella aperta dal pm Laura Colica nel 2010 e partita dopo decine di denunce di persone che durante le vacanze estiva al mare di Alba Adriatica furono colpite da gastroenterite. Sotto accusa l'inquinamento delle acque legato, secondo la Procura, al malfunzionamento dei depuratori di Villa Rosa-Alba Adriatica, Sant'Omero, Sant'Egidio alla Vibrata, Nereto e Corropoli.
"Siamo di fronte a un processo di assoluto rilievo per la gravità delle imputazioni e la ripetitività degli episodi, nonché per il numero delle persone offese - commenta il legale del WWF, Tommaso Navarra - Accanto al disastro colposo viene contestata l'epidemia colposa, a riprova che il non corretto funzionamento del ciclo depurativo delle acque incide non solo sulla qualità delle acque dei nostri fiumi o del nostro mare, ma direttamente sulla nostra salute".
Il legale sottolinea anche come nel corso degli anni il WWF sia stato sempre in prima linea nella tutela dei fiumi, come lo stesso abbia dato il proprio contributo in fase procedimentale e come seguirà il processo, nel quale si è costituito parte civile, passo dopo passo, "chiedendo fin d'ora alla pubblica amministrazione un cambio di passo nella gestione della depurazione". (ANSA)

21.9.15

Giustizia per i fiumi!

All'udienza preliminare di domani mattina, martedì 22 settembre, il WWF Italia depositerà la propria dichiarazione di costituzione di parte civile nel procedimento penale dinanzi al Tribunale di Teramo contro ex amministratori e tecnici della Ruzzo Reti SpA per fatti risalenti a diversi anni fa e relativi al mancato o insufficiente funzionamento dei depuratori di Villa Rosa, Alba Adriatica, Sant’Omero, Sant’Egidio, Nereto e Corropoli.
L’inchiesta della magistratura teramana è andata avanti per anni raccogliendo dati, analisi e prove in merito alle conseguenze negative, prima sui corsi d’acqua, in particolare il torrente Vibrata, e poi sul Mare Adriatico, del mancato funzionamento di numerosi depuratori della provincia teramana. Il tutto con effetti dannosi sull’ambiente, ma anche sulla salute dei cittadini e di conseguenza sull’economia legata al turismo che rischia di essere compromessa da episodi come quelli che sempre più spesso si registrano sulla costa abruzzese.
“La gravità delle imputazioni, la molteplicità dei fatti contestati, la diffusività dei danni conseguenti ipotizzati, impongono un rapido passaggio alla fase dibattimentale”, dichiara l’Avv. Tommaso Navarra, che rappresenta il WWF nel procedimento. “Come l’esperienza, anche recente, insegna, solo un ciclo virtuoso della depurazione è in grado di tutelare la qualità dei nostri fiumi e del nostro mare. Come WWF Italia abbiamo dato il nostro contributo di denuncia nella fase delle indagini e seguiremo il processo in ogni sua fase”.
“Il WWF segue da sempre le vicende legate allo stato di fiumi e torrenti”, dichiara Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo. “Anche in queste occasioni avevamo segnalato quanto stava accadendo sul torrente Vibrata. Purtroppo i nostri corsi d’acqua, al di là delle promesse fatte, continuano ad essere in condizioni molto problematiche, ben lontano dai livelli di qualità che dovrebbero avere per legge. La qualità dei fiumi dovrebbe essere al centro dell’attenzione tutto l’anno e non solo durante il periodo estivo quando sulla costa ci si accorge dei risultati negativi di politiche gestionali sbagliate. Auspichiamo che anche le associazioni di categoria, che vengono danneggiate dall’inquinamento, intervengano nel procedimento. Il WWF è abituato a lavorare costantemente e spesso silenziosamente per i beni comuni, a differenza di altri che preferiscono “urlare” sulla stampa, spesso accusando genericamente gli ambientalisti di non fare nulla, soprattutto quando le azioni di tutela ambientale disturbano i loro interessi”.

20.9.15

Una bella giornata con il WWF Abruzzo!

Tanti volontari hanno preso parte all'Assemblea del WWF Abruzzo al Centro di Educazione Ambientale dell'Oasi del Lago di Penne.




 










18.9.15

Domenica 20 settembre Assemblea WWF Abruzzo

 
“L’Abruzzo merita il nostro impegno”: è questo il titolo dell’Assemblea regionale del WWF prevista per domenica 20 settembre dalle ore 9:30 presso il Centro di Educazione Ambientale “Antonio Bellini” dell’Oasi WWF del Lago di Penne, sede anche del LAPiSs – Laboratorio per le Aree Protette e lo Sviluppo Sostenibile.
“Sarà un’assemblea organizzativa” dichiara Luciano Di Tizio, delegato del WWF Abruzzo. “Sono tantissime le emergenze ambientali della nostra regione e come WWF cerchiamo di affrontarle grazie alla nostra attività di volontariato. Dalla battaglia contro la deriva petrolifera alla tutela dei fiumi, dalle promozione delle aree naturali protette alla vigilanza ambientale, dalla gestione delle Oasi all’educazione ambientale, dalla mobilità sostenibile alla qualità della vita nelle nostre città, dalla gestione dei rifiuti al turismo sostenibile: il WWF è presente in tutti i campi della tutela ambientale nella nostra regione. I problemi sono tanti e per affrontarli c’è bisogno dell’impegno di tutti. L’incontro di domenica è anche l’occasione per avvicinarsi al WWF e diventare eco-volontari”.
L’assemblea di domenica 20 settembre, alla quale parteciperà anche il vicepresidente nazionale del WWF Italia, Dante Caserta, servirà ad organizzare le attività del WWF in Abruzzo nei prossimi anni ad iniziare dal 2016, anno in cui il WWF festeggerà 50 anni di attività in Italia.
La presenza del WWF in Abruzzo è una costante da molti decenni e oggi si caratterizza attraverso quattro Associazioni locali (WWF Abruzzo Montano, WWF Chieti-Pescara, WWF Teramo e WWF Zona Frentana e Costa Teatina) che coprono tutto il territorio regionale, cinque Oasi (Oasi dei Calanchi di Atri, Oasi delle Cascate del Rio Verde, Oasi delle Gole del Sagittario, Oasi del Lago di Penne e Oasi del Lago di Serranella) in alcune delle aree naturalisticamente più importanti della nostra regione, tutelate anche dall’Unione Europea, oltre a Centri di Educazione Ambientale, Centri Visita, Aree faunistiche e Centri di Documentazione Ambientale.

Su cervi e caprioli qualcuno fa finta di non capire

Negli ultimi giorni da parte dell’Assessore regionale alla caccia e di alcuni esponenti del consiglio regionale, sia di maggioranza che di minoranza, sono stati diramati rassicuranti comunicati sulle modifiche apportate al “Regolamento per la gestione faunistico-venatoria degli ungulati” in merito alla gestione di cervi e caprioli in Abruzzo.
Sostanzialmente è stato sostenuto che non vi alcuna intenzione di aprire la caccia a queste specie, ma solo di procedere ad un loro censimento.
Avendo piena fiducia nell’intelligenza dei consiglieri regionali e nella loro capacità di comprendere la portata dei provvedimenti che votano, ci sorge il dubbio che qualcuno faccia finta di non capire e provi a fare un po’ di confusione perché preferisce non assumersi la responsabilità delle decisioni prese.
Ricapitoliamo.
Oggi cervo e capriolo sono due specie non cacciabili in Abruzzo.
Se la Regione, in piena estate, modifica un suo regolamento intitolato “L.R. 10/2004 - Regolamento per la gestione faunistico-venatoria degli ungulati” e chiede a degli organismi che si chiamano Ambiti Territoriali di Caccia di predisporre entro 6 mesi un “piano quinquennale di gestione dei cervidi”, chiunque può ben comprendere che la Regione sta predisponendo i passaggi necessari per aprire la caccia a cervi e caprioli.
Del resto è esattamente quello che si era già provato a fare nella passata legislatura regionale ed è esattamente quello che chiedono da tempo le associazioni dei cacciatori.
Il WWF è contrario ad aprire la caccia a cervi e caprioli e ad affidare la loro gestione ai cacciatori. Lo era ieri quando l’assessore regionale alla caccia era un esponente di Forza Italia. Lo è oggi che l’assessore regionale è un esponente del PD.
Forse a qualcuno sembrerà strano, ma per un capriolo non c’è differenza se le schioppettate gli arriveranno per colpa di una maggioranza di centrodestra o di una di centrosinistra (con l’appoggio pentastellato)!
Il WWF ribadisce la richiesta ai consiglieri regionali di ritirare la modifica del Regolamento introdotta nello scorso agosto e di riavviare il confronto sulle strategie di gestione della fauna che non può essere affidata al mondo venatorio.

17.9.15

RispettiAmo il nostro territorio!

 
Sabato 19 settembre secondo appuntamento con "RispettiAmo il nostro territorio", la serie di iniziative di volontariato mirate alla pulizia dell'ambiente.
L'idea nasce dalla collaborazione tra le Guide del Cerrano, l'Area Marina Protetta Torre del Cerrano, l'Associazione "Vida e Movida" e il WWF di Teramo.
Il primo appuntamento dell'iniziativa si è svolto in località Colle Morino, dove i volontari hanno ripulito quasi un ettaro di terreno pieno di rifiuti abbandonati.
Sabato sarà invece la volta del litorale e verranno ripulite dai rifiuti le barche abbandonate sulla spiaggia della zona dell'Area marina.

12.9.15

La Regione Abruzzo apre la strada alla strage di cervi e caprioli


Con la modifica del regolamento degli ungulati la Regione Abruzzo di Luciano D’Alfonso ha di fatto aperto la strada alla strage di cervi e caprioli, due specie che fino ad oggi sono state tutelate e salvate dai fucili dei cacciatori.
“Non possiamo che definirci sconcertati da questa scelta del Governo regionale del Presidente D’Alfonso”, dichiara Luciano Di Tizio, Delegato WWF Abruzzo. “In piena estate, senza nessun confronto, senza valutarne minimamente le ripercussioni, la Regione decide di fare questo ennesimo regalo ai cacciatori. È veramente paradossale che aprire la caccia a due specie che solo pochi anni fa erano scomparse dalla nostra regione proprio a causa della caccia e che sono tornate a popolare i nostri territori grazie a interventi di reintroduzione condotti dalle aree naturali protette. Oggi cervi e caprioli stanno tornando a vivere in Abruzzo, ma le loro popolazioni sono assolutamente lontane dal determinare danni tali da giustificarne la caccia. Inoltre la Regione Abruzzo sceglie di abdicare al proprio compito di pianificatore e di affidare la gestione della fauna, che è un patrimonio di tutti e non di chi la vuole uccidere, al mondo venatorio: un nuovo fallimento annunciato. Esattamente come è accaduto per i cinghiali l’aver affidato la gestione di questa specie solo ai cacciatori ha portato a situazioni ingestibili perché affrontate, non attraverso metodi scientifici, ma esclusivamente nell’interesse di chi prova piacere nel cacciare o di chi fa affari rivendendo, spesso in nero e senza nessun controllo sanitario, i capi abbattuti a ristoranti e agriturismi”.
Il WWF chiede ai consiglieri regionali di rivedere immediatamente l’atto che ha portato alla modifica del Regolamento Ungulati e di cancellare questa vergogna.

Il glifosato è cancerogeno e va vietato


Divieto di produzione, commercializzazione e uso di tutti i prodotti fitosanitari a base di glifosato. 
Lo chiede oggi, in una lettera inviata al Governo italiano, il Tavolo delle 17 associazioni nazionali ambientaliste e dell'agricoltura biologica. Definito quest’anno dallo Iarc (International agency for research on cancer), l’Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms, sicuro cancerogeno per gli animali e fortemente a rischio anche per l’uomo, il Glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo e presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, quest’ultimo proposto dalla Monsanto in abbinamento a sementi Ogm che sviluppano resistenza a questo prodotto.
Il Tavolo chiede inoltre alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e di escludere da qualsiasi premio nei PSR le aziende che ne facciano uso evitando di premiare e promuovere “l’uso sostenibile” di un prodotto dichiarato cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Partita da un’iniziativa di AIAB e FIRAB la campagna “STOP Glifosato” è diventata la campagna di tutto il tavolo delle Associazioni Ambientaliste e dell’Agricoltura Biologica e ha già raccolto l’adesione di molte altre organizzazioni nazionali che in occasione dell’apertura del SANA, il Salone del biologico e del naturale di Bologna, lanciano l’allarme.
La pericolosità del Glifosato per persone, piante e animali è ampliata dal fatto di essere largamente utilizzato non solo in agricoltura ma anche per la pulizia delle strade e delle ferrovie e presente nei prodotti per il giardinaggio e l’hobbistica. Anche i bambini possono essere esposti al pericolo del Glifosato durante le erogazioni in aree pubbliche come scuole e giardini. Inoltre, risulta presente, secondo dati internazionali, nell’acqua; in Italia, secondo il report “Pesticidi nelle acque” dell’Ispra, è la sostanza che più spesso supera i limiti delle soglia fissata dalla legge, insieme al suo metabolita (ossia il prodotto dalla degradazione del Glifosato) di nome Ampa.
L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida ed è incluso nel Piano d’Azione nazionale (Pan) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Il che significa che tutti i Programmi regionali per lo sviluppo rurale (Psr 2014-2020), nei prossimi anni, promuoveranno come sostenibile e incentiveranno l’uso di un prodotto che in realtà è cancerogeno, e classificato, in passato, come interferente sul sistema endocrino e, più di recente, secondo studi del Mit del 2013-2014, alla base di gravi pericoli come l’insorgenza della celiachia. Senza parlare delle correlazioni epidemiologiche tra l’esposizione al glifosato e il linfoma di non-Hodgkin e agli aumenti di leucemie infantili e malattie neurodegenerative (come il Parkinson).
“Chiediamo con urgenza al Governo l’applicazione del principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica – dichiara nella lettera il portavoce del tavolo delle associazioni Maria Grazia Mammuccini – e si vieti in via definitiva e permanente la produzione, commercializzazone e l’uso di tutti i prodotti a base di glifosato. Le alternative al Glifosato ci sono, e vanno rese note e incentivate sia in agricoltura che per la manutenzione del verde pubblico. Si tratta di buone pratiche agronomiche ecologiche, a partire dai metodi di coltivazione biologici e biodinamici, che risultano sostenibili anche nel rapporto costi-benefici, sia a breve che a medio termine”.

Del Tavolo fanno parte: Aiab, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF Italia.
Aderiscono alla Campagna Stop Glifosato: AnaBio, MdC, Infanitalia, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Asso-Consum, WWOOF Italia, NUPA, il Test, UNA.API

11.9.15

Domenica 20 settembre: Invito all'Assemblea regionale WWF


Care Amiche e cari Amici,
come sapete nell’ultimo anno il WWF Italia ha rivisto la propria presenza territoriale.
Anche in Abruzzo ci siamo riorganizzati attraverso quattro Organizzazione Aggregate destinate a coprire tutto il territorio regionale insieme alle nostre storiche Oasi.
Ora che abbiamo gli “strumenti” dobbiamo pianificare la nostra azione ed è proprio per decidere insieme quelle che saranno le future attività della fine del 2015 e del prossimo 2016 (anno in cui festeggeremo i 50 anni del WWF in Italia) abbiamo convocato un’Assemblea regionale degli attivisti.
Sono anni che non organizzavamo una nostra assemblea e per questo si tratta di un appuntamento da non mancare, anche perché sono tante le problematiche di cui ci occupiamo e di cui ci dovremo occupare in futuro: Non a caso abbiamo scelto come slogan di questa nostra Assemblea “L’Abruzzo merita il nostro impegno”.
L’appuntamento è per domenica 20 settembre alle ore 9:30 (la registrazione inizierà alle 9) presso il Centro di Educazione Ambientale “Antonio Bellini” dell’Oasi WWF del Lago di Penne.
 
A CHI È RIVOLTA.
La nostra sarà un’assemblea organizzativa: possono partecipare coloro che sono soci WWF o che hanno intenzione di diventarlo, ma che intendono anche svolgere attività di volontariato (sempre compatibilmente con le disponibilità di tempo di ognuno).
La partecipazione è quindi aperta a volontari/attivisti del WWF, ma anche a persone che vogliono avvicinarsi all’Associazione per iniziare a impegnarsi concretamente nella difesa della nostra natura e del nostro ambiente: se avete amiche o amici interessati, invitateli.
 
PROGRAMMA DELLA GIORNATA.
Ore 9 registrazione
Ore 9:30 saluti e presentazione
Ore 10 inizio dei lavori di gruppo
Ore 13 pranzo
Ore 14 foto di gruppo
Ore 14:30 ripresa lavori di gruppo
Ore 16 restituzione dei gruppi e conclusioni
Ore 17:30 saluti finali
Lavoreremo in piccoli gruppi che saranno chiamati a discutere partendo da 3 o 4 domande/sollecitazioni. In questo modo faciliteremo il confronto e aumenteremo i tempi di intervento. Al termine dei lavori dei gruppi ci sarà una restituzione comune di quanto è emerso al fine di decidere insieme le nostre strategie.
Nel corso della giornata raccoglieremo anche la disponibilità di quanti vorranno impegnarsi nei vari settori che creeremo a livello regionale per organizzare meglio la nostra azione.
 
PRANZO.
Naturalmente chi vuole può portarsi il pranzo da casa.
Abbiamo anche previsto la possibilità di un pranzo presso il ristorante dell’Oasi a 15 euro.
Questo è il menù (vegetariano):
- Assaggio di farro
- Strozzapreti con zucchine e zafferano
- Tortini di verdura
- Insalatina e patate al coppo
- Frutta di stagione
- Vino e acqua
Per i dolci vi invitiamo a portarne uno fatto da voi, per condividerlo con gli altri! In questo modo avremo la possibilità di assaggiare tante specialità provenienti dalle varie parti della nostra regione.
 
VISITA DELL’OASI.
L’Oasi WWF del Lago di Penne che ci ospita è una delle più belle e meglio organizzate aree naturali protette del sistema Oasi del WWF Italia e non solo.
Se volete, potete portare con voi anche figli, mogli, mariti, compagne/i, ecc.: se non saranno interessati a partecipare ai lavori potranno approfittare della visita guidata gratuita dell’Oasi.
 
BANCHETTI ESPOSITIVI.
Se avete prodotto materiale nelle vostre realtà potete portarlo al fine di condividerlo con gli altri.
Depliant, pubblicazioni, magliette, mostre, ecc.: avrete a disposizione tavolini per l’esposizione di questo materiale così da farlo conoscere a tutti i partecipanti. Se volete portare materiale sarà bene arrivare almeno 20 minuti prima dell’inizio dei lavori per l’allestimento del banchetto.
E, ovviamente, sarà possibile iscriversi o rinnovare la propria iscrizione al WWF!
 
PRENOTAZIONE.
Per migliorare l’organizzazione della giornata, è importante prenotare.
Vi chiediamo quindi di comunicarci la vostra partecipazione, specificando:
a) numero di persone partecipanti;
b) numero di accompagnatori che non parteciperanno ai lavori dell’Assemblea;
c) se volete pranzare presso il ristorante dell’Oasi;
d) se ci sono persone che vogliono usufruire della visita guidata dell’Oasi;
e) se volete esporre materiale.
La raccolta delle prenotazioni sarà curata dal WWF Chieti-Pescara.
Potete quindi scrivere a Nicoletta all’indirizzo di posta elettronica chietipescara@wwf.it. Per qualsiasi esigenza potete contattarla al numero 320.2788489.
Al fine di facilitare il lavoro di Nicoletta sarebbe bene che i Presidenti delle Organizzazioni Aggregate (compreso lo IAAP) e i Direttori delle Oasi raccolgano le prenotazioni tra i loro attivisti e li comunichino in modo cumulativo a Nicoletta.
In ogni caso per informazioni potete chiamare anche me al numero 348.8130092, oppure Dante al numero 335.8155085.
Nella speranza di vedervi numerosi a Penne, vi invio i miei più cari saluti.
 
Luciano Di Tizio
Delegato Abruzzo WWF Italia ONLUS
 

8.9.15

Aree contigue: un quarto di secolo di ritardo

Le Associazioni WWF, Pro Natura, Italia Nostra, LIPU e Mountain Wilderness hanno scritto la scorsa settimana al Presidente D’Alfonso e agli Assessori Pepe, Di Matteo e Mazzocca sul problema della istituzione delle aree contigue dei Parchi Nazionali, previste dalla Legge Quadro sulle Aree Protette. Questa legge è la n. 394 del 1991: il provvedimento è dunque atteso da quasi venticinque anni!
Le Associazioni hanno chiesto con forza “che si ottemperi a tale adempimento, a cominciare da quella del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (PNALM)”, così come richiesto dagli stessi territori. Molti Comuni delle aree interne, ad esempio nella Valle del Sagittario, su stimolo di alcune Associazioni (si ricorda a mo’ di esempio la nota inviata dal WWF Italia già nel 2012), hanno infatti intrapreso autonomamente un percorso finalizzato alla richiesta di istituzione sui propri territori comunali dell’area contigua del PNALM. I Comuni hanno preso piena consapevolezza del valore naturalistico e delle problematiche di gestione dei propri territori. “È evidente - scrivono le associazioni - come i confini attuali della Zona di Protezione Esterna (ZPE) del PNALM non garantiscono, per alcune zone interne, una gestione omogenea, in quanto ci sono aree al di fuori della ZPE che vengono sottoposte a una regolamentazione differente pur essendo in stretta connessione ambientale con le prime. La presenza di specie particolarmente tutelate come l’Orso bruno marsicano e il Lupo è ormai da tempo accertata là dove dovrebbe essere istituita l’area contigua e questo crea importanti responsabilità per le scelte riguardanti la gestione del territorio e in particolare per la regolamentazione dell’attività venatoria”.
La Regione non può ignorare una richiesta di tale portata che è stata costruita negli anni, partendo dal basso. I Comuni hanno intrapreso percorsi di condivisione, hanno richiesto incontri al PNALM, hanno interessato le diverse categorie di portatori di interesse (come le associazioni venatorie, le aree protette, gli amministratori di Comuni limitrofi), hanno organizzato incontri pubblici e prodotto documenti e protocolli e alla fine sono arrivati a formulare proposte di perimetrazione per l’area contigua, condivise e legittimate con atti pubblici comprese formali delibere di Giunta.
Gli atti dei Comuni sono stati trasmessi al PNALM, che ha accolto le richieste dei territori, e alla Regione Abruzzo, ma ad oggi l’iter di istituzione dell’area contigua è fermo benché sia un obbligo di legge di fatto disatteso dal 1991.
L’auspicio delle Associazioni è che si arrivi finalmente alla adozione delle aree contigue, del tutto necessarie per la salvaguardia dell’Orso bruno marsicano e per giunta rivendicate da un territorio come quello delle aree interne della Regione Abruzzo, che vuole sancire la propria importanza naturalistica e conservazionistica e reclama un adeguato riconoscimento.
Nella loro lettera WWF, Pro Natura, Italia Nostra, LIPU e Mountain Wilderness chiedono che Presidente e Assessori si attivino per “una conclusione immediata dell’iter intrapreso che possa finalmente rendere concreto e tangibile l’impegno profuso dalla Regione per la conservazione delle specie e dei territori tutelati in Abruzzo”.

5.9.15

Mobilitazione contro inceneritori. Il Presidente D'Alfonso che fa?

Il nostro Presidente medita...
L’intervento dirigistico voluto dal Governo per la realizzazione nel nostro Paese di 12 nuovi inceneritori di rifiuti (che si andrebbero ad aggiungere ai 42 già attivi e ai 6 già autorizzati) classificati come infrastrutture strategiche nazionali è teso a imporre alle Regioni una politica retrograda sul piano ambientale ed economico-sociale, che non ha spazio in Europa e non ha futuro in Italia. 
Lo sostiene il WWF che - ricordando come già oggi l’Italia sia il terzo paese europeo per numero di inceneritori dopo la Francia e la Germania - chiede al Governo di ritirare il decreto legislativo che contiene il piano dei nuovi impianti previsto dall’art. 35 del decreto legge Sblocca Italia e che il 9 settembre, in occasione della Conferenza Stato-Regioni convocata per approvare il decreto, si discuta di come definire piani regionali di gestione del ciclo dei rifiuti, che puntino decisamente in tutta Italia alla loro riduzione, al riuso e al riciclaggio dei materiali, conseguendo e superando al più presto su scala nazionale la soglia del 65% di raccolta differenziata, obiettivo che doveva essere conseguito entro il 2012.
Uno dei 12 inceneritori previsti dovrebbe essere realizzato proprio in Abruzzo.
“Chiediamo al Presidente D’Alfonso”, dichiara Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF, “come intende combattere questo ennesimo “UFO” che il Governo Renzi sta mandando verso la nostra regione. Ha la possibilità di far sentire la propria voce già nel confronto della prossima settimana in sede di Conferenza Stato-Regioni sul decreto attuativo dello Decreto Sblocca-Italia che darebbe il via libera ai nuovi inceneritori. Ci aspettiamo che difenda gli interessi dei cittadini abruzzesi e dell’economia sostenibile”.
Il WWF aderisce alla tre giorni di mobilitazione previste in tutta Italia dal 7 al 9 settembre contro il decreto attuativo pro inceneritori dell’art. 35 del decreto legge Sblocca Italia, in previsione della Conferenza Stato-Regioni del 9 settembre, per almeno 3 buoni motivi:
  1. l’Europa ci chiede nel prossimo futuro che: dal 2025 entri in vigore il divieto di trattamento termico per tutti i rifiuti che risultino riciclabili; la raccolta di rifiuti da imballaggi sia portata fino all’80% entro il 2030; nel 2050 si consegua l’obiettivo del riciclaggio totale;
  2. il trend virtuoso di gestione del ciclo dei rifiuti (e in particolare l’aumento della raccolta differenziata di materiali dall’alto potere calorifico come carta e plastica) renderà a breve non economici i nuovi impianti di incenerimento previsti dal Governo, che entrerebbero in funzione alle soglie del 2020 e dovrebbero restare in esercizio almeno fino al 2050, avendo un tasso di vita – e anche un periodo di ammortamento dell’investimento – di diverse decine di anni;
  3. a fronte di uno spreco di risorse pubbliche che dovrebbero contribuire a pagare la realizzazione e l’esercizio di impianti rispetto ai quali è previsto un sempre minore impiego e di un prelievo forzoso nelle tasche dei cittadini, attraverso il sistema dei contributi alle fonti di energia assimilabili (CIP6 e certificati verdi), si registra un incremento del rischio sanitario per i residenti nei territori limitrofi agli inceneritori in numerosi studi internazionali e nazionali, tanto che persino sul sito ufficiale del Ministero della Salute si può trovare una Tabella tratta dalla “Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009/2010” nella quale si riporta un aumento del rischio relativo di malformazioni congenite e di numerosi tumori maligni in seguito all’esposizione di comunità alle emissioni da incenerimento dei rifiuti.
Il WWF ricorda che già oggi Paesi europei come Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, che hanno puntato in passato sull’incenerimento, pur di rientrare nelle spese di costruzione di queste impianti accettano rifiuti provenienti dall’estero a prezzi stracciati per alimentare impianti industriali che altrimenti non si ripagherebbero. È un gioco perverso che l’Italia non deve alimentare.

3.9.15

Preapertura caccia? Anche Pepe omaggia i cacciatori!

La Regione Abruzzo non si smentisce! Come ogni anno, consentendo la preapertura, l’Assessore regionale alla caccia di turno fa il solito “regalo” ai cacciatori a danno della fauna abruzzese.
Nella giornata di ieri, mercoledì 2 settembre, e ancora domenica prossima, 6 settembre, in Abruzzo è possibile cacciare tortora, cornacchia grigia, gazza e ghiandaia, in anticipo di alcune settimane rispetto all’apertura ordinaria.
L’apertura anticipata della caccia è una pratica estremamente dannosa che è oggetto di forti critiche da parte del mondo scientifico. Anticipare la stagione venatoria, infatti, ha un effetto negativo, non solo sulle specie oggetto di prelievo, ma anche su tutte le altre che vengono disturbate dai cacciatori impegnati nelle battute di caccia. Peraltro arriva in tarda estate, momento molto delicato sia per il ciclo biologico di diverse specie sia per le condizioni naturali caratterizzate da scarse risorse idriche e trofiche. Senza considerare la possibilità di atti di bracconaggio su specie non cacciabili durante la preapertura, possibilità che aumenta grazie alle azioni di indebolimento del Corpo Forestale dello Stato e delle Guardie provinciali che si stanno mettendo in atto.
“La preapertura della caccia”, dichiara Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo, “è la dimostrazione che la pratica del prelievo venatorio non avviene sulla base di valutazioni tecnico-scientifiche, ma solo per accontentare i cacciatori. Fortunatamente, grazie alle battaglie del WWF e delle altre associazioni, negli ultimi anni sono state notevolmente ridotte le giornate di preapertura, ma è evidente che la Regione Abruzzo non ha ancora raggiunto quella maturità necessaria per una corretta gestione faunistica”.
Ma la preapertura è solo un degli aspetti problematici del calendario venatorio 2015/16.
“Come WWF siamo intervenuti con nostre osservazioni sul calendario venatorio alla Commissione regionale sulla Valutazione di Incidenza Ambientale”, conclude Luciano Di Tizio, “sollevando molteplici questioni in merito a modalità e periodi di caccia su diverse specie. Ci attendiamo modifiche prima dell’avvio della stagione di caccia vera e propria, altrimenti dovremo mettere in atto le necessarie azioni in tutte le sedi. Ricordo che negli ultimi anni l’azione della Regione Abruzzo in materia di caccia è stata bocciata dalla magistratura e dal Governo ben 14 volte! Il tutto con conseguente esborso per gli abruzzesi che hanno visto impiegati i soldi delle loro tasse in avvocati e spese legali per difendere scelte indifendibili adottate solo per accogliere le richieste delle associazioni venatorie”. 

2.9.15

Serate per l'ambiente: un bel successo!

Riflessioni e testimonianze importanti quelle emerse nelle tre “Serate per l’ambiente” organizzate dal WWF Teramo, con la collaborazione dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano.
Denominatore comune è stata l’attenzione per la nostra “casa comune”, riprendendo la definizione data da Papa Francesco nella sua ultima lettera enciclica: “Laudato si’, mi’ Signore, cantava San Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba”.
Alberto, Francesco e Mario, ideatori delle serate, hanno voluto sensibilizzare i partecipanti alle varie serate sul fatto che mai più la parola ambiente deve essere presa come parola vuota.
La prima delle serate ha visto la presenza importante di Roberto Isotti e Micòl Ricci di Homo Ambiens che ci hanno mostrato i loro lavori fotografici nell’ambito della tutela e conservazione della natura, facendoci capire come sia importante comunicare la biodiversità e i pericoli che la minacciano. Interessante la qualità delle immagini e la tecnica avanzata nell’uso della “fototrappola”. Nel contesto del Lido Corallo a Silvi abbiamo anche trasmesso i video documentari sull’area marina protetta (“Cerrano: la natura si svela” e “Vite parallele”, regia di Francesco Verrocchio, sceneggiatura di Mario Cipollone, collaborazione di Alberto Miccadei). Si è ribadito come sia importante proteggere gli habitat dunali e le specie a rischio di estinzione come il fratino, non solo come rispetto della natura stessa, ma anche come rispetto verso noi stessi: il vero progresso è capire che la nostra sopravvivenza è legata strettamente al mondo vegetale e animale che ci circonda.
La seconda serata, a Torre Cerrano, ha visto una presenza di spettatori oltre le aspettative: la visita alla torre serale e i diversi ospiti invitati, insieme alla curiosità creata attorno alla figura di “MAT”, la figura dell’uomo col cappello, hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento. Il mattatore della serata è stato lo scrittore Tino Ferretti che, attraverso le sue parole piene di forza e significato, ha accompagnato gli spettatori più attenti lungo un originale viaggio che, dall’esempio di Luigi Corrado Filiani, ecologo ante litteram, fondatore della città di Pineto, ha rivelato la forza e il valore insiti nella storia del nostro Abruzzo e nella ricchezza della natura, della risorsa “acqua”, che non possiamo assolutamente perdere nel nome di un falso progresso e di fronte alle minacce incombenti dell’attualità. L’esordio ha visto anche una estemporanea interpretazione de “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello, mentre la pièce teatrale sull’ipotetico dialogo tra la statua del guerriero di Capestrano e il visitatore, interpretata da Paolo Setta e Stefania Liberati, ha concluso l’intervento, lasciando veramente un’impronta di alto valore culturale alla serata. I più pazienti e curiosi hanno potuto seguire la visita guidata notturna al Giardino Mediterraneo di Torre Cerrano: anch’esso uno scrigno che può raccontare la natura ma anche la nostra storia. A breve sarà disponibile un audiovisivo della serata, utile per chi non ha potuto cogliere bene tutti i passaggi e anche per chi non ha potuto partecipare.
La terza serata ha avuto come protagonista Piero Mescalchin, subacqueo e documentarista eccezionale del mondo sommerso. Piero ha accolto con entusiasmo e viva curiosità l’invito a venire a Pineto, fatto da Alberto, Francesco e Mario, non solo per far vedere i suoi video, ma anche per potersi immergere nelle acque della nostra area marina protetta e provare a portare alla luce le bellezze e le ricchezze che essa nasconde. Il suo operare, ricco di passione, è sempre volto a far sì che si conosca il mondo del mare, affinché si possa essere sempre più consapevoli della necessità della tutela e della conservazione di certi luoghi. Il suo è un grande esempio per noi giovani e per chi vuole combattere l’indifferenza e l’ignoranza ancora troppo presenti su questi temi. Il suo contributo per la tutela e la valorizzazione delle Tegnue di Chioggia è stato fondamentale.
Ringraziamo di cuore quindi tutti i partecipanti, gli intervenuti e tutti coloro che hanno apprezzato lo sforzo organizzativo che, a costo zero o, meglio, di buona volontà, in breve tempo, ha permesso di avere tre serate ricche di contenuti. Non è mai facile provare a organizzare eventi in cui prevalgano i contenuti dell’arricchimento umano e culturale e la divulgazione dei valori della cittadinanza e del rispetto dell’ambiente, in un contesto generale in cui si foraggiano eventi fini a loro stessi e poco costruttivi.