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31.8.14

Orsi tra le nuvole!



Si può richiedere al WWF Teramo la cartellina contenente 10 disegni sul tema della tutela dell'Orso realizzati da alcuni dei più importanti fumettisti italiani: Giacomo Bevilacqua, Bruno Bozzetto, Stefano Casini, Emanuele Di Dio, Carmine Di Giandomenico, Milo Manara, Corrado Mastantuono, Paolo Moisello, Davide Toffolo e Stefano Turconi.
Scrivete a teramo@wwf.it per ricevere tutte le informazioni.

Lotteria WWF Teramo

Il WWF Teramo ha lanciato una lotteria di autofinanziamento finalizzata principalmente alle attività del nostro Centro di Educazione Ambientale "Monti della Laga" a Cortino nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
L'estrazione ci sarà il prossimo 22 novembre alle ore 10 presso la sede dell'Associazione in via De Vincentiis a Teramo.
I premi:
1° premio - Bicicletta con pedalata assistita (terzo biglietto estratto);
2° premio - Zaino da escursionismo con sacca per l'acqua e bastoncini in carbonio (secondo biglietto estratto);
3° premio - Cesto contenente prodotti alimentari bio "Terre dell'Oasi" (primo biglietto estratto).
Potete tentare la fortuna acquistando uno o più biglietti oppure potete aiutarci prendendo un blocchetto da trenta biglietti da vendere a parenti ed amici.

28.8.14

Ennesima violazione del perimetro dell'Area Marina Protetta "Torre di Cerrano"

Questa mattina alle ore 3 oltre 20 vongolare, partite dal Porto di Giulianova, sono entrate nel perimetro dell’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano, violando palesemente il divieto di pesca con turbosoffianti all’interno del Parco marino.
Volontari del WWF hanno avvertito gli organi di gestione dell’Area Marina.
La Capitaneria di porto è intervenuta alle ore 4, quando ormai era troppo tardi.
“È l’ennesima illegalità che viene compiuta ai danni dell’unica area marina protetta presente nel mare antistante la costa abruzzese che tutela solo 7 km di litorale sui 130 totali”, dichiara Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo. “È vergognoso che questo continui ad accadere. Sono più di tre anni che non si riesce a fermare questa evidente violazione della legge istitutiva del Parco ai danni dell’ambiente marino. Sembra quasi che l’illegalità possa essere tollerata. Ci chiediamo quanto questo possa andare avanti prima che diventi un problema di ordine pubblico. Oltretutto sembra veramente strano che 20 imbarcazioni escano da un porto alle 3 di mattina senza che nessuno si accorga di nulla”.
Il 21 luglio scorso un ampio cartello formato da Associazioni ambientaliste, Associazioni di categoria (balneatori e commercianti) e da Associazioni locali ha chiesto agli Organi competenti di intervenire con decisione per la salvaguardia del territorio dell’Area Marina Protetta di Torre di Cerrano. 

9.8.14

La civiltà della Montagna

Vi aspettiamo tutti i sabati e le domeniche dal 17 agosto al 7 settembre al Centro di Educazione Ambientale "Monti della Laga" a Cortino.



GABRIELE MARRAMÀ E LA SUA MONTAGNA
di Giacinto Damiani e Barbara Marramà
Medico e funzionario delle Poste, Gabriele Marramà (Teramo, 1878-1966) è ricordato come uno dei primi fotografi teramani, sicuramente tra i più interessanti.
Animato da una grande passione per la documentazione e per il mezzo fotografico, egli ritrae con eccezionale sensibilità ciò che più lo attrae, la montagna, in particolare quella teramana.
La fotografia, per Marramà, rappresenta uno straordinario mezzo di espressione, col quale restituire delle visioni assolutamente personali, mai scontate, di un escursionismo montano ancora agli esordi.
Il Gran Sasso, i Monti della Laga, i Monti Gemelli sono per Marramà luoghi di profonda ispirazione e scoperta antropologica, naturalistica, paesaggistica, ma anche luoghi ideali di socializzazione e genuina fratellanza.
La sua visione di inizio secolo ci restituisce un tassello fondamentale della storia iconografica della montagna abruzzese, straordinaria testimonianza di una natura floridissima e incontaminata, di un paesaggio montano tra i più suggestivi e impervi d’Europa, tutte caratteristiche, queste, che avrebbero portato, dopo oltre settant’anni, alla nascita e sviluppo in quei luoghi di uno dei Parchi Nazionali europei tra i più estesi e importanti: il “Gran Sasso e Monti della Laga”.
Lo sguardo, la prospettiva di Marramà può apparirci oggi - e lo è stato di sicuro - estremamente lungimirante: lui aveva compreso pienamente la straordinarietà di questi luoghi che non si è mai stancato di frequentare e ritrarre, più e più volte, con immutata passione.
Nella sua mente, nei suoi occhi, nel suo cuore, era come se fosse già chiara, per questi territori, l’idea di “area protetta”, una sorta di parco ante litteram, luogo ideale dove ritemprarsi nello spirito e nel corpo, a stretto contatto con gli elementi naturali ma anche umani.
Il materiale fotografico è imponente, più che per mole per valore espressivo e documentale.
Le suggestive immagini in bianco e nero ritraggono il Paretone del Gran Sasso, il Pizzo di Moscio, le cascate e i boschi della Laga, le gite estive e invernali del C.A.I. Sezione di Teramo, del Touring Club Italiano, gli attendamenti sotto il Corno Piccolo, sull’Arapietra, le vedute mozzafiato su Campo Imperatore, escursionisti e gitanti alla scoperta degli ambienti più incontaminati della montagna o dei bellissimi centri storici montani.
Ma l’interesse fotografico di Gabriele Marramà non si esaurisce nelle cronache dell’escursionismo montano, delle ‘gite in montagna’; la sua è anche una ricerca dei fatti semplici della vita quotidiana delle genti della montagna, che lo porta a ritrarre il lavoro delle carbonaie, dei boscaioli e dei taglialegna, i pascoli d’altura, i contadini, gli artigiani al lavoro, le greggi ora in quota ora in cammino sul Tratturo teramano verso il Tavoliere.
Altro soggetto di grande interesse per Marramà è quello dei centri abitati montani, che il Nostro ritrae sempre privilegiando l’aspetto della presenza umana, della vita nel borgo, dell’incontro tra paesani e gitanti in visita.
L’aspetto ‘alpinistico’ in questa rassegna non è certamente secondario: cime innevate, passaggi e sentieri, rifugi, vengono fissati dall’obiettivo con grande senso estetico e un’attenzione alla composizione dell’immagine che sicuramente rivelano una sensibilità artistica non trascurabile. Le belle immagini in cui è visibile l’estensione, a quel tempo, del ghiacciaio del Calderone, oggi fortemente ridimensionato per le note cause di impatto antropico e climatico, rappresentano un documento di notevole interesse.
L’acqua, poi, è uno dei temi più cari a Marramà, in particolare egli ama ritrarre le cascate e i salti d’acqua, sotto i quali è sempre puntuale la presenza dell’uomo.
E infine il tema della religiosità, con le stupende immagini della devozione alla Madonnina del Gran Sasso, dei sentiti pellegrinaggi popolari, delle chiesette e degli eremi rupestri.
La montagna di Gabriele Marramà - si può dire - è fatta soprattutto di uomini e donne: escursionisti, paesani, lavoratori; la montagna è il pretesto, o se si vuole il ‘luogo ideale’, per fissare in immagini i ricordi, le curiosità, le passioni di una vita.
Un corpus documentale d’epoca sul Gran Sasso e sui Monti della Laga forse mai visto prima, per ricchezza narrativa, spessore culturale e valore documentale.

7.8.14

La notte di San Lorenzo all'Oasi WWF dei Calanchi di Atri


Dopo il grande successo di pubblico dell’edizione di luglio, all’Oasi WWF Calanchi di Atri torna “Verderame. Teatro itinerante nella natura incantata”, domenica 10 agosto alle ore 21:00, al centro visite dell’Oasi, loc. Colle della Giustizia, Atri (TE).
La notte delle stelle cadenti è lo scenario che più si addice all’escursione teatrale, il cui tema è il rapporto, molto spesso conflittuale, tra uomo e natura. L'escursione si fonde nella rappresentazione e gli spettatori entreranno in una dimensione surreale-naturalistica guidati da Duncan Green, il cantastorie, colui che apre le porte del mondo fantastico. Insieme a Duncan, lungo il tragitto incontreremo la Gramigna prima, la Liquirizia poi e, infine, il Prugnolo. L’acme della rappresentazione viene raggiunto durante la battaglia finale tra natura e uomo, uno scontro verbale in cui la natura rivendica la sua importanza e “grida” il danno arrecatole dall’uomo.
La messa in scena, frutto del lavoro collettivo di ideazione e scrittura svolto interamente da Les Enfants Rouges e La Meccanica Delle Tende, con il patrocinio dell’Oasi WWF Calanchi di Atri e del Comune di Atri prevede la prenotazione obbligatoria entro e non oltre le ore 12:00 del giorno precedente, il costo del biglietto è di 5 euro a persona.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 085.8780088, cell. 331.23.42.323, email info@riservacalanchidiatri.it.

4.8.14

Petrolio: due nuove richieste per il mare antistante la costa teramana

PER INGRANDIRE, CLICCA SOPRA
Torna il consueto assalto estivo con tre istanze di ricerca, due nuove di zecca nelle acque del Teramano. Le azioni del WWF e degli ambientalisti in difesa della regione.
Sono stati giorni di estenuante corsa per produrre osservazioni in critica in merito alla procedura AIA per il progetto Ombrina Mare. Il WWF, in prima linea su questo fronte come sempre ormai da 8 anni, non è stato a guardare. A riguardo ci teniamo a ringraziare Maria Rita D'Orsogna che, con straordinario impegno e con grande capacità di coinvolgimento, ha portato a produrre centinaia di osservazioni specialmente in Abruzzo, ma anche nel resto del mondo, riuscendo a farle convogliare e spedire con il supporto di pochissimi volontari.
Tutto l'Abruzzo è ora con il fiato sospeso, in attesa che la commissione AIA, finalmente capisca le troppe fragilità di un progetto così complesso e potenzialmente pericoloso per tutta la costa dei trabocchi (e non solo!) anche senza incidenti. La politica nazionale invece non ha compreso quanto sia stato offensivo nei riguardi degli italiani ritornare indietro con il famigerato decreto Passera, permettendo di riesumare progetti di insediamento praticamente a riva in tutta Italia, analoghi ad Ombrina.
Con le dichiarazioni entusiastiche sulle esigue potenzialità produttive legate agli idrocarburi italiani, i petrolieri continuano da tutto il mondo a interessarsi all’Italia grazie alle risibili royalties e alle molteplici esenzioni, trattate ampiamente nel dossier del WWF Italia “un Milione di Regali”.
Ma l'Abruzzo e gli abruzzesi possono essere fieri: grazie ad un ampio fronte di oppositori, che non ha eguali in Italia, creato con anni di durissimo impegno da parte di pochi, sono stati ottenuti notevoli successi. Tra progetti, a terra e in mare, rigettati nella fase della Valutazione di Impatto Ambientale e ricorsi vinti davanti al TAR, ben 9 sono stati bloccati, almeno per il momento. Questo ha inoltre comportato che ad esempio la Petroceltic, nonostante il decreto Passera del 2012, non abbia ad oggi riavviato la pratica relativa alle tante istanze entro le 12 miglia che aveva nel mare d’Abruzzo, come invece ha fatto in altre parti d'Italia (Sicilia, Golfo di Taranto...). Ci viene da pensare anche che la Petroceltic abbia preferito cedere all'ENEL Longanesi Developments la grande istanza d505 B.R.EL, dove avevamo vinto al TAR, sul responso favorevole della commissione VIA/VA nazionale. Anche in terra abbiamo petrolieri che preferiscono altri lidi, e invece di districarsi tra sospensioni, proroghe ecc. previste dalla Lg.9/91, fanno istanza di rinuncia o lasciano scadere il titolo minerario come è accaduto in questi anni per i tre progetti, Sulmona, Castel di Lama e San Giovanni Teatino, i primi due della Medoil, l'altro dell'ENI-Adriatica Idrocarburi-.
Ma anche se questo quadro ci rende orgogliosi, non possiamo abbassare la guardia, infatti come in ogni stagione estiva, alle partenze, fanno seguito nuovi arrivi, naturalmente in mare: l'ENEL Longanesi Developments, come già detto, si posiziona nel ex area Petroceltic, e in più aggiunge altre 2 istanze di ricerca, di fronte le coste teramane, al largo delle 12 miglia, nuove di zecca.
Ma l'Adriatico, non doveva essere lasciato in pace, visto l'alto prezzo già pagato in termini di estrazioni di idrocarburi, come ampiamente dimostrato nel dossier del WWF Italia “ Trivelle in Vista”, e il preoccupante stato in cui versa? La politica ha ancora capacità di ascolto? O pensa veramente che non sappiamo come stanno realmente le cose, o che la vera rinascita anche economica riparte dal rispetto dei territori e delle generazioni future?