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31.8.11

Dove si costruisce? Sempre sui fiumi!

Presso l’Amministrazione Provinciale di Teramo e la Regione Abruzzo è attualmente in fase di esame un progetto per la realizzazione di un impianto alimentato a biomasse, di piccole dimensioni (537 kw), presentato dalla Ditta Rolli Alimentari S.p.A..
Il progetto prevede che l’impianto sia realizzato nel Comune di Roseto degli Abruzzi nelle immediate vicinanze dell’argine del Fiume Vomano, in prossimità della sua foce.
La localizzazione dell’impianto appare totalmente errata e contrasta con gli strumenti di pianificazione esistenti.
L’impianto, infatti, dovrebbe sorgere all’interno di un’area di interesse bioecologico secondo il Piano Territoriale Provinciale (PTP) dove “non sono ammesse trasformazioni dello stato di fatto dei luoghi se non finalizzate al risanamento e restauro ambientale, alla difesa idrogeologica, alla salvaguardia e corretto uso delle risorse e dei valori biologici, ambientali e paesaggistici”: anzi, in tale area il PTP prevede addirittura che gli insediamenti già esistenti debbano essere rilocalizzati, per cui appare assolutamente fuori luogo ipotizzare lì la realizzazione di nuovi impianti.
Sempre il PTP individua l’area, che come tutte le foci dei fiumi ha forti valenze ambientali, come sito da sottoporre ad un “Piano d’area a matrice ambientale e paesistica”.
Ma non solo! Nel Piano Stralcio di Difesa Alluvioni (PSDA) l’area dove si vorrebbe costruire l’impianto è stata indicata come zona a rischio esondazioni.
Non sono passati molti mesi da quando la provincia di Teramo ha subito gravi danni a causa dell’alluvione: appare quindi paradossale che si continui a consentire la costruzione di manufatti in adiacenza di corsi d’acqua contribuendo poi ad aggravare i danni.
Del resto il Comune di Roseto degli Abruzzi ha una superficie di oltre 52 km quadrati: possibile che non si trovi un altro posto dove realizzare l’impianto? Tra l’altro il sito è abbastanza distante dallo stabilimento della Rolli, e quindi i prodotti necessari alla produzione del biogas dovrebbero essere trasportati con mezzi pesanti, necessitando, inoltre, della realizzazione di una strada con ulteriore danno ambientale.
Il WWF, che nelle scorse settimane ha già inviato una nota all’Amministrazione Provinciale di Teramo, chiede alla ditta ed agli Enti preposti al rilascio delle autorizzazione di individuare una diversa ubicazione dell’impianto, localizzandolo in aree non sensibili dal punto di vista ambientale e idrogeologico.

28.8.11

Applicare subito il risultato del referendum

Il Comitato referendario abruzzese “2 sì per l’acqua bene comune”, aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, è fortemente intenzionato a fare in modo che anche nella nostra regione si dia piena applicazione in tempi rapidi all’esito del referendum del 12 e 13 giugno contro la privatizzazione dell’acqua.
Dalla pubblicazione dell’esito referendario sulla Gazzetta Ufficiale del 18 luglio scorso, i soggetti competenti sono chiamati a dare attuazione a quanto richiesto da circa 28 milioni di italiane ed italiani.
L’ampio movimento di organizzazioni, associazioni, comitati, diocesi, sindacati, enti locali e semplici cittadini nato per difendere l’acqua come bene comune non ha alcuna intenzione di smobilitare ed è deciso a svolgere in pieno il ruolo di “custode” dello straordinario risultato conseguito con i referendum di giugno.
A tal fine, trascorso un mese dalla proclamazione ufficiale dei risultati referendari, il 25 agosto scorso, il Comitato ha inoltrato una lettera al Commissario regionale per la gestione del Servizio idrico, all’Assessore regionale ai Lavori Pubblici ed ai quattro Presidenti di Provincia in qualità di Coordinatori delle 4 Assemblee dei sindaci, affinché procedano all’eliminazione della “remunerazione del capitale investito” dalla tariffa del servizio idrico integrato pagata dagli abruzzesi.
Uno dei due quesiti referendari sull’acqua, infatti, chiedeva alle cittadine ed ai cittadini italiani di pronunciarsi sull’abrogazione di questo inspiegabile aumento della tariffa - aumento mai inferiore al 7%, ma in molti casi di gran lunga maggiore - introdotto al solo scopo di creare un guadagno su un bene di tutti e rendere così “appetibile” la gestione privatistica e mercantile dell’acqua e degli altri servizi pubblici locali.
E le italiane e gli italiani hanno risposto in maniera plebiscitaria (95,8%) per l’abrogazione della remunerazione del capitale investito, riconoscendo così che sui beni comuni non si deve e non si può fare profitto.
Nella lettera del 25 agosto il Comitato ha chiesto di:
- procedere immediatamente al calcolo per ognuno dei territori degli ex ATO (Ambito Territoriale Ottimale) della quota della tariffa pagata dai cittadini per il servizio idrico imputabile alla “remunerazione del capitale investito”, dando piena pubblicità (attraverso comunicati stampa, pagine web, ecc.) a tale informazione affinché tutti siano ben consapevoli di cosa pagano nelle bollette;
- in attesa della necessaria revisione della Legge regionale n. 9/2011 contenente “Norme in materia di Servizio Idrico Integrato della Regione Abruzzo”, attivare la procedura per l’adeguamento in tutta la regione della tariffa del servizio idrico integrato eliminando la “remunerazione del capitale investito” ed adeguandosi così a quanto chiesto dalla stragrande maggioranza delle italiane e degli italiani con il referendum del 12 e 13 giugno.
Sono richieste chiare e perfettamente in linea con il risultato referendario e con quanto ha riconosciuto la Corte Costituzionale nel momento in cui ha dichiarato ammissibile il referendum con la sentenza n. 26 del 2011.
Al tempo stesso sono richieste alle quali si può dare seguito nel giro di pochi giorni, per cui il Comitato si attende una risposta in tempi molto brevi, preannunciando fin da ora ulteriori azioni in caso di inerzia da parte degli Organismi competenti.
Del resto in tutta Italia il Forum dei Movimenti per l’Acqua è attivo per ottenere il rispetto del risultato referendario e, laddove dovrà essere necessario, per difenderlo.
Proprio in questi giorni il Movimento ha inoltrato un appello al Presidente della Repubblica, in qualità di garante della Costituzione, affinché attraverso la recente manovra economica approvata con Decreto dal Governo non si tenti di far rientrare dalla finestra quello che è stato fatto uscire dalla porta dei referendum.
Il 12 e 13 giugno il voto referendario di ben 28 milioni di cittadine e cittadini italiani di ogni espressione politica ha chiaramente indicato la voglia di partecipazione attiva alle decisioni importanti per il Paese: servizi pubblici locali, beni comuni, energia, giustizia.
Chiara è stata la risposta dei cittadini: NO alla privatizzazione dei servizi pubblici locali d’interesse generale, a partire dalla gestione dell’acqua, ma non solo, NO ai profitti del mercato sui beni comuni essenziali.
Le persone hanno chiaramente indicato alla rappresentanza politica una nuova stagione che metta al centro l’essere umano e i beni comuni e non le agenzie di rating e la speculazione finanziaria.
A questa indicazione tutti, a cominciare dai partiti che siedono in Parlamento, sono tenuti ad attenersi.

24.8.11

Strumenti ed approcci sostenibili per la difesa del suolo

A seguito di numerose iniziative svolte in passato, tra cui i cantieri didattici di ingegneria naturalistica ed il 7°meeting internazionale di agricoltura sostenibile ENOAS, quest'anno l'Osservatorio geomorfologico organizzerà ad Atri un altro importantissimo evento: il primo summit internazionale "Strumenti ed approcci sostenibili per la difesa del suolo".
L'evento si svolgerà nella Città Ducale, presso il Teatro Comunale i giorni 16 e 17 settembre.
L'Osservatorio geomorfologico, attivo già dal 2007 sotto il coordinamento della Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri, grazie al supporto della Regione Abruzzo e del WWF Abruzzo, rappresenta uno dei più importanti pilastri cardine nella divulgazione e nello scambio di nozioni scientifiche legate alla difesa del suolo. Parteciperanno come relatori importanti nomi italiani ed esteri del panorama scientifico.
L'evento sarà patrocinato da: Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Provincia di Pesaro-Urbino, Comune di Atri, Università Politecnica delle Marche - Facoltà di Agraria, SIGEA, AIPIN, l'ente di ricerca francese CEMAGREF, Banderas Reales de Navarra, Riserva Naturale Regionale Oasi WWF "Calanchi di Atri", WWF Abruzzo e Collegio Provinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Teramo.
Per ulteriori informazioni e per contatti potete scrivere una email al seguente indirizzo di posta elettronica: ossgeom@riservacalanchidiatri.it. Specifiche per la registrazione al convegno saranno presto a disposizione sul sito internet della Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri http://www.riservacalanchidiatri.it/ ed anche sulla pagina facebook della Riserva "Oasi WWF Calanchi di Atri".

22.8.11

Mare abruzzese a rischio nell’Italia colonizzata dai petrolieri

Non si fa in tempo a tirare un sospiro di sollievo per un pericolo momentaneamente accantonato che subito arrivano nuove brutte notizie dal fronte petrolizzazione.
Il WWF Italia, insieme ad altre Associazioni ambientaliste, il 27 luglio scorso ha ottenuto dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio la sospensiva di un Decreto del Ministero dell’Ambiente del 29 marzo che dava parere positivo sulla compatibilità ambientale di un programma di ricerche petrolifere di fronte alla Isole Tremiti – e quindi anche davanti alla costa abruzzese – avanzato dalla Petroceltic, società petrolifera irlandese.
Appena il tempo di manifestare soddisfazione per l’obiettivo raggiunto dai nostri legali che subito, il 5 agosto scorso, ci si accorge che la società inglese Spectrum Geo LTD ha presentato altre 3 istanze per l’avvio del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, inerenti l’attività di prospezione per la ricerca di idrocarburi in un’area di ben 45.000 Kmq dall’Emilia alle Puglie, passando ancora una volta per le Tremiti e quindi anche per il mare antistante la costa abruzzese.
Il WWF denuncia con forza questa scellerata corsa agli idrocarburi che continua nonostante questa grande crisi globale e gli inaccettabili costi ambientali che stiamo scaricando verso le generazioni future.
Oggi urgono politiche più attente ai territori ed alle potenzialità che questi possono esprimere. Abbiamo bisogno di puntare su fonti energetiche rinnovabili e dobbiamo realizzare progetti che sappiano guardare al futuro e che non costituiscano una minaccia o la colonizzazione dei territori stessi.
Il mare è una straordinaria risorsa naturale, indispensabile per la nostra stessa sopravvivenza. I mari e gli oceani regolano il clima, raccolgono e distribuiscono l’energia solare, assorbono anidride carbonica. Il 90% degli organismi viventi del Pianeta si trovano proprio in questi straordinari ecosistemi e contribuiscono in larga misura al nostro benessere economico e sociale.
Secondo la Direttiva 2008/56/CE del Parlamento Europeo del 17 giugno 2008, Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, gli Stati membri dell’Unione Europea, attraverso una serie articolata in diverse fasi di azioni atte a stabilire gli obiettivi e gli indicatori ambientali, dovranno portare la condizione dei mari/oceani dell’Unione allo stato di buono entro il 2020. Un obiettivo difficilmente raggiungibile se si continuano ad autorizzare ricerche petrolifere in un mare piccolo, chiuso e poco profondo come il Mare Adriatico.
Il WWF auspica una nuova politica energetica da parte degli organismi nazionali ed un impegno comune di tutte le Istituzioni e le realtà locali per fermare queste nuove minacce per il mare abruzzese.

Siamo tornati!

Dopo qualche giorno di vacanza, il nostro blog riprende!

A breve nuovi post.

7.8.11

Il vero "anello mancante"

In merito al recente convegno “L'anello mancante” svoltosi a Pineto, dove i Comuni di Roseto degli Abruzzi e di Pineto si sono detti concordi sulla necessità di realizzare un ponte ciclopedonale sul fiume Vomano, il Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano (CCiclAT), nell’apprezzare l’iniziativa e la disponibilità delle due Amministrazioni, sottolinea però come il vero anello mancante del percorso ciclabile che collega quasi tutto il litorale teramano, sia il collegamento Giulianova-Roseto degli Abruzzi ed il collegamento relativo al Comune di Silvi.
La Ciclovia Adriatica, ramo 6 di Bicitalia, collegherebbe Ravenna a Santa Maria di Leuca, in un percorso praticamente pianeggiante che attraversa luoghi di rara bellezza e di alta valenza turistica e culturale. Mentre la Regione Puglia annuncia il completamento del tratto regionale di sua competenza l’Abruzzo è ancora fanalino di coda.
Fa eccezione la Provincia di Teramo, che può vantare piste ciclabili in gran parte delle sue località balneari, e diversi ponti ciclopedonali che attraversano i numerosi corsi d’acqua della Provincia, avendo creato quello che è stato definito il “corridoio verde adriatico”, coincidente con la ciclovia adriatica.
A questo sistema di attraversamenti manca il collegamento, sul fiume Tronto, tra Martinsicuro e San Benedetto del Tronto, e sul fiume Vomano, tra Roseto degli Abruzzi e Pineto.
Il primo si è momentaneamente risolto grazie alla realizzazione, sul ponte stradale di imminente inaugurazione, di una corsia ciclabile che necessita, però, di essere collegata con le piste esistenti sui litorali delle due cittadine costiere. Infatti un attraversamento ciclabile su di un ponte ha poco senso se poi, per raggiungerlo, i ciclisti devono attraversare strade trafficate e pericolose.
Per il secondo attraversamento, in attesa del ponte ciclabile vero è proprio (già progettato dalla Provincia ma, per il quale, servirebbero almeno un paio di milioni di euro), sarebbe possibile utilizzare il ponte ANAS esistente, situato sulla SS16, che ha una carreggiata abbastanza ampia da poter accogliere, una volta declassificata la strada statale, una pista ciclabile.
In tal senso, su sollecitazione del CCiclAT, la Provincia di Teramo ha già predisposto uno studio di fattibilità dove si evidenzia che, tramite posizionamento di una semplice barriera (vedi foto) si potrebbe ricavare una pista ciclabile sufficiente a risolvere, seppur momentaneamente, il problema.



Attualmente, visti i tempi di “vacche magre” è necessario ottimizzare le risorse ed investire i pochi soldi a disposizione dando priorità alle opere più urgenti: visto che gli attraversamenti fluviali possono essere risolti, seppure in attesa dei ponti dedicati, con soluzioni economiche ed efficaci, investiamo i fondi per completare la ciclovia adriatica costruendo i tratti mancanti e collegando così l’Abruzzo con le Marche ed il Molise, fino a ricongiungerci con la Puglia.

4.8.11

Come ti curo il merlo!

Anche quest’anno si è attivato il servizio spontaneo e gratuito del WWF Teramo di assistenza a merli, rondoni, cinciarelle ed altri animali in difficoltà.
“Ogni anno, a partire dal mese di aprile” dichiara Donatella Policreti del WWF Teramo, “abbiamo tante richieste di intervento da parte di cittadini che trovano animali in difficoltà. Nella nostra sede arrivano così animali di vario tipo, in particolare uccelli, che hanno bisogno di assistenza. All’inizio della primavera si inizia con le richieste di intervento per giovani rondoni appena giunti stressati dalla lunga migrazione. Poi è la volta dei giovanissimi merli che, essendo molto precoci nel lasciare il nido, spesso si mettono nei pasticci. Molte volte i cittadini arrivano al WWF dopo essersi rivolti ai vari enti competenti. Come WWF, ovviamente, ci limitiamo ad assistere gli animali che non presentano particolari patologie per le quali indirizziamo sempre al Corpo Forestale dello Stato. Possiamo contare anche sulla collaborazione gratuita di vari veterinari teramani che ci aiutano nelle fasi di recupero”.
L’assistenza necessaria per il recupero è alquanto impegnativa: quotidianamente tutti gli uccelli recuperati vengono messi, ben protetti, a contatto con la natura, accuditi ogni due ore. Al termine, quando sono pronti a riprendere il volo, gli animali vengono liberati in posti idonei.
Quest’anno, tra i vari “ricoveri”, si segnalano 3 merli, 3 cinciarelle cadute in un tubo di una grondaia, 2 piccoli usignoli caduti più volte dal loro nido, oltre a tanti rondoni ed anche alcuni ricci.
Come sempre è bene ricordare che prima di soccorrere un piccolo ci si deve accertare del reale pericolo: spesso, infatti, le mamme sono nei paraggi e stanno solo attendendo il momento propizio per recuperare i piccoli.“Nel corso degli anni”, continua Donatella Policreti, “la sensibilità dei teramani sta crescendo e le segnalazioni sono in aumento costante. Quest’anno abbiamo anche attivato un servizio di sms attraverso i quali comunichiamo alle persone che ci hanno portato gli animali in difficoltà lo stato dei loro beniamini, avvertendoli quando avviene la reimmessione in natura”.

3.8.11

Caccia in Abruzzo: prima vittoria!

Ieri notte in Consiglio Regionale è stato bloccato l'iter del progetto di legge regionale per il calendario venatorio.
Il WWF esprime la propria soddisfazione per il blocco dell'iter della proposta di legge regionale con cui si voleva approvare un calendario venatorio triennale in palese contrasto con le normative nazionali e comunitarie.
Si tratta di una prima vittoria di chi si oppone alla deriva filovenatoria di questa maggioranza. Va ringraziata la minoranza in Consiglio regionale per aver saputo contrastare efficacemente questo provvedimento ed interrompere quella che stava diventando una pericolosa consuetudine finalizzata ad evitare il confronto davanti al TAR, in quanto le Associazioni non possono impugnare le leggi regionali direttamente davanti al Tribunale amministrativo.
Ora non si può abbassare la guardia perchè a breve la Giunta Regionale dovrà approvare la sua versione del Calendario Venatorio e la bozza circolata contiene criticità altrettanto forti, tanto da aver ricevuto un parere fortemente negativo da parte dell'ISPRA.