14 ottobre

31.5.14

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Festa della Repubblica pedalando


Lunedì 2 Giugno, in occasione del Bicitalia Day, torna la “Biciclettata Adriatica - Sul corridoio verde per una mobilità sostenibile”, manifestazione in bicicletta per sensibilizzare amministratori, associazioni e cittadini sui temi della mobilità e del turismo sostenibili.
L'edizione abruzzese, giunta al quarto anno, prevede la partenza, intorno alle ore 8.00, da San Benedetto del Tronto (nelle Marche) e da Francavilla al Mare, per arrivare, dopo aver fatto tappa nelle diverse località attraversate, a Pineto.
Qui, in collaborazione con l'Amministrazione comunale, l’ASD Cerrano Outdor e l’Area Marina Protetta Torre di Cerrano, ci sarà l'accoglienza dei ciclisti e, dopo il pranzo, la visita guidata alla Torre di Cerrano.
L’evento è inserito all'interno di una tre giorni di studi organizzata dall’AMP Torre di Cerrano.
I partecipanti possono scegliere di fare l’intero percorso o più semplicemente un tratto.
La biciclettata, aperta a tutti, avrà anche delle varianti sulla costa teatina, con una passeggiata sulla costa dei Trabocchi, mentre alcuni gruppi confluiranno sul litorale percorrendo i percorsi che costeggiano il fiume Vomano, con la collaborazione dell'associazione ITACA, creando così un collegamento ideale tra mare ed entroterra.
Scopo dell’iniziativa è quello di richiamare l’attenzione sulla necessità di completare la pista ciclabile che dovrebbe estendersi lungo tutta la costa abruzzese. Recentemente, il progetto Bike to Coast ha finanziato il tratto ciclabile litoraneo regionale, che congiunge Martinsicuro (TE) a San Salvo (CH), per un totale di 131 km su pista ciclabile, incontrando luoghi di selvaggia bellezza, come la costa dei Trabocchi, località balneari, edifici storici, aree protette e luoghi della fede, ricalcando in parte le antiche vie della transumanza e gli itinerari di pellegrinaggio verso la Terra Santa.
Un percorso che, inserito nel più ampio itinerario di Bicitalia, potrebbe portare al territorio un indotto di diversi milioni di euro e incrementare la mobilità ciclistica, in alternativa a quella motorizzata, all'interno della "città lineare adriatica" che caratterizza gran parte delle nostre coste. Senza dimenticare l’importanza di far crescere la mobilità sostenibile, visto l’attuale livello di inquinamento che contraddistingue ormai i nostri centri urbani.
La Biciclettata Adriatica coinvolgerà i diversi comuni attraversati, associazioni locali e nazionali (come FIAB, WWF, Legambiente, AVIS, CCiclAT, Task Force Ambientale, Salvaiciclisti, Critical Mass, Italia Nostra, Scuola Blu, Webstrade, ecc.), aree naturali protette (AMP Torre di Cerrano, Riserva regionale - Oasi WWF dei Calanchi di Atri, ecc.) e altre istituzioni, come la C.R.I. e le associazioni di Protezione Civile che garantiranno l’assistenza durante il percorso.
La Rete Bicitalia, predisposta dalla FIAB in ampliamento della rete europea di percorsi ciclabili Eurovelo, recentemente ampliata e rinnovata, prevede, sul litorale adriatico, un itinerario di oltre 1.000 km, denominato Ciclovia Adriatica, che dovrebbe congiungere Santa Maria di Leuca (LE) a Ravenna, ricollegandosi con altri percorsi di rilevanza nazionale ed europea.

LE TAPPE DELL’EDIZIONE 2014 DELLA BICICLETTATA ADRIATICA

Tratto nord da San Benedetto del Tronto a Pineto (Km 45 circa)
8.00 San Benedetto del Tronto (Piazza Giorgini)
8.30 Porto d’Ascoli
9.00 Martinsicuro (molo fiume Tronto – lungomare nord)
9.40 Alba Adriatica (Bambinopoli comunale – Rotonda Nilo)
10.00 Tortoreto Lido (rotonda Carducci)
10.30 Giulianova Spiaggia (Piazza Dalmazia – di fianco Marechiaro)
10.50 Cologna Spiaggia (lungomare – di fronte Camping Stella Maris)
11.40 Roseto degli Abruzzi (Lungomare Celommi – fronte Lido La Lucciola)
12.30 Scerne di Pineto (inizio pista ciclopedonale)
13.00 Pineto (di fronte stazione FF.SS.)

Tratto sud da Francavilla al Mare a Pineto (Km 24 circa)
8.30 Francavilla al Mare (altezza Foro)
9.00 Francavilla al Mare (Piazza Adriatica – Asterope)
9.30 Pescara (Piazza Le Laudi – La Playa)
10.00 Pescara (Nave di Cascella)
10.30 Pescara (Rotonda Paolucci)
11.00 Montesilvano (via Arno)
11.30 Montesilvano (Warner Village)
12.00 Silvi Marina (Piazza Marconi)
12.30 Pineto (Torre di Cerrano)
13.00 Pineto (di fronte stazione FF.SS.)

Salvare l'Orso, si può!

Soluzioni in grado di difendere la biodiversità, in particolare i grandi carnivori, e le attività economiche come l’allevamento, esistono e funzionano. Lo dimostrano i risultati positivi  ottenuti a tutela dell’Orso bruno dal progetto europeo LIFE Arctos che ha realizzato in questi ultimi 4 anni una grande opera di prevenzione installando oltre 500 recinti salva-orso tra le Alpi e gli Appennini e raccontati del documentario  “Insieme per l’orso” , realizzato dal WWF nell’ambito del progetto. L’intero documentario è disponibile sul canale  https://www.youtube.com/watch?v=sXGtvNqKU_0


I risultati (vedi scheda allegata) delle attività portate avanti dal Progetto LIFE Arctos dimostrano che la prevenzione con uso delle recinzioni, l’uso di cani da guardiania, la sorveglianza delle greggi sono la strada da intraprendere per una sana e responsabile gestione del conflitto diretto con i grandi carnivori e che le politiche di indennizzo devono necessariamente tenerne conto. Il WWF si augura che questi dati  rappresentino un incentivo anche per i paesi confinanti, come la Svizzera,  dove in questi giorni ha trovato rifugio l’orso denominato M25 proveniente dal Trentino Alto Adige che in territorio elvetico però rischia la vita. A questo proposito è stata lanciata una petizione alle Autorità svizzere dal WWF Svizzero: http://www.wwf.ch/it/attualita/campagne/petizione_orso/petizione_orso_azione/. In Italia, come ovunque nel mondo, il conflitto tra grandi carnivori e attività umane, in  particolare quelle zootecniche, costituisce la più importante ragione delle continue persecuzioni dell’uomo nei loro riguardi e rappresenta pertanto una delle principali, se non in alcuni casi la principale, minaccia per la conservazione di queste specie nel lungo periodo.

“In Italia, i circa 200 recinti elettrificati salva-orso installati nel solo Appennino grazie al progetto LIFE Arctos hanno ridotto dell’80% i danni denunciati da parte di quegli agricoltori e allevatori che ne stanno facendo uso”, ricorda Dante Caserta, Presidente del WWF Italia  presentando in anteprima PER IL WEB il documentario che riassume le tante  attività e l’impegno che il progetto LIFE Arctos sta dedicando all’Orso e alle iniziative strategiche per salvare le due popolazioni italiane di orso bruno residue sulle Alpi e sugli Appennini.  Realizzato dal WWF Italia con la regia di Alessandro Di Federico, che ha impiegato oltre  2 anni di riprese, il filmato mostra con splendide immagini diversi esemplari di Orso bruno ripresi nel proprio territorio della popolazione alpina e appenninica, tra cui ben 18 orsi marsicani, praticamente un terzo circa della popolazione appenninica stimata. Il valore aggiunto del documentario e- dato anche dalle numerose testimonianze di agricoltori, allevatori, forestali, amministratori locali, esperti di fauna e partner del progetto che raccontano in prima persona l-efficacia delle ricette salva/orso. In particolare, le riprese di Orso sono state condotte con la massima cautela in maniera da non invadere il loro campo di azione,  grazie ad una sofisticata attrezzatura in grado di riprendere gli animali anche a chilometri di distanza: è stato così possibile documentare a distanza, dall’area di sosta della Camosciara, nel comune di Civitella Alfedena, una  femmina di Orso marsicano seguita dai suoi due cuccioli  mentre perlustra il Monte Mattone, uno dei più suggestivi paesaggi del Parco nazionale d’Abruzzo.

WWF CHIEDE L’IMPEGNO DELLE ISTITUZIONI
“Quella dell’Orso bruno marsicano”, continua Dante Caserta, “è una popolazione che oramai sopravvive solo nell’appennino centrale, in un territorio compreso tra Lazio, Abruzzo, Marche e Molise, più che altro concentrata all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di un animale unico al mondo, una popolazione ben distinta da tutte le altre, con sue proprie caratteristiche morfologiche e comportamentali e sempre più a rischio di estinzione senza un intervento immediato delle Autorità che gestiscono questo territorio sulle minacce oggi rappresentate anche dalla diffusione di malattie infettive. È di sole poche settimane fa la morte di una giovane orsa a causa della tubercolosi, una situazione di pericolo per la quale ci attendiamo che anche il Ministero della Salute faccia la sua parte. Questa morte, infatti, rappresenta un danno incalcolabile per la popolazione appenninica, una perdita causata dal mancato intervento  tempestivo in presenza di acclarate patologie infettive. L’orso marsicano, come tutte le specie  più a rischio del nostro paese, ha bisogno di decisioni rapide, tra cui la chiusura dei pascoli a rischio e l’adozione di piani di controllo straordinario degli allevamenti e della fauna selvatica. Tra le altre gravissime minacce finora sottovalutate ancora persiste la diffusione di bocconi avvelenati, una forma di bracconaggio pericolosa  per l’intera catena alimentare della fauna selvatica, così come sono presenti diverse infrastrutture realizzate e in progetto che riducono l’areale dell’Orso”.

Discorso a parte merita l’attività venatoria sulla quale il WWF confida nei passi che si stanno intraprendendo , per arrivare a controllare e regolamentare strettamente quelle forme di caccia, come la braccata, pericolose per l’Orso, creando con i cacciatori quei momenti di confronto e di crescita culturale; un esempio in questo senso sembra essere il nuovo accordo siglato ieri dal Ministro dell’Ambiente Galletti con le associazione venatorie a cui devono seguire azioni ed impegni concreti.

SCHEDA INFORMATIVA
 
IL PROGETTO LIFE ARCTOS E L’ANALISI DEI RISULTATI
Il progetto europeo LIFE Arctos http://www.life-arctos.it/home.html, partito nel 2011 per concludersi quest’anno, ha riunito diversi soggetti che hanno avviato una serie di interventi strutturali, sia sulle Alpi che in Appennino, per favorire la convivenza delle attività umane con la  presenza dell’orso, in linea con quanto previsto dai piani d’azione sviluppati per la tutela di questo grande carnivoro.
Grazie al progetto è stata realizzata un’indagine approfondita sui danni al patrimonio zootecnico e sull’efficacia delle politiche di gestione del conflitto portate avanti negli ambiti amministrativi e nelle aree protette interessate dalla presenza dell’Orso, ed in alcuni casi coincidenti anche con la presenza di un altro importante predatore presente in Italia: il Lupo. E’ stato poi prodotto un documento di indirizzo con le indicazioni per la gestione del conflitto utili per enti ed amministrazioni e sviluppata un’attività di messa a sistema di adeguati strumenti di prevenzione per contenere i danni e mitigare il conflitto.
In particolare il progetto ha concesso in comodato d’uso gratuito recinti elettrificati salva-orso alle diverse attività agrosilvopastorali nei territori interessati dal progetto.

Sulle Alpi come nelle aree del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle zone limitrofe, tra il 2011 ed il 2013 sono stati complessivamente consegnati oltre 500 recinti elettrificati, tra stanziali ed amovibili, utilizzati nei diversi compartimenti produttivi (allevamento, agricoltura, apicoltura, ecc.), di cui in Appennino il 75% oggi ancora operativo. Nelle prime analisi condotte nelle aree appenniniche è stata operata una suddivisione dei dati in base alle richieste di indennizzo per anno ed alle somme elargite per specie per anno. In entrambi i casi si evidenzia che la specie che interessa il maggior numero di richieste e di indennizzi reali è il Lupo (mediamente il 66,30% delle richieste annue ed il 65,40% dei risarcimenti per anno), mentre l’Orso interessa una frazione minore sia delle richieste di indennizzo (mediamente il 29,87% per anno) che degli indennizzi elargiti (mediamente il 33,07% per anno).

Efficacia per il comparto allevamento.
Sono stati consegnati  136 recinti amovibili, di cui 114 messi in funzione ed operanti costantemente, a 128 aziende o soggetti operanti nel campo dell’allevamento, di cui 45 interessate da danni. È stata pertanto considerata, al fine di evidenziare l’efficacia dei recinti, la media annua dei danni prima e dopo l’entrata in funzione dei recinti rilevando un’efficacia molto alta, con una riduzione, tra i due periodi, dell’82,64% delle richieste di indennizzo liquidate, ed una significativa differenza tra i due periodi.

Efficacia comparto agricoltura.
Sono state considerate 24 aziende o persone fisiche che hanno avanzato richieste di indennizzo, poi liquidate, alle quali sono stati consegnati dei recinti. L’analisi dei dati evidenzia un’efficacia molto alta, considerando la media annua dei danni per azienda prima e dopo l’utilizzo dei recinti, con una riduzione del 81,25% degli indennizzi.

22.5.14

Elezioni & Ambiente: le scelte dei candidati a Sindaco di Teramo

Questa mattina, in una conferenza stampa tenutasi presso la sede di Teramo, il WWF locale ha illustrato l’analisi condotta sulle scelte ambientali contenute nei programmi elettorali dei candidati alla carica di sindaco per il Comune di Teramo.
Nelle scorse settimane il WWF Teramo ha richiesto alle segreterie di tutti i candidati i programmi elettorali.
Hanno aderito alla richiesta Fabio Berardini, Maurizio Brucchi, Graziella Cordone, Manola Di Pasquale, Giorgio Giannella e Gianluca Pomante.
Si è rifiutato di consegnare il programma il candidato Berardo Rabuffo.
L’analisi condotta dal WWF ha riguardato 8 tematiche attinenti alla tutela ambientale: mobilità; gestione dei rifiuti; gestione del verde; inquinamento di acqua, aria e suolo; energia; randagismo ed animali da affezione; partecipazione ed educazione ambientale; sostenibilità ed urbanistica.

Mobilità.
La volontà di ridurre il traffico cittadino emerge da quasi tutti i programmi, anche se un richiamo diretto alla pedonalizzazione integrale del centro storico si trova solo nel programma del candidato Berardini.
Molti candidati propongono ulteriori parcheggi e posti auto a tempo: misure che però incentivano l’uso della macchina e non riducono l’inquinamento.
Più o meno tutti i candidati sono intenzionati a promuovere bike-sharing, car-sharing e car-pooling.
Vari candidati propongono di incrementare il servizio di trasporto pubblico.
Il candidato Pomante propone la deviazione dei TIR dalla città al Lotto Zero, affiancandovi la proposta di creare un servizio di consegne merci in centro storico con mezzi elettrici con hub di scambio presso Piazza San Francesco. L’idea di hub per lo scambio delle merci si ritrova anche nel programma della candidata Di Pasquale.
Poco condivisibile appare l’ipotesi di creare una teleferica dal centro verso l’Università a Coste Sant’Agostino del candidato Brucchi: per evitare il traffico privato e facilitare l’accesso alla sede universitaria sarebbe sufficiente creare un efficiente servizio di bus-navetta.
Praticamente tutti i candidati propongono lo sviluppo di piste ciclabili e la candidata Di Pasquale propone anche l’istituzione di aree a 30 km/h: tutte queste proposte però rimangono alquanto generiche e non vengono individuate i siti su cui effettivamente si intende agire.

Gestione dei rifiuti.
Tutti i candidati sostengono la necessità della raccolta differenziata.
Va detto che a Teramo la raccolta differenziata ha ottenuto risultati importanti: va quindi consolidato il servizio fino ad oggi svolto.
Attenzione su azioni tese alla riduzione dei rifiuti, come ad esempio la diffusione di casette per la distribuzione dell’acqua, viene posta dai candidati Giannella, Pomante e Berardini. La candidata Di Pasquale propone la riduzione della tariffa sui rifiuti per coloro che recuperano la frazione organica attraverso compostiere. Il candidato Berardini accenna nel suo programma allo sviluppo degli acquisti verdi (Green Public Procurement).
Non vengono fornite indicazioni in merito all’eventuale realizzazione di una nuova discarica o di un inceneritore. Al contrario si propongono centri di recupero, selezione e trasformazione da parte del candidato Berardini o il progetto “Vedelago” per lo smaltimento del 100% dei rifiuti indifferenziati del candidato Brucchi.

Gestione del verde.
Tutti i candidati promuovono una migliore gestione degli spazi verdi, ad iniziare dai parchi fluviali che, in gran parte, si caratterizzano per situazioni di forte degrado.
Non appare molto condivisibile la proposta della candidata Cordone di trasformare i parchi fluviali in un grande giardino–orto botanico: pur essendo all’interno della città queste aree dovrebbero conservare un certo grado di naturalità anche per l’importante funzione di corridoio ecologico che svolgono tutti gli ecosistemi fluviali.
Diversi candidati propongono la creazione di orti urbani da affidare a privati cittadini o associazioni.
Da notare però che le aree verdi sono viste esclusivamente come aree per lo svago. Manca un richiamo concreto ad una gestione del verde pubblico in quanto manifestazione della biodiversità che può e deve caratterizzare anche le aree urbane. Censimento delle piante, maggiore attenzione alle potature ed ai tagli, rinuncia all’uso di diserbanti, utilizzo di piante autoctone: sono tutte iniziative di cui le poche aree naturali di Teramo avrebbero molto bisogno.
Per i parchi fluviali il candidato Brucchi insiste, nonostante le critiche ricevute ed il mancato successo dell’iniziativa, sul bando dell’amministrazione uscente per l’affidamento a lotti della gestione ai privati. Se ne promette, però, una revisione.
Ripresa dal candidato Berardini la legge “Un albero per ogni neonato”.

Tutela acqua, aria e suolo.
Questo tema per la verità è trattato in maniera molto generica in tutti i programmi.
Il candidato Brucchi e la candidata Di Pasquale propongono il controllo costante della qualità dell’aria che peraltro dovrebbe essere il minimo da fare.
Scarsa attenzione dedicata anche alla qualità dei due corsi d’acqua che caratterizzano la città di Teramo, nonostante proprio dalla nostra città la qualità delle acque del Tordino e del suo affluente Vezzola subisca un declassamento. Un rapido accenno è contenuto nel programma del candidato Berardini, mentre la candidata Di Pasquale parla genericamente di interventi sul sistema fognario per migliorare la qualità delle acque.
Nessuna proposta concreta per una ricontrattualizzazione con i vari soggetti che utilizzano le acque di questi corsi d’acqua per garantire un maggior deflusso. Nessuna presa di posizione sui tagli indiscriminati che periodicamente caratterizzano la vegetazione spondale (tagli del tutto inutili nel medio periodo e capaci di compromettere la capacità autodepurativa dei fiumi).
Appena un accenno alla bonifica di micro e macro discariche nel programma del candidato Berardini.

Energia.
Processi di efficientamento energetico degli edifici sono proposti praticamente da tutti i candidati: dalle termovalvole all’illuminazione pubblica a LED.
Il programma della candidata Cordone sul punto risulta essere molto dettagliato, richiamando anche la necessità di rispettare gli obiettivi energetici 2020.
Quasi tutti i candidati propongono poi di incentivare l’autosufficienza energetica degli edifici con pannelli solari.
La candidata Di Pasquale propone invece di destinare l’area della discarica La Torre all’installazione di macro-impianti per la produzione energetica da fonti rinnovabili.

Randagismo e animali da affezione.
Da parte di vari candidati, con l’esclusione del candidato Berardini che trascura l’argomento, vi sono proposte per l’istituzione di uffici specifici, regolamenti o garanti per i diritti degli animali.
La candidata Cordone esprime una critica puntuale sulla gestione della struttura di Carapollo (più volte segnalata in passato) e vari candidati propongono di aumentare canili e gattili, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.
Non vengono però avanzate proposte su come combattere le cause del randagismo di cani e gatti.

Partecipazione ed educazione ambientale.
Tutti i candidati si propongono di attivare la partecipazione dei candidati attraverso vari strumenti.
Il candidato Giannella propone l’assessorato ai Beni comuni; il candidato Berardini propone il referendum senza obbligo di quorum e di destinare il 5% delle risorse del Comune a progetti scelti dai cittadini (Bilancio partecipativo); la candidata Cordone individua nel civic crowdfunding un modello di finanziamento e al tempo stesso di partecipazione dei cittadini.
Il candidato Brucchi rivendica l’attuazione da parte dell’Amministrazione del piano strategico “Teramo 2020” quale strumento di ascolto e partecipazione.
Sul punto è bene che la prossima Amministrazione adotti regole certe affinché la partecipazione non si risolva, come sempre è accaduto in passato, a semplici “comunicazioni” fatte a scelte ormai avvenute.
Sicuramente meno trattato il tema dell’educazione ambientale.
Il candidato Berardini propone corsi per studenti sulla sostenibilità ambientale in collaborazione con le associazioni ambientaliste.

Sostenibilità ed urbanistica
La rimozione dell’amianto e l’adeguamento di tutte le scuole alla normativa sismica ed antincendio vengono proposti da vari candidati.
Interessante la proposta della candidata Di Pasquale di riqualificare il mercato coperto come emporio per la vendita di prodotti a km zero; simile proposta per la candidata Cordone che però individua come sito vocato l’ex-Oviesse.
Molto opportunamente il candidato Giannella propone il rispetto dell’esito referendario sull’acqua pubblica (ad iniziare dall’abolizione della remunerazione del capitale investito). Sul punto non vi è attenzione da parte degli altri candidati.
Non appare invece condivisibile la proposta del candidato Pomante di “imbottigliare” l’acqua del Gran Sasso, stante anche l’alto impatto ambientale del consumo di acqua in bottiglia (proposta che peraltro appare in contrasto con l’altra dello stesso candidato di diffondere casette per la distribuzione dell’acqua).
La candidata Di Pasquale punta l’attenzione poi sul collegamento di Teramo con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, proponendo lo sviluppo di sentieri bianchi per l’escursionismo.
Per quanto riguarda le scelte urbanistiche, la candidata Di Pasquale propone come criterio guida il principio “Consumo Zero del territorio”, senza però fornire altre indicazioni. Un po’ più puntuale la proposta del candidato Berardini che propone l’adesione al protocollo “Cemento Zero” con il blocco di nuove aree di espansione edilizia.
Nel concreto però non si legge nulla nei programmi in merito a quanto stabilisce l’attuale PRG e ad eventuali interventi per ridurre le sue previsioni insediative.
Da verificare nel concreto la proposta, sempre del candidato Berardini, di modificare il PRG per trasformare il quartiere Colleparco in un quartiere universitario con ulteriori costruzioni.
Diversi candidati propongono che il vecchio stadio comunale venga riqualificato mantenendo la sua vocazione sportiva (candidati Berardini, Cordone), mentre il candidato Brucchi porta avanti la proposta dell’Amministrazione comunale uscente di creare un’area di negozi/botteghe artigianali ed un parco.
La proposta del candidato Brucchi di arretrare la stazione ferroviaria appare poco condivisibile se ci si pone l’obiettivo di incrementare l’uso del treno e andrebbe poi meglio specificata la proposta tram-treno che consentirebbe raggiungere il centro storico.

“L’analisi dei programmi dei candidati alla carica di sindaco”, dichiara Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo, “ha evidenziato alcune buone intenzioni e diversi spunti interessanti. È certo che se si potessero mettere a sistema le buone idee enunciate, la città di Teramo si caratterizzerebbe nei prossimi 5 anni per una migliore qualità della vita. Purtroppo però ci troviamo di fronte quasi sempre a generiche dichiarazioni di principio, difficilmente riscontrabili poi nel concreto. Andrebbe forse fatto uno sforzo maggiore da parte dei candidati per individuare un numero minore di punti programmatici, ma sviluppati in maniera più approfondita così da renderli anche verificabili nel tempo”.
Il WWF auspica che i teramani scelgano degli amministratori attenti alla tutela ambientale e che il prossimo sindaco sappia mettere al primo posto l’interesse della collettività.

Una breve riflessione per Chiodi e D'Alfonso

Caro Gianni Chiodi e caro Luciano D’Alfonso, candidati come Presidente della Regione Abruzzo, vi avevamo chiesto di incontrarci, ma non vi è stato possibile.
Vi abbiamo inviato i punti minimi da sottoscrivere, per un cambio di rotta reale, e siamo a fine campagna elettorale, e ancora niente.
Eppure vi riempite la bocca in questi giorni sui temi ambientali e sul ruolo strategico di questi, come occasione di rinascita.
La candidata Marcozzi e il candidato Acerbo, non solo ci hanno incontrato, ma hanno anche inserito nei loro programmi molte delle nostre proposte.
La latitanza di alcuni, rappresenta una risposta inequivocabile, sia sulle questioni ambientali, sia sull’ascolto, condizione primaria di democrazia.
 
Le Associazioni di EmergenzAmbienteAbruzzo

Parchi a rischio paralisi: la situazione peggiore al Parco Gran Sasso-Laga

“Davvero un pessimo modo per festeggiare il 24 maggio, Giornata europea dei Parchi”, dichiara Dante Caserta, Presidente del WWF Italia. “I nostri Parchi nazionali, attraverso i quali si tutelano specie ed habitat naturali unici al mondo e dove si sperimenta concretamente la vera Green Economy di cui tanto si parla, sono a rischio paralisi. Da un lato sono quasi tutti privi dei propri consigli direttivi, in alcuni casi attesi da anni; dall’altro stanno subendo tagli così pesanti nei finanziamenti da parte dello Stato da mettere realmente in pericolo la possibilità di fare interventi concreti a tutela della natura”.
Mentre si attendono notizie sugli organi di gestione dei parchi si ha notizia dall’inizio del 2014 di almeno tre tagli ai finanziamenti previsti dallo Stato sia per le aree naturali protette a terra che per quelle a mare.
Il capitolo di bilancio “Gestione/interventi Parchi nazionali” ha registrato un taglio di circa 865.000 euro, passando dagli originari 5.800.000 euro circa di inizio anno agli attuali 4.960.000 circa (un taglio del 15%). Ancora peggio il capitolo di bilancio “Gestione/interventi Aree Marine Protette” che ha registrato un taglio di oltre 1.200.000 euro, passando da poco più di 5.000.000 di inizio anno agli attuali 3.790.000 euro circa (taglio di circa il 24%).
Dopo qualche recente tentativo da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di garantire finanziamenti adeguati al sistema nazionale delle aree naturali, da quest’anno si deve così registrare la ripresa dei tagli lineari che finiscono per rendere ancora più problematica la gestione dei parchi nazionali e la loro reale capacità di intervento sul territorio.
Riguardo alla governance su 23 parchi nazionali esistenti in Italia, attualmente solo 3 (Dolomiti Bellunesi, Gran Paradiso e Sila) hanno un Presidente ed un consiglio direttivo operativo.
Negli altri 20 parchi è stato nominato solo il Presidente, a volte dopo commissariamenti duranti anni, ma non il consiglio direttivo, determinando così una gestione anomala, peggiore persino del commissariamento degli Enti. I Presidenti nominati senza il consiglio direttivo saranno presto costretti ad una gestione provvisoria che nei fatti determinerà la paralisi dell’ordinaria gestione degli Enti Parco. Tale situazione, oltre a rappresentare un vero e proprio deficit di democrazia e partecipazione (nei consigli direttivi dei parchi siedono, a titolo gratuito, rappresentanti degli Enti locali, dei Ministeri competenti, del mondo scientifico ed ambientalista), indebolisce di molto l’azione dei Parchi che non possono operare nel pieno delle loro funzioni.
Il ritardo nelle nomine dei consigli direttivi, di competenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in alcuni casi è realmente imbarazzante: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e quello della Majella sono senza consiglio dal 2007, il Parco del Gargano e quello dell’Asinara dal 2008. e così via (vedi tabella).
Il WWF ricorda che la riforma legislativa entrata in vigore ad aprile 2013 (DPR n. 73/2013) ha riformato i consigli direttivi dei parchi, riducendone il numero dei componenti da 12 ad 8.
A seguito di questa semplificazione ci si sarebbe aspettata una rapida ricomposizione dei consigli con un ritorno alla normalità, ma purtroppo questo non è avvenuto. Su richiesta del Ministero le Associazioni ambientaliste hanno provveduto alle designazioni di loro competenza già dal novembre 2013 e nel frattempo molte Comunità del Parco hanno trasmesso al Ministero i loro 4 rappresentanti nei rispettivi consigli direttivi. L’imbarazzo nasce dall’assenza delle nomine di diretta competenza dei due Ministeri interessati, Ambiente ed Agricoltura, nonché dell’ISPRA.
“La situazione è veramente difficile”, continua Caserta. “Per quanto riguarda le nomine rivolgiamo un appello al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, affinché recuperi i ritardi che sono stati accumulati nel passato e proceda rapidamente. Per quanto attiene invece ai tagli, l’appello è rivolto a tutto il Governo. Sappiamo bene che in questo periodo di crisi tutti gli Enti, compresi i parchi, devono fare la loro parte nella riduzione delle spese, ma il settore ambientale appare il più penalizzato. E come sempre si tratta di scelte. Con quanto l’Italia spenderà per un solo cacciabombardiere F35 si potrebbero assicurare finanziamenti alle aree naturali protette di questo Paese per molti anni. Di cosa ha più bisogno l’Italia? Di un ennesimo aereo da guerra o di un funzionale sistema di parchi, capace di tutelare aree naturali di enorme pregio che ogni anno attirano milioni di visitatori e turisti dall’Italia e dall’estero?”.

Parchi con Presidenti in carica, ma privi di Consigli direttivi
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: privo del Consiglio direttivo dall’11 luglio 2012
Parco Nazionale dell’Alta Murgia: privo del Consiglio Direttivo dal 26 settembre 2010
Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Val d’Agri e Lagonegrese: consiglio direttivo mai nominato
Parco Nazionale dell’Appennino Tosco - Emiliano: privo del Consiglio direttivo dal 30 maggio 2012
Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena: privo del Consiglio direttivo dal 27 dicembre 2012
Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano: privo del Consiglio direttivo dal 1° marzo 2012
Parco Nazionale dell’Asinara: privo del Consiglio direttivo dal 17 dicembre 2008
Parco Nazionale Aspromonte: privo del Consiglio direttivo dal 23 settembre 2012
Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: privo del Consiglio direttivo dal 31 dicembre 2013
Parco Nazionale delle Cinque Terre: privo del Consiglio direttivo dal 19 aprile 2010
Parco Nazionale del Circeo: privo del Consiglio direttivo dal 7 agosto 2012
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: privo del Consiglio direttivo dal 31 dicembre 2013
Parco Nazionale del Gargano: privo del Consiglio direttivo dal 27 giugno 2008
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: privo del Consiglio direttivo dal 22 gennaio 2007
Parco Nazionale della Majella: privo del Consiglio direttivo dal 20 settembre 2007
Parco Nazionale dei Monti Sibillini: privo del Consiglio direttivo dal 27 dicembre 2012
Parco Nazionale del Pollino: privo del Consiglio direttivo dal 31 dicembre 2013
Parco Nazionale dello Stelvio: privo del Consiglio direttivo dal 26 dicembre 2010
Parco Nazionale della Val Grande: Consiglio direttivo in parte nominato nel 2012, ma non insediato
Parco Nazionale del Vesuvio: privo del Consiglio direttivo dal 31 dicembre 2013
 
Parchi con Presidenti e Consigli Direttivi in carica:
Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Parco Nazionale del Gran Paradiso
Parco Nazionale della Sila

15.5.14

Giornata Oasi WWF: gli appuntamenti in Abruzzo


La Giornata nazionale Oasi WWF, che si celebrerà domenica 18 maggio, quest'anno è dedicata all'Oasi del Pianeta: l'Amazzonia. La tradizionale festa del WWF Italia corre in soccorso di quest'area che vede ogni anno distrutto 1 milione e 600 mila ettari di foresta, pari a circa metà della superficie dell'Italia: negli ultimi 50 anni è sparito quasi un quinto di foresta Amazzonica. Animali, alberi e risorse naturali scompaiono in pochi minuti con gravi ripercussioni sulle popolazioni locali e su tutto il pianeta. L'Amazzonia  è infatti anche uno dei più importanti tasselli del complesso sistema climatico globale: la sua foresta lussureggiante e ricchissima di acqua regola l'umidità del pianeta, è un ammortizzatore naturale delle escursioni termiche, è capace di immagazzinare enormi quantità di anidride carbonica , come pochi altri sistemi della nostra Terra.
Il WWF sta lavorando per ottenere una Deforestazione Zero nelle aree ancora intatte e rafforzare un grande progetto nel cuore dell'Amazzonia, il Triangolo Verde, in grado di arrestare il taglio illegale e sostenere le popolazioni indigene favorendo lo sviluppo sostenibile.
È facilissimo aiutare il WWF a salvare l'Oasi della Terra. È sufficiente un SMS o una chiamata, da cellulare o da fisso, al numero 45505, dal 1 al 18 maggio: pochi euro possono fare la differenza.
Il 18 maggio anche l'Abruzzo sarà in festa. Le Oasi WWF Lago di Serranella, Gole del Sagittario, Lago di Penne e Calanchi di Atri, assieme a un centinaio di altre Oasi sparse in tutta la penisola, coloreranno la prossima domenica con iniziative ed attività… e ce n'è per tutti i gusti: spettacoli di burattini, yoga in montagna, laboratori di ceramica e tessitura, escursioni ed un grande gioco dell'oca! Come sempre la giornata Oasi WWF ha l'obiettivo di avvicinare le persone alla conservazione della natura, con un approccio personale ed esclusivo che rende ognuno protagonista nel rapporto con l'ambiente; quest'anno, in più, c'è la possibilità di contribuire, tutti insieme, a salvare dalla deforestazione l'Oasi del Mondo, la grande foresta Amazzonica! In Abruzzo la gestione della natura è declinata con i colori e le attività delle nostre Oasi, tutte nell'occasione visitabili gratuitamente per l'intera giornata.
Il gioco dell'Oca sarà evento principale della festa nell'Oasi WWF Calanchi di Atri (TE), scelta quest'anno per l'evento centrale e che farà da richiamo regionale a tutte le altre iniziative. Assieme al gioco dell'Oca "Lo sai perché …", in programma nel pomeriggio, tante informazioni sul mondo vegetale ed animale animeranno l'Oasi e i suoi scenari. Sarà possibile fare escursioni sui calanchi e partecipare ad un particolarissimo laboratorio didattico sulla natura: l'interpretazione dei più grandi pittori della storia, vista dagli occhi dei bambini. "La natura a colori" - questo il titolo dell'iniziativa - ideata non a caso in uno dei gioielli d'Abruzzo, Atri, dove arte e natura viaggiano a braccetto. Nell'Oasi WWF Lago di Serranella i visitatori potranno assistere invece a "La leggenda dell'isola d'oro", un curioso e attraente spettacolo di burattini, a cura dell'Associazione Burattino Malandrino. L'Oasi si prepara a coinvolgere grandi e piccini anche con laboratori creativi, visite guidate e apertura del centro visite, fino al pomeriggio. Per gli amanti della fotografia naturalistica l'appuntamento è con l'Associazione Studium Naturae e con la Societas Herpetologica Italica, in un incontro che sarà di approccio alla particolare arte di osservare e "catturare" la natura con rispetto e attenzione.
All'Oasi WWF Lago di Penne apertura del centro visite con accoglienza del pubblico. Per tutta la giornata, a richiesta, si organizzeranno visite guidate al sentiero natura recentemente ristrutturato ed alle aree di osservazione della flora e della fauna della Riserva. Gli educatori dell'Oasi saranno a disposizione del pubblico, presso i laboratori di tessitura e/o di ceramica, per tutti coloro  che desiderano provare questa esperienza.
Tutti gli amanti della montagna, potranno vivere una giornata di relax e bellezza alle Gole del Sagittario. Presso l'Oasi di Anversa degli Abruzzi, le guide dell'Associazione Abruzzo Mountains Wild saranno a disposizione per far vivere un'esperienza straordinaria: lo yoga in montagna, con l'uso di tecniche di meditazione da provare durante il percorso. E le sorprese non finiscono qui: si potrà andare alla scoperta del fiume Sagittario, con gli esperti della Cooperativa Sociale Daphne; le piante del Giardino Botanico, invece, potranno essere analizzare e riconosciute con l'aiuto di un'esperta erborista che illustrerà la metodologia per l'identificazione delle erbe medicinali dell'Oasi, con l'ausilio di un'apposita scheda. Il Centro Visite resterà aperto per tutta la giornata.
"Ogni Oasi WWF – dichiara il presidente del WWF Abruzzo Luciano Di Tizio - è un angolo di natura strappato al degrado, all'incuria ed alla cementificazione, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto per continuare il lavoro della conservazione! Invia un SMS al 45505".
Con soli 2 euro per ogni SMS inviato da cellulare personale TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Noverca; 2 euro per ogni chiamata fatta da rete fissa TeleTu e TWT; 2 o 5 euro per ogni chiamata da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb darete un contributo fondamentale per sostenere il grande progetto del WWF nel Triangolo Verde dell'Amazzonia, tra Colombia, Ecuador e Perù e fermare la distruzione della foresta. L'Oasi della Terra potrà così continuare a svolgere il suo ruolo fondamentale per il pianeta, per il nostro futuro e quello di chi vive nella grande foresta tropicale.
Senza uno stop-deforestazione, entro 25 anni per l'Amazzonia sarà il punto di non ritorno. Per abbattere un albero cresciuto in 800 anni bastano 30 minuti, a tutti noi bastano 5 secondi per aiutarci a fermare tutto questo. Se l'Amazzonia respira, respiri anche tu: http://www.wwf.it/amazzonia/

14.5.14

Domenica 18 maggio: tutti ad Atri per la giornata delle Oasi WWF

Tutta discesa: le immagini della presentazione a Teramo

 

 
Ecco le immagini della presentazione del libro "Tutta discesa" con l'Autrice Marina Girardi nella sala convegni dell'Associazione Teramo Nostra.
Una gran bella serata con musica, disegni e racconti.

13.5.14

Preparatevi! Torna la Biciclettata Adriatica


Lunedì 2 giugno, torna la Biciclettata Adriatica. Tutta la costa abruzzese (e non solo) percorsa da una carovana di bici per chiedere un corridoio verde ed una mobilità sostenibile.