14 ottobre

28.10.07

Piano energetico provinciale: le indicazioni del WWF Teramo

Nella scorsa edizione di Energy Square si è discusso di piano energetico provinciale.
Il nostro responsabile, Claudio Calisti, ha partecipato ad un incontro pubblico esprimendo la posizione dell'Associazione. Pubblichiamo qui il documento del WWF.

Il WWF reputa positivamente che gli Enti locali si dotino di piani energetici, perché in questo settore è necessario superare l’improvvisazione che spesso accompagna la scelta di infrastrutturazioni anche pesanti.
La nostra Provincia ha vissuto e sta vivendo un esempio tipico di questa improvvisazione con il primo caso di centrale turbogas “vagante” che dal territorio di Montorio al Vomano si è spostata nel territorio di Teramo (quasi raddoppiando la sua potenza nel tragitto): il tutto senza che nessun strumento di programmazione lo prevedesse ed anzi, come nel caso della centrale da 980 MW proposta dalla Sithe Global Italia srl in Contrada Cortellucci a Teramo, in contrasto con tutti i piani urbanistici vigenti sull’area (piano regolatore generale, piano territoriale provinciale e piano paesistico regionale).
Punto di partenza per un buon piano energetico è un’approfondita analisi di dettaglio delle caratteristiche dell’area su cui si interviene e, soprattutto, dei consumi energetici.
Solo la conoscenza di tali consumi potrà consentire di intervenire per la riduzione e razionalizzazione degli stessi e pianificare i migliori interventi per la produzione.
Un piano energetico deve puntare a:
· riduzione dei consumi,
· maggiore efficienza,
· razionalizzazione della produzione,
· sviluppo di fonti energetiche alternative in sostituzione dei combustibili fossili.
Il tutto per limitare le emissioni di CO2 così da ridurre la dispersione di gas climalteranti in atmosfera e le emissioni pericolose per la salute umana.
E va detto che, in questo settore, il rispetto di quanto stabilito dagli Accordi internazionali va considerato un obiettivo di minima.
Il Protocollo di Kyoto chiede ai Paesi che lo hanno ratificato di ridurre, entro il 2012, del 6,25% le emissioni registrate nel 1990. Gli scienziati dell’IPCC (Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici dell’Onu), recentemente insignito, insieme ad Al Gore, del premio Nobel per la pace, ritengono necessaria una riduzione del 60-80% perché la temperatura del globo non superi i 2% di aumento medio nell’arco del XXI secolo.
È quindi indispensabile andare ben oltre gli obiettivi di Kyoto e tutti gli enti locali devono fare in maniera convinta la loro parte.
Servono soluzioni radicali, e servono subito. La nostra economia, più ancora che nel resto dell’Europa, continua a basarsi su logiche non sostenibili, fuori da ogni prospettiva di cambiamento del sistema energetico.
È necessaria una politica orientata su quattro direttrici a forte potenziale di riduzione dei gas climalteranti:
miglioramento dell’efficienza energetica negli usi civili ed industriali;
sviluppo delle fonti rinnovabili;
qualificazione energetica dell’edilizia;
mobilità e trasporti sostenibili.
Applicare queste politiche non solo avrebbe effetti positivi sul terreno ambientale, in un momento in cui gli alti e crescenti prezzi del greggio creano uno svantaggio competitivo per l’Italia, ma consentirebbe anche la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro, la riduzione della nostra dipendenza energetica dall’estero.
Quanto alla riduzione dei consumi, moltissimo è quello che può essere fatto.
Il solo settore residenziale mostra potenziali di risparmio energetico fino al 50% con notevoli benefici ambientali ed economici.
I principali ambiti di intervento sono:
razionalizzazione ed incremento dell’efficienza negli impianti esistenti, definendo obiettivi di risparmio negli usi finali e di recupero termico per altri usi;
architettura bioecologica e solare passivo;
interventi sulla coibentazione dell’involucro che riducano il carico del condizionamento estivo;
uso di materiali ecocompatibili a bassa energia inglobata;
esposizione obbligatoria del certificato energetico per edifici pubblici;
pianificazione urbanistica sostenibile;
promozione di elettrodomestici efficienti (rottamazione di quelli inefficienti);
micro-cogenerazione e rigenerazione.
Altro aspetto fondamentale per un buon piano energetico è dato dalla sua capacità di collegarsi ed agire in sinergia con tutte le altre pianificazioni e programmazioni che insistono sul territorio.
Non si possono sviluppare politiche energetiche efficaci senza integrarle con le politiche di altri settori che incidono sulla produzione di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici in atto: al piano energetico devono quindi accompagnarsi un modello di buon regolamento edilizio che introduca elementi di risparmio dei consumi sia nella fase della costruzione che in quella della gestione delle civili abitazioni e degli uffici, o un efficace piano del traffico e della mobilità che rendano effettivamente competitivo il trasporto pubblico rispetto a quello privato.
Lo sviluppo di fonti energetiche alternative è un altro obiettivo da perseguire con convinzione nell’ottica di una riduzione della produzione da fonti fossili.
In questo settore va investito nel solare (fotovoltaico e termico), nell’eolico, nelle biomasse, stando ben attenti a sviluppare fonti energetiche ad alta efficienza sia in termini di bilanci energetici che in termini di bilancio di emissioni di CO2: solo in questo modo si potranno avere fonti realmente rinnovabili e realmente sostenibili.
Vanno poi valutati con attenzione gli impatti ambientali che impianti industriali finalizzati alla produzione energetiche da queste fonti possono provocare. È il caso delle centrali eoliche la cui installazione deve essere accompagnata da approfonditi studi sugli impatti che essi provocano sul paesaggio, sulla fauna, sul territorio, ecc.
Settore fino ad oggi trascurato è quello della produzione di energia elettrica che sfrutta i salti già presenti all’interno degli acquedotti. Si tratta di una fonte energetica che non comporta nuove captazioni, né pesanti strutture sul territorio. Esempi positivi di questa produzione si registrano nelle Marche e ci si chiede come mai fino ad oggi non è stato possibile mettere in campo questa fonte energetica anche nella nostra regione e in provincia di Teramo in particolare.
Infine, il piano dovrebbe invertire una tendenza ormai consolidata all’accentramento della produzione energetica in grandi impianti.
La produzione da mini e microeolico o da piccoli impianti a biomasse, ad esempio, possono essere estremamente valide nei piccoli centri urbani. Si può sviluppare la generazione distribuita in impianti di piccole e medie dimensioni così da creare sul territorio una rete flessibile, vicina all’utenza, di facile espansione e dalle prolifiche potenzialità di mercato (vista anche la liberalizzazione del settore).

22.10.07

Energy Square a Teramo

Il WWF sarà presente ad Energy Square, la manifestazione sulll'energia promossa da AGENA e dall'Amministrazione Provinciale di Teramo.
Tra gli eventi da segnalare, la mostra fotografica che quest'anno è dedicata alle opere del "nostro" Piero Angelini.
Allo stand del WWF sarà possibile ricevere informazioni anche sulla prossima edizione di Generazione Clima, la campagna nazionale del WWF sul risparmio energetico, prevista per sabato 10 e domenica 11 novembre in circa 200 comuni italiani (compresi Teramo e Giulianova).
Questo è il programma di Energy Square 2007 (per maggiori informazioni www.agenateramo.it)
Giovedì 25 ottobre
Ore 16.00 Cerimonia di inaugurazione
Ore 16.30 Apertura della mostra fotografica di Piero Angelini “Forma e colore. I bacini di stupore della terra teramana”
Ore 17.00 Visite guidate alla “Casa EcoLogica”
Ore 17.15 Forum “Pianificare l’energia”. Presiede Antonio Assogna (Assessore Ambiente ed Energia Provincia di Teramo); introduce Ernino D’Agostino (Presidente della Provincia di Teramo); partecipano Associazioni, Enti, Istituzioni e soggetti coinvolti nella definizione del Piano Energetico Ambientale della provincia di Teramo. Per il WWF sarà presente Claudio Calisti, Responsabile provinciale. Conclusioni di Franco Caramanico (Assessore Ambiente ed Energia - Regione Abruzzo) e Laura Marchetti (Sottosegretario di Stato - Ministero dell’Ambiente)
Venerdì 26 ottobre
Ore 10.00 Inizio visite guidate alla “Casa EcoLogica”
Ore 17.30 Conferenza - dibattito “Mutamenti climatici: noi l’avevamo detto” con Luca Lombroso (Meteorologo televisivo)
Sabato 27 ottobre
Per l’intera giornata, a partire dalle ore 10.00, visite guidate alla “Casa EcoLogica” ed attività di informazione delle aziende presenti all’interno della struttura
Domenica 28 ottobre
Ore 9.00 Raduno partecipanti “Città in bicicletta”
Ore 10.00 “Città in bicicletta”
Ore 12.00 Chiusura della manifestazione

21.10.07

Stati generali della Solidarietà e della Cooperazione


Anche quest’anno si terranno a Roma gli Stati generali della Solidarietà e Cooperazione Internazionali. Il WWF, come in passato, è tra i promotori e partecipa attivamente curandone gran parte dell’organizzazione e occupandosi del coordinamento.
L’Evento centrale si terrà il 2 novembre, sempre a Roma, con l’Assemblea degli Stati Generali della Solidarietà e della Cooperazione Internazionale presso la Città dell’Altra Economia.
Per ulteriori informazioni rispetto all’Assemblea si rimanda al sito
www.statigeneralisc.it .
Vi invitiamo a sottoscrivere l’appello degli Stati Generali ed a partecipare alla mobilitazione che si terrà in Piazza Montecitorio davanti al Parlamento il prossimo 30 ottobre.

13.10.07

Borsacchio, non ancora fuori pericolo

Nella seduta dell'11 ottobre 2007 la Commissione VIA della Regione Abruzzo ha esaminato il progetto della Bluserena SpA.
La Commissione, dopo aver anche ascoltato in udienza la rappresentanza del Comitato Cittadino per la Riserva del Borsacchio con i responsabili delle maggiori associazioni ambientaliste e culturali abruzzesi, ha nominato una sottocommissione ristretta che esaminerà la problematica nel merito, rimandando così la decisione definitiva alla prossima seduta della Commissione VIA.
Favorevoli sono state le impressioni dei responsabili delle associazioni ascoltati in Commissione avendo potuto rilevare che le proprie osservazioni, che si ricorda sono state presentate nell'ambito della procedura di Valutazione Impatto Ambientale dal Comitato Cittadino, dal WWF Abruzzo, dalla Legambiente Abruzzo, dalla LIPU Abruzzo, da Italia Nostra Abruzzo, dalla Società Botanica Italiana e da Marevivo, potranno ora essere anche esaminate nel merito e si potrà così evidenziare la grande importanza naturalistica di questo prezioso tratto di costa ancora libero da edificazioni.
La speranza di tutti è che si possa istituire al più presto il Comitato di Gestione della Riserva perché inizi a funzionare una gestione attiva di quella porzione di territorio secondo gli indirizzi che saranno forniti dal Piano di Assetto Naturalistico, strumento, quest’ultimo già in corso di redazione su incarico del Comune di Roseto degli Abruzzi.

10.10.07

Tutelare la Riserva del Borsacchio


Domani il Comitato di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo esaminerà il piano di lottizzazione della Bluserena SpA. Il progetto prevede la realizzazione di un megavillaggio turistico da 400 camere, in località Borsacchio del Comune di Roseto degli Abruzzi (TE), su un’area di 85.000 metri quadrati, collocata tra la ferrovia e la battigia, con una superficie edificata di 11.000 metri quadrati.
Il progetto Bluserena SpA si colloca nel cuore della Riserva Naturale Regionale del Borsacchio, istituita con Legge regionale n. 6/2005. Con successivi interventi legislativi della Regione Abruzzo, si è stabilito che dentro il perimetro della Riserva (definitivamente approvato con Legge regionale n. 77/2007), non si possono realizzare insediamenti turistici extraurbani, se non consentiti dal piano di assetto naturalistico (PAN), che però è ancora in fase di studio.
È ovvio che un insediamento turistico di tali dimensioni all’interno di una Riserva Naturale comporterebbe un enorme impatto ambientale.Il Comitato per la tutela della Riserva del Borsacchio, il WWF e altre Associazioni saranno ascoltati dal Comitato VIA della Regione Abruzzo ed esporranno le ragioni della difesa di uno degli ultimi tratti di costa sopravvissuti alla cementificazione.

La marcia per la tutela della fauna



Eravamo in tanti sabato scorso a Bisegna per manifestare in difesa della nostra fauna in ricordo dell'Orso Bernardo.

Ora è necessario che le Istituzioni facciano la loro parte e mettano in campo tutte le misure per assicurare alla giustizia i criminali che hanno sparso il veleno e per impedire che in futuro si ripetano episodi del genere.

8.10.07

Concorso per le scuole


La Sezione provinciale di Teramo del WWF Italia ONG Onlus, con la collaborazione della Coop. Pacha Mama ed il contributo dell’Assessorato all’ambiente della Provincia di Teramo, organizza il concorso “Pubblicità naturale” rivolto alle scuole elementari e medie inferiori della Provincia di Teramo.
Scopo del concorso è quello di promuovere tra studenti ed insegnanti una riflessione sulla necessità di tutelare l’ambiente, la natura e la biodiversità.
Lo strumento utilizzato sarà quello dell’ideazione di una campagna pubblicitaria che abbia come tema la tutela ambientale e la conservazione della natura.
Le scuole interessate possono richiedere copia del bando a teramo@wwf.it, oppure allo 0861.411147.

4.10.07

Fiaccolata dalla parte dell'Orso

Sabato 6 ottobre, marcia per la difesa della nostra fauna, in ricordo dell'Orso Bernardo e di tutti gli altri animali uccisi dal bracconaggio.
Appuntamento a Bisegna (AQ) alle ore 18. Info: abruzzo@wwf.it

2.10.07

Che vergogna!


La notizia dell'uccisione di tre orsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è di quelle che lasciano senza parole.

Se, come sembra, si è trattato dell'azione volontaria di qualcuno che ha sparso bocconi avvelenati sul terreno, è necessaria un'azione decisa per trovare e colpire duramente i responsabili.

Ad un criminale sono bastati pochi minuti per compiere un gesto che mette in pericolo la sopravvivenza di una specie che abita le nostre montagne da sempre...

Quello che è certo è che la tutela dell'orso marsicano richiede un impegno maggiore di quello che si è visto fino ad oggi: meno convegni, meno chiacchiere, e più azioni concrete per la conservazione.

Per ulteriori informazioni: http://www.wwf.it .