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30.8.09

L'Assessore Febbo spara sul WWF, ma fa cilecca!

Dopo la conferenza stampa del WWF Abruzzo sul calendario venatorio, è intervenuto l'Assessore regionale Mauro Febbo difendendo il calendario venatorio 2009/2010 della Regione Abruzzo.
Riportiamo qui di seguito le sue dichiarazioni riprese direttamente dal sito della Regione Abruzzo.

CACCIA: FEBBO DIFENDE LE SCELTE DEL CALENDARIO VENATORIO
(REGFLASH) Pescara, 25 ago. "Nessuna bocciatura del nostro calendario venatorio da parte dell'Ispra. Credo che il WWF, nel caso specifico, stia conducendo una battaglia di retroguardia poichè l'integralismo non porta mai da nessuna parte". Così l'assessore con delega alla Caccia, Mauro Febbo, in apertura della conferenza stampa che ha tenuto, questa mattina a Pescara, ha commentato la decisione dell'associazione ambientalista di presentare al Tar un ricorso che mira a sospendere il calendario venatorio 2009-2010 approvato dalla Giunta regionale. "L'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, - ha spiegato Febbo - è un organismo statale che rilascia solo pareri, peraltro non vincolanti, e che, rispetto a questo calendario venatorio, si è limitato a fare delle ossservazioni, quasi totalmente recepite. Sulla questione specifica della caccia alla quaglia, - ha continuato Febbo - abbiamo ritenuto, invece, di difendere la scelta dell'apertura anticipata che, comunque, non è indiscrimata ma riguarda solo le stoppie e gli incolti, poichè il territorio abruzzese è quasi per metà soggetto a vincoli per la presenza di tre parchi nazionali e di un parco regionale". L'assessore alla Caccia ha, poi, rimarcato che "il percorso per arrivare al calendario venatorio 2009-2010 è stato ampiamente condivisio dalla Consulta della caccia dove sono presenti tutte le componenti interessate come le associazioni ambientaliste, quelle degli agricoltori, le organizzazioni venatorie, i biologi, i veterinari ed il mondo della cinofilia". In relazione al manacato rinnovo del Piano faunistico regionale, l'assessore Febbo ha chiarito che "quello attualmente vigente in regime di prorogatio risale al 2004 e quindi ai tempi della Giunta Pace. Per cui non è una lacuna che puo' essere imputata a questo Governo regionale bensì all'inerzia del mio predecessore. In ogni caso, - ha proseguito l'assessore - stiamo lavorando sul nuovo Piano faunistico che ci auguriamo possa vedere la luce quanto prima". Un altro aspetto che l'assessore alla Caccia ha voluto evidenziare è legato al passaggio chiave rappresentato dal VIA, la valutazione di impatto ambientale, che il caldendario venatorio 2009-2010 ha superato. "Infine, - ha concluso Febbo - una notazione sulle date di apertura della caccia nelle varie Regioni. In Abruzzo, la stagione venatoria inizierà il 6 settembre mentre in Molise, Puglia e Campania, dove peraltro governano Giunte di diverso colore politico rispetto a quella abruzzese, si partirà qualche giorno prima. Per cui, neppure sotto questo profilo ci si può dire nulla".

Ed ecco la "controreplica del WWF".

Il WWF risponde all’Assessore Mauro Febbo sul calendario venatorio.
1) Il parere dell’ISPRA (massimo organo nazionale sulla gestione della Fauna i cui pareri sono obbligatori per la redazione dei calendari venatori regionali) è chiarissimo ed ha bocciato sotto molteplici aspetti il calendario presentato dall’Assessore Febbo. In un passaggio il parere dell’ISPRA arriva a vedere in una disposizione contenuta nel calendario “una inversione di tendenza sia sul piano biologico e gestionale, che dal punto di vista culturale” (frase testuale presa da pagina 6 del parere ISPRA). La Regione ha accolto solo in parte le pesanti censure dell’ISPRA, mentre ha lasciato invariati alcuni aspetti particolarmente gravi come: preapertura della caccia alla quaglia al 6 settembre rispetto al 20 settembre previsto dalla legge; prolungamento della caccia alla beccaccia al 31 gennaio 2010 rispetto al 31 dicembre 2009 previsto dalla legge; modalità di caccia al colombaccio con possibilità per le Province di anticipare il periodo di caccia; creazione del comparto unico regionale per cui i cacciatori potranno esercitare la caccia alla fauna migratoria in tutta la regione e non in ambiti sub-regionali; avvio delle attività di addestramento cani al 7 agosto con conseguente disturbo alla fauna in periodo riproduttivo; permesso di caccia nelle aree umide anche in presenza di terreno coperto da neve (cosa vietata perché impattante sulla fauna).
In ogni caso, chiunque può leggersi il parere dell'ISPRA e verificare chi ha ragione. Il parere lo trovate a questo indirizzo: http://www.wwf.it/UserFiles/File/AltriSitiWWF/Abruzzo/ParereISPRA.pdf.
2) Non è vero che nella consulta regionale sulla caccia nessuno ha sollevato problemi sul calendario venatorio proposto. Il rappresentante del WWF ha fatto tutte le osservazioni tecniche che poi sono state in gran parte ripetute dal parere dell’ISPRA, a dimostrazione che gli aspetti scientifici sono quelli e che chiunque abbia qualche pur minima conoscenza di etologia non può tacerli. Gli altri presenti in consulta non hanno detto nulla proprio perché, essendo per la maggior parte cacciatori, erano ben contenti dei “regali” che l’Assessore stava facendo alla loro categoria!
3) È falso che il WWF attacchi strumentale l’Assessore Febbo, visto che da sempre l’Associazione ha impugnato i calendari venatori quando questi non erano fatti bene. E lo ha fatto sia quando c’erano giunte regionali di destra che quando c’erano giunte regionali di sinistra. All’Assessore basterà informarsi presso gli Uffici del suo Assessorato per averne riscontro.
4) Su una cosa, però, l’Assessore Febbo ha ragione: la mancanza del Piano faunistico venatorio e di dati sulla presenza faunistica non sono imputabili solo a lui, ma li condivide con quanti lo hanno preceduto nel corso degli anni. È esattamente quello che abbiamo affermato nel corso della nostra conferenza stampa di ieri.

25.8.09

Taglio nell’Abetina di Tossicia nel Parco Nazionale Gran Sasso - Laga

Nei giorni scorsi, il WWF ha inoltrato una richiesta di informazioni al Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed al Comandante del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato competente per il territorio del Parco, in merito al taglio di piante all’interno dell’Abetina di Tossicia (TE) che ha interessato un’area di circa 2 ettari.
L’Abetina di Tossicia costituisce uno dei rari nuclei autoctoni di Abete Bianco all’interno del Parco, residuo dell’antico popolamento misto di Abeti e Faggi dell’Appennino: si tratta di una delle aree di maggior importanza dal punto di vista vegetazionale del Parco che ospita anche importanti specie animali che qui trovano rifugio.
Il WWF ha chiesto se il Parco fosse a conoscenza del taglio e se lo stesso sia stato correttamente autorizzato. A parere dell’Associazione ambientalista procedere ad un taglio del genere in una zona così delicata è assolutamente incompatibile con gli obiettivi di tutela che un’area naturale protetta si deve prefiggere.
L’Abete Bianco è un albero di prima grandezza che può superare i 60 metri di altezza ed i 300 anni di età con un diametro che può arrivare fino a 3 metri.
Si è diffuso sulla catena degli Appennini dalle Alpi Orientali durante l’ultimo periodo glaciale, terminato circa 10.000 anni fa. Nella fase di riscaldamento post-glaciale l’Abete Bianco risalì verso nord, inseguendo le temperature più rigide, e rimasero solo pochi nuclei isolati in competizione con il Faggio.
I principali nuclei abruzzesi di Abete Bianco sono proprio sui Monti della Laga e sul Gran Sasso e meritano di essere particolarmente protetti data la loro caratteristica di veri e propri “relitti glaciali”.

Il WWF presenta ricorso al TAR contro il calendario venatorio della Regione Abruzzo

Il WWF ha presentato un ricorso al TAR per chiedere la sospensiva del Calendario venatorio varato dalla Giunta Regionale abruzzese ai primi di agosto.
Nel ricorso si evidenzia come nel Calendario Venatorio approvato dalla Regione Abruzzo viene consentita l’apertura anticipata della caccia di specie migratrici quali la Quaglia al 6 settembre (rispetto alla terza domenica di settembre come normalmente previsto dalla legge) e come la caccia alla Beccaccia sia programmata dal 20 settembre sino al 31 gennaio anziché sino al 31 dicembre come consigliato dai massimi organismi scientifici nazionali ed internazionali in ottemperanza alla Direttiva 409/79/CEE “Uccelli”. Purtroppo su un altro aspetto importante, come la possibilità di addestrare i cani fin dal 6 agosto, per l'ennesima volta i tempi di approvazione della delibera regionale (3 agosto contro il termine di giugno previsto dalla legge) non hanno reso possibile fare ricorso.
La decisione di ricorrere alla giustizia amministrativa giunge dopo che l’Associazione aveva chiesto ripetutamente e preventivamente alla regione di adeguarsi agli standard richiesti a livello comunitario e al parere espresso dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), massimo organo scientifico dello Stato Italiano, sulla prima bozza di calendario predisposta dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione. Il WWF aveva chiesto sia durante la consulta venatoria, in cui vi è un solo membro dell’Associazione, sia con una nota scritta inviata all’Assessorato di conoscere i dati scientifici e le norme comunitarie sui quali la Regione Abruzzo aveva fondato scelte del tutto discutibili, come l’apertura anticipata e la chiusura al 31 gennaio della caccia alla beccaccia. Su questi e su altri punti controversi era intervenuto il parere dell’ISPRA che aveva censurato tecnicamente e scientificamente l’operato dell’Assessorato regionale.
Nel parere dell’ISPRA, che alleghiamo integralmente, si possono leggere frasi del genere su diversi punti non recepiti nel calendario venatorio:
APERTURA ANTICIPATA ALLA QUAGLIA (il calendario prevede l'apertura anticipata al 6 settembre)
“Per quanto concerne la Quaglia e l'Allodola si esprime parere sfavorevole al prelievo anticipato. Si tratta in entrambi i casi di specie ormai da anni in forte regresso e caratterizzate da uno stato di conservazione sfavorevole a livello europeo. Inoltre la Quaglia dovrebbe essere cacciata con il cane, pratica da evitarsi per ragioni connesse al disturbo arrecabile alla restante fauna non oggetto di caccia”.
CACCIA ALLA BECCACCIA (il calendario prevede la chiusura al 31 gennaio 2010)
“Per la Beccaccia si suggerisce una chiusura anticipata della stagione venatoria al 31 dicembre, in relazione non solo al precario stato di conservazione delle popolazioni europee di questa specie (ridottesi nel complesso di circa il 10% nell’arco di un decennio) ma soprattutto in considerazione della maggiore vulnerabilità che contraddistingue questo scolopacide nella seconda metà dell’inverno”.
MOBILITA’ DEI CACCIATORI (il calendario introduce il comparto unico regionale)
“Il capo F del documento in esame introduce la possibilità di un’ampia mobilità dei cacciatori per l’esercizio della caccia alla migratoria in ambito regionale che contrasta con l’esigenza di realizzare un più saldo legame del cacciatore al territorio e di fatto vanifica in gran parte le innovazioni introdotte dalla Legge 157/92 in materia di disciplina dell’attività venatoria”.
ADDESTRAMENTO CANI (il calendario ha reso possibile l’addestramento cani dal 6 agosto)
“L’inizio dell’attività di addestramento cani al 7 agosto appare prematuro, considerati i periodi di riproduzione di varie specie potenzialmente vulnerabili, come la lepre e i galliformi. Si ritiene, quindi, che una soluzione di compromesso accettabile sia quella di posticipare alla fine di agosto o ai primi di Settembre l’epoca di addestramento degli ausiliari”.
CACCIA IN PRESENZA DI NEVE (il calendario permette la caccia nelle aree umide anche in presenza di terreno coperto da neve)
“L’esercizio della caccia in questi momenti risulta fortemente impattante sulle popolazioni selvatiche poiché determina un incremento della mortalità: tale incremento è legato non solo all’aumento del prelievo diretto, reso più semplice dalla minore mobilità degli animali, ma anche al forte disturbo arrecato agli uccelli che li costringe a impiegare le proprie energie per fuggire anziché per le attività di foraggiamento così importanti per garantire la sopravvivenza in questi periodi di freddo intenso. Si ritiene, pertanto opportuno che venga previsto il divieto di caccia anche nelle aree umide durante il verificarsi di estese nevicate indipendentemente dalla presenza di ghiaccio sulla superficie dei corpi idrici. L’introduzione di tale norma in Abruzzo appare particolarmente importante, anche in considerazione delle ridotte dimensioni che contraddistinguono le zone umide presenti in regione”.
Su altri aspetti estremamente negativi l’Assessorato ha dovuto cedere alle censure dell’ISPRA (apertura anticipata all'Allodola; modalità di caccia alla Coturnice) anche se in alcuni casi ricorrendo ad escamotage come nel caso in cui si consente l’apertura anticipata al Colombaccio qualora le province presentino dati (ma su questa specie l’ISPRA scriveva non più tardi del 7 luglio scorso: “La valutazione dell’impatto del provvedimento dovrebbe quindi basarsi su buone informazioni aggiornate in merito alla distribuzione ed allo stato delle popolazioni nidificanti in ambito regionale che, per quanto è a conoscenza di questo Istituto, non sono attualmente disponibili”). Solo che ad agosto la stagione riproduttiva è conclusa e non si capisce come possano le province produrre dati che non hanno.
Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia: “La Regione Abruzzo ha in un primo tempo varato una bozza di calendario in contrasto con le indicazioni nazionali ed internazionali sulla conservazione delle specie, nonostante le nostre precise e documentate osservazioni presentate in Consulta venatoria dal nostro rappresentante. Poi ha subìto un parere scientifico dell’ISPRA che ha letteralmente demolito l’intero impianto del calendario venatorio predisposto dall’Assessorato all’Agricoltura. Invece di assumere un atteggiamento più prudente dopo questa brutta figura a livello nazionale, adeguandosi completamente ai rilievi dell’ISPRA, la Giunta regionale ha deciso di forzare su molti aspetti sopra ricordati lasciando invariato il testo del calendario. A questo punto il WWF, che ha sempre avuto un atteggiamento responsabile indicando preliminarmente all’Assessorato le carenze della gestione venatoria nella Regione, si vede costretto a ricorrere al TAR chiedendo la sospensiva del Calendario”.
Più in generale il WWF attende ancora dall’Assessorato all’Agricoltura di conoscere su quali dati scientifici ha basato le proprie scelte visto che in sede di consulta l’Assessorato ha pubblicamente ammesso le carenze rispetto alle conoscenze sulle specie oggetto di caccia e che non ha risposto ad una precisa richiesta scritta dell’Associazione.
“Appare incredibile”, prosegue Caserta, “che in una Regione come l’Abruzzo, dove sono le Associazioni come il WWF e non gli enti pubblici competenti, a produrre pubblicazioni scientifiche di livello internazionale, si assumano comunque scelte forzate e a senso unico tutte più permissive. Non è possibile che per privilegiare gli interessi dei cacciatori si finisca per non garantire la corretta gestione di un bene comune come la fauna”.
Non va poi dimenticato che, come il WWF denuncia da anni, la Regione Abruzzo ad oggi è priva di un Piano Faunistico Venatorio: quello precedente, infatti, è scaduto come ha ammesso lo stesso assessorato nel corso dell'ultima consulta venatoria il 31 dicembre 2005 e da allora non ne è stato mai predisposto un altro.
In ultimo il WWF coglie l’occasione per ricordare all’Assessore Febbo, che aveva sostenuto che nel Comitato Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che ha valutato il Calendario Venatorio “trovano ampio margine di rappresentatività le associazioni ambientaliste” che, purtroppo, ciò non è vero per il semplice fatto che la composizione del Comitato è normata da una legge regionale che l’Assessore dovrebbe conoscere e che non prevede la presenza di membri nominati dalle associazioni ambientaliste: infatti 10 membri sono funzionari regionali, 3 sono nominati dal Consiglio regionale, 1 dalle quattro Amministrazioni provinciali ed 1 dal Corpo Forestale dello Stato.

19.8.09

14.8.09

Segnalazione WWF ad Alba Adriatica

Questa mattina, dopo un sopralluogo effettuato lo scorso 12 agosto, il WWF di Teramo ha provveduto ad inviare una segnalazione al Sindaco ed al Comandante della Polizia Municipale di Alba Adriatica relativamente ad uno scarico presente sulla spiaggia della cittadina costiera.
L’acqua che fuoriusciva dal canale – che dovrebbe essere un canale di acque bianche e che defluisce direttamente in mare dopo aver attraversato circa 10 metri allo scoperto sulla spiaggia – era maleodorante e sporca con evidenti chiazze oleose.
Durante il sopralluogo è stato fatto osservare come tali situazioni si verifichino costantemente ed interessino anche altri canali presenti lungo la spiaggia.


10.8.09

Mostra fotografica sull'avifauna della Foce del Fiume Vomano

Mercoledì 12 agosto dalle ore 17 alle ore 23 nella Villa Filiani a Pineto sarà possibile visitare la mostra fotografica “Battiti d’ali sul Vomano. I tesori di un’oasi dietro casa”.
La mostra, organizzata dalla Pro-Loco di Pineto in collaborazione con la Stazione Ornitologica Abruzzese, il WWF e la Riserva regionale dei Calanchi di Atri, è stata patrocinata dai Comuni di Atri e Pineto, e presenta le foto di Davide Ferretti, bravissimo fotografo naturalista che ha seguito l’avifauna della foce del Fiume Vomano durante tutto un anno.
Il lungo lavoro ha permesso di segnalare e fotografare numerosissimi uccelli: dalle beccacce di mare alle spatole, dai cavalieri d’Italia fino ad un gufo che ha trovato rifugio nel bosco vicino alla foce.
La foce del Fiume Vomano, infatti, è una zona fondamentale per l’avifauna della provincia di Teramo. Sono presenti un interessantissimo bosco ripariale ed una zona umida dove i migratori si riposano e si alimentano durante i loro tragitti: proprio per questo riveste un’importanza strategica per la conservazione di molte specie.
Purtroppo la Foce del Vomano risente di una gestione scriteriata che colpisce tutto il Fiume determinando i gravi problemi di erosione ed inquinamento che sono sotto gli occhi di tutti e che hanno ormai pesanti ripercussioni anche sulle attività umane ad iniziare dal turismo e dalla stabilità dei ponti. Il WWF da anni denuncia le aggressioni al Fiume e coglie l’occasione per ribadire che è necessario procedere ad una gestione del Vomano a livello di bacino

6.8.09

Il muro dei balestrucci resiste!

Il WWF torna sulla vicenda dei nidi di balestrucci nell’ex edificio della Villeroy & Boch per segnalare come il muro dove sono stati individuati oltre 20 nidi di questa specie con uova e piccoli è rimasto in piedi, grazie all’azione dell’Associazione che è intervenuta presso la ditta incaricata dell’abbattimento e le Autorità competenti dopo le segnalazioni di cittadini seguite ad un primo intervento di demolizione.
Come si ricorderà dall’inizio di giugno il WWF è intervenuto sia con note ufficiali che con un sit-in di protesta, organizzato insieme alla LIPU, per evitare la distruzione dei nidi ed avventuristiche soluzioni di trasporto dei piccoli e delle uova altrove.
Prima dell’intervento del WWF, purtroppo, alcuni nidi sono stati distrutti e del resto anche tutta la fauna probabilmente presente all’interno dell’edificio demolito è stata danneggiata o allontanata.
In questi due mesi il WWF ha provveduto ad un monitoraggio continuo della situazione segnalando tempestivamente ai responsabili della demolizione ed alle Autorità la continua presenza di nuovi piccoli nei nidi. Ciò ha impedito, fino ad oggi, che fossero compromesse le nidiate succedutesi.
Si tratta ora di attendere le prime settimane di settembre quando anche gli ultimi piccoli si saranno involati.
“Quanto è emerso”, dichiara Donatella Policreti del WWF di Teramo, “ci spinge a ritenere fondamentale un’azione preventiva di tutela dei nidi di rondini, rondoni e balestrucci, nonché, in generale, dei migratori e della fauna selvatica che ormai trova rifugio anche nella nostra città. Molto spesso con semplici accorgimenti è possibile garantire la convivenza tra l’uomo e gli animali. Nel caso specifico attendere il momento dell’involo ha consentito la salvaguardia perlomeno parziale di una parte della colonia presente. Per il futuro, anche per non disperdere questo patrimonio faunistico della nostra città, si potranno dotare i nuovi edifici di nidi artificiali, lucernai o di scalini con superfici ruvide dove i balestrucci, e più in generale l’avifauna nidificante, possono creare i loro nidi”.
La presenza di rondini, balestrucci, ma anche pipistrelli – tutti tutelati dalla normativa vigente in materia – è importante, oltre che per la tutela della biodiversità, anche per l’uomo. Questi animali, infatti, sono degli “insetticidi naturali” eccezionali che consentono di limitare il numero di zanzare ed altri insetti senza avvelenare l’aria con pesticidi ed insetticidi chimici.
Solo per dare un’idea dell’efficacia di questi animali basti pensare che un singolo balestruccio riesce a mangiare in un giorno fino a 2 etti di insetti (migliaia di esemplari): si calcola che ogni anno vengono predati da rondini e balestrucci circa 30.000 tonnellate di mosche e zanzare in modo assolutamente ecologico senza alcun inquinamento.

Piano casa = cementificazione 3 (ma siamo riusciti ad evitare il peggio)

Fermato pazialmente un disastro urbanistico grazie alla denuncia e alla mobilitazione delle associazioni ambientaliste ed al ruolo di mediazione svolto dal Consiglio Regionale.
Il WWF e le altre associazioni ambientaliste attendono ora il testo definitivo per valutare i singoli aspetti e la portata sul territorio delle norme approvate in una corsa contro il tempo che, comunque, non ha giovato all'ambiente abruzzese.
Alcune delle norme più contestate, come quella relativa alle strutture turistiche che avrebbero potuto chiudere terrazzi, verande e logge, quella che permetteva di allargare del 20% non solo le piccole abitazioni, ma tutti gli edifici, residenziali e non e per qualsiasi cubatura, e quella relativa alle aree e agli edifici da escludere che permetteva interventi finanche nei centri storici e sugli edifici vincolati, sembrano essere state cassate.
Pur nel generale disappunto per una norma che aumenta la quantità di cemento sul territorio e per il tentativo di blitz estivo, su questi punti specifici le associazioni esprimono soddisfazione ricordando che grazie alla loro mobilitazione, molti scempi saranno evitati.
Per le associazioni appare evidente che l'obiettivo di ottenere un governo del territorio fondato sulla sostenibilità ambientale non può essere colto in questo modo, con tentativi di blitz estivi pro-cemento in cui spicca il ruolo giocato da alcuni funzionari nel proporre scelte dirompenti senza alcun confronto con la società abruzzese, se non con i costruttori.
Su questo aspetto la Giunta deve riflettere per evitare ulteriori passi falsi, anche in vista del dibattito sulla nuova legge urbanistica.
Le Associazioni vogliano ringraziare il presidente della seconda Commissione, Consigliere Ricciuti, ed i singoli consiglieri regionali per il ruolo svolto nel determinare un ripensamento su alcune delle norme pi§ contestate.

3.8.09

Piano casa = cementificazione 2

Fermate la Legge Attila! Le Associazioni ambientaliste lanciano un appello per bloccare in Abruzzo il cosiddetto Piano Casa che nella versione regionale determinerà una colata di cemento dappertutto. La legge oggi in discussione permette addirittura di costruire in parchi, borghi, nelle aree a massimo rischio industriale, nelle aree archeologiche e sugli edifici storici vincolati. Per Legambiente, LIPU, WWF, FAI e Italia Nostra è una vera e propria “Legge Attila” per le devastazioni che potrà apportare alla natura, al paesaggio, all'architettura e alla storia della regione. Un vero attacco all'identità che indigna prima come abruzzesi che come ambientalisti.
Oggi, lunedì 3 agosto, alcune delle associazioni vengono audite in Commissione regionale dove chiederanno di bloccare l'iter della legge affinché si apra un'ampia discussione con la società abruzzese sui vari aspetti del provvedimento. Se si continuerà nell'insensata corsa a cui abbiamo assistito finora vorrà dire che si vuole evitare un confronto di merito su un provvedimento che cambierà l'Abruzzo in peggio.
Le associazioni hanno presentato un documento al Consiglio Regionale in cui, oltre a presentare richieste, chiariscono l'incostituzionalità della proposta di Legge che scardina i principi fondanti della pianificazione territoriale, garantendo solo gli interessi privati e non quelli pubblici. Infatti la legge deroga a tutta la pianificazione annullando nei fatti i Piani regolatori comunali e ogni altro strumento di regolazione dell'edilizia e del governo del territorio.
Si ricorderà che l'intesa Stato-Regioni sul Piano Casa restringeva l'ambito dell'intervento alle sole villette mono e bifamiliari. In Abruzzo non è così. La legge prevede la possibilità di allargare del 20% tutti gli edifici oppure di abbatterli ricostruendoli con un premio di cubatura tra il 30% e il 65%, senza distinzioni tra quelli residenziali e quelli industriali e senza limiti di cubatura, a differenza delle leggi già approvate in altre regioni come Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Quindi, se un costruttore ha un palazzo di 10 piani potrà costruirne altri due. Addirittura, in alcuni casi, il diritto a realizzare queste cubature può essere trasferito su altri siti diversi dall'edificio di partenza, permettendo di cementificare nuovo suolo. Giusto per non farsi mancare nulla potrà essere cambiata la destinazione d'uso!
Una delle norme più gravi è quella che permette di applicare questa legge anche nelle aree archeologiche e sugli edifici storici. In questi casi la Sovrintendenza potrebbe opporsi ma è lecito chiedersi come faranno gli uffici regionali e locali ad istruire tutte le migliaia di pratiche che potrebbero arrivare, visto che dopo 60 giorni scatta il silenzio/assenso. Il tutto in un momento come quello post-terremoto dove le sovrintendenze hanno altro a cui pensare.
Ai Comuni viene addirittura concessa la possibilità di restringere i perimetri dei centri storici permettendo l'ampliamento del 20% degli edifici anche nei borghi di rilevante interesse storico e architettonico, superando così tutta la pianificazione preesistente come i piani di recupero. Il tutto con una semplice delibera di consiglio comunale, derogando a tutte le procedure di garanzia e partecipazione previste dalla normale pianificazione.
Inoltre si potrà costruire in tutti i parchi e le riserve abruzzesi, dove si potranno realizzare milioni di metri cubi quasi ovunque. Idem per le aree industriali a rischio di incidente rilevante, dove sarebbe invece necessario diminuire progressivamente la densità abitativa come prevedono norme precise.
Tutti gli edifici turistici potranno chiudere verande, logge ed addirittura, terrazzi, con prevedibili effetti “collage” che deturperanno le aree interessanti dal punto di vista turistico. Riusciremo a convincere i turisti stranieri a soggiornare in un territorio deturpato da centinaia di palazzi arlecchino, da edifici nelle riserve più belle e da borghi riempiti di superfetazioni “fai da te”?
Nel provvedimento mancano le sanzioni; nelle altre leggi regionali il mancato raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e di riqualificazione edilizia determinano che i nuovi edifici siano abusivi. In Abruzzo nulla di tutto ciò è previsto. Ribadiamo, quindi, la necessità di un rinvio per emanare una legge che non porti alla deregulation edificatoria e per varare provvedimenti che contengano chiare e precise norme sul risparmio energetico e sulla bioedilizia, con stringenti forme di verifica e controllo sugli obiettivi da raggiungere.

Programma estivo Oasi WWF dei Calanchi di Atri

Come ogni anno l’Oasi WWF di Atri propone un calendario di escursioni ed iniziative che iniziate a luglio proseguiranno per tutto il mese di agosto per scoprire una delle particolarità del paesaggio abruzzese, i calanchi, maestose architetture naturali conosciute anche come “bolge dantesche”.
I calanchi, il cui aspetto deriva da una forma di erosione dinamica provocata dalle passate deforestazioni e favorita dai continui disseccamenti e dilavamenti che agiscono sul terreno argilloso, si possono osservare in molte zone collinari, ma solo nei dintorni di Atri caratterizzano così fortemente il paesaggio.
L’area è stata individuata dal 1995 come Riserva naturale da parte della Regione Abruzzo e dal 1999 è stata affidata dal Comune al WWF che la gestisce all’interno della sua rete di Oasi nazionali.
Per l’estate 2009 sono state previste le tradizionali escursioni pomeridiane (tutti i martedì ed i sabato del mese) lungo i sentieri dell’Oasi con partenza alle ore 17:30 dal Centro visita del Colle della Giustizia.
Le escursioni, della durata di circa 2 ore e mezza, sono adatte a tutti e avranno come guida esperti conoscitori dei calanchi.
La sera di giovedì 6 agosto, con partenza alle ore 21 sempre dal Centro visita del Colle della Giustizia, vi sarà l’escursione notturna “La luna e i calanchi”: una suggestiva passeggiata alla luce della Luna che permetterà di apprezzare le particolarità del paesaggio sotto una luce diversa.
Fanno poi parte del programma due eventi speciali.
Giovedì 13 agosto ci sarà una passeggiata alla scoperta delle fontane archeologiche di Atri con partenza alle ore 17 da Piazza Duomo.
Lunedì 17 agosto sarà invece dedicato all’osservazione astronomica a cura dell’Osservatorio astronomico “Colle Leone” di Mosciano Sant’Angelo: ritrovo alle ore 21 presso il Centro visita di Colle della Giustizia per conoscere i segreti degli astri.
Per prenotazioni ed informazioni si può visitare il sito http://www.riservacalanchidiatri.it/ oppure contattare l’Ufficio della Riserva al numero 085.8780088 o all’e-mail info@riservacalanchidiatri.it.