14 ottobre

31.10.08

Discarica abusiva


Ecco le foto di una discarica abusiva trovata lungo il Fiume Tordino nel Comune di Giulianova nei pressi dell'ex-stabilimento SAIG.
L'abbandono incontrollato di rifiuti è una piaga che colpisce tutti i nostri lungofiumi, soprattutto quando vengono create strade che permettono di arrivare indisturbati in luoghi dove poi è possibile scaricare materiale di ogni genere. La mancanza di controlli sul territorio e l'assenza di repressione fanno il resto.

27.10.08

Due giorni per l'ambiente

Preparatevi! Stanno arrivando due giorni dedicati all'ambiente a Giulianova.

Sabato 8 novembre ore 17.00
Pista ciclabile lungo il Tordino e Riserva regionale del Borsacchio: due progetti per la sostenibilità
Incontro pubblico promosso dal WWF e dal Centro di Educazione Ambientale di Giulianova
Sala del Loggiato Piazza Belvedere a Giulianova Paese
PROGRAMMA:
Saluti
- Gabriella Cassiani, Responsabile CEA di Giulianova
- Giovanna Gotta, Vicepresidente Comitato di Tutela della Val Tordino
Interventi di
- Dante Caserta, Presidente WWF Abruzzo: Il Tordino, un fiume da recuperare
- Fabio Celommi, Presidente del Comitato cittadino per la tutela della Riserva regionale del Borsacchio: Un’area naturale protetta da difendere
- Tiziana Cianelli, Insegnante Direzione Didattica 2° Circolo di Giulianova: Progetto didattico “Riscoprire il fiume” della Scuola Elementare “G. Braga”
- Lucio De Marcellis, Associazione Ruota Libera Veloteam Teramo: Il futuro delle piste ciclabili in Abruzzo. Ipotesi per la Teramo-mare ciclabile
- Raffaele Di Marcello, Amministrazione Provinciale di Teramo: La pista ciclabile Teramo-Mare come elemento ordinatore del Piano d’Area della Vallata del Tordino
Moderatore: Fabio Vallarola, Programma AdriaPAN

Domenica 9 novembre ore 9:30
+ BICI – SUV: Biciclettata lungo le sponde del Fiume Tordino

Ritrovo nell’area prospiciente molo nord del porto di Giulianova Lido (davanti al Kursall)
Biciclettata promossa dal Centro di Educazione Ambientale di Giulianova, dalla Sezione provinciale di Teramo del WWF e dal Comitato di Tutela della Val Tordino. I partecipanti saranno accompagnati da maestri di ciclismo fuoristrada della Federazione Ciclistica Italiana dell’Associazione Life Club di Teramo.
È consigliabile l’utilizzo di un caschetto da bici.
L’organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali incidenti verificatisi nel corso dell’iniziativa.

Living Planet Report

Il prossimo 29 ottobre, alle ore 10:30 a Roma, nella sede del WWF Italia, in via Po n. 25/c, sarà presentata l'edizione 2008 del Living Planet Report.
Info su www.wwf.it .

22.10.08

Nuovo sito per l'Oasi WWF dei Calanchi di Atri

On line il nuovo sito web della Riserva Naturale dei Calanchi di Atri all'indirizzo http://www.riservacalanchidiatri.it/
Un portale molto bello ed innovativo che racchiude tante informazioni per tutti coloro che sono rimasti affascinati dalle bellezze della riserva, una serie di prodotti e servizi dedicati al turista che vuole entrare in contatto per la prima volta con l'Oasi: sentieri, itinerari turistici, informazioni su dove mangiare ed alloggiare.
Opportune aree del sito contengono informazioni sulle attività del Centro di Educazione Ambientale, sui progetti in corso, su come aderire e collaborare.
Tanti contenuti interattvi per coloro che navigano alla ricerca di dati, informazioni o semplicemente spinti dalla curiosità e dalla passione per la Natura.

20.10.08

Riserva del Borsacchio: domani ancora in Consiglio comunale

Domani 21 ottobre 2008 il Consiglio Comunale di Roseto degli Abruzzi, affronterà nuovamente la discussione sul Piano di Assetto Naturalistico della Riserva regionale naturale del Borsacchio.
Il WWF ed il Comitato per la Riserva hanno rivolto l'appello che segue ai consiglieri di maggioranza affinché respingano questo Piano e la cementificazione che esso comporterebbe.

Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
(Matteo, 5, 37)


Rivolgiamo personalmente a Voi, soltanto a Voi, a ciascuno di Voi, il presente appello, perché le minoranze consiliari hanno già giustamente dichiarato la propria indisponibilità ad adottare il progetto di PAN della Riserva Naturale Regionale del Borsacchio, che è all’ordine del giorno nella seduta consiliare odierna.
Ed è con tanta sorpresa che abbiamo constatato che, nel corso della precedente seduta consiliare di prima convocazione dell’08/10/2008, il capogruppo in aula del PD ha dichiarato la disponibilità del suo gruppo ad adottare il presente progetto di PAN.
Sorpresa dovuta al fatto che i partiti della coalizione di maggioranza, in occasione delle ultime elezioni amministrative, avevano sottoscritto, e proposto alla Cittadinanza, un programma elettorale in cui campeggiava, solenne ed inequivocabile, l’impegno a non consentire “nuovi insediamenti ed incrementi dei volumi esistenti entro l’area della Riserva”.
Sappiamo tutti che tale programma ha ricevuto il suggello di quasi l’80% di consensi. Il “contratto sociale” tra Autorità Municipale ed i propri amministrati è stato, in tal modo, validamente stipulato. I cittadini rosetani hanno conferito ai propri Consiglieri ed al Sindaco, che è il capo dell’Amministrazione Comunale e la rappresenta, un chiaro ed espresso mandato di “realizzare la riserva naturale secondo le linee enunciate dalla Legge regionale … senza nuovi insediamenti ed incrementi dei volumi esistenti entro l’area della Riserva”. Questi i limiti del mandato da Voi ricevuto: il mandatario che voglia superarli, compiendo atti amministrativi esorbitanti, si renderebbe politicamente (e moralmente) responsabile, nei confronti dei propri rappresentati, di inadempimento dei propri doveri di amministratore. Il mandato politico conferito era, infatti, chiaro e circoscritto alla realizzazione di una vera Riserva naturale, non di una megalottizzazione edilizia mascherata ad arte.
Il progetto di PAN della Riserva Naturale del Borsacchio, presentato oggi in aula, è altra cosa rispetto alla volontà espressa dalla Cittadinanza; ed è altra cosa anche rispetto a quanto possa ragionevolmente attendersi da uno strumento di pianificazione destinato ad un’area protetta. E’ insensato, infatti, proporre che, nel cuore di una Riserva naturale, si realizzino 50.000 metri quadrati di nuovi edifici, oltre ad opere varie di urbanizzazione, che produrrebbero un carico antropico di 3.000/5.000 nuovi abitanti.
Il Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio ed il WWF invitano i Consiglieri di maggioranza a rammentare il contenuto degli impegni assunti, da ciascuno di essi, con i propri elettori, e a dichiarare la loro indisponibilità ad adottare il progetto di PAN, posto oggi all’esame del Consiglio Comunale, chiedendone la revisione finalizzata ad eliminare qualsiasi nuova costruzione all’interno della riserva, perché questi erano gli impegni elettorali assunti dalla coalizione di maggioranza con i propri elettori.

19.10.08

A scuola con il WWF

Fin dalla sua nascita il WWF è sempre stato molto attento all’educazione ambientale. Siamo infatti convinti che per creare un rapporto migliore tra uomo e natura sia necessario avvicinare le nuove generazioni alle tematiche ambientali.
Sono tanti i modi con cui il WWF entra in contatto con il mondo della scuola: attraverso corsi di formazione per insegnanti, con l’offerta di visite guidate nelle Oasi WWF, con lezioni in classe e all’aperto…
Ma uno dei modi migliori per avvicinare i ragazzi al WWF ed alla protezione della natura sono sicuramente i programmi “Panda Club” e “Panda Explorer” che ogni anno coinvolgono 100.000 alunni in tutta Italia: migliaia di classi iscritte collettivamente al WWF che si impegnano attivamente nello studio e nella difesa della Natura.
In pratica, attraverso l’iscrizione di tutta la classe al WWF, insegnante ed alunni ricevono dei programmi di educazione ambientale ogni anno diversi che permettono di sviluppare un progetto educativo durante tutto l’anno scolastico.
Per l’anno scolastico 2008/09 la proposta “Panda Club”, dedicata alle Scuole primarie e secondarie di primo grado, é costituita da due programmi di educazione ambientale: “Tutti per una, una per tutti” ed “Ambiente in tutti i sensi”.
“Tutti per una, una per tutti” è un percorso triennale dedicato ai temi dello sviluppo e della cooperazione internazionale che quest’anno si focalizza su clima, energia ed equità per mettere in luce il concetto di cooperazione in connessione con il tema delle energie rinnovabili.
Il programma “Ambiente in tutti i sensi” offre invece un percorso di attività per conoscere l’ambiente attraverso l’uso dei cinque sensi: l’attività sensoriale è infatti riconosciuta come una delle pratiche essenziali dell’educazione ambientale, necessaria a qualunque progetto educativo sull’ambiente e sul territorio.
La linea “Panda Explorer”, rivolta alle Scuole d’infanzia ed i primi anni di quella primaria, è la nuova proposta didattica che introduce i ragazzi più piccoli nel mondo della natura, stimolando il coinvolgimento diretto, le esperienze concrete e favorendo l’apprendimento attraverso il gioco.
Quest’anno il programma sarà “Giocare, Fare, Scoprire con il WWF”, dedicato al mondo dei fiumi: con il coinvolgimento diretto ed esperienze concrete, la collana favorisce l’apprendimento attraverso il gioco. Studiare la natura diventerà così un gioco: con i poster della collana, la classe imparerà a conoscere la vita del fiume ed apprezzerà una delle risorse naturali più preziose, l’acqua.
Ogni kit educativo comprende un manuale esplicativo per insegnanti, quaderni per ciascun alunno, oltre ad adesivi, tessere WWF, poster, abbonamenti alle riviste del WWF (Panda e Panda Junior) ed altro materiale promozionale.
Tutte le informazioni per adottare i programmi “Panda Club” e “Panda Explorer” si trovano sul sito http://www.wwf.it/ e fino al 30 novembre è possibile usufruire di una speciale offerta: l’abbonamento di tutta una classe a Panda Club costa solo 30 euro (anziché 35), mentre quella a Panda Explorer solo 20 euro (anziché 25).Ulteriori informazioni sull’attività di educazione ambientale del WWF possono essere richieste ad abruzzo@wwf.it.

18.10.08

Area ex-stabilimento Monti: esposto del WWF

Questa mattina, presso la sede provinciale del WWF di Teramo, Dante Caserta, Presidente WWF Abruzzo, ed Augusto De Sanctis, della Segreteria regionale del WWF Abruzzo, hanno presentato i dati acquisiti al termine di una serie di accessi agli atti condotti presso l’ARTA ed il Comune di Roseto degli Abruzzi sull’inquinamento riscontrato nel corso di analisi effettuate dall’ARTA nell’area dell’ex-stabilimento Monti, in pieno centro a Roseto degli Abruzzi.
Su quest’area industriale dismessa, dove in passato era presente una ditta di confezioni, la Ditta Alfa Immobiliare sta realizzando una serie di immobili a scopo residenziale/direzionale/commerciale.
L’area, nonostante le aree delle ditte di confezioni siano notoriamente tra i siti potenzialmente inquinati a causa dell’utilizzo di solventi, non fu inclusa tra quelle del censimento delle aree industriali dismesse effettuato dalla Regione nel 2004 tramite segnalazione dei Comuni, mentre fu individuata dal Comune di Roseto degli Abruzzi fin dal 1999 come area di intervento per un PRUUST.
Verificando le analisi condotte dall’ARTA si è potuto riscontrare quanto segue.
Per quanto attiene ai suoli, le analisi hanno evidenziato 3 superamenti della Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) fissata dalla legge (Testo unico ambientale contenuto nel Decreto Legislativo n. 152/2006) per il parametro degli Idrocarburi pesanti.
Infatti, posto che il limite per la CSC è fissato a 50 milligrammi/chilo per i terreni a destinazione residenziale, in un campione è stato riscontrata una contaminazione da idrocarburi pesanti pari a 125 milligrammi/chilo, in un altro 173 milligrammi/chilo ed in uno, addirittura, 1930 milligrammi/chilo (superiore anche al valore limite per le aree industriali).
Sempre per i suoli, sono state riscontrate presenze di cadmio e cobalto che, ancorché al di sotto dei limiti di legge, risultano ugualmente alti.
Questi dati furono evidenziati, ancorché in misura parziale (si faceva riferimento ad un solo superamento, invece dei tre effettivamente riscontrati) dall’ARTA Dipartimento di Teramo in una relazione dell’11 gennaio 2008.
A seguito di questa segnalazione, la Regione Abruzzo con la nota n. 7601/DN3 del 20 marzo 2008 richiedeva espressamente al Comune di Roseto degli Abruzzi di attivare le procedure di caratterizzazione del sito previste dal Testo Unico Ambientale.
Richiesta rimasta disattesa.
Ulteriori analisi sono state poi condotte il 14 maggio 2008 sulle acque della falda sottostante l’area. In questo caso si sono riscontrati ben 3 superamenti della CSC per il Triclorometano (Cloroformio) su 4 campioni (0,22 – 0,16 e 3,3 microgrammi/litro contro un limite di 0,15 microgrammi/litro).
Nei successivi campionamenti del 16 luglio 2008, effettuati alla presenza di tecnici dell’ARTA centrale, oltre a quelli dell’ARTA del Dipartimento di Teramo, la concentrazione del Triclorometano (Cloroformio) è risultata di molto superiore alla CSC in 4 campionamenti sui 4 effettuati (5,3 – 5,7 – 9,3 e 12 microgrammi/litro contro il limite di 0,15).
In queste analisi per la prima volta si sono riscontrate anche superamenti della CSC per il Ferro (in tre casi) ed il Manganese (anche per questa sostanza in tre casi).
Durante l’ultimo accesso agli atti condotto presso la sede di Teramo dell’ARTA, il giorno 10 ottobre 2008, il WWF ha potuto verificare che erano state prodotte ulteriori analisi sull’acqua di falda in cui si evidenziavano superamenti in 4 campioni su 4 per il parametro Manganese (370, 395, 340 e 76 microgrammi/litro rispetto al limite di 50).
Per comprendere quanto riscontrato nell’area dell’ex-stabilimento Monti, si è provveduto a confrontare i dati riscontrati nelle analisi condotte in quest’area con il quadro della presenza dei contaminanti in Provincia di Teramo, analizzando i dati dell’archivio ARTA relativi alle campagne di Monitoraggio dell’Inquinamento Diffuso effettuate dal 2004 al 2008.
In provincia di Teramo il Cloroformio è stato rintracciato in soli 42 campioni su 355 (12%) e solo in 32 di questi ha superato la CSC (9%).
Nell’area dell’ex-stabilimento Monti, invece, su 12 analisi sui piezometri ben 8 (66,7%) hanno mostrato la presenza dell'inquinante, con il superamento della CSC in 7 casi (58%).
È da notare poi che i quattro campioni più contaminati dell’ex-stabilimento Monti sono anche i primi quattro per concentrazione in un’ipotetica classifica che tenga conto degli oltre 350 campionamenti effettuati in provincia di Teramo.
Situazioni simili si sono potute verificare anche per quanto riguarda il Manganese: basti pensare che la media dei valori di Manganese nei punti d’acqua monitorati dall’ARTA a Roseto degli Abruzzi è di 38,5 microgrammi/litro contro una media nell’ex-stabilimento Monti di 154,16 microgrammi/litro.
L’esame dei referti delle indagini condotte ha poi evidenziato sostanziali discordanze tra le metodologie applicate nel corso delle analisi e le metodologie che dovrebbero essere eseguite. In particolare in diversi casi le analisi vere e proprie sono state condotte su campioni prelevati anche 7/8 mesi prima.
È evidente come il ritardo nell’effettuazione delle analisi possa aver comportato la perdita di quote dei composti più volatili, quali il cloroformio (triclorometano), il tricloroetilene e il percloroetilene (tetracloroetilene).
Non a caso, nel testo “Metodi analitici per le acque” (richiamato nei referti dell'ARTA di Teramo come metodologia di analisi utilizzata) si può leggere “Le analisi devono essere effettuate al più presto e in ogni caso non oltre 48 ore dal prelievo...”.
Ulteriori perplessità si sono evidenziate per come sono state condotte le operazioni di spurgo dei piezometri utilizzati per le analisi delle acqua di falda.
Alla luce di tutto questo il WWF, dopo aver inviato più note agli Organi competenti, ha chiesto di poter partecipare all’ultima conferenza di servizi tenutasi presso il Comune di Roseto degli Abruzzi lo scorso 13 ottobre, così da potersi confrontare con i soggetti impegnati nell’esame della situazione.
Inspiegabilmente tale richiesta è stata respinta, non consentendo così, ad un’Associazione portatrice di interessi collettivi riconosciuti dalla legge, di partecipare alla fase istruttoria del confronto tecnico sulla verifica dello stato ambientale di un’area posta al centro di una cittadina.
Il WWF ha così predisposto un dettagliato esposto che ha inviato alla Magistratura ed al Corpo Forestale dello Stato, oltre che all’ARTA ed alla Regione, evidenziando quanto riscontrato affinché si valuti la situazione esistente.
L’Associazione, inoltre, viste le risultanze fino ad oggi prodotte dalle analisi che hanno evidenziato un gran numero di superamenti dei limiti di legge, torna a chiedere che sull’area si attivi il piano di caratterizzazione ambientale previsto dal Testo Unico Ambientale, come peraltro richiesto dalla Regione Abruzzo fin dal marzo 2008, tenuto conto che attività fino ad oggi condotte si configurano come mere analisi ambientali e non certo come descritto dalla normativa vigente e dai manuali operativi degli Istituti scientifici nazionali.

17.10.08

Fiori di sulla nella Riserva

Tra le attività di sensibilizzazione ed informazioni alla cittadinanza previste nell'ambito del progetto dell'Osservatorio Geomorfologico dell'Oasi WWF dei Calanchi di Atri, si è svolto anche un incontro nella piazza Duomo ad Atri con la distribuzione di semi di sulla.

9.10.08

Iscriviti al WWF

Diventare socio WWF è importante. Il WWF vive delle quote dei suoi iscritti e sostenitori. Possiamo permetterci di essere indipendenti e fare azioni contro chiunque, grazie al fatto che la nostra forza viene dalle centinaia di migliaia di italiane ed italiani che ogni anno decidono di dare un contributo a questa Associazione.
Oggi c'è un motivo in più per diventare socio. Tutti coloro che si iscriveranno entro il 31 ottobre 2008 riceveranno 3 numeri della rivista National Geographic in omaggio.
Tutte le informazioni per iscriversi si trovano a questo indirizzo: http://www.wwf.it/client/render.aspx?root=529&cat=1.

Riserva del Borsacchio: vittoria (per ora)

Il Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi ieri non è riuscito ad approvare il deleterio Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva naturale del Borsacchio che, così come è stato presentato, avrebbe comportato una cementificazione all'interno dell'area protetta.
La mancanza del numero legale registratasi durante il Consiglio ha permesso di fermare l'iter ed offre adesso all'Amministrazione Comunale di Roseto la possibilità di rivedere il PAN, eliminando le previsioni edificatorie contenute.
Il WWF è soddisfatto del risultato raggiunto ed auspica che subito si rimetta mano a questo importante strumento di pianificazione affinché si possa giungere rapidamente alla sua approvazione, eliminando qualsiasi tipo di possibilità di realizzare nuove costruzioni.

Di seguito pubblichiamo l'appello che l'Avv. Fabio Celommi ha rivolto a nome del WWF e del Comitato cittadino per la Riserva regionale del Borsacchio al Consiglio Comunale di Roseto degli Abruzzi dell'8 ottobre scorso.
Illustrissimo Presidente, Eccellentissimi Consiglieri del Consiglio Comunale di Roseto degli Abruzzi
Tutti noi sappiamo che quanto si deciderà nel corso dell’odierna seduta del consiglio comunale cittadino condizionerà e deciderà la qualità della vita e lo sviluppo della nostra Comunità e delle generazioni future, in forma e misura irreversibili. Il progetto di Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva Naturale Regionale Guidata del Borsacchio consentirebbe, infatti, la realizzazione di nuovi edifici per una superficie di oltre 5 ettari, nel cuore della Riserva naturale, oltre ad opere varie di urbanizzazione, tra cui una strada carrabile, posta alla base della prima quinta collinare e parallela alla Strada Statale n. 16, di collegamento tra l’abitato del centro di Roseto degli Abruzzi con quello della frazione Cologna Spiaggia, in aggiunta alla strada già esistente. Il carico antropico che tali previsioni urbanistiche produrrebbero, sarebbe di 3.000/5.000 abitanti.
Se queste previsioni progettuali fossero mantenute, il PAN di naturalistico conserverebbe soltanto il nome, perché trasformerebbe l’area naturale in un nuovo agglomerato urbano (magari dall’accattivante denominazione di Frazione “La Riserva”, a perenne ricordo delle sue origini storiche).
Ma non erano questi gli impegni della coalizione di maggioranza, formalmente e solennemente assunti con la redazione del suo programma elettorale. Non era questo che si aspettava la collettività cittadina quando, in occasione delle ultime elezioni amministrative, ha scelto tale programma con un plebiscito di quasi l’80% dei voti, né ciò che si aspettava la collettività regionale quando ha istituito la Riserva Naturale, mettendo a disposizione, per la sua realizzazione, anche cospicue risorse finanziarie pubbliche.
Il progetto di PAN, costato 230.000 euro, dovrebbe servire a tutelare e valorizzare uno dei pochissimi tratti di costa rimasti liberi su tutto il litorale abruzzese.
A giustificazione delle dissennate previsioni del PAN, nel corso dell’incontro pubblico del 2 ottobre scorso, l’Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi ha sostenuto che vi sarebbero diritti edificatori ormai acquisiti all’interno dell’area della Riserva.
Tale tesi non è condivisibile: è risaputo, infatti, che in urbanistica non esistono diritti edificatori eterni, da conservare o perequare. Altrettanto risaputo è che i poteri pianificatori della Pubblica Amministrazione sono poteri conformativi e non espropriativi che, se legittimamente e ragionevolmente esercitati, non danno luogo a diritti risarcitori o ad indennizzi di sorta.
Appare poi pretestuosa anche la ventilata necessità di reperire risorse finanziarie, per eseguire gli espropri, perché, per realizzare un Parco o una Riserva Naturale, come avviene in tutte le aree protette del mondo, non bisogna espropriare nulla poiché la proprietà privata non viene intaccata: se così non fosse, i costi per istituire un parco nazionale come quello del Gran Sasso e Monti della Laga, esteso per oltre 150.000 ettari, sarebbero stati proibitivi.
E’ insensato, infine, sostenere che, grazie alla massiccia lottizzazione consentita dal PAN, si troverebbero i fondi per la realizzazione delle finalità dell’area protetta (come la rinaturalizzazione o la piantumazione di vegetazione); è risaputo, infatti, che esistono meccanismi certamente più efficaci e meno onerosi, per provvedere alle riconversioni colturali, come la predisposizioni di incentivi finanziari in favore dei coltivatori. Senza poi dimenticare che gli oneri finanziari della realizzazione della Riserva (che è regionale) sono a carico della Regione Abruzzo, che l’ha istituita, e non a carico dei Comuni, che la devono solo gestire: tutte le Riserve regionali godono di un finanziamento ordinario annuale e di finanziamenti straordinari per sostenere gli interventi specifici.
In tutte le aree protette le opere di rinaturalizzazione, d’altra parte, si realizzano con i programmi economici dell’organismo di gestione e non con i Piani di Assetto, che devono prevedere solo i vincoli, tra cui quello d’inedificabilità, già previsti da leggi nazionali e regionali, ed eventuali deroghe per casi particolari.
Il Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio ed il WWF
INVITANO
i Consiglieri comunali di Roseto degli Abruzzi, pertanto, a non adottare il progetto di Piano di Assetto Naturalistico, così come è stato presentato, ed a chiederne la revisione finalizzata ad eliminare qualsiasi nuova costruzione all’interno della riserva, in conformità agli impegni elettorali assunti dalla maggioranza consiliare, e nel rispetto dei vincoli e dei criteri previsti dalle leggi statali e regionali;
SI DICHIARANO
disponibili ad un confronto tecnico-giuridico sugli aspetti di criticità sollevati;
EVIDENZIANO
che, qualora al termine dell’iter istitutivo, il PAN dovesse mantenere la previsione edificatoria esistente, si faranno promotori di una campagna a tutti i livelli, per eliminare il territorio della Riserva Naturale del Borsacchio dall’elenco delle riserve regionali, poiché sarebbe impensabile riconoscere lo status ed i vantaggi di un’area naturale protetta ad un territorio dove è possibile realizzare un’attività edilizia molto vicina alle peggiori forme di speculazione.

6.10.08

Stati generali della solidarietà

Sabato 11 ottobre 2008 presso il Dipartimento DART della Facoltà di Architettura dell'Università di Chieti-Pescara in Viale Pindaro a Pescara si terrà il Forum regionale abruzzese degli Stati generali della solidarietà e della cooperazione internazionale.
Il programma della giornata:
9:00: Apertura lavori. Saluti di rappresentanti dell'Università e delle Organizzazioni proponenti (Action Aid, Arci, ASAL, Legambiente e WWF).
9:15: Carmine Annicchiarico, Coordinatore Gruppo di lavoro Stati Generali - Reti territoriali e Relazioni comunitarie globali: Gli stati generali: un metodo di lavoro
9:30: Intervento di un rappresentante del Servizio Cooperazione Internazionale della Regione Abruzzo: Come finanziare i progetti di cooperazione
La giornata proseguirà poi con due gruppi di lavoro.
Tema “Beni comuni e cooperazione” con relatore Luciano Bocci, Progetto “Gestione Forestale, Zambia” CELIM - Università di Bologna: "Dalle conoscenze sullo stato del Pianeta all'intervento sul campo".
Tema “Migranti e cooperazione” con relatore Gianguido Palumbo, esperto in cooperazione internazionale: "Cooperazione internazionale e migrazioni".

Riserva del Borsacchio: ancora a rischio!

Questa mattina presso la sede del WWF di Teramo si è svolta una conferenza stampa sul Piano di Assetto Naturalistico della Riserva regionale del Borsacchio, con la partecipazione di Fabio Celomi, Presidente del Comitato cittadino per la Riserva regionale del Borsacchio, Antonio Mutoschi, Presidente della Sezione di Atri di Italia Nostra, e Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo.
Giovedì 2 ottobre è stato presentato in un incontro pubblico il progetto di Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva Naturale Regionale Guidata del Borsacchio che sarà portato all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Roseto degli Abruzzi, nella seduta pubblica straordinaria del prossimo 8 ottobre alle ore 15,30 per la sua eventuale adozione.
La proposta di PAN prevede la realizzazione di nuovi edifici per una superficie di oltre 5 ettari, nel cuore della Riserva naturale, tanto da far richiedere da parte della Regione Abruzzo una procedura di Valutazione Ambientale Strategica, oltre ad opere varie di urbanizzazione tra cui una strada carrabile, posta alla base della prima quinta collinare e parallela alla Strada Statale n. 16, che collegherebbe, in aggiunta a quella esistente, l’abitato del centro di Roseto degli Abruzzi con quello della frazione Cologna Spiaggia.
Il carico antropico, potenzialmente prodotto da tali previsioni urbanistiche, si aggirerebbe sui 3.000/5.000 abitanti.
Se queste previsioni fossero effettivamente mantenute, il PAN di naturalistico conserverebbe soltanto il nome, perché trasformerebbe l’area naturale in un nuovo agglomerato urbano (magari dall’accattivante denominazione di Frazione “La Riserva”, a perenne ricordo delle sue origini storiche).
Ma non erano questi gli impegni della coalizione di maggioranza, formalmente e solennemente assunti con la redazione del suo programma elettorale: non era questo che si aspettava la collettività cittadina quando, in occasione delle ultime elezioni amministrative, scelse questo programma con un plebiscito di quasi l’80% dei voti, né ciò che si aspettava la collettività regionale quando istituì la Riserva Naturale, mettendo a disposizione, per la realizzazione di tale progetto, anche cospicue risorse finanziarie pubbliche.
Il progetto di PAN, costato oltre 200.000 euro, dovrebbe servire a tutelare e valorizzare uno dei pochissimi tratti di costa rimasti libera su tutto il litorale abruzzese.
A giustificazione di queste previsioni, nel corso dell’incontro pubblico del 2 ottobre scorso, l’Amministrazione Comunale di Roseto degli Abruzzi ha sostenuto che vi sarebbero diritti edificatori ormai acquisiti all’interno dell’area.
Tale tesi non è condivisibile: è risaputo, infatti, che in urbanistica non esistono diritti edificatori perenni, da conservare o perequare. Altrettanto risaputo è che i poteri pianificatori della Pubblica Amministrazione sono poteri conformativi e non espropriativi che, se legittimamente e ragionevolmente esercitati, non danno luogo a diritti risarcitori o ad indennizzi di sorta.
Appare poi pretestuosa anche la ventilata necessità di reperire risorse finanziarie, per eseguire gli espropri, perché, per realizzare un Parco o una Riserva Naturale, come avviene in tutte le aree protette del mondo, non bisogna espropriare nulla poiché la proprietà privata non viene intaccata: se così non fosse, i costi per istituire un parco nazionale come quello del Gran Sasso e Monti della Laga, esteso per oltre 150.000 ettari, sarebbero stati proibitivi.
Infine, poiché è stato sostenuto che in questo modo si troverebbero anche fondi per la realizzazione delle finalità dell’area protetta (come la rinaturalizzazione o la piantumazione di vegetazione), è evidente che esistono meccanismi certamente più efficaci e meno onerosi, come la predisposizioni di incentivi finanziari, in favore dei coltivatori, per provvedere alle riconversioni colturali. Senza poi dimenticare che gli oneri finanziari della realizzazione della Riserva (che è regionale) sono a carico della Regione Abruzzo che l’ha istituita e non a carico dei Comuni che la devono solo gestire: tutte le Riserve regionali godono infatti di un finanziamento ordinario annuale e di finanziamenti straordinari per sostenere gli interventi specifici.
In tutte le aree protette le opere di rinaturalizzazione si realizzano con i programmi economici dell’organismo di gestione e non con i Piani di Assetto che devono prevedere solo i vincoli, tra cui la inedificabilità già prevista da leggi nazionali e regionali, ed eventualmente qualche deroga per casi particolari.
Il Comitato cittadino per la Riserva regionale del Borsacchio, Italia Nostra e WWF chiedono al Consiglio Comunale di Roseto degli Abruzzi di non adottare il progetto di Piano di Assetto Naturalistico così come è stato presentato e di chiederne la revisione finalizzata all’eliminazione di qualsiasi nuova costruzione all’interno della riserva.
Il Comitato e le Associazioni sono disponibili ad un confronto tecnico-giuridico sugli aspetti di criticità sollevati e saranno presenti al prossimo Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi dell’8 ottobre per illustrare le proprie ragioni.
Comitato, Italia Nostra e WWF – che sono stati i promotori dell’istituzione e della salvaguardia della Riserva regionale del Borsacchio – evidenziano che, qualora al termine dell’iter istitutivo, il PAN dovesse mantenere la previsione edificatoria esistente, si faranno promotori di una campagna a tutti i livelli per eliminare il territorio del Borsacchio dall’elenco delle riserve regionali poiché sarebbe impensabile riconoscere lo status ed i vantaggi di un’area naturale protetta ad un territorio dove è possibile realizzare una attività edilizia molto vicina alle peggiori forme di speculazione.

4.10.08

Riserva del Borsacchio: allarme ambientale!

Una brutta sorpresa ha accolto coloro che giovedì 2 ottobre hanno partecipato alla presentazione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva Naturale del Borsacchio a Roseto degli Abruzzi (per un resoconto della presentazione vedi http://vallarola.blogspot.com/2008/10/borsacchio-ancora-cemento-anche-in.html).
Il Piano, nella versione illustrata, prevede oltre 100.000 metri cubi di nuovi edifici nell'area protetta, distribuiti su oltre 50.000 metri quadri!
Lunedì 6 ottobre, alle ore 11, presso la sede del WWF in via Tevere n. 24 a Teramo, il Comitato cittadino per la Riserva regionale naturale del Borsacchio, Italia Nostra e WWF terranno una conferenza stampa sul "Piano di Assetto Naturalistico della Riserva naturale Borsacchio" ed illustreranno le ragioni della loro contrarietà al Piano così proposto.