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31.8.15

La luna e i calanchi

Grande successo l'altra sera all'escursione notturna "La luna e i calanchi" all'Oasi WWF dei Calanchi di Atri.
E questa sera si replica per l'ultima luna piena dell'estate dell'Oasi.




27.8.15

Aumento del costo del biglietto e nessuna strategia sulla mobilità: così non si va da nessuna parte!

Il Coordinamento Abruzzese Mobilità Sostenibile, sigla che racchiude le maggiori Associazioni che, in Abruzzo, si occupano di ambiente e mobilità dolce, ha scritto una nota al Governatore della Regione Abruzzo e ai componenti della Giunta e del Consiglio Regionale, per evidenziare come l’aumento dei titoli di viaggio, previsto al prossimo settembre, senza che ci sia stato un miglioramento dei servizi, soprattutto in chiave di mobilità sostenibile, sia controproducente in termini di utilizzo dei mezzi pubblici.

Ecco il testo della lettera.

Il CAMS, preso atto delle notizie sull’aumento delle tariffe del Trasporto Pubblico Locale (TPL) e della contestuale diminuzione delle corse, pur consapevole che, in un momento di crisi come quello attuale, è necessario rivedere il sistema dei servizi pubblici, sottolinea che è necessario procedere ad una riorganizzazione generale del sistema del TPL, eliminando gli sprechi e migliorando i servizi.
Se l’aumento del costo del biglietto potrebbe essere necessario è altresì indispensabile migliorare e implementare il servizio, senza tagli indiscriminati e in assenza di una strategia generale sul TPL.
Che fine ha fatto il PRIT – Piano Regionale Integrato dei Trasporti – e i relativi Piani di Bacino di traffico del Trasporto Pubblico Locale di competenza provinciale? Perché non si prevede il biglietto unico regionale per gomma e ferro integrando il sistema dei trasporti pubblici locali con il sistema di bike sharing previsto dal progetto VIAVAI? Si è studiata una strategia per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, in ambito urbano ed extraurbano? Si è consapevoli che anche il bike sharing, in ambito urbano, può essere considerato un sistema di trasporto pubblico?
Mentre la Regione annuncia l’adesione al progetto "CROWD4ROADS", che incentiva ancor più l’utilizzo dell’auto privata, seppur in modalità condivisa, non c’è la stessa attenzione per lo sviluppo dell’unica strategia che potrebbe decongestionare le nostre città, e cioè l’utilizzo congiunto dell’intermodalità tra Trasporto Pubblico Locale e bicicletta. Eppure nelle poche riunioni del tavolo delle associazioni per la mobilità ciclistica (appena due), le richieste delle associazioni sono state chiare: favorire il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici (treni e bus); incentivare un sistema di bike sharing che completi il sistema del trasporto pubblico urbano; adottare politiche, anche urbanistiche, per favorire l’utilizzo della bicicletta e del TPL in ambito urbano ed extraurbano; realizzare un piano regionale della mobilità ciclistica e una rete ciclistica regionale, in attuazione della L.R. 8/2013; favorire l’adozione, da parte dei Comuni, di Piani Comunali per la mobilità ciclistica (Biciplan); creare un ufficio regionale delle mobilità ciclistica; prevedere la figura del “mobility manager” sia all’interno della Regione Abruzzo che nelle Province e, almeno, nei Comuni capoluogo e di maggiore importanza. 
Attualmente acquistare e mantenere un auto, per una famiglia, costituisce un costo notevole, costo che si riversa anche sulla collettività in maniera indiretta, a causa dell’inquinamento, della congestione urbana, del rischio di incidenti, dell’occupazione del suolo pubblico, della necessità di sempre nuove infrastrutture, ecc.. Garantire, agli abruzzesi, la possibilità di potersi spostare facilmente, sia in città che nell’ambito della regione, senza dovere utilizzare l’automobile, oltre che un segno di civiltà, produrrebbe un notevole ed immediato risparmio sia per i singoli che per la collettività, oltre a rappresentare un impegno concreto della Regione Abruzzo per la riduzione delle immissioni in atmosfera di gas climalteranti, anche in vista della COP21 di Parigi che, a fine anno, dovrà adottare misure vincolanti per tutti Paesi in merito alla lotta ai cambiamenti climatici. Va inoltre considerato che le politiche per una mobilità che privilegi il trasporto pubblico e l’uso della bicicletta sono un ottimo modo per dare concretezza alla battaglia contro la deriva petrolifera che sta colpendo il nostro territorio ed il nostro mare.
Aumentare le tariffe senza, di contro, garantire un miglior servizio anche alla luce di quanto sopra esposto, sembra l’ennesimo provvedimento nato per fare cassa, provvedimento che, nel medio e lungo termine, si rivelerà controproducente perché sempre più persone saranno portate ad utilizzare il mezzo privato in alternativa ad un costoso, e poco efficiente, trasporto pubblico.
Chiediamo, quindi, di rivedere ed approvare immediatamente un PRIT che metta al centro il Trasporto Pubblico Locale e la mobilità ciclistica e pedonale, favorendo al massimo l’uso del mezzo pubblico e della bicicletta (sia privata che in modalità bike sharing), prevedendo, nei casi in cui non se ne possa fare a meno, sistemi di condivisione del mezzo privato.
Confidando in un positivo riscontro alle richieste di cui sopra si rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento e collaborazione anche attraverso il tavolo di lavoro per la mobilità ciclistica, istituito presso l'assessorato al cicloturismo.
Oltre al WWF, fanno parte del CAMS le seguenti organizzazioni: CAP - CICLISTI ANONIMI PESCARESI, COMITATO MOBILITÀ SOSTENIBILE MARSICANA, COORDINAMENTO CICLABILI ABRUZZO TERAMANO, FIAB, ITACA, LEGAMBIENTE e MTB TERAMO.
 

WWF e Legambiente sui fatti de L'Aquila

I fatti de L’Aquila e l’eco mediatica che hanno avuto meritano un commento a freddo.
Intanto ribadiamo che la manifestazione di protesta, cui WWF e Legambiente hanno aderito e partecipato insieme a numerose altre associazioni e movimenti provenienti da varie parti della regione, era volta principalmente a ribadire il no di tantissimi abruzzesi all’idea di “sviluppo” antiquata e dannosa per il territorio che il governo Renzi sta caparbiamente portando avanti. La sfilata dell’Aquila ha rappresentato una ideale continuazione delle grandi iniziative di protesta organizzate nel 2013 a Pescara (40mila persone) e pochi mesi fa a Lanciano (60mila partecipanti).
“Una manifestazione pacifica, alla quale - commenta Luciano Di Tizio, delegato Abruzzo del WWF - hanno partecipato anche anziani e giovanissimi, donne ed uomini, uniti dalla comune volontà di chiedere uno sviluppo diverso per l’Abruzzo, quello scelto dagli abruzzesi, fatto di industria e artigianato sostenibili, di agricoltura di qualità, di turismo... in linea con quella regione verde d’Europa che, a parole, anche i grandi partiti sostengono, salvo poi votare a Roma provvedimenti di segno opposto”.
Nella sfilata non c’erano provocatori né anarcoinsurrezionalisti. Certo nessuna persona dotata di buon senso può farsi prendere in giro accettando senza reagire l’idea che alla manifestazione che avrebbe voluto contestare le scelte di Renzi e del suo governo fosse stata destinata una piazza, quella delle fontana luminosa, a molte centinaia di metri dai luoghi della visita. Come se una protesta contro un provvedimento regionale dovesse avere luogo invece che davanti alla sede della Regione, come abitualmente avviene, in tutt’altra zona della città. È stato per reazione a questa incomprensibile decisione che il corteo ha cercato comunque di avvicinarsi ai posti che il presidente del Consiglio avrebbe dovuto visitare. Ed è importante ribadire che i lanci di uova, che pure ci sono stati, si sono verificati solo dopo le cariche di alleggerimento o i tentativi di respingere i manifestanti operati dalla forze dell’ordine. La situazione ha rischiato di degenerare solo perché mal gestita e ha per questo determinato alcuni feriti e contusi ai quali va la nostra totale solidarietà. Solidarietà che esprimiamo con convinzione anche agli agenti di tutte le forze di polizia costretti a rispettare ordini e a difendere un presidente del consiglio e una maggioranza che continuano a negare anche le risorse economiche minime per garantire un servizio efficiente e che stanno cancellando con un colpo di spugna gli oltre 190 anni di storia del Corpo Forestale.
Gli abruzzesi hanno detto no alle scellerate scelte energetiche nazionali che vorrebbero, nel solo interesse dei petrolieri, trasformare la regione in un distretto minerario e il presidente D’Alfonso e la sua maggioranza hanno il dovere di difendere questo no, senza piegarsi a scelte sbagliate imposte da chi non ha neppure il coraggio civile di confrontarsi con chi lo contesta e si limita ad incontri con inviti riservati nei quali gli applausi sono scontati. Allo stesso modo D’Alfonso tenga fede agli impegni presi dall’assessore all’ambiente Mario Mazzocca che da mesi si sta proficuamente impegnando nella battaglia contro la petrolizzazione dell’Abruzzo e del suo mare.
Una risposta infine anche alle dichiarazioni del segretario del Pd Marco Rapino che nella foga di difendere il suo partito ha oltraggiato, oltre che la grammatica, anche la verità dei fatti. Gli ambientalisti, almeno per quanto ci riguarda, da sempre accompagnano proposte alle loro proteste e questo il massimo esponente del Pd abruzzese dovrebbe saperlo se ha un qualche colloquio con i rappresentanti del suo stesso partito nelle istituzioni. È necessario inoltre chiarire che non basta investire denaro per tutelare l’ambiente (e anche – aggiungiamo noi – l’economia del territorio), ma occorre investirlo davvero e non sprecarlo. Su questo gli ambientalisti sono pronti a collaborare. Ma non accetteranno mai che si cerchi di cancellare il loro diritto, garantito dalla Costituzione, a manifestare ogni volta che sarà necessario anche il loro dissenso. Alla senatrice Pezzopane, che si è distinta per il suo voto favorevole allo Sblocca Italia in contrasto ai reali interessi degli abruzzesi, bisogna invece ricordare che siamo in democrazia e che la democrazia garantisce il diritto alla protesta. Circa la sua valutazione numerica (“quattro gatti”) sulle diverse centinaia di aquilani e abruzzesi che hanno manifestato non possiamo che prendere atto delle difficoltà che la senatrice evidentemente ha con l’aritmetica.
“Insieme a tantissimi altri volontari – conclude Francesca Aloisio, vice presidente regionale di Legambiente nonché presidente del circolo de L’Aquila – ero presente a manifestare in maniera totalmente pacifica e non violenta. Era la prima visita in Abruzzo di Renzi e appare normale aver voluto portare alla sua attenzione tematiche legate a tutto il territorio. Ero presente anche e soprattutto come cittadina aquilana, una città che vediamo riprendersi troppo lentamente. Questo governo non si distingue dai precedenti in tema di ricostruzione e ripresa economica, a cominciare dallo Sblocca Italia che finanzia e favorisce opere inutili per un reale sviluppo del nostro Paese”.

Ultimo giorno delle Serate per l'Ambiente 2015 a Pineto

26.8.15

Il WWF: Un inceneritore in Abruzzo? No, grazie!

«Inceneritori? No, grazie». È questa la risposta del WWF al progetto governativo che vorrebbe promuovere la realizzazione di 12 nuovi impianti per l’incenerimento dei rifiuti, uno dei quali in Abruzzo, in aggiunta ai 42 attualmente operativi in Italia.
«Ribadiamo innanzitutto – dice Luciano Di Tizio, delegato Abruzzo WWF Italia – che l’uso del termine termovalorizzazione è fuorviante e scorretto. Si vorrebbe esorcizzare con un semplice espediente linguistico quella che era e resta una scelta sbagliata, pericolosa per la salute e antica, concepita nel secolo scorso prima che le evidenze scientifiche dimostrassero che ben altra è la strada da percorrere per una gestione dei rifiuti che tenga conto anche e soprattutto dell’esigenza di tutelare il bene primario della salute dei cittadini. Ci aspettiamo per questo che la Regione scenda ufficialmente in campo contro l’ipotesi inceneritori, in difesa di tutti gli abruzzesi».
La direttiva 98/2008/CE, che il Governo cita per giustificare la scelta dei 12 nuovi inceneritori, prevede in realtà tutt’altro, proponendo una precisa gerarchia degli interventi, con al primo posto la riduzione dei rifiuti, quindi il riutilizzo, il riciclaggio e soltanto all’ultimo posto, come estrema ratio, la destinazione ad altri scopi come il recupero energetico o lo smaltimento. E ci sarebbe molto da dire anche sul cosiddetto recupero energetico da rifiuti, considerato che l’energia ottenuta con tali sistemi è estremamente costosa e minore di quella necessaria per ricostruire nuovi materiali per sostituire quelli bruciati.
Ma non sono solo questi i problemi. Basta infatti avere conoscenze elementari di fisica per sapere che “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (legge della conservazione della massa; postulato di Lavoiser). Bruciare i rifiuti non significa farli scomparire con un colpo di bacchetta magica, ma trasformali in qualcos’altro e questo qualcos’altro, contenuto nei fumi diffusi dal camino dell’inceneritore, è estremamente pericoloso.
Nel recentissimo Position Paper della Sezione italiana dell’ISDE (International Society of Doctors for Environment), “La gestione sostenibile dei rifiuti solidi urbani” del 12 agosto 2015, si può leggere: “Dal punto di vista sanitario, l’incenerimento è senza dubbio il peggior modo di trattare i rifiuti, perché ne riduce solo il volume. Per di più, questa metodica da un solo tipo di scarto ne genera tre (aeriformi, liquidi, solidi), ciascuno dei quali contenente sostanze tossiche, mutagene e cancerogene. A loro volta, le frazioni liquide e solide devono essere smaltite, mentre quella aeriforme viene direttamente smaltita nell’atmosfera, che viene così trasformata in una sorta di discarica per rifiuti speciali pericolosi.
Citiamo in proposito il dottor Agostino Di Ciaula, coordinatore del comitato scientifico di ISDE Italia: «Numerose evidenze fornite dalla letteratura scientifica internazionale (pubblicazioni su autorevoli riviste con revisori e impact factor), in continua crescita, hanno ripetutamente dimostrato che gli inceneritori di rifiuti emettono sostanze tossiche per l’ambiente e per la salute, che molte di queste sostanze si accumulano nelle matrici ambientali e nell’uomo, che superano la barriera placentare (danneggiando la vita fetale), che sono trasmissibili persino attraverso il latte materno e che causano un incremento di rischio sanitario per malattie neoplastiche e non neoplastiche, un aumentato rischio di ritardo psicomotorio nei bambini, un aumentato rischio di malformazioni fetali, di basso peso alla nascita e di parti pretermine».
«La certificazione di un incremento del rischio sanitario per i residenti nei territori limitrofi agli inceneritori - sono ancora parole di Di Ciaula - deriva anche, oltre che da studi internazionali, da ampi studi nazionali (ad esempio lo studio ERAS Lazio, lo studio Moniter), condotti da autorevoli enti pubblici (Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Nazionale della regione Lazio, Arpa Lazio, Regione Emilia Romagna, ARPA Emilia Romagna). Persino sul sito ufficiale del Ministero della Salute, si può trovare una Tabella tratta dalla “Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009-­2010” nella quale si riporta un aumento del rischio relativo di malformazioni congenite e di numerosi tumori maligni in seguito all’esposizione di Comunità alle emissioni da incenerimento dei rifiuti».
Ma non basta: l’incenerimento non è conveniente neppure dal punto di vista dei risultati. Una discreta raccolta differenziata può ragionevolmente ridurre al 30% o anche a meno la parte residuale dei rifiuti da destinare alla discarica. Ebbene le scorie alla griglia, cioè quel che avanza dopo la combustione, rappresentano circa il 30% del materiale bruciato (dato ARPA Emilia e Romagna), che andrà comunque destinato alla discarica, con l’aggravante che si tratta a norma di legge di un rifiuto speciale, per il quale servono maggiori cautele ed ovviamente maggiori costi di gestione.
«È evidente – secondo Luciano Di Tizio - che l’incenerimento è una pratica sbagliata e pericolosa utile solo a mascherare le inefficienze di molte pubbliche amministrazioni. Le buone pratiche nel campo della gestione dei rifiuti sono note da tempo. Bisogna spingere sulla riduzione alla fonte, eliminando ad esempio gli imballaggi inutili, valorizzando la vendita “alla spina” di detersivi e altri analoghi prodotti, tornando là dove possibile al vuoto a rendere... E poi riusare tutto quello che è possibile riusare: abbiamo vissuto per anni in un consumismo sfrenato che ci ha portato, ad esempio, a cambiare prodotti ancora efficienti, ma fuori moda. Ebbene non possiamo più permettercelo e dobbiamo prenderne atto. Dopo la riduzione alla fonte e il riuso c’è il riciclo, sul quale molte amministrazioni comunali hanno efficacemente scommesso. Alla fine di questo processo virtuoso, che nella nostra regione va sicuramente migliorato, ci sono gli impianti TMB che con un trattamento a freddo riducono la parte non riciclabile. Ci sono insomma, in Abruzzo come altrove in Italia, tutti gli strumenti per ridurre davvero al minimo i volumi residuali, da destinare a discariche controllate e non certo a pericolose combustioni».
«Il piano del Governo Renzi di costruire 12 nuovi inceneritori - conclude Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia - è poi profondamente sbagliato perché, sul modello dei fallimentari piani quinquennali di sovietica memoria, fissa un obiettivo generale avulso dai contesti in cui si dovrà calare. Se il Governo vuole concretamente intervenire in questo settore deve far predisporre con urgenza in tutte le regioni piani di gestione che tengano conto delle esigenze dei singoli territori, in modo che l’intero ciclo dei prodotti, con particolare attenzione al riuso e al riciclaggio, venga gestito in loco senza la necessità di creare un eccesso di impianti nella stessa area e senza essere costretti a trasportare rifiuti in giro per il Paese, aggravando ulteriormente la situazione. Servono rispetto dei principi di base, davvero ispirati alla direttiva europea, buona programmazione e capacità di guardare al futuro e non al passato. In questo quadro per gli inceneritori non c’è posto».

L'appuntamento di oggi alla manifestazione "Serate per l'ambiente 2015"

Ieri il WWF era a L'Aquila per far sentire la voce del'ambiente abruzzese

Tra le diverse centinaia di abruzzesi che ieri erano a L’Aquila per chiedere di incontrare il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, per manifestargli la volontà dell’Abruzzo di non essere trasformato in un distretto petrolifero, era presente anche una rappresentanza del WWF con il delegato regionale, Luciano Di Tizio.
Purtroppo il Presidente Renzi si è sottratto al confronto e un imponente cordone di forze dell’ordine  ha tenuto lontano i manifestazioni anche con cariche.
“È grave che il Presidente del Consiglio sfugga al confronto con gli abruzzesi dopo che sta massacrando il loro territorio ed il loro mare”, ha dichiarato Luciano Di Tizio. “Perché Renzi non vuole ascoltare la voce di chi vive e lavora in queste terre? Perché non vuole spiegare le ragioni che stanno spingendo il suo Governo a trasformare la regione verde d’Europa in una regione nero petrolio? Cosa devono fare gli abruzzesi per farsi ascoltare? Non era mai successo che un politico evitasse di confrontarsi con i cittadini in questo modo, neppure quando era Presidente del Consiglio Berlusconi!”.

24.8.15

Calendario venatorio 2015/16: qualche miglioramento per la gestione dell'Orso, ma per il resto non ci siamo proprio!

Approvato dalla Giunta regionale il calendario venatorio per la prossima stagione di caccia. Dichiara Mirko Di Marzio, rappresentante WWF nella Consulta regionale della caccia: “A fronte di alcuni apprezzabili miglioramenti per la tutela di beni comuni di fondamentale importanza come l’Orso bruno marsicano, nel calendario venatorio per la stagione 2015-2016 sono stati confermati diversi punti non condivisibili come la preapertura della caccia nel mese di settembre e l’allungamento della stagione venatoria fino a febbraio. Per tante specie, inoltre, è stata autorizzata la caccia estendendo il periodo consentito rispetto a quanto indicato dall’ISPRA, l’organo scientifico nazionale deputato a pronunciare indicazioni tecniche sui singoli calendari venatori regionali. Su questo l’ISPRA ha già espresso un parere negativo, nel quale si contestano le modalità riferite al prelievo di tali specie in quanto non coerenti con quanto disposto dalle linee guida sulla conservazione degli uccelli selvatici. Ma l’atto più incredibile approvato dalla giunta regionale D’Alfonso-Pepe è di aver reintrodotto la possibilità di sparare ad uccelli acquatici come il Frullino, il Codone, il Mestolone e la Canapiglia, finora protetti perché riconosciuti dal mondo scientifico in declino e in uno stato di conservazione sfavorevole (specie SPEC). Già la precedente giunta Chiodi-Febbo era stata sonoramente bocciata nel 2012 dal TAR Abruzzo su ricorso del WWF e di altre Associazioni perché la Regione Abruzzo permetteva la caccia a diverse specie in declino, nonostante non avesse prodotto censimenti e nonostante i dati indicassero una presenza minima in Abruzzo di tali uccelli. Il TAR accolse pienamente questa critica e da allora la Regione si era adeguata non permettendo la caccia alle specie in declino e presenti con numeri che non consentono alcun prelievo. Inspiegabile, quindi, e privo di qualsiasi giustificazione scientifica un tale passo indietro che permetterebbe di sparare anche a questi animali. Chiediamo con fermezza un ripensamento in tal senso”.
Aggiunge Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF Abruzzo: “Nel calendario venatorio sono state finalmente introdotte alcune normative, indicate dal PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso marsicano) e sollecitate da Comuni, Enti Parco e Associazioni ambientaliste, che serviranno a rendere meno pericolosa la vita per l’orso, come quella introdurre l’area ricompresa tra la Valle del Sagittario e il Parco Nazionale della Majella tra quelle cosiddette “C1” in cui la caccia è regolamentata in maniera più stringente. Quest’unico punto positivo contrasta tuttavia con un calendario venatorio che è di fatto privo di veri passi in avanti sulla tutela della fauna selvatica. Ormai è chiaro: alla Regione Abruzzo in materia venatoria manca il coraggio di scegliere una strada netta, anche a costo di scontrarsi con la parte meno avanzata del mondo venatorio, per la tutela di un patrimonio che, lo ricordiamo, appartiene all’intera comunità. Ne è testimonianza il fatto che i progressi indubbiamente ottenuti negli ultimi anni sono stati raggiunti soprattutto a suon di ricorsi: ben 14 sono state le sentenze dei giudici amministrativi (TAR, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale) che dal 2009 al 2013 hanno di fatto pesantemente bocciato la politica faunistica venatoria della Regione Abruzzo. L’attuale Giunta, in carica da ormai oltre un anno, non ha ancora mostrato la necessaria discontinuità rispetto al recente passato. In particolare non è accettabile riaprire la caccia a specie in declino come Frullino, Codone e Canapiglia. Presenteremo osservazioni in tal senso al Comitato VIA e porteremo avanti la nostra battaglia in tutte le sedi con la convinzione che il governo regionale debba, come non ha fatto quello precedente, rispettare anche sulla caccia le normative di legge e il buon senso”.

A Pineto e Silvi, la campagna MediTerraneo

Il WWF Teramo, in collaborazione con l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”, dal 25 al 27 agosto organizza tre serate per l’ambiente nella cornice del parco marino.
L’iniziativa si inquadra nella Campagna del WWF Italia “MediTerraneo”, nata per far conoscere la biodiversità del Mar Mediterraneo e sensibilizzare sull’importanza di tutelare questo Mare, culla della nostra civiltà.
Il tema delle serate è l’acqua e l’importanza che essa riveste nella nostra esistenza e nell’esistenza degli altri esseri viventi, fondamentali nell’ecosistema del Pianeta.
“Proprio in questi giorni, la tutela dell’acqua è al centro dell’attenzione di tutti” dichiara Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo. “Come ogni estate, infatti, ci siamo ritrovati a fare i conti con fenomeni di grave inquinamento del mare con ripercussioni, oltre che sull’ambiente marino, sulla nostra salute e sulle attività economiche che traggono sostentamento dal mare, prima tra tutte il turismo. Purtroppo molti si accorgono di questi problemi solo a giugno e se ne dimenticano a settembre. Per affrontarli efficacemente, invece, si dovrebbe operare durante tutto l’anno migliorando la qualità delle acque dei nostri fiumi, riducendo i pesticidi usati in agricoltura, controllando gli scarichi dei nuclei industriali e facendo lavorare bene i depuratori delle nostre città”.
Il ciclo di incontri ha lo scopo di far conoscere la straordinaria ricchezza della biodiversità del mare e del litorale che oggi sono anche minacciati dalle ricerche petrolifere che interessano tutta la costa abruzzese.
 
Le serate si articoleranno in tre appuntamenti.
 
 
Il 25 agosto, presso il Lido Corallo “Lido Amico del Parco” in Piazza Nenni a Silvi Marina, dalle ore 21, si parlerà della Fauna e Flora negli ecosistemi dunali, con la proiezione dei video “Vite Parallele” e “Cerrano: la natura si svela” che saranno presentati dagli autori Francesco Verrocchio, Mario Cipollone e Alberto Miccadei.
A seguire “Un mare di immagini, la fotografia per la conservazione della biodiversità del Mediterraneo” a cura dei fotografi Alberto Cambone e Roberto Isotti che saranno presenti alla proiezione e che illustreranno le loro attività di fotografi a difesa dell’ambiente.
 
 
Il 26 agosto presso la terrazza di Torre Cerrano, si effettueranno le visite alla Torre alle ore 21 e al Giardino mediterraneo alle ore 23 con ingresso gratuito. Tra le due visite si parlerà della figura di Luigi Corrado Filiani, tra passato, presente e futuro, con l’esecuzione della piecè “La luna è qui” di Caterina Sabourijan sul Guerriero.
 
 
Il 27 agosto presso la sala polifunzionale di Pineto in via Trieste n. 6 ci sarà la proiezione del video “Vite Parallele” a cura degli autori Francesco Verrocchio, Mario Cipollone e Alberto Miccadei.
A seguire “Il nostro mare - tutto Mediterraneo” nel quale il documentarista Piero Mescalchin presenta le sue più belle immagini dei fondali del Mar Mediterraneo.

21.8.15

Serate per l'ambiente all'Area Marina Protetta "Torre di Cerrano"



Il WWF Teramo in collaborazione con l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano” dal 25 al 27 agosto organizza tre serate per l’ambiente nella cornice del parco marino.
L’iniziativa si inquadra nella Campagna del WWF Italia “MediTerraneo”, una iniziativa per far conoscere la biodiversità del Mar Mediterraneo e sensibilizzare sull’importanza di tutelare questo Mare, culla della nostra civiltà.
Le serate si articoleranno in tre appuntamenti.
Il 25 agosto presso il Lido Corallo “Lido Amico del Parco” in Piazza Nenni a Silvi Marina, si parlerà della Fauna e Flora negli ecosistemi dunali, con le proiezioni dei video “Vite Parallele” e “Cerrano: la natura si svela” che saranno presentati dagli autori Francesco Verrocchio, Mario Cipollone e Alberto Miccadei.
A seguire “Un mare di immagini, la fotografia per la conservazione della biodiversità del Mediterraneo” a cura dei fotografi Alberto Cambone e Roberto Isotti che saranno presenti alla proiezione e che illustreranno le loro attività di fotografi a difesa dell’ambiente.
Il 26 agosto presso la terrazza di Torre Cerrano, si effettueranno le visite alla Torre alle ore 21 e al giardino mediterraneo alle ore 23 con ingresso gratuito. Tra le due visite si parlerà della figura di Luigi Corrado Filiani, tra passato, presente e futuro, con l’esecuzione della piecè “La luna è qui” di Caterina Sabourijan sul Guerriero.
Il 27 agosto presso la sala polifunzionale di Pineto in via Trieste, 6 ci sarà la proiezione del video “Vite Parallele” a cura degli autori Francesco Verrocchio, Mario Cipollone e Alberto Miccadei.
A seguire “Il nostro mare - tutto Mediterraneo” nel quale il documentarista Piero Mescalchin presenta le sue più belle immagini dei fondali del Mediterraneo.

14.8.15

Ancora sversamenti nel Tordino (4 segnalazioni nel giro di pochi mesi)

 
Ieri sera, per l’ennesima volta, i volontari del WWF Teramo hanno potuto verificare un nuovo sversamento di liquami maleodoranti nel Fiume Tordino, sempre nello stesso posto già segnalato svariate volte, lungo il percorso ciclopedonale del lungofiume in zona Cona a Teramo.
Un flusso continuo di acqua maleodorante e sporca raggiungeva il Tordino provocando il cambio di colore dell’acqua e un odore nauseabondo.
Come sempre il WWF ha segnalato la vicenda alla Polizia Municipale.
“Siamo a quattro segnalazioni nel giro di pochi mesi”, dichiara Donatella Policreti del WWF Teramo. “Abbiamo fatto esposti alla Magistratura e segnalazioni alle Forze di polizia competenti. A voce ci si dice che la situazione è sotto controllo e che si sta indagando. La realtà è che puntualmente gli sversamenti si ripetono. Possibile che non si riesca a risolvere questo problema? È inutile lamentarsi del nostro mare sporco se non si riesce neppure a bloccare uno sversamento di liquami come quello che segnaliamo da quasi due anni”.

13.8.15

Tutti No Triv con il... territorio degli altri!

Foto tratta da certastampa.it

Tanta gente ha partecipato alla bella manifestazione "No Triv. Concerto per l'Adriatico" di martedì sera a Roseto degli Abruzzi. Interessati interventi si sono intervallati a buona musica culminata con il concerto di Eugenio Finardi.
Un momento di dibattito ha anche coinvolto alcuni sindaci della costa e il Presidente della Provincia di Teramo.
Certo è stato un po' curioso vedere sul palco anche il Sindaco di Roseto degli Abruzzi e quello di Giulianova che pochi anni fa sono stati tra i principali responsabili del taglio della Riserva regionale del Borsacchio: una scelta molto poco in linea con la difesa dell'ambiente e del nostro territorio. E d'altra parte non ci ricordiamo dai due sindaci e dalle loro amministrazioni azioni concrete neppure quando le ricerche petrolifere hanno riguardato il territorio dei loro comuni, in particolare Roseto degli Abruzzi con l'istanza "Villa Mazzarosa".
Purtroppo questa tendenza a mostrarsi contrari a parole (meglio quando qualcosa riguarda altre amministrazioni) e fare poi poco o niente nei fatti è assai diffusa tra tanti politici. La ritroviamo tra i parlamentari di maggioranza che fanno comunicati contro la petrolizzazione e poi in Parlamento votano gli atti del Governo che stanno trasformando l'Abruzzo da regione verde d'Europa a distretto petrolifero o nei sindaci della costa teatina che marciano contro le trivelle a Lanciano e poi si oppongono da anni alla realizzazione del Parco della Costa Teatina che avrebbe certamente aiutato contro Ombrina Mare.
Un po' più di coerenza non farebbe male... anche in una bella e calda serata d'agosto.

11.8.15

Save the date! 20 settembre Assemblea WWF Abruzzo


Pini della Noé Lucidi: quando capiremo che il verde è una ricchezza da tutelare?

In questi giorni di caldo, ognuno di noi avrà trovato sollievo all’ombra di un giardino, di un singolo albero, di un boschetto. Rinunciarci è veramente una scelta intelligente!
Ma è proprio quello che si sta facendo davanti la Scuola Primaria Noé Lucidi. Mentre le condizioni climatiche, che mettono in ginocchio le nostre città, dovrebbero insegnare ad amministratori e cittadini che occorre una nuova mentalità per la gestione e la pianificazione dei nostri spazi urbani, il Comune di Teramo, con la discutibile decisione di “restringere” lo spazio pedonale davanti la Scuola Noè Lucidi, oltre ad incentivare il traffico motorizzato (altrove le scuole sono inserite in aree pedonali, a vantaggio di studenti e genitori), taglia anche pini sanissimi colpevoli di essere “incompatibili” con i nuovi lavori di riasfaltatura della strada.
Da anni denunciamo la gestione, se di gestione si può parlare, del verde urbano nelle nostre città e recentemente avevamo scritto anche a tutti comuni della provincia di Teramo per chiedere l’adozione (ed il rispetto) di piani del verde per conservare e valorizzare il patrimonio arboreo delle nostre città.
Quasi sempre affidata all’improvvisazione, ad operatori non specializzati, a scelte che di tecnico non hanno proprio nulla, la gestione del verde, che per la legge regionale n. 3 del 2014 dovrebbe essere disciplinata da un apposito regolamento (che la Regione tarda ad approvare), e che per la buona pratica dovrebbe essere pianificata da un vero e proprio piano regolatore del verde, è lasciata all’improvvisazione o ai capricci del politico di turno.
Oggi tocca ai pini della Noè Lucidi, ma in passato si è fatto anche di peggio, e quotidianamente si massacra quel che rimane dei nostri spazi verdi con potature inutili e dannose, con danneggiamenti vari, con mancanza di manutenzione e cura.
E questo non accade solo a Teramo, ma in tutte le città della Provincia, con la complicità delle amministrazioni e la connivenza di tecnici o presunti tali, sempre pronti a trovare una giustificazione valida per eliminare un albero ed evitare la sua sostituzione.
Eppure il verde pubblico, con poca manutenzione, ci regala enormi vantaggi: depura l’aria, abbassa le temperature estive al suolo, protegge dalle cosiddette “bombe d’acqua”, ha una funzione paesaggistica e di arredo urbano, migliora l’umore, addirittura contribuisce alla sicurezza stradale (con buona pace di chi parla di alberi killer in caso di incidenti). La scienza riconosce tutte queste positività, ma si trova sempre qualche amministratore improvvisato e/o un tecnico con scarse conoscenze per giustificare un abbattimento, una potatura estrema, una cementificazione di troppo. E poi, quando accadono disastri dovuti all’incuria umana, tutti a gridare alla calamità naturale.

10.8.15

Non si ferma l'invasione petrolifera del mare abruzzese

Il Ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti:
sua la firma per l'ok alla piattaforma Ombrina Mare
In Italia accade spesso che gli atti autorizzativi di opere fortemente contrastate arrivino in piena estate. Non ha fatto eccezione il decreto interministeriale di approvazione della piattaforma Ombrina Mare emanato alla viglia di ferragosto. Sembra quasi che gli stessi estensori di tali atti si vergognino delle loro scelte. O probabilmente sperano di passare inosservati.
Ma questo non è certamente possibile per Ombrina Mare che è sicuramente l’opera “meno amata” dagli abruzzesi degli ultimi anni.
È dal 2008, quando davanti alla costa di San Vito Chietino arrivò la piattaforma Gallowai per operazioni di ricerca, che il fronte nato per osteggiare il Centro Oli di Ortona, altro progetto insensato sulle colline del Montepulciano, ripartì con la stessa indignazione contro la piattaforma Ombrina Mare. Perché ormai il futuro delle nostre terre e delle nostre coste si dispiegava nella maniera più insensata possibile: da regione verde a distretto minerario. Abbiamo cercato di opporci a questa sventura in tutti i modi, scontrandoci però contro la volontà del Governo nazionale di autorizzare a tutti i costi l’opera e l’insipienza o la complicità di alcuni politici locali che non hanno fatto nulla per fermare la deriva petrolifera che ci sta investendo, a iniziare dal non far nascere il Parco della Costa Teatina.
Tutto questo però non deve farci indietreggiare di un passo!
Dopo la decisione favorevole della Commissione VIA nazionale di qualche mese fa, il decreto interministeriale era un atto atteso.
Il Presidente regionale D’Alfonso e tutta la Regione Abruzzo devono farsi portavoce della volontà degli abruzzesi e contrastare in tutti i modi e in tutte le sedi questo atto scellerato del Ministro dell’Ambiente e del Ministro dei Beni Culturali e Ambientali.
Le Associazioni ambientaliste hanno messo a disposizione le competenze di tecnici e scienziati per affrontare questa battaglia. Geologi, ingegneri, fisici dell’atmosfera, chimici, naturalisti già in sede di valutazione ambientale avevano evidenziato e dimostrato le gravissime incongruenze del progetto. Tutto questo sapere potrà essere utilizzato nelle opportune sedi giudiziarie. Ci vuole però la volontà di combattere questa battaglia fino in fondo, anche mettendo in crisi il rapporto con il Governo nazionale.
In questa situazione non si può non sottolineare la pessima figura dei parlamentari abruzzesi di maggioranza! Fino ad oggi si sono dimostrati del tutto inutili nella difesa degli interessi dei propri concittadini. Non sono riusciti a fare nulla di concreto, assumendo una posizione di comodo: ambientalisti in Abruzzo, dove hanno marciato contro Ombrina Mare, e amici dei petrolieri in Parlamento, dove hanno votato gli atti che ne hanno favorito l’autorizzazione. La loro dignità li dovrebbe spingere ad abbandonare questo comportamento da furbetti e a porsi, sino alle estreme conseguenze, un reale problema politico rispetto alle scelte dannose per i loro elettori portare avanti dal Governo che appoggiano.

Domani il WWF a Roseto degli Abruzzi al concerto di Eugenio Finardi


Domani, martedì 11 agosto, dalle ore 18 in piazza Ponno sul lungomare di Roseto degli Abruzzi, il WWF Teramo sarà presente con uno stand alla manifestazione "Concerto per l'Adriatico" con la partecipazione di Eugenio Finardi.

4.8.15

Hai mai visto un Fratino?

 
Domani, mercoledì 5 agosto, alle ore 9:30 presso il Circolo Nautico di Alba Adriatica sul Lungomare Marconi, i volontari del WWF ed i soci del Circolo organizzano una piacevole mattinata per scoprire la straordinaria biodiversità degli ambienti costieri.
L’attività, completamente gratuita, è rivolta ai ragazzi, ma anche agli adulti, che vogliono conoscere le importanti valenze naturalistiche che è ancora possibile trovare in ambienti fortemente antropizzati come il nostro litorale.
Il programma prevede come punto di ritrovo il Circolo Nautico da dove si partirà per una breve passeggiata fino alla “Spiaggia del Fratino e del Giglio di Mare”, creata nell’aprile di quest’anno grazie alla collaborazione tra il WWF e l’Amministrazione Comunale di Alba Adriatica.
Si rientrerà poi presso la spiaggia del Circolo dove si svolgeranno laboratori didattici e giochi per ragazzi e bambini.
L’iniziativa “Il mondo del Fratino” si inquadra nelle attività del progetto “Salvafratino 2015”, portato avanti dall’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” e dal WWF per la tutela del Fratino sul litorale abruzzese e teramano in particolare.