14 ottobre

28.2.12

Borsacchio: opportunità o problema?

Sabato 3 marzo, alle ore 16:30, a Giulianova si parla della Riserva del Borsacchio.
Sarà presente anche il WWF con Adriano De Ascentiis, Direttore della Riserva regionale - Oasi WWF dei Calanchi di Atri.

26.2.12

Le vera storia di Cappuccetto Rosso



Applicare il risultato referendario anche in Abruzzo

La grande vittoria dei referendum popolari del 12 e 13 giugno 2011, quando 27 milioni di cittadini votarono “4 volte sì” in modo chiaro ed inequivocabile, è in pericolo.
Due dei quattro quesiti referendari riguardavano la privatizzazione dell’acqua.
Il primo chiedeva di abolire alcune parti del Decreto Ronchi che prevedeva sia l’obbligatorietà della privatizzazione dei servizi pubblici locali in generale, sia la privatizzazione della gestione dell’acqua in particolare.
Il secondo quesito chiedeva di eliminare immediatamente dalla bolletta la quota della remunerazione del capitale investito, un vero e proprio premio di profitto garantito al gestore del servizio idrico.
Questa straordinaria vittoria della democrazia e della sovranità popolare oggi viene costantemente disattesa e messa in pericolo dalla classe politica ed imprenditoriale italiana.
Per quanto riguarda il primo quesito referendario, quello contro la privatizzazione del servizio idrico, esponenti del Governo Monti hanno manifestato, in varie occasioni, l’intenzione di cedere ai privati le aziende di diritto pubblico locali. Con il decreto sulle liberalizzazioni hanno tentato, e continuano a tentare in questi giorni, di assoggettare le aziende speciali al vincolo del patto di stabilità. Le stesse Società per Azioni in house vengono messe in discussione dalle proposte di modifiche su cui ci si sta confrontando in Parlamento.
Contro questi tentativi, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua si è già attivato raccogliendo in poco più di una settimana oltre 37.000 firme a dimostrazione che l’attenzione dei cittadini contro qualsiasi tentativo di scippo referendario continua ad essere altissima.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotore del referendum contro la privatizzazione dell’acqua, ha individuato nelle aziende speciali lo strumento migliore per garantire una gestione realmente pubblica e partecipata del servizio idrico integrato.
Per questo vogliamo riaffermare l’importanza del processo di ripubblicizzazione, superando le stesse Società per Azioni in house che sono sempre soggetti privatistici finalizzati al profitto.
Il modello di riferimento è quello di Napoli dove si è avuta una vera ripubblicizzazione del gestore attraverso la nascita dell’Azienda speciale “Acqua Bene Comune”.
Per quanto riguarda il secondo quesito referendario, quello teso a far uscire il profitto dall’acqua attraverso l’eliminazione della remunerazione del capitale investito (che in bolletta significa un aumento della tariffa da un minimo del 7% fino ad oltre il 20%), si deve sottolineare che ad oggi nessun gestore – in Abruzzo, come nel resto d’Italia – ha provveduto ad applicare il risultato referendario che, come ha sancito la Corte Costituzionale, era immediatamente esecutivo.
Dal giorno della pubblicazione del risultato referendario (21 Luglio 2011) i gestori avrebbero dovuto cancellare dalle bollette dei cittadini la remunerazione del capitale investito. Questo in Abruzzo, non solo non è stato fatto, ma anzi i gestori stanno provvedendo ad aumentare le bollette con pretestuose argomentazioni. Le varie assemblee dei sindaci (cosiddette “ASSI” che a livello provinciale hanno sostituiti gli Ambiti Territoriali Ottimali) hanno espresso pareri favorevoli sulle proposte di revisione dei Piano d’Ambito elaborate dal Commissario regionale dell’ATO Unico Ing. Caputi con revisioni della tariffa che comportano l’aumento delle bollette per gli abruzzesi.
Solo l’Assemblea dei Sindaci della Provincia di Pescara, messa sotto pressione dai cittadini e dai comitati per l’Acqua Bene Comune che hanno contestato e diffidato i sindaci a non votare l’aumento delle tariffe, si è dichiarata disponibile ad aprire un tavolo di confronto con le associazioni, i comitati ed i cittadini che hanno promosso il referendum per giungere ad un’applicazione reale dei risultati referendari. Confronto indispensabile anche per superare le problematiche che da sempre colpiscono la società di gestione del servizio idrico: l’ACA S.p.A. (società per azioni “in house” i cui azionisti sono i Comuni) da tempo è sottoposta a diverse inchieste da parte dell’Autorità giudiziaria.
La messa in mora della sovranità popolare non può essere ulteriormente tollerata!
Se non si applica la volontà di 27 milioni di cittadini che ne sarà della nostra democrazia?
Per questo motivo il Forum Italiano dei Movimenti per Acqua ha avviato in tutta Italia la campagna di obbedienza civile “Il mio voto va rispettato!” che mira ad ottenere l’eliminazione della remunerazione del capitale investito dalle nostre bollette.
La campagna prevede una serie di azioni nei confronti delle società di gestione fino all’autoriduzione delle bollette da parte dei cittadini pari alla componente della “remunerazione del capitale investito” (dal 7% in su).
Anche in Abruzzo, i vari comitati locali stanno organizzando l’avvio della campagna per la quale si richiede una partecipazione diretta dei cittadini e dei lavoratori: solo una partecipazione consapevole garantirà il rispetto dei nostri diritti e la salvaguardia di una risorsa fondamentale all’uomo ed all’ambiente come l’acqua!
In tutti i territori della nostra Regione si stanno sviluppando azioni di informazione ai cittadini, di protesta verso chi non applica il risultato elettorale, di ricorsi alla giustizia amministrativa, di azioni di reclamo che daranno vita alla costituzione di veri e propri sportelli sociali per la campagna.

Per informazioni e per aderire alla campagna di “Obbedienza Civile” in provincia di Teramo scrivere a teramo@wwf.it. Per ulteriori approfondimenti: www.acquabenecomune.org

22.2.12

A Teramo incontro con Luca Gianotti

Venerdì 24 febbraio, alle ore 17, a Teramo presso la sala convegni dell’Associazione Teramo Nostra in via Fedele Romani n. 1, il WWF Teramo ed il Centro di Documentazione Ambientale WWF “La Gramigna”, in collaborazione con l’Associazione “La Compagnia dei cammini”, organizzano un incontro pubblico con Luca Gianotti, Autore del libro “L’arte del camminare. Consigli per partire con il piede giusto” (Ediciclo Editore, con una prefazione di Wu Ming 2). Il libro è rivolto a chi ama camminare ed a chi vuole iniziare a farlo. Contiene consigli pratici che provengono da un’esperienza pluriennale dell’Autore come camminatore e come guida e che consentiranno di affrontare trekking lunghi o brevi escursioni con la capacità di guadarsi intorno e conoscere i luoghi che si attraversano.

21.2.12

La soap opera del Borsacchio!

La principale caratteristica delle famose soap opera, che affollavano i palinsesti televisivi di alcuni anni fa, era il numero quasi infinito di puntate, all’interno delle quali le vicende si ripetevano con personaggi che comparivano, scomparivano e ricomparivano ripetendo costantemente sempre le stesse cose...
Da questo punto di vista la vicenda della Riserva del Borsacchio è una vera e propria soap opera.
Da quando è stata istituita la Riserva, con legge regionale del febbraio 2005, si continua a parlare di questo tratto di costa abruzzese nei Comuni di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova, senza che le due Amministrazioni Comunali siano state in grado di procedere alla definizione del Piano di Assetto Naturalistico, né alla tabellazione, né all’elaborazione del progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati, né alla nomina dell’organo di gestione. Tutte cose che per legge si sarebbero dovute fare entro il mese di maggio 2005.
Non è stato sufficiente neppure il commissariamento da parte della Regione per le due amministrazioni comunali, visto che la Provincia di Teramo, individuata nel novembre del 2008 come soggetto sostitutivo, si è subito adeguata alla colpevole inerzia dei due comuni.
In questi anni non sono stati fermi però gli speculatori, che da sempre vogliono mettere le mani su uno degli ultimi tratti di costa teramana rimasti liberi. Hanno fatto ricorsi amministrativi, hanno cercato più volte di modificare le leggi istitutive della riserva, hanno avviato lavori senza autorizzazioni… il tutto sempre trovando qualche consigliere regionale compiacente, pronto ad appoggiare gli interessi di pochi soggetti a scapito di quelli della collettività.
Il prossimo 23 febbraio la competente Commissione Consiliare della Regione Abruzzo tornerà ad occuparsi della Riserva del Borsacchio, affrontando l’esame di tre diverse proposte di modifica della legge istitutiva della Riserva. Le proposte mirano a ridurre, stravolgere o addirittura cancellare l’area protetta.
Il Comitato cittadino per la Riserva del Borsacchio, Italia Nostra e WWF tornano a chiedere ai consiglieri regionali di farsi garanti dell’interesse della collettività ad un ambiente sano e tutelato.
Il recente sopralluogo da parte della stessa Commissione consiliare con il successivo, poco decoroso, spettacolo offerto dal Sindaco di Roseto degli Abruzzi durante l’incontro con gli studenti del Liceo, ha dimostrato la reale situazione:
- la Riserva del Borsacchio, come hanno attestato professori universitari e tecnici di fama nazionale, conserva uno degli ambienti costieri più importanti della nostra regione;
- la Riserva del Borsacchio costituisce un argine contro le richieste di ricerca ed estrazione di idrocarburi che interessano sia le aree a terra che quelle di mare antistanti l’area protetta;
- la Riserva del Borsacchio non costituisce un ostacolo ai camping dell’area (attività da sempre consentita nelle aree naturali protette), ma solo per coloro che vogliono trasformare i camping in residence;
- la Riserva del Borsacchio non costituisce un ostacolo al contratto di quartiere dell’Annunziata del Comune di Giulianova, essendone previsto espressamente il mantenimento nel Piano di Assetto Naturalistico;
- la Riserva del Borsacchio ha tutelato un tratto di costa dalle speculazioni e dagli abusi come ha recentemente dimostrato una sentenza del Tribunale di Teramo;
- la Riserva del Borsacchio costituisce un valore aggiunto per il turismo e per le attività economiche di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova, perché ne diversifica ed impreziosisce l’offerta.
Mentre l’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano, istituita dopo la Riserva del Borsacchio, diventa sempre più visibile, favorendo la promozione e la valorizzazione del territorio che la ospita, la Riserva del Borsacchio rimane al palo, confermando quell’immobilismo amministrativo che da anni colpisce in particolar modo la città di Roseto e che si manifesta anche con il blocco allo sviluppo del corridoio verde di piste ciclabili, che proprio a Roseto incontra una inaccettabile cesura.

11.2.12

Incontro acqua pubblica

La neve ci ha bloccato una volta, ma noi ci riproviamo!

L'arte del camminare

Tornano i venerdì della natura, organizzati dal Centro di Documentazione Ambientale del WWF "La Gramigna".
Venerdì 24 febbraio alle ore 17 presso la sala convegni di Teramo Nostra in via Fedele Romani n. 1, si terrà un incontro con Luca Gianotti, autore del libro "L'arte del camminare. Consigli per partire con il piede giusto".

10.2.12

La Corte Costituzionale boccia la Regione Abruzzo sulla caccia





Grande soddisfazione per la decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della parte della legge della Regione Abruzzo n. 39/10 che aveva approvato il calendario venatorio 2010/11.
Si tratta di una sentenza che costituisce un precedente importantissimo per tutte le regioni italiane e che ribadisce quanto il WWF ha sempre affermato: il calendario venatorio non può essere approvato con legge!
Il WWF aveva segnalato al Governo nazionale l'approvazione di questa legge, chiedendone l'impugnativa davanti alla Corte Costituzionale. Impugnativa che in effetti l'allora Governo Berlusconi propose e che ha portato a questa sentenza.
Qui di seguito potete legge il comunicato delle Associazioni Animalisti italiani, ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia, VAS e WWF Italia!
Godiamoci questa ennesima vittoria in difesa della fauna.


CACCIA, CORTE COSTITUZIONALE: ILLEGITTIMI I CALENDARI VENATORI PER LEGGE
"Le leggi di Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche e province autonome di Trento e Bolzano sui calendari venatori sono da considerarsi illegittime. Cade anche la strategia di alcune regioni di raggirare le indicazioni nazionali e comunitarie attraverso lo strumento della legge. Le regioni si conformino rapidamente alle regole di tutela ambientale, non solo per le deroghe ma anche per i calendari venatori”.
Lo affermano le associazioni Animalisti italiani, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-Birdlife Italia, VAS e WWF Italia a proposito della sentenza n. 20/2012 della Corte Costituzionale che, raccogliendo un ricorso del Governo, ha dichiarato illegittima la legge recante calendario venatorio della regione Abruzzo e ribadito la potestà esclusiva dello Stato in materia di tutela delle specie cacciabili.
Questa fondamentale sentenza della Corte Costituzionale, la prima sulla materia, sebbene si riferisca in particolare alla legge della regione Abruzzo (che peraltro aveva cessato i suoi effetti) ha una esplicita portata complessiva e va a bocciare ogni regione che abbia inteso o intenda prevede il calendario venatorio mediante una legge provvedimento, affermando invece l’obbligo di emanarlo esclusivamente con la forma dell’atto amministrativo.
“La scelta che si provveda con atto amministrativo”, afferma la Corte, “è l’unica coerente” e “si inserisce armonicamente nel tessuto della legge n. 157 del 1992” non solo perché consente “ai cittadini e alle loro organizzazioni rappresentative la possibilità di tutelare i propri interessi legittimi dinanzi al competente giudice amministrativo” ma anche e soprattutto perché mantiene aperta la possibilità di agire in modo rapido sui contenuti del calendario venatorio stesso qualora si ravveda la necessità di intervenire, porre in essere nuove tutele, rivedere tempi, luoghi e specie cacciabili o anche le modalità con cui l’attività venatoria viene prevista. In questo senso, la Corte ha peraltro ribadito come “la selezione, sia delle specie cacciabili, sia dei periodi aperti all’attività venatoria, implichi l’incisione di profili propri della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, che fanno capo alla competenza esclusiva dello Stato” e dunque “il legislatore nazionale ha perciò titolo per imporre alle Regioni di provvedere nella forma dell’atto amministrativo, anziché in quella della legge”.
La storica sentenza della Corte Costituzionale pone fine al diffuso espediente del ricorso alla legge per emanare i calendari venatori e ha un effetto dirompente su molte regioni italiane, che vedono di fatto crollare il proprio impianto venatorio: le leggi di Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche ma anche le province autonome di Trento e Bolzano da questo momento devono considerarsi illegittime, così come illegittimi saranno tutti gli eventuali atti, anche provinciali, che ne verranno eventualmente dedotti.
Per inciso, si noti che la Corte ha anche sottolineato l’obbligo, previsto dalla legge 157/92, di emanare il calendario venatorio “entro e non oltre il 15 giugno di ogni anno”. Un vincolo finora largamente disatteso ma che da oggi andrà rispettato strettamente.
“L’effetto di questa sentenza -concludono le associazioni- è dirompente e parifica il tema del calendario venatorio a quello delle deroghe: per entrambi, le leggi sono illegittime. Non solo dunque crollano le leggi di importanti regioni italiane, ma fallisce anche il progetto di varie amministrazioni di ricorrere allo strumento legislativo per raggirare le prescrizioni comunitarie e disattendere le iniziative dello Stato a tutela delle specie, tra cui la Guida ISPRA 2010. Ora le regioni non hanno più scuse né alibi. Si adeguino compiutamente al sistema di tutele, a partire dal prossimo calendario venatorio”.

7.2.12

La buona amministrazione e le "capanze"

Tutti noi sappiamo che i pubblici uffici devono essere organizzati in modo da assicurare, oltre al buon andamento, anche l’imparzialità dell’Amministrazione. Lo dispone l’articolo 97 della Costituzione che riflette, in proposito, il fondamentale principio di uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, dichiarato dall’articolo 3 della stessa Carta Costituzionale.
La “capanza”, invece, vocabolo dialettale, è quella scelta fatta applicando criteri diversi per casi uguali o analoghi.
È noto a tutti che “capanze” e buona amministrazione sono, tra loro, profondamente incompatibili.
Quel drappello di Consiglieri comunali di Roseto degli Abruzzi che, col Sindaco in testa, ha proposto al Legislatore Regionale di ritagliare fuori dalla Riserva Naturale del Borsacchio, con linea a zig zag, qualche proprietario, per mettercene dentro qualcun altro, quasi fosse una negoziazione o un baratto, ha certamente fatto, forse anche inconsapevolmente, una grave e pericolosa “capanza”.
In difesa dell’insensata proposta di riperimetrazione, si è levata qualche voce per dire che la cosa era stata promessa in campagna elettorale.
Non è però così. Perché il programma elettorale della coalizione vittoriosa, a pagina 21, prometteva, alla voce Ambiente, l’impegno di farsi promotori di una “rivisitazione” della legge istitutiva della Riserva del Borsacchio, per renderla più rispondente alle esigenze “del territorio”.
Non si parlava certamente di riperimetrazione.
Sorgono allora spontanee due domande: rivisitare è sinonimo di riperimetrare? E le esigenze del territorio sono forse quelle di qualche noto costruttore e speculatore locale?
È arcinoto ormai che la stragrande maggioranza della popolazione, locale e regionale, non vuole le riperimetrazioni, mentre è fortemente angosciata e spaventata dai rischi di trivellazione e di petrolizzazione in mare e terraferma, per i devastanti effetti che produrrebbero sulla salute, sul turismo, sull’agricoltura, sulla pesca, sull’ambiente e sulla convivenza sociale.
Noi abbiamo conferito ai nostri Amministratori un mandato del cui adempimento essi debbono occuparsi. Le loro scelte amministrative siano costantemente guidate dai bisogni e dal perseguimento del benessere dell’intera Collettività e non da desideri e richieste inconfessabili di qualcuno.
Se così non fosse, il mandato elettorale risulterebbe tradito, essendo fondamentale dovere del mandatario quello di dare esecuzione al mandato con la diligenza del buon padre di famiglia e senza eccederne i limiti.
Ed ora speriamo che il Legislatore Regionale voglia disattendere le proposte che gli sono state improvvidamente presentate, per la semplice ragione che esse sono antitetiche con gli interessi, la volontà ed il benessere della Popolazione… oltre che col programma elettorale che la Cittadinanza ha deciso di votare!

6.2.12

Emergenza neve e freddo anche per gli animali


L’ondata di maltempo sta mettendo a durissima prova anche gli animali in tutta Italia. Per questo il WWF e gli ornitologi della Stazione Ornitologica Abruzzese, attivi in una delle regioni più colpite, lanciano un appello affinché i cittadini aiutino, quando è possibile, gli animali in difficoltà. Anche piccoli gesti, come lasciare sui balconi e nei giardini in aree non bagnate briciole di dolci e biscotti, possono sostenere i piccoli uccelli in un momento così critico.
Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia: “Periodi di freddo estremo sarebbero uno dei tanti fattori di selezione naturale che agiscono sulla fauna. L’avifauna italiana è, però, già sotto forte stress per la cementificazione del territorio e per un’attività venatoria insostenibile che si è appena conclusa. Inoltre, a causa dell’eccessiva antropizzazione, sono scomparse quelle aree litoranee e di fondovalle in cui trovavano rifugio queste specie nei periodi più freddi. Basti pensare alla conurbazione della costa adriatica colpita in queste ore dal maltempo, che ha soppiantato decine di migliaia di ettari di aree umide che accoglievano questi uccelli in periodi critici come questi oppure alle aree di fondovalle e gli stessi corsi d’acqua ormai lastricati di capannoni industriali e superstrade. Inoltre i fenomeni estremi collegati ai cambiamenti climatici causati dall’uomo stanno diventando sempre più frequenti e costituiscono un’ulteriore minaccia. Per questo riteniamo di dover lanciare un appello ai cittadini affinché aiutino l’avifauna in questo periodo di grande difficoltà”.
Questa ondata di maltempo è arrivata in un momento assai delicato per molte specie che si stavano predisponendo alla migrazione verso nord oppure alla nidificazione. Evidenzia Augusto De Sanctis, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese: “Le nostre città sono letteralmente invase da piccoli passeriformi, come pispole, pettirossi, verzellini e addirittura allodole che cercano rifugio anche nelle aiuole spartitraffico. I cittadini possono aiutare questi animali in palese difficoltà in maniera molto semplice, lasciando ad esempio sul balcone briciole di dolci e biscotti oppure frutta secca. Anche appendere pezzi di lardo agli alberi di un giardino è un modo semplice e molto efficiente per rifocillare animali come cince e pettirossi. Chi vuole può anche riciclare bottiglie di plastica riempiendole di semi oppure costruire una mangiatoia di legno, ovviamente ponendole in luoghi non accessibili a gatti. È importante che i punti dove si lasciano semi e briciole siano protetti dall’acqua. Si trovano molti esempi di mangiatoie con le relative istruzioni per l’uso sul WEB oppure direttamente sul sito del WWF Italia.”.
Informazioni utili sulle mangiatoie si trovano al link:
http://www.wwf.it/UserFiles/File/WWF%20Cosa%20Facciamo/Educazione%20Amb/Pubblicazioni/12_Nidi_artificiali_e_mangiatoie.pdf


Svernanti in Abruzzo

La Stazione Ornitologica Abruzzese ha divulgato i dati del censimento degli uccelli acquatici svernanti nella regione, realizzato a metà gennaio, nell’ambito dell’International Waterbird Census, coordinato in tutta Italia dall'Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione dell'Ambiente (ISPRA).
Il monitoraggio, realizzato da 41 osservatori volontari, ha riguardato ben 40 aree della regione, tra cui 15 tratti del litorale e 25 aree umide dell'interno.
Quest'anno sono stati contati 16.256 individui di uccelli acquatici appartenenti a 35 specie. Rispetto al 2010 e al 2011 si è assistito ad un decremento del numero complessivo. La specie più frequentemente osservata è stata il Gabbiano comune con oltre 5.800 esemplari, seguito dalla Folaga con poco più di 3.000 individui, concentrati soprattutto al Lago di Campotosto. Quest'area, all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è risultata quella con la maggiore concentrazione di uccelli acquatici, con 4.140 individui appartenenti a 16 specie.
L'Oasi WWF del Lago di Serranella e le zone immediatamente circostanti hanno il record per numero di specie osservate: ben 19, tra cui una meravigliosa Gru, nonché le Morette tabaccate, tra le anatre a maggior rischio in Europa, e il non comune Fistione turco.
In Abruzzo il censimento è coordinato fin dagli Anni '90 del secolo scorso dagli ornitologi della Stazione Ornitologica Abruzzese, in stretta collaborazione con alcune aree protette (i parchi nazionali del Gran Sasso e d’Abruzzo, le Oasi WWF del Lago di Penne, Sorgenti del Pescara, Diga di Alanno e Lago di Serranella, le riserve di Punta Aderci e Lecceta di Torino di Sangro), con il WWF e con gli Uffici Territoriali per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato L’Aquila e Castel di Sangro.
Il censimento si svolge visitando le aree in contemporanea per zone omogenee (ad esempio la costa è stata monitorata tutta nello stesso giorno perché i gabbiani si muovono piuttosto velocemente) contando gli individui con cannocchiali e binocoli.

3.2.12

Nevica...

75 ettari al giorno!

Un’Italia erosa dalle lobby del cemento e del mattone che fagocitano per sempre, al ritmo di 75 ettari al giorno, tesori naturalistici e paesaggistici, terreni agricoli e spazi di aggregazione sociale che non saranno più restituiti all’ambiente e alla collettività: è la fotografia di un processo irreversibile e in crescita, quello della perdita di territorio, che FAI e WWF tracciano nel Dossier sul consumo del suolo “Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare” (scaricabile qui: https://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/ConsumoSuolo_DossierWWF_FAI.pdf), in cui vengono illustrate le analisi e le proposte delle due associazioni.
Secondo il Dossier, nei prossimi 20 anni la superficie occupata dalle aree urbane crescerà di circa 600mila ettari, pari ad una conversione urbana di 75 ettari al giorno, raffigurabile come un quadrato di 6400 kmq.


Nella foto la rubrica L'Amaca di M. Serra pubblicata ieri su La Repubblica.