14 ottobre

11.8.13

Il Fiume Vomano ancora sotto attacco

Il Fiume Vomano nel territorio di Roseto verrà in larga parte intubato per realizzare una centrale idroelettrica proposta dalla società Energy Seekers.
Si potrà captare dal fiume fino a 22.000 litri al secondo da un corso d’acqua che è già ridotto ad una fogna con gravissimi problemi ambientali. L'acqua, invece che scorrere nell'alveo, per 1,78 km sarà trasportata in un tubo/canale verso la centrale, da cui verrà restituita al fiume. In alcuni periodi, considerando anche altre piccole captazioni a monte, rimarrà nel fiume solo il 7,6% della portata!
Il Vomano, a causa della pressione antropica che ne ha già sconvolto portata e qualità delle acque, non rispetta gli obiettivi di qualità fissati dalla Direttiva 2000/60 “Acque” dell'Unione Europea. Proprio il tratto di fiume coinvolto è classificato dall'Arta nelle categorie Scadente o Sufficiente a seconda degli anni. Tutti i fiumi europei entro il 2008 dovevano raggiungere lo stato sufficiente ed entro il 2015 lo stato “buono”.
Il Comitato VIA della Regione si è spaccato sul progetto, visto che l'ARTA, assieme ad un altro membro nominato dal Consiglio Regionale, ha votato negativamente facendo mettere a verbale le motivazioni tecniche alla base del dissenso.
È noto che la sottrazione di una quantità spropositata di acqua ha un effetto dirompente sulla qualità del fiume e sulla sua capacità di autodepurarsi. Il tutto in un corso d'acqua già disastrato, con effetti anche sulla qualità delle acque costiere visto che in foce non si rispettano i parametri per la balneabilità.
Nel rilasciare il parere di non assoggettabilità a VIA (quindi l'opera non farà la Valutazione di Impatto Ambientale completa!), il Comitato si limita incredibilmente ad inserire una frase auto-assolutoria: “l'opera non dovrà precludere il raggiungimento degli obiettivi di qualità comunitari”.
Ma non è proprio il comitato VIA a dover valutare gli effetti dell'opera?
Per Luciano Di Tizio, Presidente del WWF Abruzzo, “la Regione, da un lato, ha chiesto una deroga all'Unione Europea sulla qualità delle acque del Vomano rispetto agli obiettivi di qualità, dall'altro, continua ad aumentare la pressione antropica sullo stesso fiume. Per questo la decisione del Comitato CCR-VIA lascia esterrefatti, anche perché rende velleitari i proclami lanciati solo qualche settimana fa dall'Assessore Di Dalmazio che auspicava il risanamento dei fiumi per tutelare le imprese turistiche della costa. Evidentemente in Regione esistono forze più rilevanti del volere dell'assessore e dei bisogni, non solo dell'ambiente, ma anche di intere categorie produttive come quelle degli albergatori e dei balneatori. La cosa sconvolgente è che il comitato CCR-VIA ha approvato il progetto facendo fermare la procedura al solo screening senza far assoggettare l'opera alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale completa, necessaria, in base al Testo Unico sull'Ambiente, per i progetti che possono avere un impatto. Ebbene, il Comitato VIA ritiene che intubare gran parte di uno dei fiumi più importanti della regione non ha neanche un potenziale effetto sulla qualità ambientale! Evidentemente l'ARTA, che già nel 2010 individuava ufficialmente nelle captazioni una delle cause principali dello stato disastroso dei nostri fiumi, ha sognato. Considerato il modo di procedere di questo comitato CCR-VIA è indifferibile un profondo cambiamento nella sua costituzione e nelle modalità di esame dei progetti, anche perché si rischia l'apertura della procedura d'infrazione comunitaria per l'evidente incongruenza con le politiche europee in materia di acque”.