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4.9.14

Il WWF alla nuova Giunta regionale: Sulla caccia volete veramente cambiare?

Dino Pepe, il nuovo Assessore Regionale alla caccia
Le Associazioni ambientaliste WWF, LIPU, Salviamo L’Orso, Legambiente, Pro Natura e Mountain Wilderness hanno richiesto alla Regione Abruzzo scelte diverse dalla precedente gestione sulla caccia.
La bozza di calendario venatorio predisposta dalla Regione Abruzzo è stata portata all’attenzione del Comitato regionale VIA per la necessaria Valutazione di Incidenza Ambientale.
Le Associazioni hanno presentato una serie di osservazioni con cui chiedono di migliorare il calendario, a dimostrazione di un reale cambiamento della gestione della caccia rispetto a quella pessima della passata Giunta regionale, battuta ben 14 volte in cinque anni in sede giudiziaria per un’incomprensibile insistenza (con spese legali a carico dei contribuenti) in scelte contrarie alla normativa.
Il calendario 2014-15, nella attuale stesura, ricalca e per alcuni versi persino peggiora i precedenti. Le sei associazioni ambientaliste insistono sulla necessità di dare la necessaria tutela ad alcune specie di uccelli in cattivo stato di conservazione nonché di intervenire con urgenza per l’Orso marsicano, simbolo dell’Abruzzo, a grave rischio di estinzione, la cui tutela è  una priorità assoluta, condivisa in tutto il mondo, di fronte alla quale il calendario venatorio deve essere necessariamente adeguato.
È in particolare indispensabile prevedere che, nell’intera area di distribuzione individuata nell’accordo PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano), sottoscritto dalla  Regione Abruzzo insieme al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ad altri Enti,  l’attività venatoria venga limitata a periodi e modalità compatibili con la tutela del plantigrado (evitando ad esempio di aprire la caccia al Cinghiale prima del 1° novembre), concetto ribadito ampiamente dall’ISPRA ed in sentenze del TAR.
Tra l’altro il 27 marzo scorso le Regioni Abruzzo, Lazio e Molise hanno firmato un “Protocollo di intesa per l’attuazione di azioni prioritarie per la tutela dell’Orso bruno marsicano” nel quale si ribadisce la particolare importanza della regolamentazione dell’attività venatoria nell’areale dell’orso per limitarne l’impatto sulla specie. E poi il 28 maggio 2014 è stato stipulato tra il Ministero dell’Ambiente e le maggiori Associazioni venatorie italiane un “Protocollo per la tutela dell’Orso bruno marsicano e il miglioramento della gestione venatoria 2014/2018”, con cui, per la prima volta, anche le Associazioni venatorie s’impegnano a sostenere, nelle aree di presenza dell’Orso, le limitazioni indicate dalle prescrizioni del PATOM, ossia il divieto immediato di caccia in braccata, tecniche di prelievo a minor impatto, esclusione della preapertura,  eliminazione dei ripopolamenti a scopi venatori, limitazione adeguata delle aree e dei tempi di allenamento dei cani da caccia.
Per le altre questioni relative al calendario venatorio, in sintesi, gli ambientalisti chiedono:
  • una maggiore attenzione alla tutela della Lepre italica (Lepus corsicanus), preziosa specie endemica, non cacciabile, difficilmente distinguibile dalla Lepre comune con cui in molte aree convive;
  • di ristabilire i periodi di caccia indicati dall’ISPRA per le specie Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Beccaccia, e più in generale un adeguamento a quanto deciso a livello comunitario per la tutela degli uccelli selvatici, evitando in particolare la preapertura della caccia a Quaglia e Tortora, per le quali l’Unione Europea ha chiesto la protezione totale, in quanto in cattivo stato di conservazione, tutelando altre specie, come la Coturnice e l’Allodola, e non dando alle Province la possibilità di consentire la caccia al Colombaccio nella prima decade di febbraio;
  • una moratoria temporale all’utilizzo per la caccia agli ungulati di munizioni contenenti piombo, molto pericolose per la salute umana e per gli animali selvatici necrofagi;
  • la conclusione alle 14.30 della caccia al cinghiale nei territori che ospitano i dormitori del Nibbio reale (Milvus milvus), specie particolarmente protetta a livello comunitario.
Sul sito del WWF Italia, il comunicato nazionale sullo scandalo delle preapertura alla caccia: http://www.wwf.it/news/notizie/?10100/Continua-lo-scandalo-apertura-anticipata-caccia