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29.9.12

RiutilizziAMO l'Italia

 “RiutilizziAMO l’Italia” è l'appello lanciato dal WWF in tutta Italia per chiedere ai cittadini di indicare siti inutilizzati o in stato di degrado.
L’obiettivo del WWF è innescare un movimento culturale e sociale in grado di avviare, regione per regione, il più grande progetto di recupero e riqualificazione del territorio italiano. Un movimento partecipato grazie al quale le comunità locali possono riappropriarsi del proprio territorio, ricostruire lo spazio in cui vivono con iniziative spontanee e dal basso.
La Campagna “RiutilizziAMO l’Italia” vuole raccogliere e valorizzare nuove idee che servano a reinventare il territorio del Paese ed invertire la tendenza di enorme consumo di suolo fotografata nel dossier WWF e FAI “Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare” e che recentemente è stato anche all’attenzione del Governo nazionale: un consumo nei prossimi 20 anni di oltre 75 ettari al giorno, in una situazione di saturazione della Penisola che già oggi vede un’urbanizzazione pro capite pari a 230 mq ed evidenzia come in Italia non si può tracciare un diametro di 10 km senza intercettare un nucleo urbano.
L’iniziativa può contare sulla mobilitazione di esperti locali e docenti che al momento coinvolge già 11 Atenei italiani (Università di Camerino, Firenze, L’Aquila, Messina, Napoli, Reggio Calabria, Roma Tre, Venezia e Politecnici i Milano, Torino e Bari).
Partecipare è semplice: basta compilare, entro il 31 ottobre, l’apposita scheda di censimento on line sul sito www.wwf.it/riutilizziamolitalia, immaginando allo stesso tempo una proposta creativa per riconvertire l’area individuata, creando così nuove destinazioni sostenibili per un riuso ambientale e sociale.
Il WWF sul sito fornisce indicazioni utili per le segnalazioni ed invita cittadini ed esperti a concentrarsi sulle seguenti tipologie di aree: recupero di aree industriali dismesse o parzialmente utilizzate, recupero di aree intercluse o marginali all’urbanizzazione, recupero di aree degradate da bonificare e riqualificare, aree demaniali militari, sedimi ferroviari e loro pertinenze, capannoni abbandonati (i capannoni in Italia hanno un volume complessivo di 7 milioni di metri cubi), edilizia rurale in abbandono, edifici non utilizzati.
“Anche nella nostra provincia” dichiara Pino Furia, presidente del WWF Teramo, “esistono decine e decine di aree dismesse ed abbandonate che potrebbero essere riutilizzate per migliorare la nostra vivibilità. Invece di continuare ad occupare nuovi spazi e consumare nuovo territorio, si potrebbe riutilizzare il patrimonio esistente ed interi siti dismessi. Questa enorme quantità di edificato, inutilizzato o sottoutilizzato, attualmente pesa negativamente sulle potenzialità della nostra comunità nazionale, ma potrebbe rappresentare invece una risorsa, se venisse avviato un grande progetto di recupero e riqualificazione. Del resto, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando è necessario impiegare al meglio tutte le risorse disponibili, per mantenere e creare posti di lavoro, avviando attività utili per il Paese”.

Caccia ridotta fino al 10 ottobre (anche grazie alla Federcaccia!)

Il 26 settembre, il TAR di L'Aquila ha rinviato la decisione al 10 ottobre sulla richiesta di sospensiva del calendario venatorio 2012/13, avanzata dal WWF e dagli Animalisti Italiani.
Il rinvio si è determinato in conseguenza della costituzione in giudizio il 25 settembre da parte di Federcaccia e FACE Italia e non da richieste delle associazioni ambientaliste.
Pertanto resta valido, almeno fino al 10 ottobre, il Decreto Urgente del TAR di L'Aquila emesso l'8 settembre da cui derivano i seguenti divieti:
- è vietata la caccia a Quaglia, Tortora, Allodola, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella;
- è vietata la caccia a tutte le specie (quindi l'attività venatoria è vietata completamente) nell'area del Piano di Azione di Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM);
- è vietata la caccia a tutte le specie (quindi l'attività venatoria è vietata completamente) nelle decine di SIC e ZPS della Regione.
Per Quaglia e Tortora il calendario, nella parte sospesa, prevedeva l'apertura il 16 settembre.
Per Allodola, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella il calendario prevedeva l'apertura della caccia il 30 settembre.
Con il rinvio almeno fino al 10 ottobre queste specie non potranno essere cacciate. Quindi la caccia potrà esserci solo per le altre – poche – specie rimanenti (come gazza, merlo ecc.).
In ogni caso resta chiusa la caccia nell'area PATOM dell'Orso e in tutti i siti SIC e ZPS della Regione.
Il WWF invita l'assessore Febbo a divulgare comunicati chiari circa le restrizioni all'attività venatoria derivanti dal Decreto del TAR anche perché i cacciatori rischiano pesanti provvedimenti da parte degli organi di vigilanza, comprese le Guardie Venatorie del WWF.
In ogni caso l'Associazione ha già inviato una nota di chiarimento al Corpo Forestale dello Stato, alle province, agli Ambiti Territoriali di Caccia e alle stesse associazioni venatorie.

23.9.12

Per la tutela dei grandi alberi abruzzesi


Le Associazioni ambientaliste CO.N.AL.PA (Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio), WWF, FAI ed Italia Nostra si erano recentemente rivolte alla Regione Abruzzo, alla Soprintendenza per i beni Paesaggistici ed al Corpo Forestale per richiedere con urgenza la tutela dei grandi alberi.
Sulla base della normativa in vigore, le Associazioni hanno chiesto l’istituzione di Monumenti Naturali Regionali di alberi monumentali (art. 25 legge regionale 38/1996 “Legge quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l’Appennino Parco d’Europa”) e la loro dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art. 136 e seguenti del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (D. Lgs 42/2004).
L’Abruzzo, infatti, è una regione che vanta alberi monumentali di incredibile bellezza, custodi di memorie e tradizioni che, purtroppo, per mancanza di una specifica a legge di tutela rischiano di essere irrimediabilmente compromessi. Un esempio di albero monumentale che rischia di essere perduto per mancanza di tutela e valorizzazione è la grande quercia della frazione di Basanello a Barete (AQ) che è stata gravemente lesionata dal terremoto dell’Aquila del 2009: famoso con il nome di “Cacatora” questo albero ha circa 700 anni.
Per queste ragioni apprezziamo e lodiamo l’emanazione e la firma, da parte del Presidente della Regione, Gianni Chiodi, di un unico decreto che dichiara “Monumenti” ben 370 alberi, decreto di cui abbiamo avuto notizia pochi giorni dal sito regionale.
L’interesse sulla tutela dei grandi alberi, chiamati anche “Patriarchi della natura” ha una storia molto lunga e riguarda non solamente la nostra regione, ma l’intero territorio nazionale.
Esistono libri, studi, pubblicazioni, guide, censimenti e normative, a partire già dagli Anni 70, in quasi tutte le regioni e province italiane. Come non ricordare la pubblicazione di Franco Tassi “Le radici dei Patriarchi”, il libro “Alberi Monumentali d’Italia” di Bortolotti e Alessandrini e le prime iniziative del WWF con la “Campagna per i Grandi Alberi” per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e degli amministratori sui molteplici valori degli alberi monumentali e sulle forme di tutela attraverso mirate azioni politico-istituzionali? Altra importante iniziativa fu l’individuazione degli "alberi di notevole interesse", lanciata agli inizi degli Anni 80, dal Corpo Forestale dello Stato che ha raccolto così numerosi dati.
A seguito di queste iniziative quasi tutte le Regioni hanno legiferato in materia, mentre l’Abruzzo non lo ha ancora fatto. Il prossimo passo, e le Associazioni lo chiedono ufficialmente, deve essere l’emanazione di una specifica legge regionale per la quale CO.N.AL.PA, WWF, FAI e Italia Nostra sono pronte sin d’ora a offrire la propria collaborazione.

10.9.12

4 anni di sconfitte per il populismo venatorio abruzzese

Il TAR di L'Aquila ha sospeso sabato scorso, con un provvedimento urgente “inaudita altera parte”, buona parte del calendario venatorio della Regione Abruzzo.
Quest’anno, quindi, l'avvio della stagione venatoria il 16 settembre potrà avvenire in maniera del tutto limitata, in attesa della Camera di Consiglio del TAR fissata per il 26 settembre.
Da tempo le Associazioni, in ogni modo possibile (nelle consulte venatorie, con lettere, documenti tecnici ecc.), avvisano i funzionari dell'Assessorato all'Agricoltura della gravissime ripercussioni delle loro proposte che poi vengono addirittura peggiorate nel passaggio in Giunta Regionale. Le Associazioni ambientaliste avanzano richieste di puro buon senso, basate sulle norme comunitarie che però non vengono prese in considerazione. Per questo le Associazioni sono costrette a rivolgersi al TAR o agli altri organi della magistratura.
Il futuro dell'Orso bruno marsicano, simbolo dell’Abruzzo, per la Regione conta meno degli interessi di frange estremiste dei cacciatori: per WWF e Animalisti Italiani è questo l'aspetto più grave che emerge dalle scelte della Regione Abruzzo in tema di caccia. Un vero e proprio “populismo venatorio” che non tiene conto dello stato di conservazione di nibbi reali, di grifoni e di specie in declino acquatiche e terrestri, né dei pareri negativi dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell'Ambiente (ISPRA). Le scelte della Regione continuano ad illudere gli stessi cacciatori, inducendoli a pensare che si può andare avanti come sempre senza tener conto degli obblighi comunitari, delle aumentate informazioni scientifiche e delle stesse necessità biologiche ed ecologiche delle diverse specie.
Questa situazione è, però, oggetto di pesanti censure dal TAR e addirittura dalla Corte Costituzionale. Infatti, rispetto agli ultimi calendari venatori abruzzesi, vi sono state le seguenti pronunce:
• Calendario 2009-2010: due censure del TAR su due ricorsi distinti di WWF e Animalisti Italiani;
• Calendario 2010-2011: approvato con Legge Regionale (e non con delibera di giunta) e poi bocciato completamente dalla Corte Costituzionale con Sentenza 20/2012 (era stato il WWF a chiedere al governo Berlusconi di impugnare la Legge);
• Calendario 2011-2012: sospensiva del TAR su diversi punti e poi sentenza ancora più dura a maggio 2012;
• Calendario 2012-2013: decreto urgente del TAR Abruzzo che vieta almeno fino alla camera di consiglio del 26 settembre (la caccia apre il 16) la caccia in SIC/ZPS e nelle aree del PATOM, nonché alle specie in declino come Allodola, Quaglia, Tortora, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella.

Il corposo ricorso al TAR presentato quest'anno da WWF e Animalisti Italiani, grazie all'impegno di attivisti e dell'Avvocato Michele Pezone, verte sui moltissimi punti, tra cui:
a) ORSO BRUNO MARSICANO: lo scorso anno il Comitato VIA aveva deciso di vietare l'attività venatoria nelle aree importanti per l'Orso bruno indicate dal PATOM. Poi aveva cambiato clamorosamente parere riammettendo la caccia, ma il TAR ha censurato la retromarcia del comitato. Quest'anno la Regione Abruzzo, in maniera del tutto strumentale, si è dotata di uno studio – peraltro criticabile - esclusivamente per la Zona di Protezione Esterna (ZPE) del Parco d'Abruzzo e non per tutte le aree importanti per l'orso che sono molto più estese come dimostrano le cartografie del PATOM pubblicate sul sito del Ministero dell'Ambiente. La Regione ha diviso la ZPE in due zone a diversa, almeno sulla carta, intensità di caccia in base al grado di idoneità per l'orso. In tutte la altre aree importanti per l'orso (Simbruini, Genzana ecc.) invece di porre le stesse misure più restrittive o non ha prescritto nulla, oppure ha previsto solo forme di tutela più leggera. È evidente l'illogicità di questa scelta visto che le aree ad alta idoneità per l'Orso devono avere lo stesso livello di massima tutela, ovunque esse siano, vicine o lontane dal Parco d'Abruzzo. Inoltre le Associazioni ritengono che le stesse misure prese per le aree importanti per la ZPE siano largamente insufficienti, visto che l'anno scorso non si poteva sparare fino al primo novembre, mentre ora viene ammessa la caccia da subito.
b) MANCANZA DELLA VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE: la Regione quest'anno ha deciso improvvisamente di evitare il passaggio al Comitato V.I.A. della Regione per la Valutazione di Incidenza del calendario sui SIC e ZPS della Rete Natura2000. La caccia può evidentemente influenzare negativamente specie quali, ad esempio, l'Aquila reale (per esempio, entrando in concorrenza per le prede, come la Lepre) per le quali sono stati istituiti SIC e ZPS. Inoltre lo stesso PATOM, sottoscritto dalla Regione Abruzzo (che ne è capofila!) ed approvato con delibera dalla stessa Giunta Chiodi riconosceva la necessità di sottoporre a Valutazione di incidenza i calendari venatori. Pertanto la Giunta Regionale si è incredibilmente auto-censurata!
c) SPECIE IN DECLINO: il calendario venatorio permette la caccia a diverse specie in declino in Europa (Allodola, Quaglia, Tortora, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella). Per alcune di queste specie addirittura la Regione non ottempera alla sentenza del TAR dell'anno precedente (è il caso del Beccaccino). L'Abruzzo consente il prelievo di specie in difficoltà senza predisporre i Piani di Gestione per singola specie, richiesti dalla Unione Europea. Senza questi strumenti la Commissione Europea ritiene che la caccia a queste specie debba essere chiusa. I piani prevedono interventi di gestione dell'habitat ed eventuali forme di prelievo connesse alla reale consistenza numerica delle popolazioni. La Regione Abruzzo per alcune di queste specie addirittura consente un prelievo di centinaia di migliaia di esemplari (circa 400.000 quaglie e 800.000 allodole!)
d) MANCANZA DEL PIANO FAUNISTICO VENATORIO: la Regione Abruzzo almeno dal 2007 manca completamente del Piano faunistico venatorio regionale, strumento indispensabile per permettere l'attività venatoria.
d) USO DELLE MUNIZIONI DI PIOMBO: il Piombo crea potenzialmente gravissimi problemi (l'avvelenamento da piombo) a rapaci quale Nibbio reale e Grifone, che possono cacciare carcasse di animali uccisi da cacciatori in cui siano presenti residui delle munizioni. La sentenza del TAR di L'Aquila sul calendario dello scorso anno dava ragione alle Associazioni sulla necessità di vietare l'uso del piombo nelle aree con presenza di questi rapaci. Gli uffici della Regione avevano predisposto un calendario che ottemperava a tale richiesta, ma incredibilmente la Giunta Regionale, senza alcuna motivazione, ha cancellato (a penna!) la norma dal calendario nella riunione di Giunta.
e) PROLUNGAMENTO DELLA STAGIONE VENATORIA AL 10 FEBBRAIO: la Regione Abruzzo ha delegato alle province la possibilità di prolungare la stagione venatoria al 10 febbraio per molte specie. Le Associazioni contestano la stessa possibilità di delega, visto che la legge individua nella Regione l'ente competente.
f) PROLUNGAMENTO DELLA STAGIONE VENATORIA PER IL MERLO: la Regione ha permesso la preapertura al Merlo senza però anticipare la chiusura a dicembre. La Legge prevede che sia rispettato l'arco massimo temporale di caccia per ciascuna specie.
h) MANCANZA DI DATI NUMERICI SULLE SPECIE CACCIATE E CARNIERI: nel ricorso WWF e Animalisti Italiani fanno notare che la Regione Abruzzo non adatta il prelievo all'effettivo numero di individui presenti sul territorio delle diverse specie. Basti pensare che la Regione Abruzzo consente un carniere annuale per il Calombaccio di circa 7 milioni di individui (moltiplicando il carniere giornaliero consentito per cacciatore per il numero di cacciatori per il numero di giorni di caccia annui).
i) MANCATA TUTELA DI ALCUNI PASSI APPENNINICI USATI DA RAPACI MIGRATORI: le associazioni segnalano da anni la presenza tra fine agosto e metà settembre di una grande concentrazione di rapaci in alcuni altipiani e passi appenninici (Cinquemiglia; Navelli; Olmo di Bobbi). Tra questi il rarissimo Falco grillaio, addirittura prioritario per l'Unione Europea La legge prevede che tali aree vengano precluse alla caccia, cosa che la Regione Abruzzo non ha fatto.
l) PERIODO DI ADDESTRAMENTO CANI: rispetto alla legge regionale sulla caccia la Regione Abruzzo ha anticipato di 15 giorni, al primo agosto, l'avvio dell'addestramento cani. Ciò anche contro il parere dell'ISPRA che ha richiamato l'attenzione sull'impatto negativo dell'addestramento dei cani su specie ancora nella fase di riproduzione con piccoli ancora da svezzare (basti pensare alle tante specie che nidificano a terra come il calandro, rara specie protetta a livello comunitario).
m) PRE-APERTURA: purtroppo il ricorso è stato notificato solo dopo la pre-apertura. In ogni caso le Associazioni chiedono al TAR di pronunciarsi lo stesso per chiarire se era legittimo aprire in condizioni di crisi ambientale certificata dall'ISPRA con l'aggravante che la Regione ha aperto alla Tortora, specie in declino. È intenzione delle associazioni, qualora emerga un comportamento illegittimo, chiedere i danni.
n) DATA DI APPROVAZIONE DEL CALENDARIO VENATORIO: la Legge prevede che il calendario venatorio sia approvato “entro e non oltre il 15 giugno “ di ogni anno. Questo perché la Corte Costituzionale ha chiarito che vi deve essere un certo intervallo tra provvedimento e avvio della stagione proprio per garantire la possibilità che siano espletati in tempo eventuali ricorsi e garantire l'organizzazione dei servizi di sorveglianza. Sarebbe interesse degli stessi cacciatori che questa norma venisse rispettata per evitare situazioni caotiche come quelle che si stanno ripetendo in questi anni di continue modifiche al calendario venatorio a caccia aperta. L'anno scorso il calendario venatorio è stato modificato 4 volte! Invece la Regione Abruzzo ha approvato in Giunta il calendario il 30 luglio, pubblicandolo (sul solo WEB) il 31 luglio (l’avvio per l'addestramento cani era previsto per il giorno dopo!).

La Regione Abruzzo non sembra all'altezza delle sfide poste a livello comunitario per la tutela del suo straordinario patrimonio di biodiversità. Non è possibile che ogni provvedimento in materia venatoria cerchi di soddisfare il “particulare” di frange estremiste del mondo venatorio e non l'interesse generale della tutela del patrimonio faunistico.
È venuto meno anche il buon senso sfiorando anche il ridicolo, quando sulla pagina WEB istituzionale della Regione si potevano leggere contemporaneamente due notizie sull'attività dell'Assessore Febbo: da un lato l'Assessore andava a Roma per sollecitare la dichiarazione di stato di calamità per la siccità e dall'altro negava l'esistenza di una situazione drammatica per difendere una preapertura, poi avvenuta l'1 e il 2 settembre. Preapertura di cui avevano chiesto la revoca sia l'ISPRA che i Ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente.
WWF ed Animalisti Italiani sono fiduciosi che il 26 settembre il TAR possa confermare ed ulteriormente aumentare le censure contenute nel Decreto urgente di sabato scorso. L'intero comparto venatorio della Regione è completamente allo sbando da anni: nonostante ciò si continua come se nulla fosse senza neanche recepire le sentenze del TAR dello scorso anno, come nel caso del Beccacino e della Marzaiola, ritenute cacciabili anche quest'anno.
Il caso del mancato rispetto del Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM) è poi veramente incredibile: la Giunta Regionale non rispetta neanche gli atti che approva.
WWF e Animalisti Italiani aggiungeranno ora una nuova sfida all'impegno in materia venatoria: si valuteranno le responsabilità di funzionari, amministratori e politici per tutti gli animali uccisi grazie a provvedimenti illegittimi.

8.9.12

Caccia: l'8 settembre dell'Assessore Febbo


Il TAR di L'Aquila ha sospeso oggi con un provvedimento urgente “inaudita altera parte” buona parte del calendario venatorio della Regione Abruzzo. Per la prima volta il TAR L'Aquila ha accolto la richiesta di WWF ed Animalisti Italiani di adottare un provvedimento di tale gravità (le altre volte la sospensiva era stata data dopo la camera di consiglio).
Dichiara Dante Caserta, Vicepresidente WWF Italia: “Abbiamo appena appreso questa importante notizia che rende conto per l'ennesima volta della gravissima situazione che riguarda le scelte in materia venatoria dell'Assessore Febbo e del suo staff in assessorato all'agricoltura. Il TAR ha riconosciuto il grave pericolo derivante dalle scelte su orso, caccia nei fragilissimi siti della Rete Natura2000 SIC e ZPS e prelievo venatorio su diverse specie a sfavorevole status di conservazione, come Allodola, Quaglia, Tortora, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella. Peccato non essere riusciti a presentare prima il ricorso, anche a causa del fatto che la Giunta Regionale abruzzese ha varato il calendario il 30 luglio, pubblicandolo il 31 luglio, facendo partire l'addestramento cani addirittura il primo agosto, il giorno dopo la pubblicazione! La legge prevede che il Calendario sia varato entro il 15 giugno ed è evidente che questi sono trucchi per ritardare i nostri ricorsi. Avremmo probabilmente bloccato la vergognosa preapertura, anche perché l'1 e il 2 settembre si è sparato proprio ad una delle specie in calo numerico, la Tortora. L'assessore Febbo è stato refrattario ai nostri appelli a fermare la preapertura a causa della siccità con motivazioni risibili visto che negli stessi giorni, proprio per la siccità, andava a Roma a sollecitare il riconoscimento dello stato di calamità per l'agricoltura”.
Ora l'avvio della stagione venatoria il 16 settembre potrà avvenire in maniera del tutto limitata, in attesa della Camera di Consiglio del TAR fissata per il 26 settembre.

Il mare che unisce


Domenica 9 settembre approda a Giulianova la seconda edizione de “L’Italia in barca a vela: il mare che unisce”, progetto promosso Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con la Federazione Italiana Vela, la Lega Navale Italiana ed il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, con l’adesione del WWF Italia.
Il progetto, nato su iniziativa del MIUR, propone un’esperienza formativa e altamente educativa agli studenti italiani delle Scuole Secondarie di II Grado, a partire dagli iscritti al terzo anno, e si sviluppa attraverso la realizzazione di otto crociere-scuola che a tappe toccheranno diversi porti della penisola. Ad ogni tappa della crociera, effettuata con quattro barche a vela, si alterneranno una serie di equipaggi.
L’appuntamento a Giulianova è alle ore 16:30 di domenica 9 settembre davanti al Circolo nautico dove si svolgerà l’incontro dei ragazzi con i rappresentanti e gli esperti degli enti e delle associazioni che promuovono l’iniziativa.
“L’Italia in barca a vela: il mare che unisce” è un progetto improntato ai valori della cultura della sicurezza in mare e del rispetto dell’intero ecosistema e si svolge in barca, luogo perfetto dove sperimentare quotidianamente le regole della convivenza civile e della libertà reciproca.
L’edizione 2012 dell’iniziativa si pone una serie di finalità tra le quali: educare al rispetto dell’ambiente, alla salute, allo sport, alla solidarietà, all’integrazione ed all’inclusione sociale e scolastica, promuovere la conoscenza del mare ed il turismo scolastico, favorire l’autonomia, la condivisione, il piacere della libertà e del sapere, superare le diversità e prevenire la dispersione scolastica. Inoltre, attraverso la navigazione, desidera far rivivere ai partecipanti i momenti più importanti della storia culturale, sociale, politica ed economica d’Italia. Infine, il progetto intende avvicinare i giovani alla vela, trasmettere il valore etico dello sport, il fair play e il senso della sana competizione.
Particolare attenzione anche agli aspetti ambientali. Il Mediterraneo ospita una incredibile diversità culturale, sociale, politica, economica e biologica con l’8% della biodiversità marina mondiale e ben il 28% di specie endemiche. Eppure, questo patrimonio, di così elevata valenza, è ben lungi dall’essere trattato con le dovute cure e attenzioni. Al contrario, è sottoposto ad una pressione antropica estrema che lo porta ad essere inquinato, degradato, sfruttato oltre misura.
Per questo il WWF Italia ha lanciato la campagna “Per un Mediterraneo di qualità” http://mediterraneo.wwf.it/ di cui anche questa regata fa parte. L’obiettivo è la sensibilizzazione di governi, amministrazioni e cittadini per lo sviluppo di un sistema di gestione integrato delle coste e dei mari, dove la salvaguardia degli ecosistemi vada di pari passo con un utilizzo sostenibile ed una netta riduzione dell’inquinamento e degli impatti derivanti da attività umane quali pesca, turismo, navigazione e traffico marittimo, produzione energetica, urbanizzazione e industrializzazione costiera.
La navigazione è iniziata il 3 settembre da Trieste per concludersi il 9 ottobre a Genova.
Gli studenti che partecipano all’edizione 2012 sono circa 300 e provengono da tutto il territorio nazionale. Gli istituti coinvolti sono complessivamente 49 (33 Istituti Scolastici, 8 Istituti Nautici, 8 Istituti Alberghieri IPSEOA) e si avvicenderanno nelle 28 tappe previste per fare il periplo della penisola.
Ogni crociera sarà effettuata a bordo di quattro barche vela (due Cyclades 50.5, un Bavaria 49 e un Delphia 47) sulle quali saliranno gli studenti. Ogni equipaggio è composto da 10 persone: uno skipper, un allievo di un Istituto Nautico che farà esperienza diretta al fianco dello skipper, un allievo IPSEOA che si occuperà della cambusa e della cucina, sei studenti degli altri istituti e un docente accompagnatore.
A bordo, gli studenti saranno impegnati in corsi di vela e navigazione, corsi di gestione dell’imbarcazione e della cambusa, lezioni di biologia marina, lezioni di educazione alimentare e saranno chiamati a preparare ricette legate alla tradizione e ai prodotti dei porti d'approdo. Inoltre dovranno studiare le costellazioni, scrutare il cielo e osservare il movimento delle stelle. Ai ragazzi sarà richiesto anche di tenere un diario di bordo su cui annotare pensieri, commenti, riflessioni e raccogliere materiale fotografico e video che testimoni la loro esperienza. Questo materiale una volta terminato il progetto verrà raccolto e utilizzato per una mostra ed una pubblicazione dedicata a questo singolare percorso formativo.

Le 8 crociere con le rispettive tappe e gli Istituti che parteciperanno al progetto:
Crociera 1 (3-7 settembre): Trieste - Venezia - Isola di S. Giorgio - Ravenna - Pesaro.
Scuole coinvolte: Istituto Nautico Leone Acciaiuoli di Ortona, IPSEOA Capaccio di Capaccio/Paestum, IIS Da Vinci di Potenza, ITC Gasparrini di Melfi, Istituto Magistrale Vico di Sulmona, Liceo Scientifico Da Vinci di Pescara.
Crociera 2 (9-12 settembre): Giulianova - Isole Tremiti (Vieste) - Manfredonia - Bari.
Scuole coinvolte: Istituto Nautico Giovanni XXIII di Salerno, IPSEOA Virtuoso di Salerno, ISIS Il Pontormo di Empoli, IIIS Fermi di Modena, ITI Galileo Galilei di Bolzano, Liceo Scientifico Enriques di Livorno.
Crociera 3 (14-17 settembre): Brindisi - Santa Maria di Leuca - Gallipoli - Poliporo.
Scuole coinvolte: Istituto Nautico San Giorgio di Genova, IPSEOA Pellegrino Artusi di Riolo Terme, IPSS Sibilla Aleramo di Roma, Ist. Tecnico Economico Filangieri di Formia, Liceo Scientifico Ettore Maiorana di Desio, Liceo Scientifico Galilei di Gozzano.
Crociera 4 (18-21 settembre): Polioro - Cariati - Corigliano - Crotone - Reggio Calabria.
Istituto Nautico Cappellini di Livorno, IPSEOA Bergese di Genova, Settore Economico Indirizzo Turismo di Castelletto di Brenzone, Liceo Scientifico Galilei di Borgomanero, Liceo Scientifico Paleocapa di Rovigo, IIS d’Adda di Varallo Sesia, Ist. Tecnico Commerciale Vico di Salerno.
Crociera 5 (23-26 settembre): Reggio Calabria - Lipari - Maratea - Salerno.
Istituto Nautico La Pira di Pozzallo, IPSEOA di Nicolosi, ITCG Enzo Ferruccio Corinaldesi di Senigallia, IIS di Falconara Marittima, Liceo Classico Petrarca di Trieste, ISIS Carducci di Trieste.
Crociera 6 (29 settembre-2 ottobre): Salerno - Napoli - Ventotene - Roma/Ostia.
Istituto Nautico Rotondi di Manfredonia, IPSEOA di Tortolì, ITC Einaudi di Canosa di Puglia, IIS Mossa Brunelleschi di Oristano, IIS Vespucci di Gallipoli, Istituto Tecnico Tecnologico Volta di Perugina.
Crociera 7 (2-5 ottobre): Roma/Ostia - Riva di Traiano - Punta Ala - Isola d’Elba.
Istituto Nautico Volterra di Ancona, IPSEOA Marco Pittoni di Pagani, IIS Vaccarini di Catania, Liceo della Comunicazione Caterina di Maggio di Partitico, Istituto Tecnico Ciliberto di Crotone, Liceo Scientifico Volta di Reggio Calabria.
Crociera 8 (6-9 ottobre): Isola d’Elba - Livorno - La Spezia - Genova.
Istituto Nautico Ugo Tiberio di Termoli, IPSEOA di Vinchiaturo di Campobasso, Istituto d’Arte Grandi di Sorrento, IIS Cuoco Fascitelli di Isernia, Istituto C.F.P. Opera Armida Barelli di Levico Terme, Istituto C.F.P. Veronesi di Rovereto.

2.9.12

Altra giornata di lavoro al futuro CEA WWF

 
Anche oggi i volontari del WWF Teramo si sono dati appuntamento per i lavori al futuro Centro di Educazione all'Ambiente WWF che sta sorgendo a Cortino (TE) nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
La situazione va migliorando.
Quando abbiamo preso la struttura, chiusa da oltre 20 anni, la situazione del pavimento era così.


Ora è così!